Con le mani ancora bagnate, gemette per il dolore alla schiena e andò ad aprire la porta.
Eleonora si alzò dal divano, sentendo un fastidio alle vertebre, e si avviò verso lingresso dopo aver sentito il campanello suonare per la terza volta, debolmente. Stava pulendo i vetri e non era riuscita a rispondere subito. Dallaltra parte cera una ragazza, lo sguardo stanco ma con un sorriso dolce.
Signora Eleonora, mi hanno detto che affitta camere?
Ah, quei vicini, mandano sempre gente qui! Ma io non affitto stanze, non lho mai fatto.
Mi hanno detto che ne ha tre…
E allora? Perché dovrei affittarle? Mi piace vivere da sola.
Scusi. Mi hanno detto che è religiosa e ho pensato…
La giovane si girò per scendere le scale, le lacrime pronte a scendere.
Ragazza, torna qui! Non ti ho ancora mandata via. I giovani doggi sono troppo sensibili, piangono per un nonnulla. Entra, parliamo. Come ti chiami?
Federica.
Che bel nome Hai un padre marinaio?
Non ho un padre. Sono cresciuta in un orfanotrofio. Né una madre. Mi hanno trovata davanti a un palazzo e consegnata alla polizia. Non avevo neanche un mese.
Oh, piccola, non preoccuparti. Prendiamo un tè e chiacchieriamo. Che ne dici? Vuoi mangiare qualcosa?
No, ho mangiato un cornetto
Un cornetto! È per questo che i giovani hanno problemi di stomaco a trentanni. Siediti e mangia una minestra calda. Poi berremo il tè. Ho ancora tanta marmellata che ho fatto prima che mio marito morisse, ormai cinque anni fa. Dopo aver mangiato, puoi aiutarmi a finire di pulire la finestra.
Signora Eleonora, posso fare altro lavoro? Mi sento stordita, e non voglio cadere… sono incinta.
Incinta?! Ancora meglio, mancava solo questa! Ma come? Sei sposata?
Sì. Ho sposato Luca, cresciuto nello stesso orfanotrofio. È stato chiamato per il servizio militare. La padrona di casa dove vivevamo mi ha cacciata quando ha scoperto che aspettavo un bambino. Mi ha dato una settimana per trovarmi unaltra sistemazione. Non ho avuto scelta.
Eh, circostanze difficili E io, cosa faccio con te? Forse puoi stare nella stanza vuota. E non parlarmi di soldi, non li accetteròmi farebbe arrabbiare. Va a prendere le tue cose.
Non è lontano. Ho lasciato tutto nel palazzo accanto. È passata la settimana e stamattina sono rimasta con le borse a cercare una casa.
Cominciarono a vivere insieme. Federica studiava per diventare stilista, mentre Eleonora, già in pensione per un incidente ferroviario, faceva merletti e li vendeva al mercato locale. I guadagni arrivavano anche dalla vendita di frutta e verdura dellorto, dove lavoravano insieme il sabato. La domenica, Eleonora andava in chiesa, e Federica restava a casa, leggendo e rispondendo alle lettere di Luca, che aspettava con ansia.
Un sabato, mentre lavoravano nellorto per preparare la terra allinverno, Federica, stanca, andò a riposare in casa. Eleonora bruciava rami secchi quando sentì un grido: «Mamma! Vieni subito!» Con il cuore in gola, Eleonora corse, dimenticando il dolore alle gambe. Trovò Federica che si stringeva la pancia, in preda al dolore. Convinsero un vicino a portarla allospedale con la sua vecchia auto. Federica gemeva, temendo fosse troppo presto per partorire.
Allospedale, la portarono via su una barella. Eleonora passò la notte in preghiera. La mattina dopo, ricevette una chiamata che assicurava che Federica e il bambino stavano bene, ma che avrebbe dovuto restare a riposo per qualche settimana.
Mentre Federica era in ospedale, Eleonora scoprì di più su Luca attraverso lunghe chiacchierate, ammirando lamore tra i due. Federica mostrava una sua foto, orgogliosa, mentre Eleonora lo trovava bello, anche se non riusciva a vederlo bene per via degli occhiali vecchi.
La vigilia di Natale, Eleonora e Federica prepararono i festeggiamenti, parlando del Bambin Gesù e aspettando la prima stella. Federica, agitata, si sentì male e chiese di chiamare unambulanza, dicendo che il bambino stava arrivando.
Il 6 gennaio, nacque una bambina, proprio il giorno dellEpifania, riempiendo il cuore di Eleonora di gioia. Mandò un telegramma a Luca per dargli la buona notizia. Chiamarono la piccola Eleonora, gesto che commuosse la nuova nonna.
Passarono settimane di dedizione al nuovo membro della famiglia. Federica ed Eleonora se ne prendevano cura con affetto, anche nelle notti insonni e tra le preoccupazioni. Eleonora trovò nuove energie, occupandosi della casa e della nipote.
Un giorno dinverno, Eleonora uscì a fare la spesa. Tornando, vide Federica in giardino, passeggiando con il passeggino. Le lasciò lì mentre preparava il pranzo. Entrando in salotto, notò la foto del suo defunto marito in una cornice. Sorrise, chiedendosi come Federica lavesse trovata.
Federica, come hai trovato le foto del mio Alessandro? chiese.
Non so di cosa parla, signora Eleonora.
Quella foto sul tavolo indicò.
Oh, quella è di Luca. Gli ho chiesto di farmene una più grande quando lo rivedrò.
Davanti alla rivelazione, Eleonora prese la cornice, riconoscendo finalmente il giovane Luca, ora sorridente nella foto, identico al suo defunto marito. Allimprovviso, capì che forse il destino aveva riportato qualcuno della sua famiglia da lei senza che lo sapesse.
Federica, fammi vedere lalbum chiese, esitante.
Guardando le vecchie fotografie, Federica notò che Luca e Alessandro avevano somiglianze impressionanti. «È Luca?», pensò, confusa.
Eleonora, commossa, spiegò che potevano essere legati da incredibili coincidenze del destino. La giovane madre, confusa ma emozionata, abbracciò Eleonora mentre entrambe piangevano, sentendo un legame che non immaginavano, con la certezza che una nuova e inaspettata famiglia si fosse unita.






