Essere Sposati: La Gioia della Vita Matrimoniale!

**Essere sposata!**

Al terzo giorno, le dita cominciarono a muoversi. Il movimento partì dalle punte, quelle che sembravano il cappello di un fungo rosso, ma senza macchie. Poi si mosse anche la parte grigia, e verso mezzogiorno, le dita si agitavano per tutta la loro lunghezza. Non cerano falangi allinterno, e i tentacoli ne approfittavano. Uno dopo laltro, si dondolarono nel vaso, cercando di afferrarne i bordi. Fiorella sorrise fra sébuffo che avesse scelto un vaso a forma di testa umana. Si vedeva come ragionasse.

Le dita smisero di esplorare lo spazio attorno a sé e si bloccaronouna mosca si avvicinò alla finestra. Con un ronzio, linsetto si posò sulla tenda a fiori e strisciò giù, tastando con la proboscide le fibre. Poi spiccò un volo e si trasferì sul vetro. Le dita rimasero immobili, trattenendo il respiro. La mosca si arrampicò sulla punta rossa di un dito. Dopo averla assaggiata con la proboscide, scese lungo il tentacolo.

Il dito reagì allistante. La punta rossa si scattò in basso e schiacciò la mosca. Un crepitio interruppe il ronzio, e tutte e sette le dita si intrecciarono in un pugno, abbassandosi verso la terra nel vaso. Il fungo ora somigliava a un cervello grigio con vene rosse.

“Cibo per la mente,” borbottò Fiorella, prendendo un pentolino dal forno. Il brodo di carne stava già evaporando.

***

Fiorella versò il brodo in una scodella, lo mescolò con un cucchiaio e lo osservòconsistenza perfetta, e lodore era invitante. Prese un mestolo di brodo e lo versò sul vaso. Le dita tremarono nervosamente, assorbendo avidamente il liquido carnoso tra le loro venature. Fiorella si allontanò dalla finestra e continuò a osservare. Le dita fremettero e scoppiarono, iniziando dalle punte. I tentacoli grigi si aprirono in petali rossi, ricoperti di minuscole papille sulla superficie interna. Il fungo, ormai maturo, giaceva come un fiore scarlatto sulla testa dargilla.

Fiorella sorrise fra sé e sollevò il vaso. Uno dei tentacoli cercò di raggiungere il suo dito. Lei fischiòe quello si immobilizzò.

“Ecco,” sussurrò, avvicinandosi alla botola aperta.

Nelloscurità della cantina, qualcosa si agitavalanciò il vaso dentro. Uno strido soffocato, poi uno schiocco umido.

Fiorella tornò al camino e sollevò il pentolino. Lo straccio di lana bagnato scivolava tra le dita, il calore della ghisa si sentiva sotto i polpastrelli. La densa zuppa torbida colò nellombra del sotterraneoche rispose con un gorgogliante ringraziamento.

La ragazza posò il pentolino e accese una lanterna. I funghi sulle pareti della cantina si muovevano con dita grigie. Uno dopo laltro, si schiudevano in fiori rossi, petali-tentacoli, sazi del brodo di carne preparato con la ricetta della nonna.

Appoggiata la lanterna sul tavolo, Fiorella spostò il letto al suo posto, le gambe di ferro cigolarono sulle assi del pavimento. Controllò il meccanismo, sistemò la coperta e nascoste la botola sotto il letto.

Sul tavolo stese una tovaglia bianca, nei piatti sistemò le pietanze calde dal forno. Il pavimento brillava, lucido, e nelle lampade aggiunse olio. Cambiato il vestito logoro con un abito nuovo, Fiorella si pizzicò le guance e si affacciò sulla porta.

Dal crocevia di tre strade si avvicinava un cavaliere con una lucente cotta di maglia. Non era meraviglioso? Forse oggi si sarebbe sposata! E se lo sposo non fosse stato allaltezza beh, cera sempre la cantina dei funghi.

Lo sposo arrivò davanti al porticoe Fiorella, strega di antica stirpe, gli sorrise a denti scoperti.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

nineteen − thirteen =