– Come è possibile – è raffreddato? In che stato è? – sbuffò la suocera. – Dorme. Ma nulla di grave, la febbre è bassa, tutto normale, è iniziato l’inverno. – Ma non è solo l’inverno! È per via del tuo lavoro, così porti a casa dalla tua cassa ogni cosa! Quante volte ti dico – cambia lavoro!

Come è possibile che si sia ammalato? In che stato è? sbuffò la suocera, gli occhi spalancati come piatti di marmellata. Dorme! Ma è solo una leggera febbre, è linizio dellinverno.
Non è solo linverno! È il lavoro, è la cassa della tua bottega che ti porta a casa tutti i pensieri! Quante volte ti ho detto di cambiare mestiere!

Eleonora girava nel sogno, quando allimprovviso un forte rumore ruppe il silenzio: la porta dingresso si spalancò. Strofinò gli occhi e guardò lorologio: erano le otto del mattino.

Alessandro, amore, sei tu? chiese, confusa, ascoltando i suoni dellappartamento.

Nessuna risposta. Solo il cigolio di una porta che si apriva verso il bagno e poi il silenzio.

Eleonora si lanciò in un pigiama di cotone, scalciò a piedi nudi verso il luogo della doccia. Quando aprì la porta, rimase senza fiato.

Al suo fianco, davanti allo specchio, cera Alessandro, con le labbra allungate, che mostrava una lingua sporgente come un serpente dacqua.

Eleonora, è vero che quando una persona è raffreddata la lingua diventa bianca? chiese, come se fosse la domanda più importante delluniverso.

E tu sei raffreddato? rispose lei, assonnata.

Credo di sì, disse lui, toccandosi la fronte con preoccupazione. Mi serve il termometro. Dovè? Fammi sdraiarmi. Mi hanno già rilasciato dal lavoro. Forse dobbiamo chiamare il dottore.

Eleonora estrasse il termometro: 37,2 gradi. Linverno era iniziato, Alessandro si coricò. Unora dopo arrivò la dottoressa, gli prescrisse un certificato di malattia.

Eleonora chiamò la madre:

Noni, potresti prendere il piccolo Gianni dalla scuola materna? Non può tornare a casa, Alessandro è ammalato.

La nonna, una donna solitaria ma affettuosa, accettò con gioia: il nipotino era il suo sole.

E Alessandro? È serio?

Nulla di grave, la dottoressa è venuta, ha dato il certificato, ha prescritto le cure, rimarremo a riposare.

Come ti senti? chiese la nonna, preoccupata.

Tutto bene! Devo tornare al turno pomeridiano, chiederò alla suocera di venire a trovarci la sera, così Alessandro può essere osservato. Unintera settimana di turno pomeridiano. Grazie, nonna, è stato risolto.

Che fare? Un brodetto leggero di pollo, dovrò andare al negozio oltre alla farmacia. Dovrò tirare fuori dal freezer le cosce di pollo, comprare carote e patate.

Alla farmacia comprò tutto il necessario e, a pranzo, svegliò il marito.

Alessandro, alzati, mangia la minestra lo scosse sul collo.

Il marito, ancora avvolto da unaura di stordimento, si sedette sul letto.

Mi gira la testa! Posso avere la minestra a letto? Non riesco ad alzarmi.

Davvero è così? Va bene, la porto. Dopo misurerai la temperatura

Mangiò, misurò di nuovo: 37,2. Eleonora gli diede le pillole. Alessandro si girò verso il muro e si addormentò. Che sollievo!

In Italia, il congedo per malattia è interamente pagato, ma per Eleonora ogni spesa è una lotta: i debiti di casa non permettono di ammalarsi. Chiamò la suocera:

Signora Giulia, Alessandro è raffreddato. Se possibile, controllatelo la sera. Stasera ci saranno molti clienti, non riesco a chiamarlo.

Come è possibile che sia raffreddato? In che stato è? sbuffò la suocera.

Dorme. È solo una leggera febbre, è linizio dellinverno.

Non è solo linverno! È il tuo lavoro, è la cassa della tua bottega che ti riporta a casa tutti i problemi! Quante volte ti ho detto di cambiare mestiere!

Signora Giulia, non sono debole! Mi avete detto che Alessandro da piccolo si addormentava in un attimo. Il freddo è arrivato, non cè più nulla da fare

Eleonora interruppe la suocera, che amava gonfiare le storie come se fossero palloncini. Probabilmente sarebbe arrivata tra unora. Lasciò che la suocera portasse scatole piene di erbe per il figlio, non guasterebbe.

La suocera cambì la maglia di Alessandro con una asciutta, urlando:

Ecco come giace in quella maglietta bagnata, si ammala di più! Come non lhai notato?

Signora Giulia, era già addormentato, cosa avrei potuto fare?

Eleonora andò al lavoro. Dopo poche ore sentì la debolezza. Anche lei era debole, ma non poteva mostrarlo, doveva finire il turno. La sera misurò la sua temperatura: più alta di quella di Alessandro. Vorrebbe lamentarsi, ma lui era assorto nei suoi pensieri.

Mi gira e sento freddo. Mia madre mi ha dato tè al lampone e miele, sembrava migliorare, ma la notte torna a stare male. Cosa devo prendere?

Anchio non sto bene

Allora prendi qualcosa rispose Alessandro, guardando di nuovo la sua lingua nello specchio, ancora bianca.

Non poteva ammalarsi, non poteva lamentarsi, altrimenti la madre chiamerebbe ogni cinque minuti con consigli, la suocera incolperebbe, e lui rimarrebbe sul suo trono di indifferenza.

Decisero di non lamentarsi, di prendere le pillole in silenzio e di andare al lavoro. I debiti non scompariranno da soli.

Per tutta la settimana Alessandro si crogiolava nella sua debolezza, sembrava luomo più sfortunato: anche se il termometro segnava 37, continuava a dire che stava molto male.

La suocera arrivava con le sue infusioni e i suoi rimedi. Eleonora non voleva più incontrarla a casa, il suo aspetto le dava sonno.

Il marito non notava nulla: dormiva davanti alla televisione o al cellulare. Quando tornava a casa, Margherita (la sorella) misurava la temperatura e, solo al quarto giorno, tutto tornò alla normalità.

La debolezza persistette, ma alla fine si risolse. Alessandro rimaneva a letto più a lungo, chiedendo cibo a letto, la temperatura da misurare, lacqua da portare.

La suocera diceva che era sempre stato debole da piccolo, ma ora, dopo cinque anni di matrimonio, era la prima volta che si ammalava davvero, e questo era insopportabile!

La debolezza era piccola, ma Alessandro la superava a fatica, lamentandosi continuamente.

La settimana successiva lo dimisero. Portarono Gianni a casa. Domani Alessandro tornerà al lavoro.

Seduto in cucina, sorseggiando una tazza di tè serale, raccontò:

Da piccolo tutto era più facile, ora è diverso, non ti immagini!

E allora? Cosa cè di speciale? Perché non hai potuto sopportarlo?

Se fossi al mio posto, lo capiresti! È facile parlare quando sei sano.

Anchio lho vissuto! Anche io ho passato tutto, ma non lhai mai notato.

Alessandro lo guardò con diffidenza, poi sorrise astutamente, come se avesse scoperto un segreto:

Scherzi, vero? Va bene, andiamo a dormire!

Eleonora sospirò tristemente: sì, non aveva notato nulla

E così, come in quel sogno, la donna che ha partorito comprende appena un po quello che sente suo marito con una febbre di 37 gradi.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

3 + 11 =

– Come è possibile – è raffreddato? In che stato è? – sbuffò la suocera. – Dorme. Ma nulla di grave, la febbre è bassa, tutto normale, è iniziato l’inverno. – Ma non è solo l’inverno! È per via del tuo lavoro, così porti a casa dalla tua cassa ogni cosa! Quante volte ti dico – cambia lavoro!
Ventisei anni dopo