Nella classe business si respirava un’aria tesa. I passeggeri lanciavano occhiate ostili alla signora anziana mentre si sedeva al suo posto. Eppure alla fine del viaggio il comandante dell’aereo si è rivolto proprio a lei. Giuseppina si è accomodata tutta contenta sulla sua sedia. Subito è nata una lite accesa. Non mi siedo accanto a lei ha esclamato forte un uomo sui quarant’anni che guardava con aria severa il vestito modesto della signora rivolgendosi all’assistente di volo. Si chiamava Vittorio Rossi e non nascondeva il suo orgoglio e il disprezzo. Scusi ma la passeggera ha il posto esattamente qui sul biglietto non possiamo spostarla ha risposto calma l’assistente di volo anche se Rossi continuava a fissare Giuseppina con sospetto. Questi posti costano troppo per persone come lei ha detto con tono derisorio guardandosi intorno per avere appoggio. Giuseppina taceva ma dentro si sentiva tutto contratto. Aveva indossato il suo abito migliore semplice però in ordine l’unico che andava bene per un evento così importante. Qualche passeggero si guardava qualcuno annuiva a Vittorio. Poi la nonna ha alzato piano una mano non resisteva più e ha detto va bene se c’è un posto in classe economica ci vado io ho risparmiato per tutta la vita per questo volo e non voglio essere un problema per nessuno. Giuseppina aveva ottantacinque anni era il suo primo volo in aereo. Il viaggio da Palermo a Roma era stato pieno di difficoltà lunghi corridoi terminal affollati attese infinite. Persino un addetto dell’aeroporto l’aveva seguita per evitare che si perdesse. Ora quando mancavano solo ore al realizzarsi del suo sogno doveva subire questa umiliazione. Però l’assistente di volo ha tenuto duro mi dispiace nonna ma lei ha pagato il biglietto e ha il diritto di stare qui non lasci che qualcuno glielo porti via. Ha guardato severa Vittorio poi ha aggiunto freddamente se non smette chiamo la sicurezza. Lui si è messo a borbottare ma ha taciuto. L’aereo è decollato per l’agitazione Giuseppina ha fatto cadere la borsa e all’improvviso Vittorio l’ha aiutata senza dire niente a raccogliere le cose. Quando le ha ridato la borsa lo sguardo gli è rimasto su un medaglione con una pietra rosso vivo. Bel medaglione ha commentato sembra un rubino un po’ capisco di oggetti antichi una cosa così non è economica. Giuseppina ha sorriso. Non so che valore abbia me lo diede mio padre a mia madre prima di andare in guerra non tornò più mia madre me lo regalò quando compii dieci anni. Ha aperto il medaglione che conteneva due vecchie foto una di una giovane coppia e l’altra di un bambino che sorrideva. Sono i miei genitori ha detto piano e qui c’è mio figlio. Ci sta andando ha chiesto Vittorio con delicatezza. No ha risposto Giuseppina chinando il capo l’ho affidato a un orfanotrofio quando era piccolo allora non avevo marito né lavoro non potevo dargli una vita decente da poco l’ho rintracciato con un test del DNA gli ho scritto ma mi ha risposto che non vuole conoscermi oggi compie gli anni volevo solo essere vicino a lui anche per un istante. Vittorio si è stupito. Allora perché prendi l’aereo. La signora anziana ha sorriso debolmente con un velo di tristezza negli occhi lui è il comandante del volo è l’unico modo per stargli vicino almeno per un momento. Vittorio è rimasto in silenzio si è sentito invaso dalla vergogna e ha abbassato lo sguardo. L’assistente di volo che aveva sentito tutto è andata silenziosamente nella cabina di pilotaggio. Pochi minuti dopo si è sentita la voce del comandante in tutto l’aereo cari passeggeri tra poco inizieremo l’atterraggio all’aeroporto di Fiumicino ma prima vorrei parlare con una signora speciale che è qui con noi mamma per favore aspetta dopo l’atterraggio voglio vederti. Giuseppina è rimasta immobile le lacrime le scendevano sulle guance un silenzio ha avvolto la cabina poi qualcuno ha cominciato ad applaudire e altri sorridevano con le lacrime agli occhi. Quando l’aereo è atterrato il comandante ha ignorato le regole è uscito di corsa dalla cabina e senza asciugarsi le lacrime è corso da Giuseppina l’ha abbracciata forte come per recuperare tutti gli anni persi. Grazie mamma per tutto quello che hai fatto per me ha sussurrato tenendola stretta. Giuseppina piangendo si è abbandonata all’abbraccio non c’è niente da perdonare ti ho sempre voluto bene. Vittorio si è spostato di lato chinando la testa si vergognava aveva capito che dietro quel vestito umile e le rughe si nascondeva una grande storia di sacrificio e amore. Non era stato solo un volo era l’incontro di due cuori separati dal tempo ma che finalmente si erano ritrovati.Nella classe business si respirava un’aria tesa. I passeggeri lanciavano occhiate ostili alla signora anziana mentre si sedeva al suo posto. Eppure alla fine del viaggio il comandante dell’aereo si è rivolto proprio a lei. Giuseppina si è accomodata tutta contenta sulla sua sedia. Subito è nata una lite accesa. Non mi siedo accanto a lei ha esclamato forte un uomo sui quarant’anni che guardava con aria severa il vestito modesto della signora rivolgendosi all’assistente di volo. Si chiamava Vittorio Rossi e non nascondeva il suo orgoglio e il disprezzo. Scusi ma la passeggera ha il posto esattamente qui sul biglietto non possiamo spostarla ha risposto calma l’assistente di volo anche se Rossi continuava a fissare Giuseppina con sospetto. Questi posti costano troppo per persone come lei ha detto con tono derisorio guardandosi intorno per avere appoggio. Giuseppina taceva ma dentro si sentiva tutto contratto. Aveva indossato il suo abito migliore semplice però in ordine l’unico che andava bene per un evento così importante. Qualche passeggero si guardava qualcuno annuiva a Vittorio. Poi la nonna ha alzato piano una mano non resisteva più e ha detto va bene se c’è un posto in classe economica ci vado io ho risparmiato per tutta la vita per questo volo e non voglio essere un problema per nessuno. Giuseppina aveva ottantacinque anni era il suo primo volo in aereo. Il viaggio da Palermo a Roma era stato pieno di difficoltà lunghi corridoi terminal affollati attese infinite. Persino un addetto dell’aeroporto l’aveva seguita per evitare che si perdesse. Ora quando mancavano solo ore al realizzarsi del suo sogno doveva subire questa umiliazione. Però l’assistente di volo ha tenuto duro mi dispiace nonna ma lei ha pagato il biglietto e ha il diritto di stare qui non lasci che qualcuno glielo porti via. Ha guardato severa Vittorio poi ha aggiunto freddamente se non smette chiamo la sicurezza. Lui si è messo a borbottare ma ha taciuto. L’aereo è decollato per l’agitazione Giuseppina ha fatto cadere la borsa e all’improvviso Vittorio l’ha aiutata senza dire niente a raccogliere le cose. Quando le ha ridato la borsa lo sguardo gli è rimasto su un medaglione con una pietra rosso vivo. Bel medaglione ha commentato sembra un rubino un po’ capisco di oggetti antichi una cosa così non è economica. Giuseppina ha sorriso. Non so che valore abbia me lo diede mio padre a mia madre prima di andare in guerra non tornò più mia madre me lo regalò quando compii dieci anni. Ha aperto il medaglione che conteneva due vecchie foto una di una giovane coppia e l’altra di un bambino che sorrideva. Sono i miei genitori ha detto piano e qui c’è mio figlio. Ci sta andando ha chiesto Vittorio con delicatezza. No ha risposto Giuseppina chinando il capo l’ho affidato a un orfanotrofio quando era piccolo allora non avevo marito né lavoro non potevo dargli una vita decente da poco l’ho rintracciato con un test del DNA gli ho scritto ma mi ha risposto che non vuole conoscermi oggi compie gli anni volevo solo essere vicino a lui anche per un istante. Vittorio si è stupito. Allora perché prendi l’aereo. La signora anziana ha sorriso debolmente con un velo di tristezza negli occhi lui è il comandante del volo è l’unico modo per stargli vicino almeno per un momento. Vittorio è rimasto in silenzio si è sentito invaso dalla vergogna e ha abbassato lo sguardo. L’assistente di volo che aveva sentito tutto è andata silenziosamente nella cabina di pilotaggio. Pochi minuti dopo si è sentita la voce del comandante in tutto l’aereo cari passeggeri tra poco inizieremo l’atterraggio all’aeroporto di Fiumicino ma prima vorrei parlare con una signora speciale che è qui con noi mamma per favore aspetta dopo l’atterraggio voglio vederti. Giuseppina è rimasta immobile le lacrime le scendevano sulle guance un silenzio ha avvolto la cabina poi qualcuno ha cominciato ad applaudire e altri sorridevano con le lacrime agli occhi. Quando l’aereo è atterrato il comandante ha ignorato le regole è uscito di corsa dalla cabina e senza asciugarsi le lacrime è corso da Giuseppina l’ha abbracciata forte come per recuperare tutti gli anni persi. Grazie mamma per tutto quello che hai fatto per me ha sussurrato tenendola stretta. Giuseppina piangendo si è abbandonata all’abbraccio non c’è niente da perdonare ti ho sempre voluto bene. Vittorio si è spostato di lato chinando la testa si vergognava aveva capito che dietro quel vestito umile e le rughe si nascondeva una grande storia di sacrificio e amore. Non era stato solo un volo era l’incontro di due cuori separati dal tempo ma che finalmente si erano ritrovati.
Regnava un’atmosfera tesa nella classe business. I passeggeri lanciavano sguardi ostili alla signora anziana mentre si sedeva al suo posto. Ma il comandante dell’aereo si rivolse comunque a lei alla fine del volo.







