Alessia guarda Massimo e non riesce a credere alle proprie orecchie. Sembra quasi di aver sentito male. Massimo sospira pesantemente e porta la mano al volto, come per cancellare la stanchezza.
Mamma ha venduto il casale in campagna, ripete più piano. I soldi le bastano solo per una parte dellappartamento. Verrà a stare da noi finché non decide cosa fare.
Alessia rimane immobile, la tazza di caffè fredda tra le mani. Non sente più il caldo della bevanda; nella sua testa pulsa un solo pensiero: come sarà a trasferirsi da noi? Nella nostra minuscola duevani?
Massimo, ricordi che affittiamo un appartamento? Abbiamo un soggiorno libero, quello più piccolo. dice Alessia.
Massimo si gira verso di lei, il viso teso, gli occhi fissi su qualcosa di inevitabile.
E cosa devo fare? Rilasciarla per strada?
Alessia posa la tazza sul tavolo.
Non è quello che intendevo. Dobbiamo solo capire come organizzare tutto. Non è per una settimana, vero?
Massimo comincia a parlare senza sosta, la sua voce tradisce una flebile speranza.
Per trequattro mesi al più. Poi troverà una soluzione e tutto si risolverà.
Alessia rimane in silenzio. Ricorda come la suocera trovasse sempre un motivo per criticare: la minestra troppo salata, la gonna troppo corta, il lavoro poco serio. E ora quella donna vivrà sotto lo stesso tetto.
Massimo si avvicina e le prende le mani, le dita fredde.
Alessia, capisci. È mia madre, non posso lasciarla in questa situazione.
Alessia lo guarda negli occhi e vede una supplica, quasi disperazione. Annuisce, anche se dentro di sé protestano tutte le ragioni per rifiutare.
Va bene, espira. Ma non più di quattro mesi. Daccordo?
Daccordo, risponde Massimo, sollevato.
Tre giorni dopo Giulia Rossi arriva con tre enormi valigie e due sacchetti. Appena supera la soglia, osserva lappartamento e stringe le labbra come se avesse assaggiato qualcosa di aspro.
Che casa piccola! E abbastanza buia
Massimo afferra le valigie con fretta, cercando di mitigare la tensione.
Mamma, dormirai nella camera da letto. Noi ci sistemeremo sul divano, ci starà bene.
Alessia rimane ferma nella porta, non si aspettava una tale decisione. Massimo non ne ha nemmeno discusso con lei, ha già assegnato la stanza da letto.
Massimo, ne parliamo? sussurra quando Giulia inizia a sistemare le cose nella loro stanza.
Massimo alza la mano stancamente, senza guardarla.
Alessia, cosa cè da discutere? Mamma non può dormire sul divano, ha la schiena dolorante. Sopportiamo un po, è solo temporaneo.
Alessia annuisce, ma dentro cresce lansia. È solo temporaneo, dice a sé, solo qualche mese, e la suocera troverà unaltra casa.
Giulia però sembra voler mettere alla prova la pazienza di Alessia. Ogni mattina inizia con una litania di critiche.
La tua minestra non è così densa, dice, guardando il piatto. Dovresti aggiungere più latte, un pizzico di zucchero.
Alessia stringe i denti e finisce la colazione in silenzio. È la madre del marito; deve sopportare. Si ripete mentalmente come un mantra.
Una sera Giulia sfoglia una rivista e, senza alzare lo sguardo, le chiede:
Lavori ancora come marketer? Che mestiere strano. Un contabile o un insegnante hanno almeno una utilità chiara. E tu, che fai davvero?
Alessia risponde con calma:
Creo strategie di comunicazione, aiuto le aziende a incrementare le vendite, a conquistare clienti.
Giulia sogghigna:
Bene, basta che serva a qualcosa.
Alessia stringe i pugni sotto il tavolo, le unghie affondano nella pelle. Ripete a sé: Solo qualche mese e se ne va. Deve resistere, non è per sempre.
Quando arriva il giorno di pagare laffitto, Massimo abbassa lo sguardo e balbetta:
Alessia, questo mese non riesco a dare la mia parte. Ho dato lo stipendio a mamma, ora ha più bisogno di soldi.
Alessia rimane spaventata, mette lentamente giù il telefono.
Ma ha i soldi dalla vendita del casale.
Massimo osserva qualcosa sul pavimento, evita il suo sguardo.
Non vuole spendere. Sono destinati alla sua futura abitazione.
Alessia annuisce in silenzio e paga lintero affitto. Il suo stipendio glielo permette, ma il peso resta.
Il mese successivo è ancora peggiore. Massimo non contribuisce affatto. I generi alimentari finiscono in fretta: Giulia mangia molto e in modo selezionato, chiede sempre più costosi formaggi, yogurt, ecc. I prodotti per la pulizia scompaiono a velocità incredibile.
Alessia compra tutto da sola, trascinando sacchi pesanti dal supermercato. Massimo non offre aiuto; è occupato a prendersi cura di sua madre, a portarla dappertutto.
Arriva la fine del mese e i tre si siedono a cena: Alessia, Massimo e Giulia. Sul fuoco bolle il minestrone, già criticato dalla suocera per la mancanza di verdure e aglio.
Alessia posa il cucchiaio, prende un respiro profondo.
Massimo, domani dobbiamo pagare laffitto.
Massimo si irrigidisce, i muscoli delle guance si contraggono.
Non abbiamo soldi.
Alessia si accende.
Come non abbiamo? È il secondo mese di fila, Massimo!
Giulia si torce le sopracciglia.
Che ti prende? Perché chiedi soldi a lui?
Allora la pazienza di Alessia scoppia come una corda tesa.
Lo pretendo, perché sono stanca di pagare tutto da sola! Laffitto, le bollette, la spesa è tutto su di me! Tre persone vivono qui e io porto tutto da sola! Da sola!
Giulia salta dalla sedia, il volto si arrossa.
Devi capire la mia situazione! Ho bisogno di una casa decente, non di una stanza così stretta! E voi due potreste chiedere un mutuo e darmi la parte che manca! Che prezzo ha un giovane coppia? Siete in forma, lavorate!
Alessia resta immobile, il mondo intorno a sé vacilla. Guarda Massimo, che fissa il pavimento, silenzioso, nessuna risposta.
Hai parlato con tua madre di questo?
Massimo annuisce, senza alzare lo sguardo, senza mentire.
Tutto si ricompone come un puzzle che finalmente mostra limmagine completa. Loro aspettavano il momento giusto per gettare su di lei anche il mutuo, per farla non solo pagare tutto ma anche indebitarsi per la suocera, senza nemmeno ringraziarla.
Alessia si alza lentamente dal tavolo.
Basta!
Inizia a riempire una valigia, il fuoco dentro di sé arde, ma continua a mettere dentro vestiti e oggetti.
Massimo la insegue, cerca di afferrare la sua mano.
Alessia, aspetta. Dobbiamo parlare!
Lei si libera.
Lasciami andare. Non ho più nulla da dirti.
Ma la tua mamma ha davvero bisogno di aiuto adesso!
Alessia si gira, lo fissa così intensamente che Massimo fa un passo indietro.
La tua mamma ha bisogno dei soldi! A me non importa! E tu sei pronto a distruggere il nostro futuro per lei!
Chiude la valigia, prende la giacca dal gancio e si avvia verso la porta. Giulia la ferma con un tono trionfante, come se avesse appena vinto una gara.
Finalmente te ne vai, commenta. Massimo ha bisogno di una moglie normale, capace, non di unegoista.
Alessia non risponde, passa accanto a lei e scende le scale, inspirando profondamente.
Sua madre la accoglie senza domande, la abbraccia e la conduce nella sua stanza.
Riposati, cara, sussurra. Domani ne parleremo, se vuoi.
Il giorno dopo Alessia presenta la domanda di divorzio. Massimo la chiama, le scrive, implora di tornare. Promette che tutto cambierà, che la mamma se ne andrà, che lui ha capito.
Ma Alessia vede la verità: non cè futuro con quelluomo. Ha scelto la madre e le sue richieste infinite, non lei, non la loro famiglia.
Il divorzio si conclude rapidamente. Nellultima udienza Massimo appare stanco e, a bassa voce, dice:
Scusami.
Alessia annuisce in silenzio e lascia ledificio. Cammina per la strada e sente il peso sollevarsi, come se avesse deposto un carico pesante che la trascinava verso il basso.
È libera. Libera da Massimo e dalla sua madre. Ora può ricominciare a vivere per sé stessa, non per qualcun altro.






