Signora Francesca, posso? si ferma uno dei suoi vice sulla soglia dellufficio della direttrice dello stabilimento.
Entra pure, Carlo, annuisce sbrigativamente la direttrice. Allora, come stanno andando le cose oggi?
Le cose? Dove?
In reparto.
Ah, in reparto. Lì tutto tranquillo. Perché?
Come perché? Sei venuto da me senzaltro con qualche motivo. Sicuramente volevi parlarmi di qualcosa riguardante il lavoro.
Sì, in effetti devo chiederle una cosa, ammette cupo il vice. Anzi, volevo proprio fare una richiesta.
Una richiesta? Francesca lo scruta con attenzione, scuotendo la testa. Oh, Carlo, da un po non mi piaci per niente.
Ultimamente?
Sì. Sei sempre con la faccia scura. Sembra che ti sia successo un dramma in famiglia. Tutto bene a casa?
Be, come dire sospira pesantemente Carlo. Ancora poco, e a casa mia andrà davvero male. Se non mi dà un certificato.
Un certificato? Francesca sgrana gli occhi. Non capisco Di cosa stai parlando?
So che sembra strano, ma il vice assume unaria tragica. Non cè altra soluzione. Ho bisogno di un suo attestato. Per mia moglie.
Cosa? il volto della direttrice si allunga incredula. Un certificato? Per tua moglie? In che senso?
Un certificato in cui si attesta che tra noi due non cè mai stato niente, né mai ci sarà.
Niente di che?
Niente rapporti intimi, luomo arrossisce visibilmente. Come tra uomo e donna.
Ma sei impazzito? Francesca invece impallidisce. Oppure stai scherzando?
Purtroppo no. Tutto il futuro della mia famiglia dipende da quel foglio, con la sua firma e il timbro. Capisce che mia moglie si è convinta che io e lei siamo amanti.
Francesca rimane per qualche secondo con la bocca aperta, poi chiede con cautela:
Tua moglie è forse impazzita? Chiedere un certificato del genere Non lho mai sentito! Nemmeno nei film si vede una scena così surreale.
Lo so! si dispera Carlo. Cosa ci posso fare? Ho dei figli. Mia moglie minaccia che, se lei non si degna di scrivere nero su bianco che tra di noi cè solo un rapporto professionale, chiederà il divorzio. E poi porterà via i bambini e se ne andrà da sua madre a Palermo. Sa dovè Palermo? Ai confini del mondo! Allora, la prego, mi scriva questo maledetto foglio.
Senti, Carlo, Francesca ancora non ci crede che questa conversazione sia reale. E perché tua moglie si è fissata che ci sia stato qualcosa tra di noi? Non ci siamo mai nemmeno incontrate fuori dal lavoro! E non cè possibilità che trovi tracce del mio rossetto sulle tue camicie. Da dove viene tutta questa fantasia?
Ecco Carlo tira fuori lo smartphone dalla tasca della giacca, trova la foto e la mostra a Francesca. Mia moglie ha visto questa foto e ha dato di matto.
E quindi? Francesca osserva la foto con perplessità: nella foto cè tutta lamministrazione dello stabilimento. Anche io ne ho una copia. È quella dopo la premiazione con le targhe del Comune.
Esatto, sorride amaro Carlo. Solo che nella foto siamo vicini e io ti ho messo cordialmente la mano sulla spalla.
Per forza, eravamo in tanti e dovevamo stare stretti in posa!
Vero. Ma guarda la tua testa. Giulia dice che solo una donna innamorata si appoggia così sul petto di un uomo!
Cosa?! Francesca sinfiamma di sdegno. Quali donne innamorate?! Tua moglie ha problemi di vista? Ho chinato la testa solo per non farmi nascondere dai fiori che teneva in mano Sandra!
Ho cercato anchio di spiegarlo a Giulia, ma più parlavo, più si convinceva del contrario. Insomma, senza il suo certificato, sono rovinato, giuro.
Ma non si fa così! ripete indignata Francesca. Possibile che tu abbia così paura di tua moglie?
Sì, sono sottomesso, bisbiglia Carlo, abbastanza forte da farsi sentire. Per i miei figli lo sono. Senza di loro non vivrei, capisce?
Che situazione assurda, borbotta contrariata Francesca, prendendo un foglio bianco dalla risma sulla scrivania. Va bene, se ti serve proprio questo certificato dettami tu le parole.
Ecco mugugna il vice. Scrivi: Io sottoscritta Francesca Bianchi dichiaro di non sopportare il mio vice Carlo Romano.
Francesca lo guarda sbalordita, ma lui la rassicura con un gesto.
Sì sì, scriva. E aggiungi pure: «Anzi, lo detesto».
Ma come, lo detesto? sbotta Francesca. Cosa significa? Non posso lavorare con qualcuno che detesto!
Allora aggiunga: lo detesto come uomo. Non accetterei di andarci a letto nemmeno per un milione di euro. Ora firmi e ci metta il timbro, così è tutto a posto.
Il timbro sta in amministrazione, dice automaticamente Francesca, poi rileggendo il testo si rabbuia.
Ma questa è pura follia! È impossibile! esclama decisa. Poi piega in due il foglio e dun colpo netto lo strappa in quattro pezzi.
Ma cosa fa?! si allarma Carlo. Mi serve quel documento! È importante!
Ascoltami bene, Carlo sorride improvvisamente Francesca con aria enigmatica. Ho appena pensato che forse è meglio se ti separi davvero da Giulia, per stare tranquillo.
Ma cosa dice? ora è davvero terrorizzato. Non posso. Lei mi porterebbe via i figli. Lo farà sicuramente.
Vedrai che non succederà, continua a sorridere Francesca. Conosco un avvocato bravissimo che farà in modo che i bambini restino con te per decisione del giudice.
Ma io
E se serve, lo interrompe lei, ti aiuterò personalmente con i tuoi figli.
Lei? Mi aiuterà? Di persona?
Certo. Mi sta molto simpatico come vice. Perciò ti troverò una tata eccezionale, di cui sarai più che soddisfatto.
E Giulia?
Giulia può pure andare a Palermo da sua madre. Oppure, se preferisce, venga pure a trovarmi: parleremo faccia a faccia, da donne. Vedrai che risolviamo più così che con una stupida dichiarazione con timbro.
Vera Serena, posso entrare? – Sulla soglia dell’ufficio del direttore del consorzio industriale si è fermato uno dei suoi vice.






