Richiamate fra un’ora!

Chiamami tra unora!

Ciao, Mariella! chiamò la sua amica, Nadietta, sventolando la mano.

Mariella si fermò, si voltò, strizzando gli occhi. Non vede più nulla, e gli occhiali sono in borsa

Ah, ecco chi la stava chiamando, non per niente la voce le sembrava familiare!

Nadia! Ma guarda come corri, sei agile come una cerbiatta! scoppiò a ridere Mariella.

Le due amiche si abbracciarono forte, ma Nadia subito si liberò:

Pfù, quale cerbiatta! Non esagerare! Solo che voi non vi fate mai sentire, tocca cercarvi per strada!

In che senso? anche Mariella si mise comoda, ma sbirciò subito lorologio: aveva proprio poco tempo

Nel senso letterale! Tu, Tommasa, Daria dove siete finite tutte?! Possibile che non vi venga mai in mente di chiamare a dire: Ciao Nadia, siamo vive, tutto bene!? Te lo ricordi, eh? Abbiamo festeggiato matrimoni, battesimi, e poi ognuna presa dai suoi impegni! Anche i miei figli si sono aggrappati così tanto a Luigi: Portaci a cavallo, papà, portaci! Adesso lui è andato in campagna, dei conoscenti gli hanno promesso una cura delle api per la schiena. Non so se tornerà camminando o strisciando… E voi? Questo non è proprio da amiche! Come si fa a sparire così? Oh, non avresti mica dellacqua? Ho il fiatone, e parli di cerbiatta Nadia ancora ansimava.

No, ma se vuoi vado a comprare una bottiglietta Dove Mariella di nuovo strinse gli occhi e si guardò intorno.

Ma dai! Non ti incartare le rughe in fronte! Siediti, sopravviverò! sbuffò Nadia. E gli occhiali? continuò con tono severo. Senza, sei cieca come una talpa! Stai diventando uguale a tua nonna Anna.

Ce li ho in borsa Ma io non riesco, Nadia. Già non mi piaccio, se ci aggiungo anche gli occhiali, sembro una vecchia zitella. Eccoli qua, guarda! Mariella tirò fuori dalla borsa una custodia elegente, la aprì e mostrò a Nadia un modello molto carino, dalla montatura dorata.

Provali! ordinò Nadia.

Mariella li indossò obbediente.

Allora, che ne pensi? Il mondo si è colorato di nuove sfumature? Oh, stai benissimo! Sembri dolce e indifesa! Ma senza, sei proprio una gallina cieca!

Davvero? Non ci avevo fatto caso Mariella sollevò le spalle dubbiosa, aggrottando la fronte.

Il fatto è che lei da tempo non si guardava più allo specchio. Che senso aveva?! Vedeva solo le rughe, quelle pieghe sul collo, un po ingrassata di qua, svuotata di là, niente più la morbidezza pescata della pelle, né la scintilla negli occhi. Questo Mariella lo sapeva già. Ogni mattina, solo una rapida occhiata per sistemare i capelli, controllare il colletto, una passata di matita agli occhi, il rossetto Ma il piacere di specchiarsi come una volta era sparito da tempo.

Non era sempre stato così. Da bambina Mariella adorava stare davanti allo specchio alto, quello incastonato nella porta dellarmadio della mamma. Valentina le comprava vestitini, tailleur, le intrecciava i capelli e poi guardavano insieme quanto fosse diventata bella la loro bambina. Fiocchi, scarpine, stivaletti, cappottini su misura, mica come le altre che dovevano accontentarsi dei vestiti smessi dai fratelli, o jeans comprati al mercato, leggins rigorosamente rosa normalissimi in Italia! e un cappellino di lana portato da papà da chissà quale città tedesca

Sembra una bambola! Una bambola in carne ed ossa! Ma non ti sembra di esagerare? brontolava nonna Anna.

Nonna, non sono leggins di renna, si chiamano leggins! È la moda, adesso! rideva Mariella.

Limportante è che la testa funzioni, mica solo le gambe colorate! Portami il diario, furbetta, vediamo se anche lì è tutto così bello! ordinava la nonna.

Mariella le porgeva il diario con sicurezza. Era una studentessa modello, sveglia e attenta, così la nonna si limitava a stringere le labbra andando a controllare i suoi leggins rosa, poi diceva: Quasi quasi li metto anchio a cena dal nonno, vediamo che dice!

E dopo tante risate andavano a bere cioccolata calda e a fare i compiti insieme

Una vita da ragazza normale.

Poi per Mariella arrivò il ballo di fine anno con un abito bellissimo e sandali numero trentasei. Li aveva visti in vetrina e decise che doveva averli per forza.

Ma si vede che ti stanno stretti! E devi ballarci, magari uscirete anche, insisteva la mamma. Non ci sono di una taglia in più?

La commessa scuoteva la testa.

Allora prendiamo questi, mamma. Mi stanno bene, sembra solo a te che siano piccoli! insisteva Mariella.

Li comprarono, li portarono a casa, la nonna borbottò solo che il tacco era troppo alto, ma tantè, la gioventù è diversa

Il papà, Leonardo, alla consegna dei diplomi piangeva, orgoglioso della sua figlia bellissima, anche se continuava a muovere i piedi come un cavallino

Che hai, Mariella? le chiese piano.

Mi stringono, papà! Non ce la faccio più! Dammi le vecchie, consumate, sospirava Mariella.

Leonardo tirava fuori dalla busta delle morbide ballerine di camoscio. Mariella infilava i piedi stanchi e sospirava di sollievo. Forse davvero la moda non fa per tutti…

Nadia, Daria, Tommasa tutte amiche di Mariella, erano splendide, ma molto più semplici. Nessuna invidiava laltra, anzi: troppo da fare, e poi non importava. Lamicizia era genuina, niente a che vedere con vestiti o acconciature: si volevano bene e condividevano gioie e dolori, si confidavano nella cucina di Mariella, con la mamma e la nonna in soggiorno a guardare Un Posto al Sole, che poi si muovevano in punta di piedi per non disturbare le ragazze, anche se avrebbero voluto un po di tè con loro

Tutte e quattro entrarono alluniversità: chi al serale, chi da fuori sede, Mariella, naturalmente, frequentava a tempo pieno.

Lei era la più spensierata, sempre a trascinare le altre agli aperitivi, se no diventate vermi da biblioteca!, le aggiustava sciarpine e foulard, raccontava cosa andava di moda, cosa bere, quali cantanti facevano impazzire i giovani Le amiche ascoltavano, ridevano, si lamentavano, poi si rimettevano a ridere

Poi arrivò la malattia della nonna, come un fulmine a ciel sereno: la morte del nonno, il difficile periodo degli ospedali, dove nonna Anna non voleva saperne di rimanere, cacciava i medici, temeva volessero farle qualcosa, come al marito Anche se nonno Nicola era morto solo perché non si era mai fatto curare. Ma Anna non accettava e ogni volta, appena si sentiva meglio, si faceva dimettere. Viveva ormai con Mariella, la figlia Valentina e il genero Leonardo. Dopo un anno si ammalò gravemente, non lasciava mai Mariella, le chiedeva di raccontarle tutto delluniversità, del mondo, di leggerle qualcosa o di cantare insieme.

Mariella non era abituata. Sempre avevano fatto tutto per lei, era così naturale! Ora invece era diventata adulta, e aiutava la nonna malata

A volte, durante le veglie accanto al letto della nonna, le amiche venivano a tenere compagnia ad Anna, mentre Mariella usciva con il suo futuro marito, Bruno.

Vedrà che Mariella arriva presto, Anna! E canterete insieme: Il nostro treno corre avanti Sta finendo alluniversità, sa improvvisava Nadia. Ma ora leggiamo qualcosa insieme. Ho trovato Pavese. Le piace?

Non lo sopporto! rispondeva la nonna Anna Dovè Mariella?! A questora luniversità è finita!

Eh già… Sarà rimasta bloccata con i mezzi. Sa, una volta mi è successo che…

E allora Nadia inventava delle storie sui demoni e linferno, tanto che gli occhi della nonna si spalancavano.

Ma allora i demoni sono venuti? domandava la nonna sussurrando, per poi indurirsi subito: Niente storie! Dovè mia nipote?!

Fu proprio da Nadia che la nonna seppe del fidanzamento di Mariella.

Poi cera stata quella lunga conversazione tra la nonna, Mariella e Valentina. Stavano sullattenti davanti al letto, a relazionare su chi fosse il ragazzo, cosa studiava, da che famiglia veniva.

Alla fine la nonna cedette.

Va bene. Sedetevi! ordinò. Valentina, prendi i soldi messi da parte con tuo padre. Serviranno a Mariella, per il matrimonio

E subito si mise a piangere, voltandosi.

Dai nonna! Vieni, abbiamo preso la torta, beviamo tutti un tè! Non serve piangere cercò di rincuorarla Mariella, dando una spintarella a sua madre.

Nella borsa di Mariella, piegato a metà, cera il foglio con i risultati delle analisi. La nonna non sarebbe arrivata al matrimonio, niente da fare

Mariella e Bruno rinviarono le nozze, troppo doloroso in quel momento. Si sposarono solo dopo la laurea e aver trovato lavoro.

Mariella soffrì tanto la perdita della nonna. Anche allora evitava lo specchio, non le importava cosa indossasse, se i capelli erano in ordine, le scarpe lucide

Ma un giorno, a irrompere nella sua atmosfera triste, furono proprio le amiche.

Allora, cara mia! Nadia, trascinando Daria con sé, afferrò Mariella per le braccia. Ora ti vesti, ti sistemi (proprio come direbbe la nonna Anna), e andiamo al cinema. Basta! Hai visto come ti trascuri? Vuoi che Bruno prenda paura e scappi?! No! Laura, dove sono i vestiti più belli di questa casa?! Daria, vai a cercarci qualcosa di elegante. Tu, Mariella, rimettiti in sesto. Tommasa ci presenterà il fidanzato, figurati se possiamo fare brutta figura!

Nadia correva su e giù tra bagno e camera, Mariella fissava il suo riflesso nello specchio.

Su, solleva la mano, un colpo di spazzola, taaaac! comandava Nadia. Laura, ci sono anche ombretti e mascara in casa?

Sì, nel mobiletto cè il beauty case, rispondeva prontamente Valentina…

Così si risollevarono, fecero sposare Mariella, Tommasa, Daria. Poi anche Nadia trovò il suo compagno e lo tenne sulle spine a lungo, ma no, che diciamo! Siamo solo amici!.

Il matrimonio di Nadia durò due giorni, prima in città poi in campagna dai genitori dello sposo.

Per qualche anno si sentirono ancora con frequenza sempre minore, poi ognuna venne presa dagli impegni. Figli, lavori, traslochi, divorzi. Tommasa divorziò, Daria adottò un bambino, Mariella ebbe due figli quasi gemelli, Nadia un giorno spuntò con la notizia di essere uscita dallospedale con due gemelle! Le amiche la rimproverarono un po, ma così non si fa!, andarono a trovarla, la riempirono di regali, baciarono nonne e nonni, calmarono Nadia e il marito Luigi, fecero un po di confusione in casa e poi tornarono ciascuna alla propria famiglia

Cè chi doveva riprendere il figlio dal catechismo, chi aveva il marito malato, Tommasa alle prese con crisi personali si incamminò verso una casa del cinema Nadia si commosse per le poche ore trascorse insieme.

Continua a nasconderti così, e arriveremo ad incontrarci solo da vecchie! borbottò Tommasa. Ti chiamo io! Ciao!

Anchio! E io pure! fecero eco le altre.

Nadia guardava dalla finestra come se ne andavano via nel cortile. Sono cambiate tutte. Tanto.

Ma in cosa sono cambiate?! Sono le stesse di sempre! Hanno ancora la vitalità di una volta. Dai, Nadia, non fare la malinconica! Guarda che figli meravigliosi ho! dichiarava fiero Luigi indicando la culla con le bambine. Identiche! E mica capita a tutti…

Allargava le dita lunghe e ossute come a dire che le aveva proprio costruite lui quelle figlie.

Davvero, Luigi, hai ragione! Abbiamo i figli più belli del mondo! rideva Nadia abbracciando il marito.

Però, sono cambiate! pensava tra sé. Forse anchio

E la vita riprese il suo corso, con tutte le sue tappe: i pomeriggi natalizi, le candeline sulla torta di compleanno dei figli, le foto rare, la pioggia di malattie che colpì soprattutto la famiglia di Daria, poi le corse nei temporali destate, i vasetti della marmellata di nonna Anna, i funerali, gli addii, gli ospedali, il secondo matrimonio di Tommasa senza abito bianco; quelle chiamate fugaci tra amiche:

Ciao! Come stai?

E tu?

Tutto ok Aspettiamo che ci licenzino, ma che vuoi E notizie di?

Non so, da tanto che non ci vediamo. Ho preso un altro lavoro, lo sai comè

Già Bisognerebbe vedersi Beh, ciao

La carrozza della vita avanza, tutte sedute insieme, basta allungare una mano e ti sembra di toccarle Daria, Nadia, Tommasa, Mariella Eppure, nessuna riesce a trovare il tempo per rivedersi.

O forse ognuna viaggia su un carro diverso, verso unaltra destinazione. Chi lo sa

Ti dico io che gli occhiali ti stanno benissimo! cinguettava intanto Nadia. Ma per il resto Mari, che succede? Va tutto storto?

Che intendi dire? si irrigidì Mariella. Io e Bruno lavoriamo bene!

Sì, ma non è quello. Ricordi cosa diceva tua nonna Anna: La donna smette di curarsi quando dentro sente nero o

…Vuoto, completò Mariella. No, va tutto bene, solo… tutto sembra spento, capisci? Giri a vuoto, hai marito, figli, il lavoro non paga tanto ma ci accontentiamo. Ma la mattina non mi va di alzarmi. I bambini hanno le recite, impariamo le poesie insieme, mi aspettano, ma a me non interessa. Capisci?

Eh sospirò Nadia.

Per essere felici per gli altri, bisogna esserlo anche per sé. Ci vogliono energie. E dove si trovano? Mia mamma sta male, papà si fa forte, ma ha quasi ottantanni, i bambini scatenati, Bruno ormai nemmeno mi guarda più

Nadia fischiò, poi si coprì la bocca: avevano imparato a fischiare da Mariella, e nonna Anna irrompeva sempre, brontolando che così niente soldi in famiglia…

Lo capisco anche lui disse improvvisamente Nadia. Di sicuro anche dentro di lui non cè più fuoco. Tu però, Mari, eri sempre la più Beh Quella con i leggins rosa!

Le renne, Nadia, si chiamano renne questi! rise Mariella.

Già. Comunque, anchio ultimamente ho avuto un periodo giù, fino a quando i miei non hanno rotto il vaso cinese che stava sulla credenza. Da allora ho smesso di farmi problemi. Ma ho capito: mi manca il tempo per me. E allora mi sono data una regola: ogni sera dalle sette alle otto è tempo per me.

Che vuol dire tempo per te? E i figli? non capiva Mariella.

E allora? Possono cenare col papà! Io vado in bagno, canto, mi sdraio divano con un libro, una tazza di caffè, indosso il profumo buono. Magari mi metto lo smalto, lo tolgo e lo rimetto

E tuo marito e figli sono daccordo?

Allinizio facevano storie. Luigi continuava: Cosa cè per cena?, oppure le bimbe si mettevano a parlare, e il gatto addirittura si piazzava a pancia allaria a farsi grattare. Ma ora sono tutti avvisati: Tornate tra unora. Mamma ha il suo tempo! Lho letto su un giornale, e funziona! Allinizio mi costringevo proprio a guardarmi nello specchio. Allinizio mi criticavo, poi ho visto che sono proprio bella! Proprio così!

Ma dai, Nadia Io non ho tempo… fece Mariella con la mano.

Allora vengo io a casa tua e lo organizzo! Il vuoto, Mariella, va riempito. Altrimenti anche gli altri con te si sentono vuoti! E guarda che ora Luigi mi guarda come una volta. E dice a tutti: Chiamate dopo, Nadiuzza è impegnata! E io mi godo il caffè col bignè. Così! Lamore, Mariella, ogni tanto bisogna risvegliarlo. Dorme volentieri, lui

Nadia si strinse nelle spalle.

Vabbè, qui si gela! Devi andare? chiese.

Mariella annuì, guardò lorologio.

Allora non ti trattengo. Ma sabato tutte da me. Chiamo anche le altre. Niente scuse! Facciamo merenda, beviamo un tè, spettegoliamo! Mariella, sono troppo felice di averti visto! Nadia la abbracciò allegra, la baciò e se ne andò

Mariella raggiunse i figli, camminavano insieme verso casa.

Mamma, perché sorridi? chiese il maggiore.

Ho incontrato una cara amica, e solo adesso capisco quanto mi mancasse. Sabato andate in campagna col papà, sì? disse loro Mariella.

E tu?

Io resto con le mie amiche: Nadia, Daria, Tommasa. È tanto che non ci vediamo e

Ecco! Avevo ragione io, Michele! I nostri genitori non divorziano! sussurrò Gabriele al fratello maggiore. È solo che la mamma deve riposarsi!

I fratelli si scambiarono uno sguardo dintesa: niente più dubbi sul divorzio! Mariella scosse la testa, abbracciò i figli e li accompagnò a casa.

La sera, finito tutto, rimase a lungo in bagno davanti allo specchio, in pigiama, con i capelli sciolti. Si guardava. Allinizio non riusciva, ma poi le sembrò di vedere la nonna Anna alle sue spalle, sorridente, sussurrare: Che bella donna! Davvero! Solo ti mancano quei leggins rosa!

Mariella sorrise e andò a letto. Ora la aspettano tante cose belle, ama tantissimo i suoi cari! E presto rivedrà le sue amiche: staranno insieme, chiacchiereranno. Non ci sarà più vuoto dentro, solo calore e gioia. E tutto questo traboccherà e riempirà di amore il marito, i figli, la mamma e il papà. Perché a volte, lamore, bisogna solo svegliarlo è solo un gran dormiglione!

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