Ho parlato con mamme di tanti figli e ho capito perché spesso sono malviste.

Dopo aver parlato con una madre numerosa, ho capito perché certe persone la trovassero insopportabile.

Sono una madre di tre figli, dovete capirmi!
Signora, nessuno lha obbligata a farne così tanti! Lasci stare la mia felpa!

Irenea credeva che tutti le dovessero qualcosa. Era così fin dalluniversità. Allepoca non aveva ancora una famiglia, ma appena aveva avuto il primo figlio, era completamente uscita di testa.

Uno. Due. Tre. Avevano ottenuto lo status di famiglia numerosa, e da lì era stato un disastro.

Allinizio, Dafne pensava che Irenea avesse avuto una specie di “maternità cerebrale”. O come si dice, quando dopo i figli perdi il senso della realtà? Tutti allimprovviso ti devono qualcosa e dovrebbero persino inchinarsi ai tuoi piedi.

Hai presente, io sono in fila con i bambini e nessuno mi fa passare avanti! continuava a lamentarsi Irenea ogni volta che si vedeva con Dafne.
Beh, daltronde non sono obbligati. Qualcuno torna stanco dal lavoro e vuole andare a casa, altri hanno i loro impegni

Irenea la interruppe senza neanche lasciarla finire.
Ma figurati! Che aspettino, pazienza. Tanto, di cosa si stancano se non hanno tre figli come me?
E chi ti dice che ci si stanca solo con i bambini?
Perché io ne ho tre e so di cosa parlo! Ma tu non puoi capire, visto che non hai mai partorito

Irenea era un personaggio. Credeva che ogni donna dovesse avere almeno un figlio, ma preferibilmente di più. La mandavano su tutte le furie quelle che la pensavano diversamente.

Dafne, invece, era convinta di non voler mai figli. E la sua amica, ovviamente, non la capiva.

Era difficile far cambiare idea a Irenea. Dafne voleva vivere per sé stessa: viaggiare, fare la carriera, imparare cose nuove e così via.

Tra laltro, suo marito la sosteneva pienamente e anche lui non voleva figli. Ma Irenea si sentiva in dovere di “raddrizzare” lamica ingenua.

Appena avrai un figlio, sarai più felice!
Tu non puoi capire perché non ne hai!
E chi ti curerà da vecchia senza figli?

Era inutile discutere, e Dafne non aveva nemmeno voglia di sprecare tempo.

Quando i figli di Irenea crebbero un po, un giorno Dafne andò a trovarla. Chiacchierarono per ore. Si vedeva che Irenea aveva un disperato bisogno di parlare con qualcuno.

Negli ultimi anni non aveva più fatto niente per sé stessa, persa tra pannolini e biberon. Il marito di Dafne si chiedeva sempre come facesse a trovare argomenti di conversazione con lei. Eppure, stranamente, qualcosa cera.

Ire, ma cosa vuoi dalla vita? I tuoi figli cresceranno. E poi?
E poi? Li aiuterò. Prima che me ne accorga, arriveranno i nipoti.

Dafne rimase sorpresa da quelle parole, ma continuò.
E per te stessa? Non hai intenzione di vivere anche un po per te?
Perché? Io ho i miei figli, tutto quello che faccio è per loro. A proposito, ho scoperto che ci spettano altri sussidi

Naturalmente, Irenea aveva riportato la conversazione sul suo terreno preferito. Lo faceva sempre quando non voleva rispondere a domande scomode.

Del resto, otteneva sempre quello che voleva, e non vedeva più limiti.

Col tempo, Dafne si vergognava persino a uscire con lei in pubblico. Soprattutto dopo un episodio in particolare.

Una volta andarono insieme a fare shopping, e Irenea dovette portare i bambini. Voleva comprare una felpa nuova, cerano i saldi.

Anche a Dafne piacque qualcosa e si allontanò. Dovette tornare indietro quando sentì delle urla familiari.

Con sua sorpresa, vide Irenea che litigava con una sua collega (che le due non si conoscevano) per una felpa.

Sono una madre numerosa, dovete capirmi!
Signora, nessuno lha obbligata ad avere tutti questi figli! Lasci stare la mia felpa!

Dafne corse da Irenea e le sussurrò:
Ire, smettila di comportarti così! Ti stanno guardando tutti. Pensa ai bambini.

Dafne lanciò unocchiata imbarazzata alla collega, che laveva riconosciuta.
Ah, Dafne Non pensavo avessi certe amicizie

In quel momento, Dafne iniziò a pensare che con quel comportamento Irenea stesse facendo fare brutta figura anche a lei.

Come si dice: “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. E poi, non era la prima volta che Irenea si comportava così.

Dopo quellepisodio, Dafne decise di allontanarsi. Non ebbe il coraggio di chiudere definitivamente il rapporto, tanto non cera stato un vero litigio.

Ma non ce la faceva più a sopportare il carattere insopportabile di Irenea. Cominciò a dire che aveva troppo lavoro e nessun tempo libero.

Ma la scusa non durò a lungo. Irenea stessa cercò il litigio. Probabilmente la sua vita era troppo noiosa senza drammi.

Una sera si presentò a casa di Dafne e iniziò a farle delle accuse apparentemente dal nulla.
Non vuoi darmi nessuna spiegazione?
Di cosa stai parlando?

Dafne pensò che Irenea lavrebbe accusata di evitarla. Invece la ragione fu inaspettata.
Ieri ho visto tua sorella con la bambina.
E quindi?
Portava una tutina firmata. Quella che avevo visto a casa tua.
Non capisco dove vuoi arrivare.
Voglio dire che avresti dovuto regalarla a noi, non a tua sorella!
Cosa?!

In quel momento, a Dafne mancò la terra sotto i piedi. Irenea sul serio credeva di poter decidere a chi Dafne dovesse fare i regali?

Era incredibile!

Ire, non ti sembra di esagerare? Posso decidere io a chi regalare le cose, no? disse Dafne seccata.
Cioè? Tua sorella ha solo una figlia e può permettersi le cose firmate. Io ne ho tre e non posso. Ne ho più bisogno io, capisci?

Ma a Irenea servivano più cervello che vestiti firmati. Discutere con lei era inutile.

Continuò a insistere, parlando con tono arrogante e poi urlando. Ma questa volta non era in fila o in un negozio, bensì a casa di Dafne.

Alla fine la cacciò, ma Irenea continuò a strillare nel palazzo. Dafne dovette perfino scusarsi con i vicini nel gruppo del condominio.

Irenea, invece, non si sentiva in dovere di scusarsi con nessuno. A quanto dicevano amici comuni, era peggiorata.

Passarono dieci anni.

Le ex amiche non si erano più sentite. Dafne e suo marito si erano trasferiti allestero e tornavano raramente, solo per visitare i genitori.

Un giorno Dafne attraversava il parco dove una volta passeggiava con Irenea, e la vide. Naturalmente, Irenea fu sorpresa.

Che coincidenza! Non pensavo ci saremmo più viste. Sei tornata dallestero?
Sì, solo per una settimana dai miei. Come stai, Ire? E i bambini?

Irenea indicò il passeggino. Aveva appena avuto il quarto figlio.
Complimenti! Sono felice per te!
Sì, ma a te non cè molto da congratularsi. Ancora niente figli, e hai 38 anni

Irenea la

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Ho parlato con mamme di tanti figli e ho capito perché spesso sono malviste.
L’abito fa il monaco? Un grande errore: come una semplice felpa ha svelato la vera indole dello staff