Marco è andato a trovare i genitori, ha preso una grande borsa dalla mamma e si è diretto al mercato per fare la spesa – “Compra ancora le salsicce fatte in casa!” – ha gridato la madre. “Qui al mercato è sempre fresca!” – “Va bene, mamma!” – ha risposto, uscendo per la strada… Marco ha quasi finito gli acquisti e sta per tornare a casa quando una donna attira la sua attenzione; la fissa e rimane immobile, sacco in mano, mormorando: “Questo non può essere”.

Alessio è arrivato a casa dei genitori per una visita. prende la grande borsa di sua madre e si prepara a scendere al mercato di Napoli per fare la spesa.
Ancora comprami della salsiccia fatta in casa! gli urla la mamma di rimando. Al mercato è sempre fresca!
Va bene, mamma! risponde lui, uscendo in strada.

Alessio ha quasi finito di riempire la borsa quando il suo sguardo si incrocia con quello di una donna che lo ferma di colpo. Rimane immobile, la borsa ancora stretta tra le mani.
Non può essere vero, borbotta sotto voce.

Quella donna è Ginevra, una bellezza che non incanta solo per laspetto, ma per quel fascino che fa dimenticare il proprio riflesso. I suoi capelli biondi, lisci e raccolti in una crocchia, i modi gentili e la voce calma la rendono irresistibile. I suoi occhi azzurri osservano linterlocutore con attenzione e una dolcezza quasi materna. Sa ascoltare, confortare e, anche senza dare consigli, basta un suo sospiro per alleggerire il momento.

Alessio è più giovane di Ginevra di due anni; crescono nello stesso cortile di un condominio di Via Caracciolo. Da bambino quellintervallo di età gli sembra enorme. Ginevra è lanima del quartiere, sempre al centro di ogni chiacchiera. Il tempo passa in fretta, e Alessio non si accorge subito che Ginevra, la sua splendida Ginevra, si è sposata.
Che cosa ti aspettavi? ride la nonna di Alessio, a cui la madre risponde con una punta di sarcasmo. Pensavi che lavrebbe aspettato? Intorno a lei giravano sempre ragazzi. È allegra e divertente. E tu? Trova una sposa, ma falla bene.
Non ce ne sono come lei sospira Alessio.

Inizia a frequentare corsi di ballo, a conoscere ragazze, ma nulla lo soddisfa. A un matrimonio di un amico incontra Vera, una ragazza vivace, decisa e dai colori sgargianti, la più in vista tra le damigelle. Prima ancora che possa guardarsi intorno, Vera lo propone come partner per il valzer. Dopo il brindisi di spumante, la serata è una festa.

Il mattino dopo Alessio si sveglia avvolto nelle braccia di Vera, nella sua casa. Ricorda a malapena la sera precedente, e già i suoi amici cominciano a fare battute su un possibile futuro matrimonio. Alessio resta da Vera per una notte, poi si prolunga il soggiorno a una settimana. Vera insiste per dichiarare lintenzione di sposarsi.

Voglio sposarti, Alessio! Ti giuro, è amore a prima vista! afferma Vera.

La franchezza di Vera affascina e al contempo spaventa Alessio. Non aveva immaginato un amore così improvviso, né un matrimonio tanto veloce. Ma Vera rimane incinta, e i due si sposano. Il matrimonio è modesto, perché Vera è studentessa e i suoi genitori non approvano ununione così repentina, così come i genitori di Alessio.

Poco dopo capiscono che non sono fatti luno per laltro. Dopo sei mesi, il carattere autoritario e intransigente di Vera non lascia spazio ad Alessio per essere il capo di casa. Lui fugge a Bologna, dove trova lavoro e un alloggio in un dormitorio. La separazione avviene quando Vera si stanca di convincerlo a tornare.

Alessio accoglie la figlia nata in ospedale, paga regolarmente lassegno e la visita nei weekend, quando riesce a tornare al suo piccolo paese di provincia.

Quattro anni dopo sposa di nuovo. Questa volta sceglie una donna dal carattere tranquillo, remissiva e riservata. Ha un figlio dal primo matrimonio, Valentina, che gli ricorda Ginevra, anche se è diversa. Alessio sente che nessuno potrà mai superare lideale di Ginevra.

Quando la madre chiede della sua vita familiare, lui risponde:

Tutto bene, mamma

Solo bene? E niente di più? sospira la madre, con un sorriso triste. Ti ricordi ancora Ginevra?

Che devo ricordare? replica Alessio. Non è stato che un gioco da bambini, nulla di serio.

Lamicizia è una cosa, lamore unaltra, ribatte la madre. Non rimuginare su ciò che non è stato, vivi il presente e apprezza quello che hai, figlio mio.

Alessio ripete la frase e parte.

Con la seconda moglie non nasce la felicità: tutto sembra piatto, senza scintilla, come se vivessero solo per avere una famiglia. Dopo dieci anni di matrimonio, Valentina lo abbandona, cosa che Alessio non si era mai aspettato.

È stata così silenziosa dice a Valentina, mentre le porge la domanda di divorzio. Traditrice, Valentina. Ti ho aiutato a stare in piedi, mio figlio mi chiama papà. E tu?

Divorziati pacificamente, non parlano più. Alessio mantiene i contatti con il figlio, Marco, e con la figlia di Vera, Elena.

Un giorno Alessio ritorna a casa dei genitori, prende di nuovo la grande borsa e si dirige al mercato di Porta Nolana.

Ancora compra la salsiccia di casa! chiama la mamma. Al mercato è fresca!
Va bene, mamma! risponde e esce.

Quasi ha finito la spesa quando una donna attira la sua attenzione. È Ginevra. Alessio rimane immobile, la borsa ancora in mano.

Non può essere, mormora.

È davvero Ginevra! Alessio è emozionato come non mai.

Buongiorno, Ginevra, sussurra avvicinandosi. Perché sei vestita di nero?

Ginevra lo guarda con indifferenza.

Buongiorno, Alessio, sono felice di rivederti. Ho seppellito mio marito ormai da otto mesi. Non riesco ancora a togliermi il vestito scuro, è difficile

Andiamo insieme, siamo sulla stessa via, vero? le propone, afferrandole la borsa.

Non proprio, vivo ormai dallaltra parte della città, in un quartiere nuovo, risponde Ginevra.

Posso accompagnarti anche lì, se ti va. Possiamo parlare, che ne dici? chiede Alessio, con uno sguardo dolce che la convince a annuire.

Scopre che Ginevra vive ora con la figlia, una studentessa universitaria. Dopo lincontro, Alessio si sente rinvigorito: è di nuovo innamorato di Ginevra e teme solo di perderla. Dopo due settimane, torna a casa dei genitori e, alla tavola, dice alla madre:

Mamma, voglio sposare Ginevra. Cosa ne pensi, accetterà?

La madre lo guarda, capendo che non scherza. Alessio è pallido, visibilmente agitato.

Siediti, mangia la zuppa, poi ne parleremo. Non sei più il bambino di un tempo. risponde severa la madre.

Alessio mangia, poi osserva la madre in attesa di un sostegno.

Hai sbagliato tante volte, ma puoi provare ancora la felicità. Sei sempre stato un cuore fedele. Vai da Ginevra, ma non essere invadente; sii un amico affidabile. Ha ancora bisogno di un sostegno. Se nel suo cuore cè spazio per te, sarete felici. Non correre.

Senza parole, abbraccia la madre e si dirige da Ginevra. La chiama e le chiede di incontrarsi al parco centrale. Ginevra accetta, leggendo nei suoi occhi le intenzioni di Alessio. Quando lui, tremante, le porge dei fiori e racconta la sua solitudine di due anni, Ginevra lo interrompe:

Capisco tutto, è strano che tu abbia deciso così allimprovviso

Alessio arrossisce. Con uno sguardo implorante, le dice a bassa voce:

Ascoltami, per favore. Se non ti dico tutto ora, non lo capirai.

Ginevra tace, si siede su una panchina.

Da giovane ho perso te per stupidità, non sapevo come comunicare, era troppo presto. Ma ti ho sempre amato, solo te. La prima moglie è stata solo un errore, non cè stato vero amore. La seconda non ha sopportato il mio modo calmo e paterno Non cera amore. Capisci? Ho sempre paragonato tutte le donne a te; non è colpa loro.

Sei la migliore, per me e per tutti. Sei unica. Non voglio perderti di nuovo, Ginevra Sposami!

Silenzio per un attimo; Alessio si siede accanto a lei, attendendo un segno.

Se non ti avessi conosciuta da bambina, non ti crederei. Ma sei gentile, sensibile, sempre timido e modesto.

Cosa significa? chiede Alessio, guardando i suoi piedi.

Significa che ho bisogno di tempo, è tutto.

Aspetterò. Quanto? domanda Alessio.

Non lo so, è presto. Ma ti ringrazio, sapere che cè qualcuno a cui servire è importante per me.

Allora staremo insieme? Anche solo come amici per ora? Non riesco a immaginare che qualcun altro ti piaccia

Anchio non voglio pensare a niente di diverso. Sii onesto, ma non correre.

Si separano. Alessio parte per la provincia dove deve lavorare, ma non smette di pensare a Ginevra. Trascorre tutti i fine settimana da lei, porta regali, la sorprende con dolci. Ginevra si sente a disagio per larrivo improvviso del suo corteggiatore.

Incontriamoci fuori dal quartiere, altrimenti i vicini parleranno. Aspetta almeno un anno, per favore

Come vuoi. Voglio solo vederti. Vieni a casa mia, ti presenterò la gatta Laria. È una bellezza. Ho due settimane di ferie, i miei genitori sono in una spa. Devo nutrire e divertire la gatta, e potrai valutare i lavori di ristrutturazione che ho iniziato.

Quella sera Ginevra non torna a casa, resta da Alessio. Quando i genitori di Alessio tornano, notano subito il cambiamento di umore del figlio. Alessio resta a pitturare il corridoio, canticchiando, mentre la casa è ordinata e due vasi colmano di fiori.

Sì, mamma, viviamo con Ginevra. Va tutto benissimo, annuncia solenne.

Era il caso di venire a trovarci quando ti risposi, ride il padre.

No, papà, lei non vuole ancora i documenti, ma insisto, ribatte Alessio.

Ha fatto bene a decidere così, dice la madre. Non fare rumore, lasciate che le cose si sistemino da sole.

Ecco, è tutto, dice Alessio. Domani arriverà, si trasferirà da me.

Bravo, Alessio, esalta di nuovo il padre. Modesto, ma porta a casa ciò che serve. Trova una donna che ti piace e non lasciarla andare.

Sì, la desidera da tempo, batte la mano la madre.

Prima di partire, Ginevra e Alessio pranzano con i rispettivi genitori, che si conoscono da vicini di lunga data. Quella visita è quasi una benedizione familiare.

Gli anni passano, ma Alessio e Ginevra restano insieme. Si trattano con tenerezza e rispetto, come se fossero sempre stati una sola vita, senza gli anni di separazione che ricordano solo dal tempo della loro infanzia. Non hanno figli né nipoti, ma parenti e amici amano trascorrere il tempo a casa loro. Alessio non chiama più Ginevra Ginevriccia, ma usa un soprannome affettuoso.

Sembrano non invecchiare mai. Ginevra va in chiesa, accende le candele e prega:

Accendo le candele, ringrazio Dio per la mia sorte, dice a una delle madri di Alessio. Anche se mi ha tolto un marito sbagliato, Dio mi ha donato una persona degna, qualcuno che conosco fin da piccoli è così che succede.

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Marco è andato a trovare i genitori, ha preso una grande borsa dalla mamma e si è diretto al mercato per fare la spesa – “Compra ancora le salsicce fatte in casa!” – ha gridato la madre. “Qui al mercato è sempre fresca!” – “Va bene, mamma!” – ha risposto, uscendo per la strada… Marco ha quasi finito gli acquisti e sta per tornare a casa quando una donna attira la sua attenzione; la fissa e rimane immobile, sacco in mano, mormorando: “Questo non può essere”.
Mio marito ha portato sua madre a vivere nel mio monolocale: una convivenza forzata