Che sorpresa all’arrivo – la moglie sbalordita nel trovare in scompartimento il marito con un’altra donna

Mamma mia, che sorpresa! esclamò la moglie, trovando nel suo scompartimento del treno il marito con unaltra.

Andrea, hai visto la mia sciarpa blu? Quella che mi hai regalato lanno scorso per Capodanno? Giulia frugava nellarmadio, fingendosi molto occupata nella ricerca.

Guarda sullo scaffale più alto, dietro le scatole rispose Andrea dalla cucina. Lhai messa lì dopo lultimo viaggio di lavoro.

Giulia si bloccò. Cera una strana intonazione nella voce di suo marito. Le era sembrato? In quindici anni di matrimonio, avevano imparato a cogliere le più piccole sfumature nelle voci luno dellaltra. Ma avevano anche imparato a fingere con maestria di non accorgersi di nulla.

Lho trovata! esclamò dopo un attimo, con finta allegria. Proprio dietro le scatole. Hai una memoria incredibile per queste cose.

Abitudine professionale sorrise Andrea, entrando in camera con due tazze di caffè. Un autotrasportatore senza buona memoria è perso. Deve ricordarsi ogni percorso, ogni curva, ogni fermata

*E ogni scusa*, pensò Giulia, ma disse tuttaltro:

Sai, mi mandano in trasferta a Firenze. Proprio prima di Capodanno! Il capo insiste che ci sia di persona, dice che il report annuale va chiuso entro le feste.

Metteva con cura i vestiti in valigia, evitando di guardare Andrea negli occhi. In realtà, non cera nessun report. Cera Luca, il manager regionale di Bologna, conosciuto tre anni prima a una cena aziendale. Da allora, si vedevano ogni pochi mesi, con la scusa dei viaggi di lavoro.

Che coincidenza! Andrea si sedette sul letto, porgendole una tazza. Io devo andare a Perugia. Carico urgente, il cliente vuole la consegna entro il 29.

Giulia sorrise appena. Sapeva che non cera nessun carico urgente. Cera stato il telefono di Andrea, dimenticato in cucina tre mesi prima. I messaggi di una certa Marta, la dispatcher di Perugia. Le foto che Giulia aveva avuto il tempo di vedere prima di rimetterlo a posto. Da allora, sapeva esattamente dove andasse davvero suo marito quando sceglieva le rotte passando da Perugia.

Fino a che giorno pensi di rimanere in trasferta? chiese Andrea, come per caso.

Penso di tornare il 29 rispose Giulia. Devo preparare tutto per le feste. E tu?

Anche io cercherò di finire per il 29.

Si guardarono e sorrisero. Entrambi sapevano che laltro mentiva. Giulia aveva prenotato una camera allHotel Bellavista fino al 30, mentre Andrea aveva programmato di passare qualche giorno con Marta nella sua casa fuori città.

Quella sera, seduti in cucina a bere il tè, parlarono dei piani per Capodanno. La conversazione fluiva leggera e naturale in tanti anni, avevano perfezionato larte di mantenere le apparenze di una coppia perfetta.

Invitiamo i tuoi genitori per le feste? propose Giulia.

Vanno da mia sorella a Napoli scosse la testa Andrea. E i tuoi?

Mio fratello ha avuto un figlio, vanno da lui a Verona.

Entrambi sentirono un sollievo: non avrebbero dovuto inventarsi altre scuse per la famiglia

Nello scompartimento dellEurostar era caldo e accogliente. Giulia si sistemò vicino al finestrino, tirando fuori un libro e una coperta. Mancavano dieci minuti alla partenza. Fuori, le ombre dei passeggeri affrettati si muovevano frammentarie, accompagnate dagli annunci degli altoparlanti.

Scusi, questa è la sua borsa? una voce femminile dal corridoio. Mi sembrava fosse rimasta vicino allingresso.

No, la mia è con me rispose una voce maschile che a Giulia parve vagamente familiare. Posso aiutarla a trovare il suo posto?

Giulia si irrigidì. Quella voce Non può essere! Alzò lentamente lo sguardo dal libro proprio mentre la porta dello scompartimento si apriva.

Sulla soglia cera Andrea. Accanto a lui, una donna elegante in un cappotto beige. Giulia riconobbe subito la Marta delle foto nel telefono. Dal vivo era ancora più bella: alta, snella, con capelli rossi ondulati e occhi verdi intensi.

Per alcuni secondi, tutti e tre si fissarono in silenzio. Il tempo sembrò fermarsi, allungando quel momento allinfinito.

Che incontro! fu Giulia a rompere il silenzio, cercando di apparire calma nonostante il cuore le batteva allimpazzata. Pensavo dovessi andare a Perugia?

Io Andrea guardava alternativamente Giulia e Marta, confuso. Sulla sua faccia si dipingevano sorpresa, paura, imbarazzo.

Hanno cambiato percorso allultimo momento borbottò alla fine.

Eppure credevo dovessi prendere il camion sorrise Giulia solo con le labbra. Carico urgente, dicevi?

In quel momento, un uomo alto in un cappotto blu scuro si affacciò nello scompartimento.

Scusa il ritardo disse. Giulia, ero bloccato in riunione

Ora toccò ad Andrea alzare le sopracciglia. Capì subito chi fosse.

Luca si presentò il nuovo arrivato, osservando il gruppo con unocchiata interrogativa. E questo

Mio marito, Andrea disse Giulia con calma. E la sua collega?

Marta si presentò la rossa a bassa voce.

La controllora bussò alla porta:

I biglietti, per favore. Cè un po di confusione con i posti.

Tutti e quattro porsero i biglietti insieme. La donna li controllò e scosse la testa, perplessa:

Strano, avete tutti lo stesso posto. A volte succede prima delle feste, il sistema di prenotazione fa degli errori. Dovrò spostarvi in vagoni diversi.

Non è necessario disse improvvisamente Giulia, decisa. Restiamo tutti qui e parliamo. Credo che abbiamo molto da dirci. Nessuno ha obiezioni?

Guardò Andrea. Nei suoi occhi lesse qualcosa simile a sollievo.

È vero concordò lui. Se il destino ci ha messi tutti nello stesso scompartimento

Luca e Marta si scambiarono unocchiata. Sul loro viso si leggeva turbamento, ma non osarono opporsi.

La controllora alzò le spalle e se ne andò. Il treno si mosse lentamente. I quattro, legati da fili invisibili di bugie e segreti, rimasero soli nello spazio ristretto.

Allora Giulia si appoggiò allo schienale. Abbiamo quattro ore di viaggio. Forse è il momento di parlare con sincerità?

I primi minuti furono di un silenzio opprimente. Il rumore delle rotaie scandiva secondi imbarazzanti. Luca tirò fuori il telefono, fingendo di leggere le mail. Marta giocherellava nervosamente con un ciondolo. Andrea guardava fuori dal finestrino. Giulia sfogliava il libro senza leggere.

Da quanto? chiese improvvisamente, fissando Marta.

Quattro anni rispose lei a bassa voce. Ci siamo conosciuti quando il suo camion si è rotto vicino a Perugia.

E voi? Andrea guardò Luca.

Tre anni fa, a una cena aziendale a Firenze.

Interessante sorrise Giulia. Quindi abbiamo iniziato entrambi a cercare altrove più o meno nello stesso periodo.

Ma cosa cercavate? chiese Luca. Voi sembrate una coppia normale

Normale annuì Andrea. Troppo normale. Come un orologio. Sveglia, colazione, lavoro, cena, letto. Giorno dopo giorno, anno dopo anno.

A me mancavano le emozioni confessò Giulia. Una volta potevamo parlare per ore. Poi le conversazioni si sono ridotte a bollette e weekend.

A me mancava lattenzione aggiunse Andrea. Giulia non mi chiedeva mai comera andata la strada, non si preoccupava se tornavo tardi

Perché sapevo dove eri davvero lo interruppe Giulia. Ho visto i messaggi di Marta nel tuo telefono tre mesi fa.

E io ho trovato la ricevuta dellHotel Bellavista nella tua borsa replicò Andrea. E le foto con Luca nel telefono.

E avete taciuto tutto questo tempo? chiese Marta, stupita.

Cosa avrei dovuto dire? Giulia alzò le spalle. «Caro, so che mi tradisci, ma tranquillo, anche io non sono santa»?

Era più facile fingere aggiunse Andrea. Stavamo bene così. Ognuno con la sua vita, le sue piccole gioie

Piccole gioie replicò Giulia. E le grandi? Ricordi quando sognavamo di comprare una casa in campagna? Prendere un cane? Viaggiare insieme?

Lo ricordo sussurrò Andrea. Ogni volta che passo davanti a quelle villette, ci penso.

Io ogni volta che vedo un annuncio di case, immagino come sarebbe vivere lì.

Luca e Marta si scambiarono unocchiata. Si sentivano improvvisamente fuori posto.

Sapete disse lentamente Marta io e Andrea non abbiamo mai parlato del futuro. Solo del presente.

Nemmeno io e Giulia aggiunse Luca. Forse perché, nel profondo, sapevamo che non ce nera uno per noi.

E noi due ne abbiamo uno? chiese improvvisamente Giulia, fissando Andrea. Di futuro, intendo.

Andrea rimase in silenzio a lungo, guardando fuori dal finestrino. Poi si voltò verso di lei:

Ricordi come ci siamo conosciuti? Avevi perso lultimo treno, e io ti ho offerto un passaggio sulla mia vecchia Panda.

Ricordo sorrise Giulia. Si è rotta a metà strada, e abbiamo passato tre ore a parlare di tutto.

Esatto. Potevamo parlare di tutto. Poi poi abbiamo smesso.

Forse possiamo reimparare? sussurrò Giulia.

Il treno cominciò a rallentare. Fuori, le luci di Firenze si avvicinavano.

Io vado disse Luca, alzandosi. Giulia, scusa, ma credo sia meglio se non ci vediamo più.

Scusa anche tu, Andrea aggiunse Marta. Forse è meglio fermarci prima che sia troppo tardi.

Sul binario, Giulia e Andrea rimasero a lungo in silenzio, guardando Marta e Luca allontanarsi. Intorno, passeggeri frettolosi, valigie rumorose, altoparlanti.

Andiamo a casa? chiese alla fine Andrea.

E il tuo carico a Firenze?

Non cè nessun carico. Come non cè il tuo report.

Lo so Giulia gli prese la mano. Sai, ho visto una bella casa in vendita vicino a Siena. A due piani, con giardino. E cè spazio per un cane

Grande? sorrise Andrea.

Enorme. E cè anche un garage per il tuo camion.

Presero il primo treno per Roma. In viaggio, parlarono tanto, con sincerità, come agli inizi. Degli errori, della paura di perdere quel che restava, di quanto si fossero mancati in quegli anni.

Sei mesi dopo, comprarono quella casa vicino a Siena. Presero un pastore tedesco. Insieme, cominciarono a viaggiare. Giulia a volte andava a prendere Andrea dopo i viaggi con la cena pronta, lui imparò a chiederle comera andata la giornata.

Capirono che in quindici anni erano diventati più che marito e moglie: erano famiglia. Persone che potevano perdonarsi, capirsi, ricominciare. E questo era più importante di qualsiasi fugace passione.

Quel casuale, assurdo incontro sul treno divenne una storia di famiglia, che raccontavano seduti sulla veranda della loro nuova casa. Una storia su come il caso li avesse aiutati a ritrovarsi e a capire che ciò che cercavano, lo avevano sempre avuto. Bastava imparare ad apprezzarlo.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

15 − six =

Che sorpresa all’arrivo – la moglie sbalordita nel trovare in scompartimento il marito con un’altra donna
Il mio vicino mi ha chiesto di smettere di cucinare cibi “dall’odore intenso”—poi è diventato personale