Quando rivelò al suo innamorato di aspettare un bambino, Giulia lesse tutto sul volto di Paolo. Era evidente che lui non si aspettava nulla del genere e probabilmente non aveva alcuna intenzione di sposarsi così presto…
Giulietta si era perdutamente innamorata ancor prima dei suoi diciotto anni. Il ragazzo del loro paesino le piaceva da sempre: avevano trascorso insieme le passeggiate di tutta la primavera tra le vigne che circondavano Cortona, andavano allArno a sfiorare lacqua, a contemplare tramonti che sembravano dipinti.
Giulia avrebbe dovuto iniziare il suo percorso al tecnico di Firenze, ma una mattina si accorse di essere incinta. Sentì sulle spalle il peso di una scelta che pareva troppo grande per lei.
Cosa dirà mia madre, mia sorella, la gente del paese?..
Si perse tra pensieri confusi
Decise con fermezza che non avrebbe dato alla luce il bambino. Raccontando tutto alla madre, tra le lacrime prese il treno per Firenze. La madre non cercò nemmeno di fermarla
Anche la sorellina di Giulia cresceva senza padre, la madre a fatica reggeva il peso di tutto, e ora la figlia maggiore portava un altro grave pensiero sotto il tetto…
In città tutto avvenne come previsto. Dopo, ruppe ogni legame con Paolo, che per altro non fece nulla per farli riprendere
Una delusione amara, o meglio, un grande vuoto, si fece spazio nellanima di Giulia. Non riusciva più a studiare, la madre era ancora molto arrabbiata e lei non poteva contare sul suo appoggio.
Doveva trovarsi un lavoro, una stanza dove vivere a Firenze per riuscire, almeno, a sopravvivere. Non voleva tornare in paese: mormoravano su di lei dietro le persiane.
Forse fu la sorte, a guidare i suoi passi davanti a un tabellone di annunci di lavoro, dove una scritta precisa invitava a chiamare. Cercavano una tata per un bimbo di tre anni, vitto e alloggio compresi. Sembrava un segno.
Giulia trovò impiego presso una famiglia di professori. Il piccolo Romano, unico e tardivo loro figlio, si affezionò subito alla giovane, tanto che quando lei tornava ogni tanto in paese, lui la cercava ovunque.
Passarono gli anni, e Giulia si integrò perfettamente nella famiglia fiorentina. Il signor Giovanni Maria e la signora Ines lavoravano entrambi alluniversità. Col tempo, la giovane prese in mano tutte le faccende domestiche: cucinava piatti toscani, sistemava tutto con cura, aiutava Romano con i compiti, faceva la spesa.
Quando Romano crebbe e la tata non servì più, decisero di tenerla ugualmente come aiuto in casa.
Il salario non era alto, ma tra vitto e alloggio si sentiva comunque protetta. Lì aveva trovato pace, rifugio, e una famiglia che la trattava con rispetto.
Solo una cosa la feriva. Qualche mese prima aveva conosciuto Igor, che abitava nellisolato dietro. Allinizio erano solo passeggiate sotto i platani fiorentini, poi si erano avvicinati sempre di più.
Giovani e innamorati, uscirono insieme per quasi tre anni. Ma per Giulia ormai era impossibile avere figli…
Il suo segreto non lo nascose a Igor, che poi la lasciò. E ancora una volta Gianluca tornò a sentirsi sola. E ancora quel vuoto amaro.
Così il suo unico rifugio rimase la quiete della famiglia che accudiva. Accudiva Ines e Giovanni Maria con la dedizione che si dedica a persone care di sangue.
Praticamente era ormai un membro della famiglia a tutti gli effetti. Dopo il secondo amore finito, lanima di Giulia si acquietò aveva smesso di sperare nelle nozze o in un futuro da moglie.
Passarono diversi anni, tranquilli e sereni. Romano terminò gli studi, parlava benissimo inglese, e trovò lavoro allestero.
Rimase però Ines, che si ammalò e si fece più fragile. Giulia le fu vicina, la curò per anni, mentre Giovanni Maria lavorava senza sosta per mantenere la famiglia e aiutare Romano oltre confine.
Questo equilibrio però non durò a lungo. Nellultimo momento Ines le sussurrò, tra un respiro e un capello bianco:
Non lasciare mai Giovanni, Giulia, non lasciarlo mai
Da quando Ines se ne andò, la casa parve svanire nei silenzi. Giovanni Maria si chiudeva nel mutismo a cena.
Giulia si sentì fuori posto, più sola che mai. Doveva prendere una decisione: cercare forse un altro impiego, ma non aveva nessuna vera professione, oppure tornare a casa, dove neppure cerano prospettive…
Una sera, dopo cena, Giulia si presentò davanti a Giovanni.
Voglio licenziarmi, signore, ormai non servo più. Grazie di tutto.
Sembrava che Giovanni Maria si risvegliasse da un lungo sogno. Sollevò il viso: Come? Dove vai? Vuoi lasciarmi anche tu, proprio ora? Tutti vogliono andare via? Lasciarmi da solo?
Giulia sorrise, quasi malinconica. Giovanni le si avvicinò e, per la prima volta, le baciò la mano.
Ascolta, Giulia, tu non sei una semplice lavoratrice, sei una di famiglia. Io non ti lascio. Capisci?
Lei annuì, commossa.
E poi aggiunse lui anche Ines mi aveva raccomandato di non lasciarti andare. Ci siamo abituati a stare insieme, dopo tutti questi anni. Rimani qui, Giulia, non abbandonarmi. Tu proteggi me, io proteggo te.
Restarono in silenzio ad abbracciarsi, piangendo piano davanti alla finestra della cucina. Dopo di ciò, pesò meno la tristezza.
Cominciarono giornate tranquille: Giulia aspettava Giovanni al ritorno dal lavoro, puliva la casa, ogni tanto chiamava Romano che prometteva di tornare per le feste…
Passò un anno, poi un altro. Poco prima del compleanno di Giulia, Giovanni le parlò con dolcezza: lei era un pilastro nella sua vita, e desiderava ufficializzare la loro unione.
Non erano mai stati davvero marito e moglie, ma legalmente voleva prendersi carico di Giulia, visto che era molto più giovane e che anche lui, ormai anziano, aveva bisogno di compagnia e di cure.
Giulia era grata della proposta, ma decise di aspettare il parere di Romano. Quando lui tornò, Giovanni riprese il discorso: Romano acconsentì subito, le aveva voluto bene quasi come a una madre.
Romano aveva un buon lavoro, una casa allestero, e si era sposato. Fu così che Giulia, finalmente, divenne sposa…
Si amarono davvero, come qualsiasi altra coppia innamorata. Giulia continuò a chiamare il suo uomo rispettosamente solo per nome con il patronimico, e lui la chiamava sempre, con dolcezza, Giulietta.
Mai nella sua vita Giulia era stata così felice.
Ogni sera pregava per la salute del marito, sperando di allungare la loro serenità.
Nessuno, vedendo quella coppia mentre passeggiava tra le vie di Firenze, avrebbe intuito che la loro vicinanza aveva attraversato tutta una vita, e che affetti così profondi potevano somigliare a un sogno o forse, erano davvero il sogno di Giulia che non voleva più svegliarsi.







