La moglie taceva, ma la suocera, Luisa Antonietta, aveva appena sfoggiato un complimento che non lasciava spazio a dubbi.
Loredana, sei una vera campionessa! Che bellezza! E cucini benissimo, la casa è sempre in ordine. Che fortuna ha il mio Pietro! disse, sorseggiando il brodo di carne freddo con un sorriso radioso. Il mio defunto marito, riposi la sua anima, diceva sempre che una donna deve essere una buona casalinga. La bellezza, invece, è solo una questione di apparenza!
Loredana sorrise, si alzò dal tavolo e andò in cucina a prendere un po di insalata in più. Era abituata ai complimenti senza filtri della suocera, che spesso nascondevano un commento più pungente.
Pietro deve sentirsi fortunato ad avere una moglie così, continuò Luisa Antonietta, senza accorgersi che il figlio aggrottava le sopracciglia. Mi spaventano le ragazze di oggi, che non sanno fare altro che andare in discoteca. Nella nostra generazione le donne erano più domestiche e diventavano madri più presto…
Pietro lanciò unocchiata implorante a Loredana, appena tornata dalla cucina.
Luisa Antonietta, provi questinsalata con i gamberetti, disse Loredana con calma, come se non avesse sentito il sottinteso.
Grazie, cara! Non ti preoccupare, ce la farete, annuì la suocera con energia. Quando aspettavo Pietro avevo ventidue anni e nulla mi preoccupava. Oggi tutti costruiscono carriere e poi piangono perché non riescono a concepire.
Loredana rimase in silenzio, stringendo le labbra. Aveva trentadue anni e parlare di figli le faceva male. Tre tentativi falliti di fecondazione assistita avevano lasciato cicatrici profonde. Lei e Pietro non avevano perso la speranza, ma la pressione di Luisa Antonietta, che ad ogni visita tirava fuori il tema dei nipoti, era diventata insopportabile.
Mamma, cambiamo argomento, intervenne Pietro prendendo la mano della moglie. Come va il tuo nuovo appartamento? Hai già sistemato tutto?
Che sistemato! I muratori hanno rovinato tutto, la carta da parati è storta, devo finire io. E a questetà non è facile arrampicarsi su una scala, sospirò Luisa Antonietta. Per fortuna la vicina di casa viene a darmi una mano ogni tanto.
Vi avevamo offerto aiuto, ricordò Pietro.
E dovevo? Voi avete le vostre preoccupazioni, il lavoro, il lavoro. Quando venite a trovarmi, la vecchietta?
Mamma!
Va bene, capisco. Siete giovani e impegnati. Ma sai, Loredana, a ventiquattro anni lavoravo, gestivo la casa e crescevo un bambino da sola, dopo che mio marito morì.
Il silenzio calò nella stanza. Pietro strinse più forte la mano di Loredana. Lei osservava il disegno della tovaglia, consapevole che discutere con Luisa Antonietta era inutile: la suocera avrebbe sempre riportato la conversazione al tempo passato era migliore.
Pietro, ti ricordi di Sofia, la figlia della nostra amica Valentina? improvvisamente si animò la suocera. Ha già tre figli ed è capo contabile a ventinove anni! Che donna!
Ottimo, rispose Pietro seccamente. Mamma, hai preparato la torta? Loredana lha fatta apposta per te, con le mele, come ti piacciono.
Grazie, tesoro! scoppiò Luisa Antonietta in un sorriso. Loredana, sei una vera casalinga! Quando vi siete conosciuti ero terrorizzata, perché sei più grande di Pietro.
Di quattro anni, mamma, corse a correggere Pietro. Non fa differenza.
Certo, certo! agitò le mani la suocera. Limportante è che siete felici. Vorrei solo dei nipotini
Mamma!
Niente, solo preoccupazione. Il tempo scorre e sai quante volte i bambini nati più tardi hanno problemi?
Loredana si alzò di scatto.
Scusate, devo fare una telefonata, sussurrò e uscì dalla stanza.
Pietro la osservò con preoccupazione, poi si rivolse alla madre:
Perché lo fai?
Che cosa faccio? chiese Luisa Antonietta, sorpresa.
Non smetti mai di parlare di figli. Sai che abbiamo dei problemi.
Mi preoccupo solo per voi! afferrò il petto la suocera. La mia vicina mi ha raccontato di una guaritrice nella campagna laziale che usa le erbe
Basta, mamma, intervenne Pietro, fermo. Andiamo dai migliori medici. I tuoi continui paragoni non aiutano.
Voglio solo dei nipoti, figlio mio, finché sono viva
Hai cinquantotto anni, mamma.
Nella nostra famiglia le donne se ne vanno presto! esclamò drammaticamente. La tua nonna è morta a sessantatré, la bisnonna ancora prima. È una maledizione di sangue.
Pietro si massaggiò la punta del naso, esausto. Quella discussione si ripeteva allinfinito, sempre con la stessa conclusione: la madre si offendeva, Loredana si chiudeva in sé e lui rimaneva intrappolato tra le due.
Loredana tornò in cucina, impeccabilmente calma, ma con gli occhi più lucidi del solito.
Luisa Antonietta, desidera un caffè? chiese come se nulla fosse.
Grazie, cara, ma non posso, il dottore mi ha consigliato di limitare la pressione. Però una tazza di tè con la torta è perfetta.
La serata proseguì con la suocera che raccontava le sue malattie, le amiche i cui figli la chiamano tutti i giorni e la visita al weekend. Pietro cercava di sostenere la conversazione, mentre Loredana rimaneva in silenzio, sorridendo di tanto in tanto e offrendo portate.
Alla fine, Luisa Antonietta si preparò a partire.
Pietro, accompagnami alla porta, è buio e ho paura di tornare sola, disse indossando il cappotto.
Certo, mamma, la baciò. Torno subito.
Quando la porta si chiuse, Loredana si lasciò cadere sul divano, esausta ma ancora in piedi. Il silenzio era pesante, ma dentro di sé sentiva una tensione pronta a esplodere. Pietro amava sua madre nonostante tutto, e uno scontro aperto lavrebbe lasciato infelice.
Mentre Loredana ripuliva il tavolo, il telefono squillò







