Cuore della amata…

Ciao, ti racconto una storia che mi è capitata laltro giorno, così come se ti parlassi al volo, con il caffè in mano.

Il taxi si è fermato proprio accanto al cancello del Cimitero di San Giovanni, a Bologna. Luomo che è sceso, con il cappotto ancora bagnato, si è avvicinato alla fioraia che stava allestendo i mazzi:

Mi dia dodici tulipani, per favore!

Ha pagato dodici euro, ha chinato il capo e si è diretto verso il monumento di pietra.

Un anno prima, Alessandro Rossi era convinto di essere luomo più felice al mondo: amava e veniva amato. Poi tutto è cambiato in un attimo, quando la sua amata Giulia Bianchi è morta in un incidente stradale.

Solo un mese dopo, con laiuto dei colleghi di lavoro, Alessandro è riuscito a rimettersi in piedi. Davanti alla tomba, sulla panchina, cera la madre di Giulia, la signora Lucia.

Buongiorno, zia Lucia! ha salutato Alessandro.

Buongiorno, Alessandro! ha sussurrato la donna, lanciandosi tra le sue braccia e piangendo.

Lui ha guardato la lapide su cui sorrideva la foto di Giulia. Dopo un attimo di silenzio, la signora Lucia lo ha aiutato a sistemare i fiori. Sono rimasti lì a fissare il vuoto per un po, poi lei ha chiesto:

Ti sei già sposato?

No, non riesco a dimenticare tua figlia. È come se il cuore di Giulia mi chiamasse.

La donna ha annuito, la testa piegata in un velo di tristezza. Ricordava ancora la notte dellincidente, il pronto soccorso, la palloncina bianca sul tavolo e i volti di padre e madre davanti al letto.

Alessandro, ormai tenente dellArma dei Carabinieri, viveva ancora con i genitori. La tragedia aveva sconvolto la routine di tutta la famiglia; il figlio più piccolo non si riprendeva più. Quella sabato, tornò a casa con il cuore pesante.

Alessandro, vuoi sederti a mangiare? ha chiesto la madre dalla hall.

Lui ha annuito, è andato in bagno, si è lavato le mani e si è seduto al tavolo. La madre ha iniziato a parlare:

Oggi il papà e io siamo andati al cimitero a pregare per il nonno si è interrotta vedendo la tristezza sul volto di Alessandro.

Anchio sono andato sulla tomba di Giulia.

Figlio, è passato già un anno. Non puoi più riportare Giulia indietro, devi andare avanti.

Non riesco, mamma. Sembra che mi chiami ancora.

Ma che dici? si è spaventata la madre.

Alessandro ha finito di mangiare, è salito nella sua stanza. Il lavoro di poliziotto non è mai semplice, a volte si deve fare anche di notte. Si è coricato e, quasi senza accorgersene, si è addormentato.

Ha sognato Giulia che lo chiamava. Sognava spesso, ma quella volta era diverso: sembrava avesse bisogno di aiuto. Si è svegliato di soprassalto e ha corso alla hall.

Che succede? ha chiesto la madre.

Vado a fare una passeggiata.

È uscito dalledificio e le gambe lo hanno portato dritto al parco. Lì ha visto tre ragazzi ubriaconi che circondavano una ragazza, gli occhi pieni di paura.

Che sta succedendo? è intervenuto Alessandro.

Lo sguardo della ragazza è passato dalla paura alla supplica.

Che vuoi? gli ha lanciato uno dei ragazzi, ma è cade subito a terra.

Portate via il vostro amico e andate via! ha ordinato Alessandro ai due restanti.

I due hanno capito subito, hanno aiutato il compagno a rialzarsi e se ne sono andati. La ragazza, tremante, ha infilato una pillola nella bocca, le lacrime le rigavano il viso.

Stai bene, calma! lha abbracciata delicatamente Alessandro.

Grazie! ha balbettato.

Vieni, ti accompagno a casa.

Mentre camminavano, Alessandro le ha chiesto:

Come ti chiami?

Ginevra.

Io sono Alessandro. Che è successo?

Giro sempre il parco, i dottori mi hanno detto di farlo e questi ragazzi

Capito. Hai problemi al cuore?

Si, da piccola. Lanno scorso è quasi smesso di battere, ho dovuto fare un trapianto. I medici dicono che andrà tutto bene.

Ascoltandola, Alessandro sentiva il cuore alleggerirsi, come se Giulia fosse lì accanto a lui.

Si sono fermati davanti a un nuovo condominio a nove piani.

Abito qui, ha detto Ginevra, guardandolo con occhi tristi.

Che bello incontrarti

Alessandro, vieni a casa mia, ti presenterò a mia madre.

Va bene, non vedo lora!

Lappartamento di Ginevra era elegante, con mobili di design. Una donna è uscita dalla stanza, sorpresa di vedere la figlia e il ragazzo.

Mamma, ti presento Alessandro, mi ha salvato dai bulli.

Piacere, sono Laura Ferri. ha sorriso, invitandoli in cucina. Venite, raccontate cosa è successo!

Laura ha iniziato a mettere in tavola, mentre Ginevra raccontava laccaduto. Quando ha finito, Laura ha scosso la testa:

Non devi più andare lì, tesoro. poi ha guardato Alessandro. E tu, come ci sei finito?

Il cuore mi ha guidato, ha scherzato.

Che lavoro fai? ha chiesto curiosa.

Sono dei Carabinieri.

Ora capisco perché hai gestito i bulli così facilmente, ha riflettuto un attimo, poi ha chiesto: Sei sposato?

No, la risposta ha colpito la donna, ma ha anche suscitato la sua curiosità. Quanti anni hai?

Quasi venticinque.

Le domande di Laura si sono fatte più insistenti. Alessandro ha abbassato lo sguardo.

Avevo una ragazza, ha detto. È morta lanno scorso.

Alessandro, scusa, ti credevo!

Hanno finito il tè in silenzio. Alessandro si è alzato:

Grazie per il tè! Devo andare. ha sorriso alla confusa Ginevra. Scambiamoci i numeri, così se succede qualcosa mi chiami!

Quella notte non riusciva a dormire.

Che cosa mi sta succedendo? pensava. Quando cammino con lei sento ancora il battito di Giulia.

Si è addormentato verso mezzanotte. La mattina, si è alzato, si è fatto una doccia, ha preso il cellulare e ha chiamato il numero che gli era apparso il giorno prima.

Pronto? ha risposto una voce sorpresa.

Ciao Ginevra! Che fai?

Vado al negozio.

Aspetta, passo subito. Andiamo insieme.

Ciao, Ginevra!

Buongiorno, Alessandro! lha salutata davanti a lui, timida, senza buttarsi tra le sue braccia.

La madre è uscita dalla hall.

Buongiorno, Laura Ferri!

Mamma, andiamo al negozio. Cosa compriamo?

Andate, fate una passeggiata! Io passo dopo.

Alessandro ha portato Ginevra a casa sua. Il volto della mamma, Maria Lombardi, si è illuminato: era la prima volta in un anno che il figlio è tornato con una ragazza.

Entrate, entrate! Presto a tavola.

Mamma, questa è Ginevra! ha sorriso al volto della ragazza. Questa è mia madre, Maria.

Molto piacere! sembrava che avesse dimenticato tutto il resto.

Il padre è uscito dalla stanza, cercando di fare il severo, ma un sorriso gli è sfuggito.

A pranzo, Ginevra ha risposto alle domande dei genitori di Alessandro, cercando di fare buona impressione. Dopo aver aiutato Maria a sparecchiare e a lavare i piatti, ha chiacchierato allegramente.

Alessandro poi:

Ginevra, vieni nella mia stanza, ti faccio vedere comè il mio nido.

Ha aperto la porta e lha spinta delicatamente dentro:

Ecco qui

Ah! ha gridato Ginevra, coprendosi la bocca.

Il suo sguardo si è fermato su una foto di Alessandro con Giulia sul muro.

Che cosè? ha chiesto.

È Giulia

La conoscevi?

Lanno scorso ero al limite, non è sopravvissuta hanno dovuto trapiantarmi il cuore.

Hai il cuore di Giulia dentro di te?

Sì. le lacrime le scendevano.

Mentre la guardava, Alessandro vedeva alternarsi il volto di Ginevra e quello di Giulia, e per la prima volta ha sentito una voce dentro di sé:

Cè un Dio che non vuole che il nostro amore svanisca.

Lha abbracciata:

Sarò sempre al tuo fianco, Ginevra! le ha giurato come se fosse una promessa sacra.

Ecco, amico, è stata una serata strana ma piena di speranze. Che ne pensi? Scrivimi!

Se ti è piaciuta la storia, lasciami un commento e un like, così troviamo ancora altre storie da raccontare!

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Sei moglie, hai dei doveri!