Ma che storia, cara, servire la minestra di barbabietole agli invitati! sbuffò Carlo, annusando laria nella cucina.
il profumo di pomodoro fritto e di cavolo dellanno scorso era talmente intenso Loro vanno sempre ai fastfood e ai ristoranti di Milano più qualcosa di più sofisticato, non solo una minestra.
Ci saranno anche polpette, uninsalata col maionese, e delle crespelle sbuffò offesa Alessandra. E anche il taglio di formaggi ma lasciami in pace, vecchio sciocco, che senza di te ce la caverò. Sparisci, altrimenti ti prendo la paletta con la padella! No, aspetta! Restaci un attimo, spegni la pentola fra cinque minuti, vado improvvisamente cambiò idea e strappò il grembiule.
Dove vai?
Carlo, confuso, aggiustò i pantaloni e lanciò unocchiata nervosa al fornello.
Al ristorante! Dicono che arriveranno fra dieci minuti. Così compro anche un po di pane, visto che qualcuno non sa come saziarsi.
Alessandra si sistemò davanti allo specchio, cercando di mettere a posto i riccioli corti che, per la sua età, dovrebbero stare a posto ma non gli piacevano più. Un tempo era una fanciulla fiorente, ma adesso sentiva il tempo che la sfiorava, un tramonto che nessuno riesce a fermare.
Ma sono piccoli, si alzeranno da soli? chiese Carlo, sorpreso.
Basta, Pietro, non fare la scenetta. Decidi da sola la pentola e vestiti, per lamor di Dio, che sei in mutande!
Che ti è successo, sei così arrabbiata oggi? iniziò a lamentarsi Carlo.
Non lo so! lo interruppe Alessandra, è impossibile da capire per uno come te.
E così uscì, facendo roteare i fianchi verso lascensore.
Che rabbia! Quando il figlio torna ogni due anni con una nuova ragazza, sempre più stramba, vegetariana, a dieta, salata o grassona, con le posate che non hanno mai avuto un coltello da tavola non hanno mai avuto nemmeno una forchetta. E le ragazze non apprezzano nulla della tua cucina! Allora ho deciso di non sforzarmi più, di preparare solo il piatto principale, qualcosa di semplice, così non staranno mai affamate.
La strada accoglieva Alessandra con la fresca aria di maggio, e mentre respirava a fondo, notò la macchina argentata del figlio.
Lorenzo, ormai trentasette, non ha né titolo né ruolo fisso, passa le giornate a smanettare con qualche programma online, ma sogna una famiglia e un bambino. Alessandra desidera ardentemente un nipote; le amiche sue sono già nonne, lei è lunica rimasta a girare il mondo senza eredi. E le ragazze di Lorenzo, tutte sposate, non vogliono figli.
Mamma, perché sei uscita? Saliremmo noi, vieni qui lo abbracciò Lorenzo, presentandole la sua compagna. Ti presento Fiorella.
Buongiorno! salutò sorridendo Fiorella.
Oh! balbettò Alessandra, bubuongiorno
Finalmente una persona normale, senza giri di parole, pensò Alessandra, sorridendo dolcemente alla nuova nuora del figlio. Che possa andare tutto bene con lei, sembra una buona ragazza di campagna.
Andiamo?
Aspetta, mamma, cè una borsa di bibite e una scatola regalo per te dentro il bagagliaio, è di Fiorella.
Davvero? chiese Alessandra, curiosa, mentre Fiorella illuminava il viso con un altro sorriso.
Sì, lei lavora per lambiente, è una battagliera della pulizia, il regalo è a tema.
Alessandra, già stanca, decise di prendere la borsa senza troppo entusiasmo, come un robot, e lasciò il pacco al piano di sotto.
Dopo i consueti saluti, tutti si sedettero a tavola. Fiorella non rimase sorpresa dal profumo della minestra, prese il cucchiaio e iniziò a mangiare. Raccontava timidamente il suo lavoro, un ruolo piccolo nella vigilanza ambientale, ma Alessandra non sentiva bene.
È un lavoro vero? chiese.
Sì, sono regolarmente assunta.
Vedi, Lorenzo, sei senza contratto da dieci anni, la tua libretto di lavoro è pieno di polvere. Se ti ammali, che pensione? Il tempo vola, hai già trentasette.
Alessandra, arrabbiata, si alzò per lultima volta.
Non ti preoccupare, mamma, non arriverò mai alla pensione.
Credo proprio il contrario, un giorno ti metterai sul divano, rispose Alessandra con sicurezza.
Basta, lasciami in pace, mi rovini lo stomaco. Papà, passa una crespella e del formaggio.
Lorenzo voleva fare un brindisi, ma il padre lo interruppe, saltando in piedi con i suoi soliti auguri.
Che minestra buona, Alessandra, ma avrei voluto chiedere un po di pane in più intervenne Fiorella. Posso aiutare a pulire?
Le donne cominciarono a sistemare le stoviglie. Fiorella, vedendo il pasticcio e il piano cottura non proprio scintillante, esclamò:
Ecco il regalo! Quasi me lo dimenticavo!
Aprì la scatola e mostrò dei prodotti ecologici per la cucina.
Sono detergenti a base di frutta e verdura, si sciolgono in acqua e non danneggiano lambiente. Li facciamo noi, da una piccola azienda artigianale. Volete provarli subito?
Alessandra, impaurita, si mise dietro al piano:
No, tesoro, non toccare il piano, è da tre giorni che non lo ho pulito, è imbarazzante.
Dai, ho vissuto in campagna, ho visto stoviglie di tutto, rise Fiorella. Spruzzate voi, poi io passo con la spugna, sarà pulito.
Fiorella lavorava veloce, Alessandra rosicchiava il pane e le faceva mille domande: dove ha studiato, chi sono i genitori, come ha incontrato Lorenzo. Le risposte erano corrette e rassicuranti. Poi Fiorella si mise a pulire il piano, senza sforzo.
Grazie per i regali, Fiorellina, davvero, ammise Alessandra.
Pensava ancora a qualche trucco nascosto. Improvvisamente, dal soggiorno, Lorenzo suonò i bicchieri e radunò tutti sul divano. Abbracciando forte la sua ragazza, pose una mano sul suo pancino e annunciò:
Allora, mamma, papà Io e Fiorella abbiamo deciso di sposarci.
Oh!
E non è tutto fece una pausa, poi, con un sorriso malizioso, sussurrò a Fiorella: Aspetta, siamo incinta, linverno arriverà con il nipotino.
Che felicità! Signore, che gioia! esclamò Alessandra, alzando le braccia. Ho sentito la Madonna rispondere alle mie preghiere, gli angeli ci hanno benedetto!
Vieni qui, cara Fiorella, sei il nostro sole, il nostro angelo, ti abbraccio disse, stringendo forte. Stai attenta, non ti muovere troppo! So bene come trattare le future mamme!
Alessandra, sussurrò Fiorella, gli occhi lucidi, mi insegneresti qualche ricetta? Non so cucinare come te, soprattutto la minestra.
Ah, Fiorellina! rise Alessandra, quasi impazzita dalla gioia. Era il mio sogno: trasmettere alla nuora il mio sapere e il mio amore al nipote!
Ecco la mia piccola, semplice e, grazie a te, finalmente realizzata, SOGNO!






