Mi ha implorata di avere un bambino, poi è fuggito da sua madre quando nostro figlio aveva tre mesi.

Mi ha implorato di avere un figlio e, appena il nostro piccolo ha compiuto tre mesi, è fuggito a casa della madre.
Mi chiamo Élodie e ancora non riesco a riprendermi dallo shock. Il marito, quelluomo che sognava di diventare papà, che mi chiedeva di essere madre, che prometteva amore e sostegno, è sparito non appena è iniziata la vita reale con un neonato. E non è andato via da solo: è tornato da sua madre. Io, invece, sono rimasta da sola, con il nostro bambino, il dorso stanco e il cuore a pezzi.
Pierre ed io ci siamo sposati tre anni fa. Allinizio la nostra relazione sembrava ideale: giovani, innamorati, pieni di speranze. Io, però, sapevo che dovevamo attendere prima di pensare ai figli; dovevamo sistemarci, comprare una casa più grande, mettere da parte un po di soldi. Lho capito perché cresciuta con fratelli più piccoli e conosco bene il lavoro di prendersi cura di un bebè giorno e notte. Pierre, al contrario, era figlio unico, coccolato, protetto, senza mai aver affrontato davvero delle difficoltà.
Quando la cugina di Pierre ha avuto un bambino, lui è diventato ossessionato. Dopo ogni visita tornava con lo stesso ragionamento:
Dai, Élodie, è il momento! Perché aspettare? I genitori giovani se la cavano meglio. Se continui a prepararti, arriveremo a quarantanni prima di poterlo fare
Io cercavo di fargli capire che un bambino non è un giocattolo: bisogna alzarsi di notte, calmare le coliche, allattare, cullare. Lui, però, scrollava le spalle:
Sembri aspettare una catastrofe, non un figlio!
I nostri genitori peggioravano la situazione. Mia madre e la suocera insistevano che ci avrebbero aiutato senza limiti, che tutto sarebbe stato semplice. Alla fine ho ceduto.
Durante la gravidanza Pierre si comportava da marito perfetto: faceva la spesa, puliva, cucinava, mi accompagnava alle ecografie, accarezzava il mio pancione sussurrando amore. Credevo che sarebbe stato un buon papà.
Purtroppo, la favola si è interrotta appena siamo tornati dalla maternità. Il nostro figlio piangeva. Spesso. A lungo. Con o senza motivo. Cercavo di risparmiare a Pierre le notti insonni, ma il bambino si svegliava ogni due ore. Io giravo per lappartamento, lo cullavo, cantavo ninnenanne. In quel bilocale non cera scampo da quel pianto. La luce della cucina rimaneva accesa tutta la notte, e vedevo il marito girarsi nel letto, tapparsi le orecchie, irritarsi.
Pian piano è diventato irritabile. Sono nate le liti. Rientrava sempre più tardi. E una sera, proprio quando il nostro figlio aveva compiuto tre mesi, ha preso la valigia senza dire una parola.
Vado da mia madre. Ho bisogno di dormire. Non ce la faccio più. Non voglio divorziare, ma sono stanco. Tornerò quando sarà più grande.
Io sono rimasta ferma nel corridoio, il bebè tra le braccia, il latte ancora caldo. Lui, invece, se ne è andato.
Il giorno dopo la madre di Pierre ha chiamato con tono calmo, come se nulla fosse:
Cara Élodie, non sono daccordo con Pierre, ma è meglio così. Gli uomini non sono fatti per gestire i neonati. Verrò ad aiutarti. Soprattutto, non incolpirlo troppo.
Poi è stata la mia madre a telefonarmi.
Mamma, trovi normale tutto questo? ho sussurrato, con le lacrime agli occhi. È stato lui a volere questo bambino, e ora mi abbandona. Che devo fare?
Tesoro, non prendere decisioni affrettate. Sì, è fuggito, ma verso sua madre, non verso unaltra donna. Significa che non ha rinunciato del tutto. Dagli tempo. Tornerà.
Ma non sono più sicura di volerlo di nuovo.
Mi ha spezzata. Mi ha tradita nel momento in cui ero più vulnerabile. Quando non pensavo più a me, ma solo al nostro figlio, a noi tre, ha gettato la spugna. Non è riuscito a stare neanche pochi mesi. E ora mi chiedo potrò ancora fidarmi di lui? Contare su di lui? È stato proprio lui a insistere per avere il bambino, e appena arrivato è scappato.
Ora tutto spetta a me: al nostro figlio, alla routine quotidiana, alla stanchezza, alla paura. E una domanda mi tormenta incessantemente: se mi ha lasciata proprio in quel momento, cosa succederà dopo?

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