*Nipote Progetta l’Espulsione, Nonna Vende Appartamento Senza Rimpianti*
Quando la nonna scoprì che il nipote voleva cacciarla dal suo appartamento, lo vendette senza esitazione.
Perché chiedere un mutuo se si può aspettare che la nonna muoia e lasci leredità? Così pensava il cugino di mio marito, Roberto. Lui aveva una moglie, Silvia, e tre figli, e tutta la famiglia viveva nellattesa di quellappartamento. Rifiutavano di indebitarsi, sognando il giorno in cui la casa della nonna sarebbe stata loro. Intanto, vivevano stretti nella casa della madre di Silvia, un bilocale a Rimini, vicino al mare, ed era evidente che quella vita li consumava. Roberto e Silvia sussurravano sempre più spesso su come “risolvere” il problema della nonna.
Ma la nonna, la signora Livia, era una vera forza della natura. A settantacinque anni, era piena di energia, viveva con gioia e non si lamentava mai della salute. La sua casa nel centro di Rimini era sempre piena di amici. Usava lo smartphone con disinvoltura, andava alle mostre, frequentava il teatro e perfino si concedeva qualche innocente flirt ai balli per anziani. Sembrava irradiare luce, e la sua vita era un esempio su come godersi ogni giorno. Ma per Roberto e Silvia, non era motivo di orgoglioera solo un fastidio. Ne avevano abbastanza di aspettare.
La loro pazienza si esaurì. Decisero che la signora Livia avrebbe dovuto trasferire lappartamento a nome di Roberto e trasferirsi in una casa di riposo. Non si sforzavano nemmeno di nascondere le intenzioni, dicendo che “sarebbe stato meglio per lei”. Ma la signora Livia non era tipo da arrendersi. Rifiutò con fermezza, e questo scatenò un vero putiferio. Roberto andò su tutte le furie, gridando che era “egoista” e “doveva pensare ai nipoti”. Silvia alimentò la rabbia, insinuando che la nonna “aveva già vissuto abbastanza”.
Quando io e mio marito, Matteo, lo scoprimmo, rimanemmo sconcertati. La signora Livia aveva sempre sognato di viaggiare in Indiavedere il Taj Mahal, respirare il profumo delle spezie, perdersi nelle strade di Goa. Le proponemmo di venire a vivere con noi, affittare lappartamento e mettere da parte i soldi per il viaggio. Lei accettò, e presto il suo spazioso trilocale in centro iniziò a fruttare. Quando Roberto e Silvia lo scoprirono, fecero una scenata epica. Credevano che lappartamento fosse loro di diritto e pretendevano che la nonna li lasciasse abitare lì. Arrivarono ad accusare Matteo di averla “manipolata” per interesse. Roberto osò persino chiedere i soldi dellaffitto, chiamandoli “la sua parte legittima”. Dicemmo di no, e basta.
Silvia iniziò a presentarsi a casa nostra quasi ogni giorno. A volte da sola, altre con i figli, sempre con regalini inutili. Chiedeva come stesse la nonna, ma capivamo il vero motivolei e Roberto speravano ancora che la signora Livia “se ne andasse” e lasciasse loro leredità. La loro avidità e mancanza di pudore erano incredibili.
Intanto, la signora Livia mise da parte abbastanza soldi e partì per lIndia. Tornò raggiante, con una valigia pienissima di storie e foto. Le suggerimmo di non fermarsi lì: vendere lappartamento e continuare a viaggiare, vivendo con noi nella vecchiaia, in pace e serenità. Ci pensò e decise di rischiare. Lappartamento fu venduto a un ottimo prezzo, e con i soldi comprò un accogliente monolocale nella periferia di Rimini. Il resto lo investì in nuove avventure.
La signora Livia viaggiò per Spagna, Austria e Svizzera. In Svizzera, durante una passeggiata sul Lago di Ginevra, conobbe un francese di nome Jean. La loro storia sembrava uscita da un filma settantacinque anni, lo sposò! Io e Matteo volammo in Francia per il matrimonio, e fu meraviglioso vederla splendere in un abito bianco, circondata da fiori e sorrisi. La signora Livia meritava quella felicità. Aveva lavorato tutta la vita, cresciuto figli, aiutato nipotie ora, finalmente, viveva per sé.
Quando Roberto seppe della vendita dellappartamento, impazzì. Pretese che la nonna gli cedesse il monolocale, dicendo che “lei ne aveva abbastanza”. Come pensasse di farci stare cinque persone era un mistero. Ma ormai non ci importava più. Eravamo felici che la signora Livia avesse trovato la sua felicità. Quanto a Roberto e Silvia La loro storia è un promemoria: quando in gioco ci sono i soldi, a volte i più vicini mostrano il loro vero volto.







