Andiamo a trovare la nonna

Andiamo a trovare la nonna

Veronica quasi non si riconosceva più, da quanto era contenta per questa piega improvvisa.

Le ragazze scapparono subito via, mentre lei e Chiara andarono al supermercato che, per fortuna, era ancora aperto. Poi si misero ai fornelli: patatine al forno, pollo arrosto, insalata russa Nonna Gina dava qualche aiuto di tanto in tanto, ma soprattutto dispensava consigli.

Butta una cipolla intera nella pentola con le patate, vedrai che sapore! E il pollo, mi raccomando, spennellalo bene con lolio, così fa una bella crosticina.

La nonna era unartista in cucina.

La gattina Mimmi saltava ai piedi e tentava di morderle le caviglie proprio un problema! Ma chiuderla nella scatola ormai non aveva senso, visto che aveva imparato ad uscirne con furbizia. E poi, tanto valeva lasciarla fare. Quella pallina di pelo vibrante e affettuosa, anche mordicchiando un po, sapeva regalare una tenerezza inspiegabile che metteva di buon umore tutti.

Veronica e Chiara non facevano altro che prenderla in braccio a turno, coccolandola e baciandola sul musino.

Ma come cucinate così!? brontolava la nonna Sempre dietro alla gatta!

Ma era evidente che era contenta di avere la casa piena di vita e di vedere la Mimmi così in forma. Anche se era stanca, non voleva proprio andare a riposare.

E figurati, ne avrò il tempo Potevate avvisarmi che portavate compagnia, avrei preso pure lalbero. Ti ricordi, eh Veronica, quando il nonno portava lalbero di Natale e poi lo addobbavate insieme?

Dai nonna, anche senza albero festeggiamo lo stesso! Poi magari stasera facciamo una passeggiata in casa dei Rinaldi.

Ma neanche il tempo di finire la frase che, verso le cinque e mezza, si sente sbattere la porta dingresso. Rumore, voci e una raffica daria fredda e profumo di resina: nellingresso, davanti a tutti, fa la sua apparizione il tronco di un pino. Insieme allalbero di Natale entra il bosco, la linfa e laria frizzante delle feste.

Buonasera! Auguri, eh! Ho fatto il bis oggi sorrideva, stanco ma soddisfatto, il ragazzo.

Era proprio lui, il “taglialegna” del pullman, con il montgomery marrone e il berretto di lana.

Per noi? chiede Chiara.

Ecco spuntare anche le piccole Martina e Alessia.

Martina mi ha detto che restate qui per il Capodanno. Che Capodanno è senza abete? ci dice lui tutto serio.

Veronica, imbarazzata, chiede:

Ma non è vietato portare via gli alberi dal bosco?

Bisogna sapere dove cercare risponde lui con un sorriso.

Che sorriso dolce che ha pensa Veronica tra sé.

Ci aiuti a sistemarlo, Tommaso? Nellaia cè un secchio suggerisce la nonna ma la sabbia? Quella non cè.

E Tommaso, senza farci aspettare, tira fuori anche la sabbia che aveva pensato di portare. Si toglie il cappotto e si trasforma: maglione norvegese, pantaloni imbottiti e calzettoni di lana. Sembra quasi uno degli esploratori dellArtico, manca solo la barba. Rasato di fresco e capelli corti, anche lui sembra di famiglia, un vago ricordo sbiadito che non se ne va.

Fateci un salto in piazza dopo, mi raccomando! Cè il veglione davanti al circolo La balera, insomma! E per i più grandi fisarmonica!

E tu in che gruppo stai? scherza Veronica Da ballo o da fisarmonica?

Io? Eh, non torno qui tutti gli anni Allinizio tutto disco, poi non so come, lanno scorso sono passato con la fisarmonica. Forse sto invecchiando. Dove sistemiamo lalbero?

Veronica già svuotava langolo.

La scala è in cantina, nonna.

Ma davvero? Non sarà che ci sono ancora tutte quelle decorazioni? le batte il cuore.

Da dove mai devono essere andate? Sono in soffitta!

Un vero miracolo! Tommaso porta la scala, ma Veronica non glielo lascia fare: sale lei. La scatola è lì, come un tesoro. La prende con cura, si affaccia: le ragazze sotto con gli occhi grandi, aspettano la magia, come quando era bambina anche lei. Il Capodanno trasforma i grandi in bambini, figurarsi gli adolescenti

Attenzione, la roba qui è fragile. Chi rompe, niente cioccolatini!

La decoratrice dalbero più scalmanata fu Mimmi. Prima si era interessata allabete, poi è salita nel secchio della sabbia per farci la pipì, ma lhanno tirata fuori in tempo. Poi, quando la vecchia ghirlanda si è accesa, lei si è spaventata e ha fatto un balzo da mezzo metro. E che fatica decorare lalbero con un gattino fra i piedi: apri la scatola, tiri fuori una sfera, estrai il gatto, e chiudi la scatola. Sembrava si teletrasportasse. Per fortuna, però, era troppo morbida per romperli davvero. Più facile rompere Mimmi che i decori!

Quelle decorazioniqualcuna un po scrostata, qualcuna ancora lucenteincantavano le ragazze: la pannocchia, il pilota, lorologio, la luna, le perle, il funghetto.

E questo? Chi è? Uno scout?

Era un Piccolo Esploratore! risposero in coro Veronica e Tommaso.

Tommaso, anche tu eri così? chiede Martina agitando la figura.

Ecco, ormai mi mettete in mezzo ai pensionati della balera! ride Tommaso.

Veronica guardava lalbero e pensava che quello era lo stesso dei suoi ricordi. Che fortuna esserci rimaste. Una piccola felicità!

Dopo, ognuno ritornò dai propri parenti. Lanno nuovo lo hanno festeggiato in modo semplice ma caloroso: solo in tre, la nonna, lei e Chiara. La nonna diceva di non festeggiare così da almeno cinque anni.

Chiara, mi vuoi raccontare cosa è successo, se ti va?

Tutto ok, mamma. Era solo una ripicca: lui sta già con unaltra, Linda.

Matteo? Sei dispiaciuta?

Ormai no. Certo, da fastidio, ma le amiche mi hanno rincuorata. Tanto lo sapevo che non sarebbe mai funzionato, che senso ha perderci altro tempo?

E lamore?

Lamore deve essere reciproco, mamma. Altrimenti è solo sofferenza, e non voglio proprio fare la parte della vittima.

Saggezza da bambina? Nemmeno più tanto. Anche per Veronica è finita col suo Andrea, meglio smetterla di darsi pena: lui nemmeno le ha fatto gli auguri di Capodanno, come sempre Nemmeno la mattina dopo. Ormai ci aveva fatto labitudine.

La vera sorpresa, però, è stata non averglieli fatti lei. E non le era nemmeno venuto in mente. Sapeva che, tanto, in sottofondo alla sua chiamata avrebbe sentito la tv o la radio, lui di là a fare altro, poco importa.

Verso luna di notte arrivano le ragazze, pronte per la piazza, tutte con gli stivali col pelo. Anche Chiara ha infilato gli scarponi della nonna.

Nonna, ma Tommaso chi è di preciso? chiede Veronica, rimaste sole per un attimo.

Tommaso? È il nipote della Marisa Santini. Te la ricordi, Marisa?

Più o meno ma lui sì, il nome mi dice qualcosa. Sei tu che gli hai dato le bacchettate per le mele da piccoli?

Lui, proprio lui. Marisa mi ringraziava, non sapeva più come tenerlo a bada.

Un ladruncolo?

Ma va, chi non rubava le mele da piccolo? E guarda che è diventato: lavora nelle forze dellordine o nellesercito, boh, non ci capisco più nulla. Bravo ragazzo, buono, ma non si è ancora sistemato. La povera Marisa si preoccupa.

La nonna iniziò a portarsi a letto, dopo una giornata così movimentata. Veronica decise di uscire anchella verso la piazza, inciampando nel vialetto ghiacciato ad ogni passo. Lanno prima il Capodanno lo avevano passato tra qualche piccolo guaio: qualcuno aveva dato fuoco al fieno vicino la stalla, da quelle parti sempre succede qualcosa. Meglio essere con sua figlia.

Davanti al circolo cera confusione, latmosfera tipica del paese. Cerano Babbo Natale e la Befana, vecchi amici di sempre, e Chiara ballava e filmava tutto con il telefono. Veronica, più da parte, osservava: gente allegra, qualcuno bevuto, ma niente di grave; bambini correvano tra i danzatori, adulti di tutte le età si abbracciavano e si scambiavano auguri di cuore. La direttrice del circolo guidava i giochi dal microfono, due animatori coinvolgevano tutti in danze e scherzi.

In fondo, una festa così potrebbe essere esempio per tanti: un paese piccolo, ma in cui tutti si conoscono.

Ad un certo punto, Veronica vede Tommaso: con un altro uomo, stanno riportando a casa un ragazzo un po troppo esuberante. Cose che capitano.

Poi, dopo un quarto dora, Tommaso le si fa accanto.

Auguri! Ti annoi?

Io? Ma scherzi! Non vivevo un Capodanno simile da quando ero bambina. E poi Chiara è contenta, neanche il maledetto wifi le manca.

Eh sì, qui non ci si annoia. Poco fa hanno rubato il trattore.

Come, il trattore?

Eh. Il trattorista laveva lasciato fuori di casa, qualche ubriaco lha preso per farsi un giro. Siamo corsi a riprenderli, e sono pure finiti sul fiume ghiacciato!

E non sono affondati?

Lo hanno recuperato, per fortuna il ghiaccio teneva. Ma si sono presi uno spavento che sono diventati sobri in un attimo!

Mamma mia

Eh, questa notte qui sembrava il raduno annuale dei beoni.

Ma guarda, io mi ricordo di te: ero più piccola, ma tu e mio cugino Lorenzo vi beccavate sempre tra le mele. La nonna vi inseguiva col battipanni.

Haha! Bei ricordi. Ma non è che ci ha mai picchiato davvero. Ogni volta che sentivo le botte della Gina, mi restava la lezione. Era uninfanzia felice, qui da noi. Anche tu me la ricordo bene: i riccioli e il vestitino a pois. Sembravi una bambola. Da ragazzino avevo paura anche solo a toccarti, temevo di sporcarti. Se devo essere sincero ancora adesso, un po mi intimorisce tutto questo.

Veronica scoppia a ridere, si appoggia al suo braccio e gli propone di farsi una passeggiata.

Dai, sfatiamo un po di miti! Raccontami di te, ci raccontiamo tutto, come fratelli.

Senza accorgersene, parlano ore, sinceri e tranquilli. Le ragazze stanno tornando a casa, loro le richiamano e seguono il gruppo, senza spezzare la complicità.

Mamma, possiamo andare un attimo da Alessia? chiede Martina.

Ma torna, eh! Tommaso si raccomanda.

Non serve, zio Tommaso!

Serve-serve. Ho promesso a tua mamma.

Aspettano le ragazze a casa della nonna Gina. E lì, davanti a una tazza di caffè e la neve argentea fuori dalla finestra, si ritrovano a confidarsi a lungo. Forse è latmosfera, forse la memoria dei giorni semplici: lì tutto sembra più vero e vicino.

Anche Tommaso ha avuto una storia damore: una donna più grande, sposata. Veronica pensa che ancora la porti nel cuore, forse per questo non si è mai sposato. Gira voce che sia sempre in cerca di qualcosa, più che di qualcuno.

Lei racconta del proprio divorzio, dei problemi con Chiara. Il tempo passa eppure non vorrebbero andare a dormire.

Quindi ora vivi a Milano?

In Brianza, da poco. Prima ero in servizio in Sardegna, ora con la Guardia Nazionale. Sempre in viaggio, mai fermo, nessuna famiglia

Beh, mai dire mai.

E tu quando riprendi a lavorare, Veronica?

Ma ora è festa!

Allora domani sci?

No, no, no! Non abbiamo neanche lattrezzatura, siamo venute qui solo per un giorno!

Eh, non è un problema.

No davvero, io ormai non ricordo più neanche come si fa! E Chiara, poi, non è mai salita sugli sci.

Ma al mattino ecco stivali, tute e sci pronti davanti alla porta. “Figurati se Chiara metterà mai quei pantaloni anni 80,” pensa Veronica, conoscendo la figlia.

Chiara, invece, è entusiasta, ma lentusiasmo svanisce velocemente quando si accorge di quanto è dura. Passano unora in cortile solo per insegnarle a stare in piedi.

Veronica però si muove meglio: da ragazzina, leducazione fisica al liceo era tutta sugli sci. Qualche caduta, ma torna in forma in fretta. E via, via lungo la pista nel bosco, seguendo Tommaso che torna sempre indietro per aiutare le principianti. Un vero maestro.

Mamma, guarda! urla Chiara scendendo dalla collinetta con gli occhi che brillano.

Gli alberi innevati, laria pulita, la natura che regala momenti di silenzio e meraviglia. Scorgono una manciata di gusci a terra e uno scoiattolo che fugge lontano. Veronica si gode ogni attimo.

Arrivano al pendio più lungo, ideale per le discese mozzafiato.

No! È troppo ripida! Chiara, non provarci!

Ma il coraggio non le manca. Chiara cade spesso, ma si rialza ogni volta. Veronica tentenna.

Dai, vedrai che ti piace la incita Tommaso.

Lei si fida. Spinge con i bastoncini e parte. La gioia della velocità, il vento nelle orecchie. Cade, ma che soddisfazione! Prova ancora.

Si stanca presto. La discesa è bella, ma la salita una tragedia.

Le ragazze invece non vogliono più fermarsi. Rosse in viso, ridono e si filmano luna con laltra.

Dai, andiamo via, lasciamole divertirsi un po da sole.

Andare dove? chiede Veronica.

Seguimi.

Si ritrovano sulla soglia di un promontorio, il fiume sembra una scia bianca che scompare allorizzonte.

Che spettacolo sussurra lei.

Io torno sempre qui dice Tommaso Sai perché?

Dimmi.

Per iniziare una nuova fase. Quando voglio lasciar qualcosa alle spalle e ricominciare da zero. Qui bisogna urlare forte, urlare davvero.

Urlare?

Esatto. Forte, quanto riesci! Così

Allarga gli sci, prende fiato, e urla:

Eeeeei-ohhh!

La neve si stacca dai rami degli abeti, brillando tra i raggi del sole.

Non riuscirò mai a fare così.

Dai, che ce la fai! Io mi metto più in là, urla anche tu, con tutto il cuore.

Guardando la distesa bianca, sente quasi il desiderio di liberarsi, come il fiume dal ghiaccio. Anche lei vuole lasciarsi alle spalle certe paure.

Veronica allarga le gambe, riempie i polmoni e grida:

Heeeilà! Heeeilà! piena di felicità.

Le gazze si sollevano dai rami, e il fiume, forse, le risponde con leco. Lei si gira sorridendo complice. Tommaso la osserva, serio.

Sì, gli piace. E lo capisce con un piacere sincero, senza far finta di niente. Anche a lei piace lui.

Si lancia verso di lui, anche lui avanza. Si scontrano, scivolano nella neve luno sullaltra. Lui le bacia le labbra bagnate, gli occhi, le scompiglia i capelli. Non è una passione improvvisa, ma qualcosa di più puro, totale, che lega davvero.

Al ritorno, Veronica cammina con Chiara, sci accanto a sci.

Mamma, ce lho fatta, sette discese senza cadere! Che giornata che video pazzesco, Martina mi ha filmato: nessuno avrà un Capodanno così figo! Oh, mamma, ti devo far vedere Anche io con gli stivaloni!

Chiara, a me piace moltissimo Tommaso.

Chiara si ferma.

Ma dai! Veronica deve aprire le gambe per non investirla.

Chiara la guarda, fa una pausa, poi sorride.

Anche a me, mamma. Ma non come a te. Però, sono super daccordo

Daccordo su cosa?

Ma su tutto. Lo sai che sei ancora super cool, mamma. Dai, buttati e via, riparte.

Il segno più grande di approvazione. Ormai è chiaro: anche Tommaso vuole qualcosa di più. E di certo non sarà confuso, come lo era Andrea. Veronica lo sa, ora sì.

Insieme, lì sul fiume, hanno salutato il passato e si sono lanciati nel presente. Chiara lo capirà presto, Veronica lo sente.

Presto Tommaso accompagna le due al pullman.

Sicure che volete andare in autobus? cerca di convincerle.

Ma sì, Tommaso Guarda qui, abbiamo gli stivali da neve!

Uh, mamma mia, chi ha voglia di tornare a scuola?! sbuffa Chiara.

E allora non ci andare suggerisce lui.

Tommaso! Veronica lo sgrida.

Ma dai, che cambia in due settimane? Preparate i documenti, dai si volta verso Chiara Tra poco andrai in una nuova scuola, a Milano. E non si discute.

Sul serio? Wow! Che bello, ci sto!

Ma come fai? Lei dice sì a tutto con te. Chiara, volevo dirtelo io, ma

Mamma, non complichiamo. Si va dove dici tu. Ormai ho capito che vi amate.

Davvero? Tommaso la guarda di sottecchi Allora

***

Ciao Veronica.

Ciao Andrea.

Scusa se non mi sono fatto sentire Eh, che periodaccio Guarda, sono rientrato a Milano dopo le ferie, uno che lavora in Mediaset mi aveva promesso una mano per un posto. Puoi crederci?

Immagino.

Insomma, sono andato, ho chiamato tutti i contatti. Ma niente, sai comè Hanno fatto i casting e passato la poltrona al solito raccomandato. Ho lasciato perdere e sono tornato. Ma vuoi vederci? Sono a casa.

No, Andrea. Io non ci sono più a Cremona.

Ma come, non ci sei? Dove sei finita?

A Milano. Mi sono sposata, Andrea. Non chiamarmi più.

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