La nonna ha dato i soldi per l’autobus a un uomo. Più tardi, ha ricevuto una visita inaspettata.

Oggi la nonna ha dato i soldi a un uomo per lautobus. Più tardi, ospiti inaspettati sono arrivati a casa sua.

Serena ha lavorato tutta la vita come insegnante, ma ora, con la pensione misera, era costretta a vendere verdure al mercato. Il genero si era risposato e aveva portato la nuova moglie a vivere con lui, mentre sua figlia Eleonora era tornata da lei con la nipotina. Serena faceva il possibile per aiutarle.

Mamma, mi dispiace vederti così stanca. Sei sempre nellorto o al mercato diceva Eleonora. Dovresti riposarti.

Non importa, cara. Finché ho le forze, ti aiuterò con tua figlia. E poi, anche voi mi date una mano: avete diserbato metà orto in due giorni! Da sola non ce lavrei mai fatta rispondeva Serena. E poi, la piccola Sofia ha bisogno di scarpe nuove per la scuola. Non può presentarsi con quelle vecchie, no?

Così vivevano, sostenendosi a vicenda. Credevano che un giorno anche nella loro strada sarebbe arrivata la felicità. Certo, se Eleonora avesse potuto “fare il passo più lungo della gamba”, non si sarebbe trovata in quella situazione.

Una mattina, Serena partì per il mercato. Il suo posto era buono, pieno di clienti, e questo non sfuggì agli altri venditori, tra cui la sua ex collega Ludovica. Fu così che le rubò il posto.

Che fai, dormi? Scusa, ma ho già preso il tuo posto. Ci metterò unora a sistemarmi, quindi oggi dovrai arrangiarti disse Ludovica con tono sprezzante.

Serena non litigò. Non era nel suo carattere. Si sistemò poco lontano e aprì la sua bancarella, scoprendo che la sua vicina era proprio Tiziana, unaltra venditrice.

Come sta tuo genero? Non è tornato? chiese Tiziana.

No sospirò Serena. Ora ha la sua vita.

I giovani oggi non vogliono più famiglie o figli. Vogliono vivere per sé. Il mio, per esempio, non si è ancora sposato, sempre in giro per le montagne raccontò la vicina.

Tra una chiacchiera e laltra, il tempo passò in fretta. Dopo pranzo, un uomo vestito in modo strano si avvicinò al mercato.

Ma guarda un po chi si vede! esclamò Ludovica, e tutti i venditori lo fissarono con sospetto.

Luomo si diresse verso la bancarella di Serena. Si avvicinò, frugò nelle tasche vuote e le chiese:

Signora, non ho un soldo. Me lo potrebbe prestare, giusto due mele?

Prendile pure, figurati. Ma come mai un giovane come te è senza soldi? disse lei, scrollando le spalle.

Devo tornare a casa da un posto non proprio piacevole. Non si preoccupi, non sono un assassino. Ho fatto una stupidaggine, e mi sono ritrovato dentro.

I tuoi parenti non ti aiutano? Perché torni da solo?

Ci sono, ma mi vergogno a chiamarli. Voglio fare una sorpresa.

È lontano?

Bari.

Che viaggio!

Poco dopo, lex detenuto si allontanò brevemente. Vicino al mercato cera la stazione, e Serena lo vide parlare con un autista prima di tornare da lei.

Signora, mi presta qualcosa? Altrimenti non rivedrò casa mia. Glielo restituirò, glielo giuro disse con uno sguardo supplichevole.

Quanto ti serve?

Cinquanta euro!

E sotto gli sguardi stupiti degli altri venditori, Serena gli tese una banconota.

Non puoi mica andare a piedi, prendi disse.

Grazie mille! Ve lo restituirò, parola! ringraziò luomo. Mi chiamo Paolo, e lei?

Io sono Serena.

Grazie, Serena! ripeté, e corse verso lautobus.

Sei pazza, Serena! Non ti ridarà mai quei soldi! sbottò Tiziana.

Dobbiamo aiutarci, non siamo bestie rispose Serena.

Lui sì che è una bestia. Un delinquente resta sempre un delinquente!

Serena, ignorando il commento, cominciò a prepararsi per tornare a casa.

Nel fine settimana, Eleonora si ammalò di febbre. Serena raccolse erbe dallorto e fece del suo meglio per curarla.

La sera, la piccola Sofia corse da lei con un libro, tirandole la manica:

Nonna, mi leggi una favola?

Certo, tesoro rispose Serena, accarezzandole i capelli.

Fuori iniziò a piovere. Mentre la legna scoppiettava nel camino, Eleonora apparecchiava la tavola per la cena. Improvvisamente, bussarono alla porta.

Le donne si scambiarono unocchiata. Non aspettavano nessuno!

Posso? Un uomo entrò. Serena lo osservò attentamente, poi lo riconobbe.

Paolo?

Sì, sono io, Serena. Scusi se non sono tornato subito. Ho avuto molti problemi ultimamente.

Con quegli occhi, ti avrei riconosciuto ovunque! rise Serena. Ma come sei elegante! Abito, barba fatta sembri un altro.

Si unisca a noi per cena propose timidamente Eleonora.

A tavola, Paolo raccontò la sua storia: ingiustamente condannato a tre anni.

Ora sono tornato al mio vecchio lavoro come direttore della clinica. Se avete bisogno, venite pure concluse, guardando Eleonora con interesse.

Una settimana dopo, davanti alla casa di Serena si fermò unauto familiare. Paolo scese con un enorme mazzo di fiori.

Figlia mia, guarda alla finestra! È arrivato il tuo pretendente esclamò Serena, scostando la tenda. Pare che presto faremo un matrimonio!

Davvero? Allora la felicità è arrivata anche nella nostra strada! rise Eleonora, stringendo Sofia tra le braccia.

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La nonna ha dato i soldi per l’autobus a un uomo. Più tardi, ha ricevuto una visita inaspettata.
Ho lavorato per sette anni nella stessa azienda: sono partita come assistente e sono arrivata a coordinatrice dell’ufficio amministrativo