Spero tu sia pronta a vivere senza di lui – disse l’amica, e partì verso mio marito

Spero tu sia pronta a vivere senza di lui disse lamica prima di andare da mio marito.

Hai visto la fila allospedale? Elisabetta scosse le gocce di pioggia dallombrello e appese il cappotto al gancio nellingresso. Tre ore seduta prima di essere ricevuta dal dottore.

Entra, entra Valentina mise il bollitore sul fuoco e tirò fuori dalla credenza una scatola di biscotti. E che ha detto il medico?

Niente di nuovo. Pressione ballerina, devo prendere le pillole regolarmente. Alla nostra età non si scherza più, Vale.

Le due amiche si conoscevano da più di trentanni, si erano incontrate in maternità, quando passeggiavano con le carrozzine nel cortile. I loro figli erano cresciuti insieme, avevano frequentato lo stesso asilo, poi la stessa scuola. Le famiglie erano sempre state unite, festeggiando insieme e andando in vacanza.

Ieri mi è successa una cosa strana Valentina posò due tazze sul tavolo e si sedette di fronte allamica. Torno dal supermercato, e chi vedo? Andrea che cammina a braccetto con una ragazza giovane. Li ho visti da lontano, ma lui non ha notato me.

Elisabetta alzò le sopracciglia.

Magari una collega? Un affare di lavoro?

Di domenica? E poi, non sembravano certo di avere una relazione professionale, te lo dico io. Ridevano, lei si stringeva a lui. Allinizio ho pensato di aver sbagliato persona.

E poi?

Poi ho guardato meglio. Era proprio lui, Andrea. Con la giacca nuova che gli avevo regalato per il compleanno.

Elisabetta versò il tè e mescolò lo zucchero con un cucchiaino, pensierosa.

Vale, non hai mai pensato che tra voi due ci sia qualcosa che non va? Andrea ultimamente è diverso.

Diverso in che senso?

Non so. Prima veniva sempre con noi, alle grigliate, in vacanza. Adesso trova sempre scuse. Lavoro, stanchezza, altre priorità.

Valentina aggrottò la fronte. Lamica aveva ragione. Suo marito era diventato più distante, sempre occupato o chiuso in se stesso.

Forse è letà propose incerta. Tra poco compie cinquantacinque anni.

O forse è la crisi di mezzanotte suggerì Elisabetta con cautela. Sai comè, gli uomini a volte impazziscono. Pensano che la giovinezza stia finendo e fanno sciocchezze.

Valentina posò la tazza sul piattino con un leggero tintinnio.

Che vuoi dire, Betta?

Niente di preciso. Sto solo ragionando ad alta voce.

Ma Valentina capì che lamica nascondeva qualcosa. Cera unespressione nei suoi occhi che le sembrava familiare, ma non riusciva a ricordare dove lavesse vista prima.

Meno male che Luca è già grande e vive per conto suo continuò Elisabetta. Altrimenti, immagina il trauma per un figlio se il padre decidesse di lasciare la famiglia.

Elisabetta! Valentina sbatté la tazza sul tavolo. Di che stai parlando? Quale famiglia lasciata? Stiamo solo dicendo che Andrea era con una donna. Forse gli stava chiedendo indicazioni!

Certo, certo si affrettò a concordare Elisabetta. Non sto dicendo niente di preciso. Solo pensieri a voce alta.

Finirono il tè, parlarono dei prezzi al mercato, del tempo, dei vicini. Elisabetta si preparò a uscire, ma sulla soglia si girò improvvisamente.

Vale, glielhai detto ad Andrea di quellincontro?

No. Perché?

Così, per curiosità. Mi chiedo cosa direbbe.

Dopo che lamica se ne fu andata, Valentina girò per casa senza trovare pace. Le parole di Elisabetta le ronzavano in testa come una spina. Era possibile che suo marito avesse una relazione?

Andrea tornò per cena come al solito. La baciò, si lavò le mani, si sedette a tavola. Sembrava normale, niente di sospetto.

Come è andata? chiese, servendosi della pasta.

Bene. Elisabetta è passata, mi ha raccontato del medico.

Ah, sì? E che dice?

Pressione alta. Devono darle delle medicine.

Andrea annuì e si concentrò sul cibo. Valentina lo osservava, chiedendosi se valesse la pena chiedergli dellincontro del giorno prima. Da un lato voleva chiarezza, dallaltro aveva paura di scoprire qualcosa che non voleva sentire.

Andrea, ieri doveri? si decise finalmente.

Ieri? alzò gli occhi dal piatto. Sono andato a fare shopping. Cercavo delle scarpe nuove.

E poi?

Poi sono tornato a casa. Perché?

Così, per sapere. Ti ho visto vicino al centro commerciale.

Andrea non batté ciglio.

Sì, ero lì. Non ho trovato niente di buono, solo robaccia.

E con chi eri?

Con chi? Da solo.

Valentina lo fissò attentamente. Era possibile che mentisse con tanta naturalezza? O forse si era sbagliata e non era lui?

Quella notte non riuscì a dormire. Si rigirava nel letto, ascoltando il respiro regolare di Andrea. Lui russava leggermente, come sempre.

La mattina dopo, Andrea uscì presto per lavoro, dicendo che aveva una riunione importante. Valentina stava per dedicarsi alle faccende domestiche quando Elisabetta chiamò.

Vale, posso passare? Ho bisogno di parlarti.

Certo, vieni pure.

Lamica arrivò in fretta, evidentemente era già nei paraggi. Sembrava agitata, teneva in mano dei fogli.

Siediti, faccio il caffè propose Valentina.

No, grazie. Siediti anche tu, dobbiamo parlare seriamente.

Il cuore di Valentina fece un tonfo. Cera qualcosa nel tono di Elisabetta che non prometteva nulla di buono.

Senti, è difficile dirlo iniziò Elisabetta, stringendo i fogli tra le mani. Ma sono tua amica, e devo dirti la verità.

Quale verità?

Riguardo Andrea. Lho scoperto per caso Insomma, ha una relazione.

Valentina sentì il terreno mancarle sotto i piedi.

Come fai a saperlo?

Me lha detto Lucia Marini, la ricordi? Lavora nella stessa azienda di Andrea. Li ha visti insieme più volte. Lui ha una storia con la nuova segretaria.

La segretaria? ripeté Valentina.

Sì. Giovane, sui tre venticinque anni. Bella. Lucia dice che in ufficio lo sanno tutti, solo tu non lo sai.

Elisabetta le porse delle foto stampate. Cera effettivamente Andrea, abbracciato a una ragazza con lunghi capelli. Si baciavano, sembravano felici.

Dove le hai trovate? sussurrò Valentina.

Lucia le ha fatte col telefono. Voleva avvertirti, mi ha chiesto di dartele.

Valentina guardò le foto senza credere ai suoi occhi. Suo marito, con cui aveva condiviso ventotto anni di vita, abbracciava unaltra donna.

Cosa devo fare ora? chiese, smarrita.

Non lo so, Vale. La vita è tua, la scelta pure. Ma non potevo tenertelo nascosto.

Elisabetta si alzò e si avvicinò alla finestra.

Vale, e se fosse per il meglio? Liberarti di lui, vivere per te stessa. Sei ancora giovane

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Spero tu sia pronta a vivere senza di lui – disse l’amica, e partì verso mio marito
Mio marito ha gettato le mie piantine chiamandole ‘immondizia inutile’, ma io ho venduto la varietà che ho creato al prezzo della sua nuova macchina.