Mi è stato permesso di scegliere con quale genitore vivere. Dopo due anni, ho rimpianto la mia decisione.

Mi hanno lasciato scegliere con quale genitore volevo stare. Dopo due anni, ho rimpianto la mia decisione.

Credevo sempre che mio padre mi amasse più di mia madre. Lui mi viziava, lei mi sgridava; lui cercava la pace, lei invece era sempre pronta a litigare. Quando ho saputo del loro divorzio, in un certo senso mi sono persino sentita sollevata. A tredici anni, non volevo stare con mia madre, e poi pensavo che mio padre, essendo quello che portava i soldi a casa, avrebbe saputo prendersi meglio cura di me. I miei genitori erano curiosi della mia sceltamamma sperava che restassi con lei, ma non è rimasta affatto sorpresa quando ho scelto papà.

Un anno dopo il trasloco, mio padre si è trovato una nuova ragazza. Aveva più o meno letà di mia madre e a lui piaceva molto. Mi trattava bene, ma senza quellaffetto e quel calore che ricevevo da mamma. Quando poi hanno avuto una figlia insieme, è come se si fossero dimenticati di me. A volte partivano in tre, senza neanche pensare a portarmi con loro, oppure organizzavano cene speciali quando io non cero. Nella mia camera ora cera una culla, e non riuscivo più a dormire bene da quando era nata la bambinapiangeva di notte, la matrigna entrava per allattarla accendendo la luce

A mio padre non importava come questo influisse sul mio umore o sui voti a scuola, né si preoccupava quando uscivo con gli amici e tornavo tardi. A un certo punto, ho capito che non potevo andare avanti così. Volevo iscrivermi alluniversità, avevo dei progetti, e se continuavo a dormire male, non sarei riuscita a studiare. Per il mio bene, ho fatto un respiro profondo e ho chiamato mia madre.

“Posso passare da te?” ho chiesto, senza farmi troppe illusioni. Di solito non la chiamavo spesso, e ancora meno la andavo a trovare.
“Certo, amore mio, vieni pure e resta quanto vuoi. Tua sorellina ti sta dando noia, vero?”

Mi è dispiaciuto per lei. Mio padre aveva una nuova famiglia e le sue preoccupazioni, mentre mamma era ancora tutta sola.

Ho chiesto a mio padre se potevo andare a vivere temporaneamente con mia madre, e lui ha accettato subito. Mi ha promesso che mi avrebbe mandato dei soldi, ma poi non mi ha mai chiamato. Credo che per tutti sia stato molto più semplice così. Forse perché sono più grande, ma ora io e mamma siamo quasi come amiche. Lei si prende cura di me, mi sostiene, e con papà ogni tanto ci sentiamo al telefono. Lui pensa che ormai sia adulta, ma mamma a volte mi tratta ancora come una bambina e mi prepara la cena quando torno dal lavoro.

Se potessi tornare indietro, probabilmente sceglierei di restare con lei. Ma poi, chissà, forse avrei rimpianto anche quella scelta, pensando che altrove sarebbe stato meglio…

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Mi è stato permesso di scegliere con quale genitore vivere. Dopo due anni, ho rimpianto la mia decisione.
Gli ha dato una lezione che non dimenticherà mai!