Non riesco a capire da dove nascano queste tue gelosie così intense. Non riesco. Da quando abbiamo iniziato a frequentarci, sento solo accuse. Nei tuoi occhi c’è sempre sospetto. Sei geloso di me con i pazienti, le infermiere, i medici. Anche dei lampioni. E questo supera tutti i limiti… E… Sono davvero esausto, davvero.

Massimo, cosè questo? chiese Loredana con tono severo, stringendo la camicia tra le mani. Che macchia rosa è? Un rossetto? Ah, sei rimasto al lavoro ancora una volta

Cinzia, che stai dicendo? rispose stanco il ragazzo, sistemando gli attrezzi del turno. Sono appena uscito dal presidio. Che rossetto? Qui al reparto ci sono solo linfermiera signora Nadia. Davvero sono esausto.

Cinzia sistemò la gonna, strappò la camicia e si diresse verso il bagno. Massimo sospirò profondamente.

Erano già più di sei mesi che Loredana e Massimo stavano insieme. Apparentemente tutto andava per il meglio, tranne un piccolo difetto: Loredana era estremamente gelosa. Trovava motivi di sospetto anche dove non ce ne erano.

Guarda qui gemette Loredana, indicandogli la macchia. Lui mi tradisce, lo vedo con i miei occhi.

Allungò la camicia alla sorella, Fiorella, e incrociò le braccia, visibilmente turbata.

Fiorella osservò il tessuto, annusò la macchia e scoppiò a ridere.

Che ridere? si offese Loredana.

È solo una macchia di marmellata di frutta.

Loredana strappò la maglietta dalla sorella e la annusò. Sul suo volto si mescolavano sorpresa e confusione.

È ora che ti calmi. Non capisco da dove nasca questa tua strana sfiducia.

Si sedette di fronte a Fiorella.

Non è che abbiamo appena iniziato a frequentarci. Lho portato via da una relazione confessò, distogliendo lo sguardo. Capisci? Anche lui ha tradito la sua ex con me. Allinizio pensavo che non mi avrebbe mai lasciata, poi ho capito che sì se ne sarebbe andato, e lo farebbe di nuovo.

Non è una scusa per parlare di tradimenti. Impara a fidarti.

Mi fido, sbatté Loredana. Ma continuo a temere di perderlo.

Fiorella scosse la testa, incerta su cosa dire.

Dove eri? incrociò le braccia Loredana. Alle due di notte.

Massimo emise un sospiro rassegnato.

Cinzia, sei tu stessa ad avermi lasciato uscire con i ragazzi a vedere la partita. Ci siamo seduti un attimo, ci siamo rilassati. Che cè di male?

Dario è tornato a casa, ho chiamato Lisa. Dove sei stato nelle ultime due ore?

Dario è partito prima, perché aveva promesso a sua moglie, e io sono rimasto con Sergio. Loredana, calmati. Vado a letto.

Massimo si diresse verso la camera da letto e si adagiò sul materasso, cercando di scacciare le continue gelosie di Loredana, di ritrovare la leggerezza di prima. Ma Loredana, come al solito, rovinò tutto.

Loredana uscì dal supermercato e si avviò verso la casa. Distratta dal cellulare, non notò nulla intorno. Voltandosi di scatto, rimase interdetta: dallaltra parte della strada una giovane donna bionda, amica di Massimo, rideva e lo abbracciava senza pudore.

Gli occhi di Loredana si annebbiarono; lanciò la borsa della spesa e corse verso il ragazzo. Afferrandola per la mano la trascinò via.

Lo sapevo! esclamò Loredana. Lo sapevo che mi tradivi. Sei un traditore! sbatté la testa. No, ero nel giusto! Tu sei colpevole!

Massimo la guardò cupo, le mani serrate per il risentimento, gli occhi puntati sulla ragazza che non capiva nulla della scena.

Loredana

Non parlare! So cosa dirai. Non voglio sentire scuse.

È mia sorella, una cugina intervenne Massimo. La figlia della zia Inna. La conosci, e Vika è la mia sorella, cresciuta con me. Torna a casa tua, ne parleremo lì.

Loredana, senza dire altro, si allontanò, lanciando un breve: Scusa.

Ritornò a casa tardi. Era molto offeso; le labbra erano serrate al punto da non sembrar mai più. Gli occhi non incontravano più Loredana.

Massimo

Ne ho abbastanza confessò. Non riesco a capire da dove vengano queste gelosie così forti. Ogni giorno, da quando ci frequentiamo, sento accuse. Nei tuoi occhi cè sempre sospetto: verso i pazienti, le infermiere, i medici, persino verso i lampioni. È oltre ogni limite Sono davvero stanco.

Massimo! gridò Loredana. Vuoi lasciarmi? Ti prego Ti amo! Scusami, farò di tutto perché non succeda più. Ti prego

Loredana si gettò quasi a terra, afferrandolo per le mani e guardandolo negli occhi. Massimo provava pietà per lei, lamava davvero e aveva persino rotto un rapporto di cinque anni per stare con lei. Non aveva mai pensato di potersi trovare in una situazione così, ma Loredana lo aveva conquistato. Ora, però, i dubbi lo divoravano.

Ti amo sussurrò, stringendo la mano di lei. Ma quello che fai è malsano. Non posso vivere così.

Non lo farò più singhiozzò Loredana. Mai più. Rimani con me. Non riesco a stare senza di te.

Massimo espirò e la avvicinò. Non poteva abbandonarla, nemmeno dopo quello che aveva fatto.

Nei mesi successivi, la loro relazione migliorò: Loredana non mostrava più gelosia e Massimo apprezzava la compagnia, evitando di arrivare troppo presto al lavoro.

Arrivò lautunno, la stagione delle malattie; i pazienti aumentavano. Massimo non poteva più arrivare presto, era esausto, cenava a casa e andava a dormire subito.

Loredana ricominciò a sospettare. Allinizio cercò di credere a lui, ma non poteva ignorare il profumo di profumo straniero sulla camicia. Il reparto era quasi tutto femminile e anziano, difficile da preoccuparsi, ma i sospetti crescevano; osservava, controllava le camicie, cercava indizi.

Una sera, dopo il turno, Massimo corse sotto la doccia, uscendo in fretta per andare a letto. Silenzioso aprì la porta e vide Loredana scorrere le dita sul suo telefono.

Loredana cosa fai?

Lei si irrigidì e subito lo rimbalzò via.

Stavo solo per chiamare.

Massimo indicò il telefono rosa sul letto.

Il tuo è scarico?

Sì, è scarico.

Lo schermo del telefono di Giulia (lamica bionda) si illuminò, con un messaggio:

Davvero? Scarico? Allora menti anche a me commentò Massimo, alzando le sopracciglia. Forse devo scoprire di più su di te.

Scusa abbassò la testa Loredana.

Hai trovato quello che cercavi? Il Mr. Plumb sbuffò Massimo, irritato.

Loredana scosse la testa.

Massimo, senza parlare, si diresse verso larmadio e iniziò a mettere via le sue cose. Loredana lo afferrò, trattenendo la mano.

Ti prego, basta! Non lo farò più. Ti faccio fiducia, Massimo!

No, Loredana, la prima volta ti ho perdonato, la seconda non voglio più ripetere gli stessi errori. Sono stufo. Voglio vivere serenamente, fidarmi e sapere che anche io sono fidato. Questo non è vivere.

Dopo mezzora, Massimo aveva chiuso la valigia. Loredana, seduta sul letto, avvolse le ginocchia con le braccia.

Ti amo davvero. Ma non posso più. E tu? Non cambierai.

Massimo lasciò lappartamento in affitto e tornò da i genitori, davvero esausto.

La sfiducia distrugge ogni legame, per quanto forte sia. Spesso giudichiamo gli altri basandoci sui nostri timori. Forse Loredana temeva che Massimo la tradisse, come aveva tradito la sua ex, ma è lei stessa ad aver scelto questo uomo. Senza fiducia non cè amore, né amicizia, né alcun legame duraturo. È stata la sua più grande errore.

Ricorda: la fiducia è il pilastro su cui si costruiscono relazioni sane; senza di essa, tutto crolla.

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Non riesco a capire da dove nascano queste tue gelosie così intense. Non riesco. Da quando abbiamo iniziato a frequentarci, sento solo accuse. Nei tuoi occhi c’è sempre sospetto. Sei geloso di me con i pazienti, le infermiere, i medici. Anche dei lampioni. E questo supera tutti i limiti… E… Sono davvero esausto, davvero.
Perché mi sono fidata di lui