Novantanni, una signora con i capelli argentati entra lentamente in un grande supermercato di Firenze, appoggiandosi a un vecchio bastone di legno. Ogni passo le costa: la schiena le brucia, le gambe tremano, ma continua imperterrita, perché è abituata a fare tutto da sola, senza aiuti, senza lamentele.
Si ferma davanti agli scaffali, prende una pagnotta di pane, poi la rimette indietro perché è troppo costosa. Scruta una bottiglia dolio, capovolge letichetta e sospira pesantemente. Intorno tutto sembra distante, indifferente. Le persone corrono, i telefoni squillano, i carrelli sbattano; lei resta lì, sola tra decine di sguardi freddi.
Quando è quasi al termine del corridoio, una fitta acuta le trafigge la gamba. Perde lequilibrio, cade sul pavimento freddo lasciando cadere il bastone.
Oh cieli sussurra, cercando di rialzarsi.
Alcuni clienti si girano: uno aggrotta le sopracciglia, un altro alza le spalle, un altro finge di non averla vista. Una donna accanto al reparto dei latticini continua a scegliere gli yogurt, un uomo alla cassa lancia unocchiata e si volta di nuovo verso il registratore.
La nonna tenta di alzarsi, ma le gambe non rispondono. Si aggrappa al bastone e ricade subito. Le lacrime le riempiono gli occhi. Allunga la mano, sperando che qualcuno si avvicini, ma nessuno lo fa. Un giovane la prende con il cellulare, pronto a filmare.
Allora inizia a strisciare, lentamente, con le mani che si aggrappano alle piastrelle, mentre il bastone batte accanto a lei. La gente si apre silenziosa, ma nessuno offre aiuto.
Improvvisamente, tutto si blocca.
Una bambina di cinque anni, con un orsetto di peluche strettamente tra le braccia, si avvicina alla vecchia. Si accovaccia accanto a lei, la guarda negli occhi e dice a voce bassa:
Signora, le fa male? Dove sono i suoi figli?
La signora incrocia lo sguardo della piccola; nei suoi occhi brillano lacrime diverse, non più di dolore ma di gratitudine. La bambina allunga la mano piccola e prova a sollevarla.
La madre della bimba, vedendo la scena, si precipita. Solleva la signora, la posa su una panchina vicino alluscita e chiama lambulanza. La bambina tiene stretta la mano della nonna, sussurrandole:
Non abbia paura, andrà tutto bene.
Quando arriva lambulanza, il supermercio è avvolto in un silenzio. Le persone, un attimo prima distratte, ora fissano il pavimento.
Quel giorno, lumanità si è mostrata non nella massa di adulti indifferenti, ma nel cuore di una piccola bambina col suo orsetto.







