Alle dieci del mattino, il cielo di marzo si è improvvisamente schiarito dalla coltre grigia delle nuvole e il sole è spuntato. Il mare si è fatto dun blu accogliente, le onde accarezzavano dolcemente i ciottoli della spiaggia. Persino laria era più pulita e trasparente.
Stare in camera in una mattinata così bella era fuori discussione, così Federico posò il giornale che stava leggendo dopo colazione. Con un lieve sospiro, si alzò dalla poltrona e si vestì. Nellingresso della pensione, deserto. Di solito, cerano piccoli gruppi di ospiti chiacchieroni, ma anche loro erano usciti, lasciando i comodi divanetti.
Federico camminava lungo la passeggiata. Sotto le suole spesse delle sue scarpe, i ciottoli scricchiolavano. In cielo, i gabbiani ridevano allegri. Laria fresca del mare gli riempiva i polmoni, dandogli una sferzata di energia.
Quando ormai le pensioni erano rimaste indietro, salì su una lieve collina e proseguì tra lerba secca dellanno prima, da cui spuntavano timidamente nuovi germogli. Da lontano, notò che lunica panchina in vista era occupata. Federico si chiese perché non ne avessero messe di più. Dopotutto, era così piacevole sedersi a guardare il mare. Veniva spesso qui, quando il tempo primaverile lo permetteva.
Stava per tornare indietro, ma cambiò idea. La panchina non era di proprietà privata, cera posto anche per lui. E poi, la compagnia rendeva la vista ancora più bella. Avvicinandosi, però, capì che sulla panchina sedeva una donna. Al suo arrivo, lei girò appena la testa e lo guardò con unespressione distaccata.
Federico stimò che avesse più o meno la sua età, forse un po meno. Indossava pantaloni sportivi, una felpa bordeaux e scarpe da ginnastica. I capelli grigi erano corti. I lineamenti regolari. «Da giovane, sarà stata una bellezza. E anche adesso non scherza», pensò Federico, senza volerlo.
“Bella mattinata, vero?” disse, invece di un saluto.
La donna non rispose, alzò solo un sopracciglio.
“Posso?” chiese lui, senza aspettare risposta, facendo il giro della panchina e sedendosi allaltro estremo. “Non lho mai vista qui prima. È arrivata da poco?”
“Due giorni fa,” rispose lei allimprovviso.
Aveva una voce bassa, un po roca.
“Io sono qui da una settimana. Si potrebbe guardare il mare per sempre. Calma.”
“Lei è agitata?” La donna si girò, lo guardò brevemente e tornò a fissare il mare.
“Cosa? Ah, no. È solo un modo di dire. Anche se, in questi tempi agitati, le ragioni per essere nervosi non mancano.” Federico cominciava già a pentirsi di aver attaccato discorso. Le parole disturbavano la pace del panorama.
“E cosa la turba?” Pareva che la donna non disdegnasse una chiacchierata.
“Glielo dico così, su due piedi?” borbottò Federico.
“Perché no? Dopotutto, è per questo che è venuto qui, che si è seduto accanto a me. Con uno sconosciuto, è più facile aprire il cuore.”
“Ha ragione.” Federico tacque un momento. “Sa, più di trentanni fa, sono venuto qui dopo il divorzio da mia moglie. Ero distrutto. Lisolamento mi faceva impazzire. Assillavo gli amici con lamenti sulla mia vita fallita. Alla fine, decisero di liberarsi di me per un po e mi spedirono al mare.” Federico rise. “Allora ero giovane, il cielo era più blu, il mare più desiderabile, il sole più luminoso. Era linizio dellautunno. Qualcuno si faceva ancora il bagno. Una volta ci provai anchio. Allora qui non cera questa panchina, e mi piaceva sedermi più in là, su quelle rocce. Un giorno, notai un volto nuovo sulla passeggiata. Sa, come inizia La signorina con il cagnolino?”
“Ebbene, notai subito una giovane donna che passeggiava da sola lungo la riva. Sorrideva sempre, ma solo con gli angoli delle labbra. Sentii subito unaffinità e andai a conoscerla. Si chiamava… ma a che serve dire il nome?”
“Passeggiavamo, parlavamo. Era sposata. Suo marito, più vecchio di lei, era gravemente malato. Aveva chiamato sua sorella, e laveva convinta a venire al mare per una settimana. Era la prima volta che si concedev







