Sai, Giulia piangeva in silenzio davanti alla tomba della sua amica d’infanzia, Alessia. Era il quarantesimo giorno dopo la sua scomparsa e, sulla lapide, ancora neanche un fiore fresco. Giulia, col cuore pesante, si incamminò verso casa. A metà strada si avvicinò un uomo, accostando con la Fiat.
Posso accompagnarti? chiese cortese. Che qui alla fermata ci vuole una vita Dai, sali che ti porto volentieri. Sei qui per qualcuno di caro? domandò ancora, con voce gentile.
Unamica mormorò Giulia, abbassando lo sguardo.
Capisco anche io ho perso mia madre, continuò lui piano. Dove ti posso lasciare?
Alla fermata va bene, non voglio disturbare.
Ma dai, ci tengo. Sono libero oggi, non ho nessuno che mi aspetta. Da quando se nè andata mia madre, e poi pure la mia ex moglie Beh, se hai bisogno, sono qui.
Durante il viaggio, Giulia abbassò le difese e gli raccontò la sua storia. Dopo due giorni, quel Paolo laspettava giù al portone, visibilmente emozionato, per parlarle di qualcosa che non avrebbe mai immaginato.
Giulia e Alessia erano come sorelle, si conoscevano da quando andavano allasilo di Firenze. Crescendo, si vestivano sempre uguali, si scambiavano i vestiti, erano inseparabili. Anche alle superiori, sempre amiche, e decisero di studiare entrambe alluniversità a Bologna: Giulia Medicina, Alessia Scienze della Formazione.
Le loro vite si rincorrevano, si vedevano spesso, i primi amori arrivarono nello stesso periodo. Giulia si innamorò di un ragazzo semplice del Mugello, Alessia invece si legò a un ragazzo “di città”.
Alessia si sposò in fretta, come se temesse di farselo scappare, e dopo appena un anno diventò mamma di una splendida bambina. Però i genitori del marito non la vedevano di buon occhio: non era la nuora al loro livello.
Spesso, quando Alessia e suo marito volevano prendersi una sera libera, lasciavano la piccola con Giulia. Lei avrebbe voluto uscire anche, ma aveva promesso di aiutare.
Finché una notte non fecero ritorno. Solo la mattina successiva Giulia scoprì che li avevano persi entrambi: un incidente in macchina, uscendo da una curva maledetta.
Durante il funerale, Giulia era sconvolta, con la bimba in braccio, chiedendosi: ora che si fa? I nonni paterni già non la accettavano quando il figlio era vivo, adesso tanto meno. Non vogliamo sapere nulla, non ci compete, dissero.
La mamma di Alessia era sola, già con altri tre figli piccoli da crescere; non ce la faceva proprio a prendersi anche la nipotina. Restava solo la casa famiglia. Ma Giulia la adorava come fosse sua figlia: aveva assistito ai suoi primi passi, ascoltato la sua prima parola.
Lavorava già in ospedale, prendeva in affitto una stanzetta da una vecchietta di Bologna. Ma chi le avrebbe dato la bambina, a una ragazza single, senza marito? E così la piccola, sana e dolce, fu affidata a una nuova famiglia.
Giulia non riusciva a farsene una ragione, pensava spesso a quella bimba, la sua Irina.
Marco, ho unidea, disse una sera al suo ragazzo. Sposiamoci, così potrebbero darci la bambina… Poi, se vuoi, ci separiamo.
Lui, gelido: Ma sei matta? Non rovinerò così la mia vita! Non mi vuoi davvero, solo per prendere la bambina. Cerca qualcun altro, Giulia!
Così lei tornava spesso dalla sua amica Alessia, portando fiori alla tomba e pregando per un segno. La tomba di Alessia era vuota e nuda, mentre accanto cera sempre quella del marito, coperta di gigli e rose.
Alessia, vedrai che anche la tua tomba sarà bella. Ti prometto che mi prenderò cura di tutto. Ma aiutami anche tu!
Quando stava andando via dal cimitero, Paolo la fermò. Un passaggio fino alla fermata? Oggi ho tempo, il traffico non esiste per me.
“Lasciala, non voglio disturbare” sospirò Giulia.
No davvero, oggi sono libero. Non cè più mamma, moglie andata via Ma senti, piangi? Cosè successo? Io ti ho visto, sai? Al funerale di quella coppia. Era quaranta giorni fa?
Sì
Anche mia madre è mancata da quaranta giorni oggi. Vuoi dirmi cosa ti pesa?
E Giulia pian piano gli raccontò tutto. Quando arrivarono, Paolo la salutò e dopo due giorni tornò da lei con una proposta incredibile.
Giulia, ho pensato a quello che hai raccontato. Posso aiutarti se vuoi. Se non hai nessun altro, posso sposarti io. Sono solo, posso farlo.
Giulia lo guardò sbalordita.
Ma non hai paura?
No. Cosa dovrei temere?
Il mio fidanzato è scappato quando ho proposto questa cosa Solo per avere la piccola con me.
Non mi spaventa. Solo voglio sapere: dove penseresti di vivere con la bambina?
La stanza che affitto, o ne cerco unaltra. Se la nonna non mi caccia
Allora vieni a vivere da me. Sistemiamo tutto subito, domani vediamo i documenti. Il mio appartamento a Modena è grande, cè spazio per tutte e due. Anzi, casa: era il sogno di mia madre, vivere in una vera casa.
Anche Giulia sognava una casa, da piccola abitava in campagna con Alessia
Paolo fece tutto in pochi giorni: matrimonio in Comune, adozione, trasloco nella sua bella casa emiliana. Grazie. Ora ce la faccio da sola, mormorò lei.
Sola? Certo che sì Ma io resto a fianco, non ti do fastidio ma ci sono, la rassicurò Paolo.
Se vuoi vado a vivere da sola, affitto unaltra casa
Ma stai scherzando? Mia moglie che vive da sola? Macché! rise Paolo.
Lui non le mise mai pressione, le lasciava i suoi spazi, ma cera sempre quando serviva. Giulia si arrangiava: preparava da mangiare anche per lui, teneva la casa, stava con Irina. Con il tempo, si era persino innamorata di Paolo, seppur non lo dicesse a voce alta.
Mamma, perché mi vuoi bene? domandava Irina di notte.
Perché ci sei, amore. Sei la mia bambina! rispondeva Giulia, col cuore traboccante di gratitudine verso Paolo, ormai come un padre per Irina.
Paolo, dal canto suo, vedeva in Giulia la moglie ideale, anche se il loro sembrava più un matrimonio di carta. Ma cambiò idea una sera, e le fece una vera proposta romantica: Irina ormai aveva tre anni.
Giulia, io voglio che siamo davvero una famiglia.
Lo voglio anchio
Ecco, così sono diventati una famiglia vera, non solo per documenti! Ora festeggiano due anniversari, a distanza di due anni. Irina ha un fratello e una sorellina, e questa storia, nata tanto tempo fa, si è ramificata in una grande famiglia.
Oggi i figli sono cresciuti, Irina sa dove sono sepolti i suoi veri genitori, ci va ogni tanto con Giulia. Le tombe sono sempre piene di fiori, senza differenze. E Giulia e Paolo per lei sono i genitori più veri che potesse desiderare.
Irina adesso è diventata nonna anche lei, e Giulia e Paolo si godono la loro pronipotina, tutti insieme per davvero. Una famiglia italiana, numerosa e felice, unita dallamore e dal destino!







