L’AMICIZIA FEMMINILE: Un Legame Straordinario tra Donne

AMICHEZZA FEMMINILE
Ci sono le amiche per un caffè, ci sono le amiche per tutta la vita.
Alessandra ha la sua storia.

Va bene, ci sentiamo domani, finiamo qui per oggi. Il mio tesoro sta per arrivare dal lavoro e non ho neanche iniziato a pensare alla cena. E tu, baci subito il tuo e chiamaci appena decidete le date del viaggio! dice Alessandra, sorridendo. La sua amica e il marito stanno per andare a trovare la figlia a Monaco di Baviera, quindi cè davvero la possibilità di rivedersi presto.

Che peccato che Ginevra viva così lontano e che ora tutto sia così costoso e complicato, lamenta ancora la Signora. Almeno al telefono riusciamo a chiacchierare a lungo.

Nonostante gli incontri rari e gli stili di vita completamente diversi, con Alessandra è sempre facile e divertente parlare. La conversazione riprende subito, come se non si fosse mai interrotta. Con la maggior parte delle amiche conosciute negli anni dellemigrazione non succedeva. Si potrebbe pensare che il loro giro di amici sia lo stesso, che frequentino gli stessi eventi, viaggino negli stessi paesi e quindi abbiano infinite cose da commentare, ma non è così. Spesso dovevano forzare la conversazione, e Alessandra non tollera i discorsi vuoti.

Anche se Alessandra e Ginevra si conoscono fin dalla prima elementare, lamicizia vera nasce e fiorisce solo dopo che Giulia si trasferisce fuori dallItalia. A scuola ognuna girava nel proprio piccolo mondo, incrociandosi appena, mentre Alessandra sognava sempre una AMICA come quelle dei libri, una vera compagna.

Gli scrittori non mentono: prendono la vita reale, a meno che non scrivano fiabe o fantasy, vero?

Cè chi sostiene che lamicizia femminile non esista, ma solo quella maschile, forte come una squadra di calcio, pronta a sollevare pesi, parlare di politica o a prestare denaro. Ma gli uomini non si sfogano lun laltro sullanima; al massimo si lamentano del coniuge o del capo.

Giulia distingue le amiche dalle amiche vere. Con le amiche si può parlare di tutto in superficie: moda, salute, bellezza, libri, film, viaggi, casa, figli, genitori anziani. UnAMICA, invece, è colei a cui sei davvero legata, che ti accetta così comè, a cui puoi confidare i tuoi segreti più intimi senza temere giudizi, sapendo di ricevere sostegno. È chi arriva al primo richiamo, in qualsiasi tempo e meteo, con o senza bottiglia, e ti ascolta per ore la stessa storia in mille versioni, asciugandoti naso e lacrime.

Alessandra sa con certezza che esiste unamica così, perché la stessa si comporterebbe allo stesso modo. Forse non sempre riesce a correre di notte: a volte i genitori o il marito la fermano, ma in generale è pronta a tendere una mano. È quella che ha cercato tutta la vita e ha trovato in Ginevra, dopo un lungo percorso di ostacoli.

Ci furono errori e delusioni, a cominciare da una vicina di palazzo con cui era quasi amica da bambina e che la tradì per una bambola rotta, regalata dai genitori. Il cugino di Ginevra rovesciò dellacqua sulla bambola durante il gioco, e Giulia fu incolpata. Lamica non la difese e il loro legame si spezzò. Unaltra delusione arriva da unamica negli Stati Uniti, che si offende per una sciocchezza e interrompe ogni contatto nonostante gli anni difficili trascorsi insieme in emigrazione e le sincere scuse di Alessandra.

La falsa amica della loro cerchia è Benedetta. Benedetta compare nella seconda elementare e si integra subito. È bassa, paffuta, con riccioli indomabili raccolti in una treccia spessa. Dove manca di bellezza, compensa con energia, sicurezza e una risata sonora che alcuni trovano contagiosa, altri la paragonano a uno starnuto.

Le ragazze si avvicinano subito, vivendo nello stesso quartiere e tornando a casa insieme sulla metropolitana. Creano una tradizione: ogni giorno, sul tragitto alla stazione, comprano un cono di gelato in un chiosco, pagato quasi sempre da Giulia, perché Benedetta non ha soldi (la madre le dà un euro alla settimana con la frase: Ecco i soldi, non rinunciare a nulla). Giulia crede che tra amiche non debbano esserci piccoli conti.

Mangiare gelato tutti i giorni le rende più robuste: raffreddori spariscono, i genitori le iscrivevano a nuoto e le ragazze partecipano insieme alle lezioni. Fanno cinema, teatro, mostre (se a Giulia non piace un artista, Benedetta le risponde che non è ancora pronta). Vanno in campi estivi, nei gruppi di danza e di pittura. A Giulia piace disegnare, ma abbandona il corso quando Benedetta critica il suo disegno di una faraona, più simile a una mucca, ma dipinta ad olio, quindi migliore secondo Benedetta.

In primaria entrambe si innamorano dello stesso ragazzo, per poi lasciarlo contemporaneamente. Giulia pensa di aver capito, ma si scopre che Benedetta nutre ancora sentimenti segreti.

I genitori sono assorbiti dalle loro vite, mentre la nonna scuote la testa e dice:
Stai lontana da quella Benedetta, ti invidia.
E la bambina risponde:
Nonna, non capisci, noi siamo vere amiche!

Giulia è pronta a cedere il ruolo di leader, ad accettare giudizi categorici, a sopportare ritardi eterni. Tutto questo sembra insignificante rispetto alla certezza che unamica sarebbe una roccia per lei.

Benedetta un giorno decide di dire a un compagno di classe che corteggia Giulia che non è adatto, e Giulia lo interpreta come un eccessivo controllo. Quando la madre psicologa rimprovera Giulia per la relazione con il compagno, Benedetta la conforta e la difende.

Lamicizia supera gli esami universitari, le tentazioni, i matrimoni (ognuna è testimone dellaltra) e le nascite dei primogeniti. Poi si disperdono: Alessandra si trasferisce negli Stati Uniti, Benedetta in Israele, e il contatto quasi si spezza. Si rivedono per caso ad Amsterdam.

Lentusiasmo iniziale lascia spazio a confusione: Giulia scopre che Benedetta è tornata più volte negli Stati Uniti senza avvisarla. Inoltre, Benedetta vanta di aver iniziato una storia con il più grande fan di Alessandra, aggiungendo dettagli intimi che Giulia non vuole sentire. È doloroso, ma ad Amsterdam arrivano anche Ginevra, tornata da Mosca, e le vecchie ferite si nascondono di nuovo.

Passano altri anni di messaggi lenti e qualche incontro. Benedetta si divorzia e cerca ancora un compagno; la vita di Alessandra è difficile, ma i figli crescono e sembra che basti resistere.

A un certo punto la situazione diventa insopportabile. Un vecchio amico ricompare, iniziano a scambiarsi email, si incontrano quando lui arriva in città per una conferenza medica, rivivono il passato, e tutto finisce in modo prevedibile a letto. Nasce una scappatoia amorosa.

Giulia non è fiera, ma la vita prende nuovi colori e non può fermarsi. Si vedono raramente: a volte lei riesce a sfuggire a una conferenza, a volte lui è in trasferta. Un giorno luomo propone un piano perfetto: incontrarsi in Israele, dove entrambi hanno parenti. Benedetta dovrebbe coprire le spalle. Il progetto è incerto fin dallinizio, ma decidono di rischiare.

Giulia lo sostiene con entusiasmo: approva il nuovo amante (Ecco quello che ti serve, non quel ragazzo con cui ti sei sposata!), persino tenta di avvicinarsi a lui quando Giulia non è a casa, ma viene scoperta e licenziata. Lei li accompagna in gallerie alla moda, ristoranti costosi (lei sceglie, lui paga). Le cose vanno bene così tanto che decidono di andare per tre giorni al mare, a Eilat. Benedetta prepara la valigia, credendo di venire con loro, ma luomo non vuole pagare nemmeno il suo viaggio.

Perché ci serve un fabbro? chiede ragionevolmente.
E lasciano Benedetta a Gerusalemme, costretta a inventare scuse al telefono se chiama il marito.

Tre giorni volano. Quando gli amanti, abbronzati, ritornano a Gerusalemme, suona il telefono di Giulia:
Stasera il tuo marito mi ha chiamato. Mi ha sorpreso, ho perso la calma, ho cercato di calmarlo tutta la notte, ma sembrava già sapesse tutto, dice. Meglio così, altrimenti non avresti mai deciso.

Poi torna a casa, affronta una lunga e dura discussione con il marito, un matrimonio ricucito a fatica per altri anni. E lamica che amica? Benedetta non ammette colpa, pensa di aver fatto un favore a Giulia. Alessandra non ne parla più.

Continuano a scriversi di rado, non si invitano più ai matrimoni e non si rivedono. Il telefono suona: una notifica di Google Foto mostra una nuova raccolta di immagini di Alessandra, Ginevra e loro negli anni, viaggi e feste.

Leggono già i nostri pensieri, pensa Alessandra, ma si concede un sorriso guardando le foto.

Esiste davvero lamicizia sincera, conclude, sollevata.

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