Sul peso degli altri
Giulia, senti… Tu hai già una bambina. Magari potresti badare anche a Martina? Tanto, che tu stia a casa per una o per due, non cambia, propose con disinvoltura la signora Elena. Così almeno Alessia avrebbe le mani libere, potrebbe tornare al lavoro e rimettersi in piedi. Ora è davvero in difficoltà…
Giulia rimase sospesa per qualche istante, dimenticando persino il pomodoro che stava tagliando per linsalata. Sua suocera parlava dei bambini come se fossero gattini, senza alcun peso. Ma con i figli…
Signora Elena, non è così semplice. Sofia ha solo tre mesi, Martina già un anno e mezzo. La mia ha sempre le coliche, non vuole stare giù dalle braccia, dorme a tratti. E Martina va sorvegliata di continuo. È in quelletà in cui vuole toccare i fornelli, infilare le dita nelle prese, rovesciarsi qualcosa addosso…
Ma dai, non esagerare! sbuffò la suocera. Tra i miei figli cera quasi la stessa differenza detà. Eppure ce lho fatta. Mentre dai il latte a Sofia, puoi tenere docchio Martina. Tanto la piccola dove la metti, la trovi, non corre ancora.
Giulia alzò le sopracciglia e si schiarì la voce, stringendo le labbra. Dentro di sé ribolliva. Sembrava che Elena la vedesse come una proprietà che si rifiuta di funzionare. Eppure cercava di restare cortese.
Signora Elena, per me è davvero complicato. Non posso.
Giulia, pensavo fossi generosa, di famiglia, pronta ad aiutare i parenti di tuo marito… la suocera si fece seria. Non lavori, non hai grandi impegni, mio figlio Marco ti mantiene in tutto. E invece Alessia…
Giulia sentì che la pazienza stava per crollare. Doveva svicolare. Tanto, discutere con chi vuole arrivare in paradiso sulle spalle degli altri, è inutile.
Mi scusi, devo dare da mangiare a Sofia. Può finire lei linsalata russa? chiese secca Giulia, dirigendosi verso la camera.
Eh, guarda che tipa. Quando serve aiuto a lei, tutti pronti. Quando bisogna aiutare qualcun altro, sparisce… borbottò la suocera alle sue spalle.
Giulia serrò i denti. Era proprio il contrario. Prima riusciva a cavarsela con poco, ora la famiglia di suo marito sembrava decisa a metterla alle strette.
…Un mese fa Alessia, la cognata di Giulia, aveva divorziato. Secondo la suocera, il marito, Riccardo, la trattava male, la considerava una domestica, e laveva persino spinta durante una lite. Giulia aveva accolto la notizia con distacco. In fondo, che le importava delle relazioni altrui?
Io non vivrei mai con uno che mi mette le mani addosso, disse fredda a Elena.
Certo! Glielho detto anchio. Oggi si salva, domani finisce con la testa sul termosifone, rincarò la suocera. Ma ora, poverina, come farà a vivere? Martina non ha ancora il posto allasilo.
Giulia si sentì a disagio, come se si aspettassero qualcosa da lei.
Beh, non è sola, rispose vaga, pensando alla suocera e sperando di chiudere la conversazione.
Sì, sì. Aiuteremo tutti insieme.
Ora Giulia capiva dove si voleva arrivare. La stavano preparando a fare la mamma per due.
Se fosse stata più ingenua, forse avrebbe accettato. È difficile dire di no a chi attraversa un momento difficile. Tutti possono sbagliare.
Ma Giulia sapeva cosa significava stare con due bambini.
Quando Sofia aveva solo un mese, Alessia le chiese di badare a Martina. Doveva andare in ospedale. Portarsi dietro la bambina non era il caso.
Non si sa mai, magari prende qualcosa… disse Alessia.
La visita si prolungò fino a sera. Giulia corse da una allaltra, pregando che Martina non si cacciasse nei guai. La casa di Giulia non era affatto adatta a una piccola esploratrice: fili scoperti, oggetti sui tavoli, elettrodomestici collegati… Per fortuna, tutto si risolse con un piatto rotto e qualche scarabocchio sui muri.
A fine giornata, Giulia era esausta. Di solito riusciva a riposare un po con Sofia, ma con Martina non cera tregua. E la notte precedente era stata un inferno di poppate.
Ma la cosa più amara fu unaltra. Quando servì aiuto a Giulia, le fu negato.
Alessia, puoi passare in farmacia? Ti mando i soldi. Non mi sento bene e Marco torna solo stasera…
Eh, Giulia, scusa, ma non voglio rischiare. Magari hai qualche virus. Va bene per me, ma Martina meglio non farla ammalare.
Almeno lascia la busta sulla maniglia, la prendo io.
Seguì un silenzio imbarazzato. Qualcuno stava inventando una scusa.
Sarei venuta, ma la macchina è rotta… Giulia, scusa, proprio non posso.
A Giulia non piacque, ma non giudicò subito.
Dopo qualche settimana si ammalò il gatto di Giulia. Doveva portarlo dal veterinario, ma non poteva lasciare Sofia. Chiese di nuovo aiuto ad Alessia. E di nuovo ricevette un rifiuto. Anche il giorno dopo, quando il gatto doveva andare a fare la flebo.
Fu allora che Giulia capì: Alessia sapeva solo chiedere, mai dare. Come anche Elena.
La suocera, però, non si arrese. La volta successiva tentò lassalto durante una cena di famiglia, sperando che Giulia si sentisse in imbarazzo davanti agli altri.
Il mondo è diventato così freddo… sospirò Elena a tavola. Cè chi vive tranquillo, e chi si arrangia con pane e acqua, senza dormire la notte pensando al futuro…
Gli ospiti, rilassati dal cibo e dal vino, forse non diedero peso alle parole di Elena. O pensarono che parlasse dellex genero. Ma Giulia colse lo sguardo pungente della suocera e capì bene a chi era rivolto il messaggio.
Eh già, difficile contraddire, rispose. Per fortuna Alessia non è sola. Pensavo alla sua situazione… Magari torniamo entrambe al lavoro, e lei va in maternità per noi? Così aiuta sia la figlia che me. Potrei persino darle qualche euro dalla mia paga.
Giulia si sforzava di restare calma e seria. Alessia, che poco prima si faceva passare per la madre più sfortunata dItalia, si irrigidì. Elena impallidì e strinse la tovaglia.
Ma io… io non ce la faccio più, balbettò. Due bambini per me sono troppo. Tu invece potresti…
A quel punto intervenne Marco, che conosceva bene le tensioni tra moglie e madre.
Basta, mamma, chiudiamo qui. Per sempre, disse cupo. Se Giulia è più giovane, non vuol dire che sia facile. È già allo stremo. Tu hai fatto il possibile con noi, grazie, ma noi sappiamo i nostri limiti. Non abbiamo mai accettato questa cosa.
Elena serrò le labbra e continuò a giocherellare con la forchetta nel purè. Capì che aveva perso la battaglia. Non riusciva a raggiungere Giulia né con la pressione sociale né tramite il figlio.
Passarono sei mesi. In tutto quel tempo la suocera parlò solo con Marco. Non venne più a trovarli, e Giulia, sinceramente, tirò un sospiro di sollievo. Tanto, Elena non cera mai quando serviva davvero.
Ma Giulia non sapeva che la suocera le aveva dichiarato guerra fredda.
Si avvicinava il compleanno di Elena. Giulia pensò di parlarne con Marco per il regalo. Non si va certo a mani vuote.
Aspetta a scegliere… disse lui. Non è detto che ci vogliano.
Davvero? Giulia alzò le sopracciglia.
Già. Non volevo dirtelo, ma… In famiglia ormai sei la cattiva, Marco allargò le braccia.
Si scoprì che Alessia aveva trovato lavoro. Doveva pur vivere. La madre ha solo un bilocale, e sarebbe stato difficile convivere. Bisogna guadagnarsi da vivere.
Alessia si sistemò in un punto di ritiro pacchi, con la condizione che la madre la sostituisse se necessario. Martina era finalmente allasilo, ma è una bimba piccola: adattamento, raffreddori continui…
Alessia non si faceva problemi a chiedere aiuto alla madre. Così tanto che Elena passava tutti i weekend al punto di ritiro. E i turni, tra laltro, erano di dodici ore, non otto. A volte Elena doveva rinunciare al suo lavoro principale per aiutare la figlia. E tutto lo stipendio finiva ad Alessia, la madre non teneva nulla per sé.
Poi la suocera si stancò. Aiutare di persona non era così facile. Capendo di essere sfruttata, Elena smise di coprire i turni, dicendo di non stare bene.
Alessia non si perse danimo. Non si vedeva proprio come lavoratrice, quindi… tornò dallex marito. Non per amore o pentimento, ma perché lui, con tutti i suoi difetti, era disposto a mantenerla.
Ora vivevano di nuovo tra urla, rimproveri e qualche rara tregua.
Sai qual è la cosa più buffa? sogghignò Marco. Per le donne della mia famiglia, la colpevole sei tu. Mamma racconta a tutti che se quella egoista non avesse fatto resistenza, Alessia si sarebbe sistemata e non sarebbe mai tornata da quel cafone.
Giulia sospirò forte e si coprì il viso con la mano. Ecco, hanno trovato la colpevole.
Beh, forse meglio così, disse infine. Donna andata, cavallo alleggerito. Hanno proprio il vizio di salire sulle spalle degli altri…
Marco si strinse nelle spalle. Giulia non provò sollievo, ma fu contenta che lei e suo marito avessero saputo dire no al momento giusto. Forse è costato qualche notte insonne, ma ha salvato il loro piccolo mondo.







