Sparisci e lui penserà subito a me. Manda un segnale gentile, sparisci in modo pulito, altrimenti mi chiamo Lavinia, e non sopporto che qualcuno mi punti il dito in faccia.
Cosa si aspetta una ragazza da un’uscita al cinema con il suo ragazzo? Dipende molto da quanto ognuna si sente libera di spingersi oltre i limiti consentiti. Alcune sono pronte, dopo la proiezione, a invitare il ragazzo a casa loro e a lasciarsi andare sul retro della sala, senza freni. Altre, più riservate, preferiscono lopzione tradizionale: guardare il film, tenersi per mano e concludere lappuntamento alla porta dellappartamento della ragazza.
In ogni caso, il semplice fatto che io vada al cinema su invito suo dimostra che, almeno per ora, sono la sua fidanzata. E che il posto era libero prima di me. Perciò non dovrebbe verificarsi una scena come quella di Giulia, quando nella hall del cinema una terza ragazza si avvicina al ragazzo, lo stringe la mano e, con una voce carica di gelosia, chiede: «Marco, chi è questa? Perché la tieni per mano? Io non dormo, mi preoccupo che tu sia sparito da qualche parte»
Qualsiasi ragazza in quella situazione si sentirebbe imbarazzata e cercherebbe di allontanarsi. Al massimo, avrebbe potuto urlare: «Ah, sei una! Stai uscendo con due persone contemporaneamente!», lanciare al ragazzo i fiori appena ricevuti e uscire schioccando i tacchi.
Giulia appartiene alla prima categoria, ma non riesce a reagire in tempo: Marco, con il viso accigliato, le sbotta: «Te lavevo detto di andartene. Se pensi che tra noi sia finita, non cè più niente da inseguire. Giulia, andiamo». Lei risponde con un insulto, ma Marco la prende per il braccio e la trascina velocemente verso la sala giusta. Per lei la questione sembra chiusa: Marco non ha più niente con quellaltra ragazza. O almeno così dice lui.
Io, però, rimango incerta. Decido di rimandare la conversazione sullo schermo, non voglio farla in pubblico davanti a tutti gli spettatori. Marco ha pagato i biglietti, quindi mi limito a godermi il film senza interrogare su quella misteriosa ragazza.
Dopo la proiezione, usciamo dalledificio e, lungo Via Nazionale, verso il parco vicino al mio condominio a San Lorenzo, la discussione riprende. «Spero non abbia frainteso», dice Marco, con tono apologetico. «Di solito non colleziono pazze, la mia famiglia è normale, è solo una… è capitata per caso». Per me il tema delle pazze è delicato: la mia precedente relazione è finita per lopposizione della sorella e della madre del ragazzo.
«Che è successo davvero?» chiedo, almeno curiosa. «Usavamo chiamare quella relazione amici con benefici. Andavamo a passeggiare mano nella mano, ci baciavamo, e nei gruppi lei si sedeva sulle mie ginocchia e mi chiamava gattino.»
«Logico», ammetto. «E sai cosa è logico anche? Se una ragazza ti invita a sistemare il computer, ma poi ti dice che il fratello è partito in campagna con il PC e ti propone di vedere un DVD?»
«Qualcuno usa ancora i DVD?» mi sorprendo, ma poi rispondo: «Se ti invita a casa sua con una scusa fittizia e non cè nessuno, probabilmente vuole offrirti un dolcetto e un film». Aggiungo: «Immagina poi candele a forma di cuore, calze trasparenti, vino, snack, e un film per adulti con tutti gli innamoramenti e il lieto fine». Marco descrive la scena nei minimi dettagli.
«Allora ti porto subito in farmacia a comprare dei preservativi e comincio», capisco subito dove vuole andare. «Io ho già pensato la stessa cosa. Mi siedo sul divano, la atmosfera è pronta, lei si avvicina, la abbraccio, la bacio ma appena provo a infilare qualcosa sotto la sua camicia, mi scaglia una voce: Che fai?! Non sono una di quelle!». Io: «Fuggirei da quella pazza», commento Lavinia.
«E così ho fatto. Ho messo le scarpe, ho ascoltato il suo tutto è finito e sono tornato a casa». Il giorno dopo mi scrive. «Ieri mi ha chiamato come se nulla fosse, chiedendo perché non la chiamavo più, perché lavevo dimenticata. E io?»
«Io lho ignorata. Perché voglio pazze? Non ho avuto nemmeno loccasione di restare accanto a lei fino a trovare qualcosa di meglio. Non è il mio tipo».
«E ora lei ti segue sperando in cosa?». «Secondo le sue offese, sperava che io la corteggiasse, che le regalassi cose e aspettassi che la maestà mi concedesse una possibilità».
«Io non sono un pervertito, trovo ragazze senza questi giochi. Oggi la cortigianeria non è più attuale. Le leggi puniscono qualsiasi sì non voluto con sanzioni severe, quindi non cè cortigianeria.»
Giulia accetta con Marco il patto: se dice sì, è sì; se dice no, è no, senza giri di parole. La ex del ragazzo è semplicemente considerata pazza e dimenticata come un brutto sogno se lincontro fosse stato unico.
Mentre torno a casa dalluniversità, mi ferma una conosciuta, Alessandra. «Ehi, sei Lavinia, vero?», dice. «Sei stata maleducata, sai? Il ragazzo era impegnato e tu lo hai rapito». «Lui mi ha detto che è libero, Alessandra, e ti ho già detto di andartene». «Ah, poco importa, sparisci e lui penserà a me. Perché mi punti il dito in faccia?».
Allora rispondo: «Guarda, è mio padre, capitano dei Carabinieri, con luniforme e tutto. È il modo più semplice per liberarmi da uninseguitrice fastidiosa». Potrei dimostrare allinfinito che Marco non è interessato a me e che la sua presenza non influisce sul rapporto con Alessandra, ma una rissa sarebbe rischiosa per me e il capo non approverebbe.
Il trucco di Alessandra però funziona: al vedere la foto del capitano, si blocca, mormora insulti, e se ne va. Marco smette di molestare da account falsi, come mi riferisce Lavinia una settimana dopo. Lei racconta dellaccaduto a Marco solo per fargli sapere tutto, senza ricevere condanne.
«Con gente così, è meglio non capire, avrei evitato tutto, ma è già successo sembrava una persona normale». Lavinia concorda con Marco: anche Alessandra le sembra una ragazza comune finché non apre bocca. Alla fine, non importa quanto sia squilibrata la signora; limportante è che Lavinia e Marco siano rimasti liberi, sperando che uno di loro trovi finalmente un partner adeguato, magari un narcisista con la tenacia di un cuoco di cucina.
Dopotutto, ogni bestia merita la sua metà, così da potersi unire e lasciare in pace le persone normali. Una bella idea, vero?.







