Ciao, ti racconto un po di quello che è successo a Fiorella, così ti faccio compagnia mentre bevi il tuo caffè.
Fiorella guardava fuori dalla finestra che si faceva più chiara, finiva il suo sogno alla pesca e, con il cuore un po incerto, digitava il numero noto. Si chiedeva se voleva davvero sentire una risposta.
Angelica cè Matteo?
Non trattenerlo. Lascialo andare.
Sì, Matteo era suo. Quella risposta doveva essere intesa come un sì positivo.
Chi lo tiene?
Tu. Non lo puoi spezzare. Spezzalo tu. Con la mamma è più felice.
Buona notte.
Era già le cinque e trenta del mattino, ma Fiorella intuiva che Angelica non aveva chiuso occhio quella notte.
Non trattenerlo? Matteo si trattiene da solo. Fiorella era finita anche lei in quel legame distruttivo, ma lui si aggrappava ancora più forte. Era come un mulinello che ti gira dentro e non ti lascia più uscire.
Tutto è cominciato quando Fiorella ha accettato di uscire con un ragazzo tranquillo, casalingo, non come Luca. Con Luca non cera un minuto senza litigare. Lanciava oggetti in casa, rovesciava tavoli, rompeva persino lasciugatrice. Fiorella non gli faceva difetto, urlava, urlava, e anche lui rovesciava e rompeva. Quegli alti e bassi emotivi li hanno portati tutti al limite: Fiorella, Luca e i vicini.
Allora Fiorella voleva un tipo di uomo con cui potesse sedersi, parlare di tutto, invece di distruggere lappartamento e rovesciare i tavoli.
Ecco arrivato Matteo.
Si sono beccati nella corsia dei dolci, entrambi per la stessa confezione di biscotti.
Quel pacco arriva al supermercato di Fiorella, quello che passa al suo lavoro, forse una volta ogni sei mesi.
Senza pensarci, Fiorella ha tirato il pacco verso di sé, e subito ha capito che quel gesto poteva far sì che lui non volesse più condividere i biscotti. Luca avrebbe reagito così: subito sarebbe scoppiato, accusandola di essere fastidiosa.
Scusandosi, Fiorella ha detto:
Scusi, giovane, ma adoro questi biscotti, sono così buoni, ma raramente ne trovo. Li portano presto, ma quando arrivo, sono già spariti. Ce li può dare?
I biscotti?
Sì, proprio quelli.
Era una scusa per una cosa così piccola?
Prendi pure, non sono un intenditore. Prendi quello che ti capita.
Ecco Matteo, è apparso come un principe da favola, al contrario di Luca. Non è scortese, non fa scenate, non lancia mobili. Risolvono i disaccordi con una chiacchierata. Incredibile pensare che basti dire per favore, non buttare i pantaloni sul pavimento e lui smetta. Con Luca, invece, spargerebbe le cose in tutta la casa, le strapparà. Con Matteo è tutto più armonioso.
Al negozio di cancelleria Fiorella ha notato che il resto era sbagliato.
Signora, ha detto al cassiere, mi ha dato meno resto. Ho pagato con una banconota da cinquemila. I pennarelli costano 3 euro. Dovrei ricevere 47 euro, non 44.
Prima di tutto, non le devo nulla.
Perché essere scortese? Sto chiedendo solo il resto, non la sua paga.
Apri gli occhi. I pennarelli non costano 3 euro, costano 6. Perché stampiamo questi prezzi dal mattino alla sera? Per far impazzire chi, come te, conta in due cifre? Nessuno li controlla, poi al registratore si lamenta.
Fiore, pagherò 6, se serve ha sussurrato Matteo perché non far impazzire tutti per 3 euro?
Fiorella, però, stava già staccando letichetta dallo scaffale.
3! Restituitemi il resto!
Non hanno cambiato i prezzi ha intervenuto un altro addetto è ora di capire che i cassieri sono anche persone, con turni, consegne e clienti impazienti in fila. Pagate 6 o uscite.
D’accordo, paghiamo 6. È per tua nipotina. Non risparmiare sul bambino.
Martina non dipingerà al museo con questi pennarelli, ma solo il sole in un album. Che siano 3 o 6 non importa. Ma comprerei comunque, se non fosse per questo servizio terribile!
Scusate, ci dispiace, Fiore, prendi i pennarelli, prendi i soldi e andiamo via ha detto Matteo.
Scusa?! ha strillato Fiorella Se mi avessero versato volentieri la zuppa in un ristorante, ti inchineresti anche tu?! Che schifo!
Fiorella ha lasciato che la rabbia la guidasse. Matteo è tornato da sua madre per una settimana. Fiorella lo ha chiamato, ha pianto, ha implorato, ha anche maledetto, a volte ha parlato con voce calma dicendo che era finita. Nessuna risposta.
Dopo sette giorni è tornato come se nulla fosse. Fiorella era al limite, ma il problema non era risolto, solo rimandato più in là.
Da quel momento Matteo scappa da ogni discussione.
Mi fa impazzire! dice Fiorella Con Luca, per quanto fastidioso fosse, alla fine ti sfoghi, ti scarichi e poi ti senti più leggero. Con lui… non sfoghi nulla, non ne parli, si chiude dentro. E se ne va subito da sua madre! Quando ci siamo conosciuti, Matteo parlava di tutto con me. Ora le liti diventano più grandi, sui problemi seri, e lui non risponde, salta sul bus e scappa!
Tornava sempre con la frase preferita:
Ti sei già calmata?
Non vivevano davvero insieme. Matteo veniva da lei, ma lei non andava da lui, perché lì cera la mamma.
Non portare spazzola e pettini, gli diceva Fiorella, lasciali qui.
Mi metti una mensola in bagno?
E resta lì.
Quando Fiorella, nel giorno di paga, ha chiesto come dividere i soldi, Matteo le ha lanciato:
Do lo stipendio a mia madre, lei divide.
Ma come facevi gli appuntamenti?
Le dico, lei decide quanto serve.
Capisci che non possiamo vivere solo con il mio stipendio? Anche tu fai parte di questa casa.
Certo, mamma lo sa. Chiederò a lei quanto serve, mi darà. Solo fammi sapere il giorno della spesa.
Fiorella voleva vivere con il suo ragazzo, poi sposarsi, non con la suocera. Come poteva la sua paga finire nella tasca di unaltra? Chiedere soldi per il cinema? Per il pranzo in mensa? Per i tulipani?
Matteo, devo organizzare un calendario della spesa? A chi lo consegno? A te o subito a tua mamma? Forse dovrei parlarne direttamente con lei, così non cè un intermediario che intralcia.
Come di consueto, Matteo è tornato da sua madre, non è più tornato per una settimana. La valigia è arrivata al suo ingresso, ma qualcosa li teneva legati come una calamita. Si capivano a stento, non si litigavano, si allontanavano in appartamenti diversi e riaddestravano il loro amore, ma lattrazione rimaneva.
Perché scappi da sua madre ogni volta che puoi? Lo vedo, chiedeva Fiorella, non è solo per i nostri silenzi, è anche perché vuoi andare lì.
Voglio. È doppio: quando sono lì mi manchi, quando torno qui mi manca la mamma.
Il papà, quando Fiorella lha chiamato, le ha subito risposto:
Fiore, è immaturo. Non arriverà mai a una relazione vera. Con la mamma è come un bambino che si appoggia al suo grembiule. Perché non vi siete mai litigati? Perché si accontenta di stare con lei.
Fiorella non è il tipo che si arrende.
Questa volta Matteo è tornato con una proposta:
Compromesso! Mia madre ha capito e destinerebbe metà del mio stipendio alle nostre spese. Se serve di più, è una sorta di aiuto. Ti mando il suo numero, puoi chiamarla per acquisti urgenti.
Matteo, dimmi una buona ragione per cui i tuoi soldi devono stare da tua madre. Non sei più un ragazzino. Non hai messo da parte per lei, non è per sprecare tutto.
Fiore, è sensato. Mamma è più saggia, non spenderà. Così non compreremo cose inutili, spenderemo con intelligenza, perché non potrai farlo da sola.
Io voglio comprare il mio junk con il mio stipendio!
Va bene, io sarò il responsabile finanziario, cioè la mamma.
Così hanno fatto. Quando Fiorella ha ricevuto il primo trasferimento da Angelica, è stato pesante, ma ha pensato di abituarsene. Non ha cambiato i suoi acquisti: le spese comuni le pagavano insieme, ma i gioielli e i profumi li comprava con i suoi soldi, senza risparmiare.
Poi sono intervenuti i parenti.
Fiore, spendi troppo, non è utile.
Cosa?
Ho guardato il tuo conto online. Anche tua madre lo pensa. Dai a lei metà.
Alcuni parenti, però, davano tutto ai genitori, ma non alla suocera, ma alla madre della moglie. Ricordano quando chiedevano soldi per pannolini e rispondevano lavate i panni.
No. Con i miei soldi mi gestisco.
Non sai farlo.
Basta, chiudiamo largomento!
La mamma vuole
Allora vai da lei!
Certo, è tornato. E tornerà di nuovo.
Alle cinque e trenta, dopo aver parlato con Angelica, Fiorella ha pensato: perché insistere? Con sua madre è più felice. Lo stipendio è diviso meglio, la comprensione è perfetta. Perché lui? Solo per chiedere soldi per pannolini? No, per farmi chiamare direttamente lei in caso di emergenza. Che senso ha quel intermediario?
Meglio che il bambino resti con la mamma.







