La suocera ha messo in guardia sul genero sospetto

Caro diario,

non riesco a smettere di rivivere le parole della mamma, Angelica, che da subito ha detto: «Non mi è piaciuto! Sul suo viso si leggeva che è venuto per i soldi!» e ha aggiunto che non è qui per lavorare, ma per sposare una figlia benestante e rubarle ogni centesimo.

«Mamma, perché non lhai detto prima? ho scoppiato siamo sposati da due anni!», ho chiesto a me stessa, come se potessi dare una risposta diversa. Angelica ha alzato le braccia e ha risposto: «Pensavo che tu lo avresti capito da sola! Sei talmente cieca di fronte a Giorgio, tuo marito, che non vedi nulla di evidente!».

«Ma cosa avrei potuto vedere? ho risposto, cercando di non cedere allangoscia.», mi ha ripetuto la madre con un tono di esasperazione: «Semplicità sacra! È arrivato un ragazzo da Siena, ha attraversato lintera Italia! E perché? Ci sono lavori ovunque, ma lui è volato a Roma, è andato subito nella ditta di papà nostro e ha iniziato a corteggiare la figlia del capo. Poi lha sposata!»

«Era tutto così dolce, educato e servizievole! Un cioccolato amaro, vero? In tre chilometri si capisce che il ragazzo si sposa per i soldi, anche se è su un coccodrillo», ha esclamato Angelica, ridendo amaramente. Io, confusa, ho replicato: «Ma io non sono un coccodrillo».

«A lui non importa! Limportante è che tu hai accesso ai soldi di papà, quindi sei la più importante al mondo!», ha continuato, scuotendo la testa. Ancora più tardi, con voce più cupa, mi ha ricordato: «Dopo il matrimonio è venuto da papà e ha chiesto di comprarvi un appartamento. Papà, che è così generoso, lha fatto!».

«Se non avessi iscritto il tuo nome sul contratto, saresti già fuori dallappartamento», ha aggiunto, quasi a minacciare. Poi, con un sorriso beffardo: «Probabilmente non ha ancora riempito le tasche, ma quando riuscirà a estrarre tutto, ti lascerà».

«Ma non ha chiesto nulla, lavora da solo e guadagna», ho protestato, quasi a difendermi. Angelica, però, non ha voluto sentire ragioni: «Non so cosa guadagni, ma ricorda dove lavora!».

«Non è nella ditta di papà, ha lasciato il lavoro subito dopo il matrimonio», ho risposto, cercando di mantenere la calma. Angelica ha annuito, dicendo: «Giusto, ha temuto gli zii cattivi. Se avesse saputo che la nostra figlia si era sposata non per caso, sarebbe stato diverso. Ma è entrato nella ditta di un amico di papà, ha ottenuto una buona posizione!».

«Se papà non lo avesse chiesto, non sarebbe mai arrivato lì», ha ribattuto, dipingendo Giorgio come un bianco e soffice cucciolo. Io, delusa, ho sbattuto la testa: «Non ci avevo nemmeno pensato».

Con un ghigno, Angelica ha concluso: «Credo che abbia una donna sul lato.».

«Perché?», ho chiesto, stupita.

«Per amore! Tu lo vuoi solo per i soldi», ha risposto con decisione.

Il mio cuore è balzato in gola, ho preso un respiro profondo e ho urlato: «Papà!!!». Nella nostra grande casa di campagna, era consuetudine urlare a gran voce quando qualcosa ti turbava. Papà, Giovanni, era poco distante e ha corso verso di me, il volto pallido, il respiro affannoso, come se non avesse più sentito le mie grida da due anni.

«Figlia mia, che succede?», ha chiesto.

«Papà, devi distruggerlo! Schiacciarlo! Lasciare un vuoto umido!», ho gridato.

«Da chi?», ha sbigottito Giovanni.

«Da Giorgio!», ho strillato.

«Che ha fatto?», ha sorriso perplesso.

«Mi tradisce! Si è sposato con me solo per i soldi!», ho ruggito.

«Davvero? E da dove lo sai?», ha mostrato sorpresa.

«Mamma me lha detto! Lo vede come una lince!», ho risposto.

Giovanni si è rivolto a Angelica: «Grazie, Angelica, per averci incastrato!».

«Non chiamarmi così!», ha sbottato Angelica, infastidita.

«Se solo sapessi come chiamarti per farti capire», ha mormorato Giovanni.

«Papà, cosa significa tutto questo?», ho chiesto, incerta.

«Mia figlia, come sempre, ha inventato tutto e poi lha esagerato. Non conosci neanche tuo marito, ma solo quello che la mamma ti ha detto», ha risposto Giovanni con un lieve sorriso.

***

Il giovane Giorgio, laureato in economia, è arrivato da Siena a Roma con il sogno di conquistare la capitale. Sapeva che tutti possono venire qui, ma pochi riescono a fare carriera. Il suo primo obiettivo era non perdersi nel caos della città. Ha affittato una piccola stanza e iniziato a lavorare come manager junior in una ditta di consulenza, sperando di acquisire esperienza.

Ci sono voluti sei mesi per ambientarsi, tra tentazioni e distrazioni. La sua volontà era ferrea; non si è lasciato coinvolgere in niente, ma ha dovuto abituarsi al ritmo frenetico della vita romana. Lo stipendio di un manager alle prime armi non gli permette grandi spese, così ha gestito i pochi euro portati da Siena con parsimonia, sapendo che potrebbero servirgli per qualcosa di più serio.

Il suo impegno è stato premiato: è stato promosso a senior manager, anche se nella scala aziendale rimaneva ancora ai livelli più bassi. Questa promozione non lo ha scoraggiato, anzi lo ha motivato a guardare avanti.

A Capodanno lazienda ha organizzato un ritiro di tre giorni in un resort di Lago di Como, con bar, ristorante, bowling, sauna, piscina e karaoke. Durante le attività ho notato una ragazza affascinante, non lavevo mai vista prima perché non accedevo a tutti i reparti. Mi sono avvicinato, abbiamo chiacchierato di musica, letteratura e cinema, e subito è nata una simpatia reciproca.

Scoprii che si chiamava Ludovica, figlia del proprietario della ditta. «Se mi allontano, andrò via», pensai, «ma se rimango, cosa mi accadrà?». Ludovica, consapevole della mia posizione, rispose con filosofia: «Mi piaci! Se il tuo status diventerà importante, chiederò a papà di farti promuovere».

Il nostro rapporto è durato un anno, durante il quale Ludovica ha mostrato una saggezza al di là della sua età: non chiedeva regali costosi né gesti esagerati. Sapeva che lo stipendio di un senior manager non è alto e che il supporto di papà era ancora necessario. Tuttavia, il matrimonio si avvicinava.

Un giorno Giovanni, il padre di Ludovica, ha convocato Giorgio per discutere del futuro della figlia. «Allora, giovane, cosa ne pensi?», ha chiesto.

«Penso che le spese del matrimonio dovrebbero essere divise a metà», ho risposto seriamente, «e dopo il matrimonio lascerò il lavoro».

«Sorprendente!», ha commentato Giovanni, «ma perché vuoi licenziarti?».

«Perché i soldi li riceverò da mia madre, e lasciarmi permette di evitare pettegolezzi», ho spiegato. Ho sottolineato che il mio primo avanzamento è avvenuto prima che lui mi conoscesse, ma ora tutti penseranno che le mie promozioni siano dovute solo alla sua protezione. «Voglio guadagnare tutto da solo», ho dichiarato.

Giovanni ha annuito, riconoscendo la mia determinazione: «Pensiero globale! E onesto! Se davvero vuoi andartene, non ti lascerò solo. Chiamerò un amico mio per trovarti un altro impiego, ma non come tuo genero, come Giorgio di Siena».

Così, grazie alla mia performance, sono stato promosso capo dipartimento, ma non mi sono fermato: ho continuato a salire di grado per merito e non per raccomandazioni.

Al matrimonio, Giovanni ha incontrato Maria, la madre di Giorgio, una vedova di Parma, che gli ha chiesto da dove provenisse la sua ricchezza. «Il padre ha lavorato duramente per arrivare qui», ha risposto, «ma la salute è sempre un prezzo alto».

Io ho detto a Giovanni che volevo dimostrare di essere degno del cognome del padre. Nel frattempo, io mi occupo del business di mio marito e, una volta che lui avrà accettato la mia partecipazione, cederò tutto e mi ritirerò.

A Siena mi aspettano tre ristoranti e una piccola catena di snack. Se si deve fare un calcolo, non è chiaro chi abbia più soldi.

Angelica, che non era presente durante il nostro dialogo, ha sentito solo una parte della conversazione: «Acquisterete lappartamento?». Non ha sentito la risposta di Giorgio: «Meglio comprarlo io, così non spendiamo due volte». Ha dunque formato lopinione che Giorgio fosse un classico alfonso, interessato solo al denaro. Non ha riferito nulla alla figlia, distratta dal suo marito, sospettando che lui avesse qualcunaltro.

Giovanni, però, ha verificato tutto e ha confermato i sospetti: la sete di soldi di Giorgio è finita. Angelica, da parte sua, ha immaginato altre donne, convinta che tutti gli uomini fossero infedeli, persino suo stesso marito, che tenta di coglierlo da venticinque anni.

Concludendo, Giovanni ha detto: «Mia figlia giudica tutti secondo se stessa! Lo vuole per i miei soldi, altrimenti perché ha una carta con limite? Se le desse laccesso a tutto, sparirebbe in un paese caldo! In amore non ci può essere. In soldi sì, e per soldi sì, e la sua gelosia è giustificata perché senza amore non cè fedeltà». Ha sorriso, aggiungendo: «Giorgio è un bravo ragazzo, capace. Quando arriverà il momento, gli passerò lazienda».

Angelica ha guardato il marito con odio, ma è uscita dalla stanza con dignità. Giovanni ha annuito: «Hai un bravo marito, non ferirlo».

Ludovica, sorridendo, ha detto: «Diventerai presto nonno».

«Che bella notizia!», ha abbracciato Giovanni la figlia, «ma non ascoltare più tua madre».

Fine di questo turbinio di emozioni, ma il mio cuore è ancora in subbuglio, e scrivere mi aiuta a mettere ordine.

Con affetto,
Ludovica.

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