Scoprire la verità
E che lavoro sarebbe il tuo, che nemmeno con tua madre riesci a fermarti unora? Va bene Teresa Ferri alza le spalle, già da tempo abituata a quella routine. Almeno, fammi mettere qualcosa da mangiare per strada, no? Avrai fame!
*****
Nonna, ciao! esclama gioiosa Bianca, pur di corsa, appena scesa dallauto. Immagina un po, resto da te per un mese intero!
Ciao, piccolina mia! Un mese intero? Sul serio?
Sì! Così ha detto la mamma!
Ma che bello! Quante cose potremo fare insieme in tutto quel tempo, Teresa stringe forte la nipote.
Poi guarda verso il cancello aperto e saffretta alla figlia, per aiutarla con le borse.
Come è andato il viaggio?
Ciao, mamma. Tutto bene, per fortuna. Sai, è proprio comodo avere la macchina. Non riesco nemmeno a immaginare come avrei fatto con Bianca e le valigie su un pullman.
Eh, una volta solo così venivamo, mai avuta una macchina io, sorride Teresa, stampando due baci sulle guance della figlia.
Già Ricordo quei tempi Ancora mi chiedo come tu facessi, quando mi portavi al mercato cittadino. Avevo sette anni, mi pare E tu riuscivi a badare a me e anche alle buste.
Sette anni, esatto. Proprio come Bianca ora Beh, ce la cavavamo. Con laiuto del buon Dio, come si dice. Su, andate a lavarvi le mani che preparo la tavola. Ho cucinato tantissimo per voi.
Martina lancia unocchiata incerta alla madre.
Cè qualcosa che non va? chiede preoccupata Teresa.
Sì, mamma. Devo già andare
Come? Proprio adesso?!
Sì, proprio ora Mi dispiace, ma il direttore vuole che finisca al più presto un progetto importante: il lavoro è tantissimo e il tempo è sempre poco.
Il tempo manca sempre sospira Teresa.
Non posso deludere il capo, mamma. Il lavoro è buono e anche lo stipendio lo è. Quindi oggi non posso nemmeno pranzare con voi Ho ancora tre ore di strada fino a Firenze.
Ma che lavoro è mai questo, che nemmeno con tua madre puoi fermarti unora? Va bene Teresa fa un gesto di resa, da tempo non si illude più. Almeno lasciami preparare qualcosa per strada. Hai fame, scommetto?
Non serve, dai. Dai da mangiare alla piccola, che a casa quasi non mangia mai, sorride Martina.
Le due donne si abbracciano.
Ah, quasi dimenticavo la cosa più importante Martina indica la figlia. Bianca rimane qui da te per tutto il mese, davvero guardala a vista. È curiosa: potrebbe infilarsi ovunque.
Ma certo! Non preoccuparti, ci penso io, Teresa dà un bacio sulla fronte a Martina, che saluta e parte. Lei rimane a fissare la macchina che si allontana, con gli occhi lucidi.
Negli ultimi tempi vedeva la figlia di rado, più che altro sentendosi al telefono.
Ma si può chiamare questo “stare insieme”?
Meno male che almeno Martina ogni tanto le affidava la piccola: altrimenti sarebbe stata davvero una tristezza.
Tra laltro Teresa si guarda intorno. E Bianca dovè adesso?!
*****
Dieci minuti. Tanto ci mette la nonna a cercare la scomparsa in casa e poi in giardino, finché la trova nel cortile dietro.
Bianca! Almeno avvisa se vai di là, dice scuotendo la testa. Mi hai quasi fatta morire di paura!
Scusa, nonna Voi parlavate, io mi annoiavo Così sono venuta a giocare, sorride Bianca. Ma perché non mi hai mai detto che hai un gatto così bello?
Teresa la guarda stupita, poi nota vicino a lei un gatto rosso fulvo.
Si accorge solo ora della sua presenza.
Beh Non l’ho detto perché non ce lho mai avuto un gatto, replica la nonna.
E allora questo chi è? ride la nipotina. Un vero micio! È venuto da solo da me!
Vedo che è un gatto Ma non è mio. E nemmeno dei vicini, quelli che hanno gatti rossi non ne ho mai visti. Sarà venuto da qualche altro paese.
Da un altro paese? Davvero? Forse i padroni lhanno scacciato Nonna, può restare con noi? chiede Bianca con speranza. Giocherò con lui sempre, giuro. Ho pure già pensato al nome.
E quale sarebbe? ride Teresa.
Albicocca!
Me laspettavo Va bene, tieni pure il tuo Albicocca. Ma adesso, a lavarsi le mani, poi mangiamo. Così do qualcosa anche al tuo gatto!
*****
Dopo pranzo Bianca e Albicocca giocano in giardino fino a sera. Prima la bambina lancia la pallina e il gatto la rincorre felice. Poi giocano a nascondino.
Albicocca trova sempre subito Bianca, ma lei mai riesce a capire dove si nasconda lui.
Basta, Albicocca! Non so più dove trovarti! Esci fuori!
Dopo qualche secondo, il gatto le si avvicina di soppiatto e si strofina sulle gambe. Bianca si guarda intorno confusa: ma da dove salta fuori ogni volta?
“Forse riesce a diventare invisibile?” ragiona sorpresa.
Bianca, fa buio. Vieni in casa, chiama la nonna.
Nonna, posso portare Albicocca dentro? Sto troppo bene con lui.
No, cara mia. In casa il gatto non entra, neanche se insisti. Dorma pure fuori. Tanto ora fa caldo.
Va bene si rattrista Bianca.
Abbraccia stretta il micione e gli promette che lo aspetta la mattina seguente.
Il gatto miagola in risposta: forse ricambia qualcosa nella sua lingua, prima di infilarsi nel vecchio capanno, che ormai ha scelto come rifugio.
*****
Allalba, Teresa come ogni giorno va nel capanno a dar da mangiare ai pulcini.
Le era venuto in mente solo da poco di allevare animali da cortile. Una vita passata tra orto e fiori, ora invece la curiosità di provare con le galline.
“E perché no?”, pensa Teresa. “Almeno finalmente avrò uova fresche e non dovrò sempre andare da Carla al mercato.”
Entrata nel capanno, Teresa conta ancora una volta i volatili e…
…si preoccupa.
Non si raccapezza: manca un pulcino. Ieri erano diciotto, oggi ne trova solo diciassette. Strano.
Scappato? si domanda. E come faceva a scappare se le porte erano chiuse?
Ci resta male, ma poi ricorda che presto la nipotina si sveglierà e torna in casa a preparare la colazione.
Nonna, perché sei triste? domanda Bianca, mangiando frittelle con marmellata. Hai dormito male?
Tutto bene, cara. È solo che è sparito un pulcino, non lo trovo più, sospira Teresa.
Ma hai i pulcini?!
Eh sì, ho deciso di provare a fare la contadina anche io, sorride la nonna. Vuoi vederli?
Certo!
Allora finisci la frittella e andiamo nel capanno a presentarceli.
Pochi minuti dopo, Bianca osserva i pulcini, morbidi batuffoli luminosi che corrono allegri sul pavimento.
“Sono proprio come me,” ride Bianca tra sé. “Belli e curiosi.”
Li conta pian piano:
Diciassette
Ecco, cara, anche io diciassette conto, conferma Teresa. Ma ieri sera erano diciotto. Non capisco che fine abbia fatto uno.
Non preoccuparti nonna, tornerà. Starà giocando e poi torna, cerca di consolarla Bianca.
Speriamo
Ma la mattina dopo ne manca un altro. E al terzo giorno Teresa si rende conto che è davvero strano: riconta i pulcini sette volte e…
…niente!
Quindici. Ne sono già spariti tre.
Ogni giorno un pulcino in meno.
Se fossero scomparsi tutti insieme, avrebbe capito. Ma così una faccenda da romanzo! E tutto iniziato dal giorno in cui è arrivata la nipote e
Teresa, come mai sei così giù oggi? al cancello si fa vedere la migliore amica, Carla Nobili.
E che dovrei festeggiare, Carla? risponde a bassa voce Teresa venendole incontro.
Come che! Ti è venuta la nipote! Dovresti essere alle stelle! Oppure qualcosa non va?
Non va
Teresa racconta tutto allamica, che ascolta, ogni tanto lanciando occhiate a Bianca che gioca col gatto.
È già il terzo pulcino che sparisce! Non capisco dove finiscano. Mica possono scappare da soli. Che sia una volpe?
Una volpe? ride Carla. Da noi non se ne vedono da ventanni!
Allora chi?
Io fossi in te guarderei quel rosso laggiù Carla accenna ad Albicocca con il mento. Da dove ti è spuntato? Mai visto prima.
È arrivato appena Bianca è venuta, tutto qui. E poi nessuno qui ha gatti di quel colore: sono grigi, neri o bianchi. Aspetta un attimo Teresa guarda di nuovo la nipote accanto al micio. Proprio tre giorni fa è arrivato
Hai visto? Sarà una coincidenza?
Ma lo nutro tutti i giorni, perché dovrebbe rubare i pulcini? E poi non si vedono tracce
Teresa, i gatti sono predatori, soprattutto la notte. Secondo me la cosa è semplice.
Non so Sembra così buono.
Non voleva pensare che il gatto fosse colpevole.
Ma il dubbio resta. Ricorda quando Albicocca si fermava vicino al capanno, come ad ascoltare allinterno. E per lui entrare lì sarebbe una passeggiata.
E se fosse vero? sussurra tra sé.
*****
Bianca, a tavola! Teresa chiama la nipote dalla porta.
Arrivo, nonna! Dico solo a Albicocca che torno presto.
Penso non serva E poi, quel gatto qui non ci deve proprio stare.
Ma perché?! chiede la bambina sorpresa.
Perché lui mi ruba i pulcini di notte! Da quando è apparso spariscono sempre! Dici che è un caso?
Nonna, come puoi dirlo? Albicocca non lo farebbe! È dolce e bravo. E poi noi gli diamo da mangiare, e poi…
Bianca stringe il gatto a sé:
E poi, nonna, tu non hai nessuna prova! Se non ci sono prove non è colpevole! Ecco!
Bianca, i gatti sono animali da caccia Appena ne hanno occasione cacciano. E la notte nessuno li becca. Dai, vieni in casa, che intanto Albicocca lo faccio uscire.
Proprio in quellistante dietro la rete si vede la sagoma di un uomo. Per un attimo resta fermo, poi si avvicina al cancello.
Teresa, tutto bene? urla il maresciallo Paolo Rossi. Si sente la tua voce in tutto il paese!
Paolo, buongiorno, risponde lei asciutta. Va tutto bene. Non sono urla: sono solo parole a voce alta. Vai pure per la tua strada, di grane ne ho abbastanza.
Che problemi ci sono? Forse posso aiutarti? insiste il maresciallo. È il mio dovere.
Faccio da sola, grazie.
Teresa porta Bianca in casa, poi scaccia il gatto dal cortile e guarda pensierosa il maresciallo che si allontana.
“Cosa gli salta in mente di farsi vedere ora? Forse spera ancora?”
Con Paolo Rossi Teresa si conosce da una vita. Quando andò in pensione il maresciallo anziano arrivò lui, giovane e anche carino.
Le piacque subito. Aspettava solo che facesse il primo passo.
Pare lavesse capito, ma mai aveva agito: né dichiarazioni, né proposte. E il tempo passava e lei voleva una certezza. Non restare a vita da sola.
Alla fine si stanca e sposa Paolo Greco, un contadino che la corteggiava da tempo.
Non fu un gran matrimonio. Divorziano presto. Ma almeno resta con Martina, che adora.
E Paolo Rossi resta scapolo.
Un giorno Teresa trova nella buca una lettera con la dichiarazione damore di lui. Ma Teresa non voleva più sapere: ora solo la figlia conta.
Poi nasce anche la nipote Insomma, il treno era partito.
Ma Paolo continuava a scrivere.
Un giorno Teresa si sfoga, va da lui e a muso duro lo mette davanti ai fatti:
Paolo, non cè niente da fare tra noi due. Non scrivermi più e non girare attorno casa mia. Se insisti, faccio denuncia.
Paolo allora sparisce per un po. E ora eccolo di nuovo nei paraggi.
O forse solo passava, chissà
*****
Dopo pranzo arriva Carla e Teresa la porta in casa per un tè, condividendo le sue preoccupazioni per i pulcini. Bianca intanto è al recinto che parla con il gatto.
Albicocca, non te la prendere con la nonna. È la zia Carla che le ha messo la pulce. Guarda come ci scruta Ma io lo so che tu non potresti mai. Giusto?
Miao
Ecco, anchio penso così. Perché mai dovrebbe accusarti? E se invece Bianca lancia uno sguardo verso casa. E se fosse lei a prenderli? Viene spesso a trovare nonna, magari ha visto dove li tiene
Quasi la ragazzina intuisce che cè dietro altro. Se Albicocca non è colpevole, chi è allora? Qualcuno del paese.
Dobbiamo solo cogliere il ladro con le mani nel sacco! O la ladra!
Carla sicuramente la sospetta principale.
Mi aiuti, Albicocca?
Miao
Come prenderla, però, non lo sa. Ci penserà: col gatto al fianco riuscirà di certo. È buono, bello E anche molto furbo!
*****
Bianca non prende sonno. Continua a pensare a come difendere lamico rosso. La nonna anche è in giro in cucina fino a tardi, poi pare vada a dormire.
Bianca gira e rigira, rammentando il detto: La notte porta consiglio. Si sta quasi addormentando quando sente grattare alla finestra.
Salta su e scosta la tenda. Fuori cè il suo gatto, che graffia col musetto il vetro.
Albicocca?! Che ci fai qui? Se la nonna ti vede rientrare si arrabbia!
Miao
Shh!
Bianca apre e lo prende tra le braccia, pensando abbia solo nostalgia. Invece il gatto scende, le sfiora le gambe, si mette sul davanzale.
Miao
Vuoi che io venga? capisce. Pensi che stanotte venga il ladro?
“Già! Se i pulcini spariscono di notte è lunico momento in cui si può beccare il ladro!”
Si veste in fretta, prende Albicocca e, silenziosa, si avvia fuori.
Avrebbe potuto uscire dalla finestra, ma è piccola e magari si fa male. Così esce dalla porta, come sempre.
Sta per aprirla quando sente la voce della nonna:
Dove pensi di andare a questora?
Nonna?! Tu non dormi?
Non ci crederai, Bianca, ma la stessa domanda la volevo fare a te: tu perché non dormi? Dove vai?
La nonna accende la luce e si blocca.
Ma come è finito lui dentro casa?!
Nonna, non urlare. Albicocca è venuto da me, vuole che io venga con lui. Forse sente che stanotte si scopre il colpevole.
Che colpevole?
Quello che ruba i pulcini.
Bianca Il problema è che il colpevole è il tuo gatto, che porta via i pulcini e li mangia da qualche parte. Non è roba da persone, a nessuno verrebbe in mente.
Nonna, tu mi vuoi bene?
Ma certo. Che domanda è questa?
Allora credimi: Albicocca non è colpevole, due lacrimoni caldi le rigano le guance. Non è lui a prendere i tuoi pulcini.
E chi allora?
Lo scopriremo: mi fai organizzare una trappola? Sono sicura che il ladro tornerà.
Teresa sospira a fondo. Sa che la nipotina non può credere che un micio così possa fare male. E poi questa cosa della trappola Ma forse è loccasione giusta.
Così può dimostrarle che è veramente il gatto il responsabile.
Va bene, Bianca. Ti ascolto. Ma se stanotte nessun pulcino sparisce, allora ammetti che è stato Albicocca.
Daccordo.
Bianca spalanca la porta, ma Teresa la ferma.
E credi che ti lasci uscire da sola di notte? Veniamo insieme. Dammi cinque minuti.
In cinque minuti la squadra, composta da Teresa, Bianca e il gatto, si muove furtiva in giardino. Albicocca si dirige verso un grosso cespuglio di rose, miagolando.
Nonna, piazziamoci qui, suggerisce la bambina.
Tra le rose?!
E perché no? Guarda che belle, e poi da qui si vede tutto.
Va bene, sorride Teresa.
Non si aspetta che venga nessuno, ma così almeno avrà la prova da dare alla nipote.
Dai, stiamo qui unoretta e poi si rientra.
*****
Passa unora e Teresa quasi si addormenta. Forse avrebbe anche russato, se Bianca non la pizzicasse col gomito.
Che succede?
Guarda, nonna Bianca indica il cancello.
Teresa si strofina gli occhi. Sì, sul vialetto cè qualcuno. Ci mette qualche secondo a riconoscerla, ma quando la donna passa accanto alle rose la riconosce: è lamica Carla.
“Ma guarda un po…”
Carla ingombra, si guarda intorno come se temesse di essere scoperta.
Teresa esce di scatto dal nascondiglio.
Buonasera, Carla. Cosa ci fai qui a questora? Hai perso la strada?
Carla si spaventa, poi, riconosciute le due dietro le rose, tira un bel sospiro.
Ma Teresa, mi fai prendere un colpo! Quasi ci lasciavo le penne.
E perché vai in giro tra gli orti di notte? Tre pulcini non ti bastavano? Vuoi prendere pure gli altri?
Ma che dici, Teresa? Che me ne faccio io dei tuoi pulcini? Ho i miei!
E allora cosa stai facendo qui?
Sono venuta a scoprire chi li prende, i tuoi. Non posso vederti così afflitta.
Bugie!
No, davvero! Siamo amiche da una vita! Come puoi pensare una cosa simile di me? E poi mi chiami amica?!
Teresa ci resta male
Carla pare sincera, tanto che le crede.
“Che vergogna, rischiavo di litigare con la mia amica per colpa di Bianca!”
Scusami, Carla. È solo che
Shh! Carla si irrigidisce e fissa il cancello.
Cosa cè? sussurra Teresa.
Qualcuno si avvicina!
Nonna, zia Carla, nascondetevi! sussurra Bianca, prendendo Albicocca in braccio.
Incredibile, le due donne ubbidiscono alla ragazzina.
In pochi secondi il cancello si apre silenzioso e vede entrare un uomo, con una sacca che si muove.
Si avvicina alle rose e Teresa riconosce Paolo Rossi.
Tiè! Ma guarda un po’! salta fuori Teresa. Ora capisco perché eri qui ieri. Chi lavrebbe mai detto, il maresciallo che ruba i miei pulcini?
Paolo resta di sasso, ancor più quando vede Carla e Bianca con il gatto.
Allora, Paolo? Cosa hai da dire? rincara Teresa. È questa la tua vendetta, perché non avevo corrisposto il tuo amore?
Teresa, hai frainteso, cerca di difendersi Paolo.
E che avrei frainteso, scusa?
Paolo arrossisce, poi confessa di essere stato lui a prendere i pulcini. Però precisa che non voleva vendicarsi, anzi…
Speravo che mi chiedessi aiuto, così la trovavo io la soluzione e mi vedevi come un eroe.
E dire che sei un eroe Ma ti rendi conto che questo è un reato?
Sa che per una cosa così finisce anche in galera! aggiunge Carla.
Eh sì! Ma pensa te: il maresciallo che ruba i pulcini. Dove stiamo andando a finire?
Bianca guarda Paolo incuriosita e, stranamente, si fida. Anche Albicocca pare tranquillo.
Scusami, Teresa, si scusa Paolo. Ma io non sapevo come attirare la tua attenzione. Ti amo, capisci?
Lui mi ama
Sì, ti amo.
E perché allora non hai mai chiesto la mia mano quando lo desideravo tanto? Perché nessuna dichiarazione?
Avevo paura paura che mi dicessi di no.
Eh, questi uomini! sorride Teresa. Guarda, Bianca, cosa succede coi maschi Speriamo che tu abbia più fortuna.
Zio Paolo, e i pulcini? chiede Bianca. Spero non li abbia mangiati…
Ma no! Eccoli qua, Paolo apre la sacca e mostra i pulcini. Ero venuto a restituirli.
Consegnata la sacca, Teresa tira un sospiro di sollievo.
Mi sono reso conto ieri di quanto eri delusa, Teresa. Visto che non mi chiedevi aiuto, ho deciso di riportarli. Speravo che
Ma che ti passava nella testa… Va bene, andiamo a bere un tè tutti insieme. Tanto dormire, ormai, sarà dura.
Per festeggiare il ritrovamento, Teresa lascia a Bianca portare Albicocca in casa per la notte e si mette in cucina con Carla e Paolo. Bevono tè e parlano fino allalba.
Perdona Paolo, e in fondo è contenta che lui la ami ancora tanto.
Così tanto da non essersi mai sposato.
“Forse merita una possibilità” pensa Teresa.
*****
Ciao, mamma! Bianca si è comportata bene? chiede Martina, tornata a prendere la figlia.
Ciao, piccola mia! Tutto bene, non preoccuparti.
Sicura? Martina la guarda perplessa. Mia figlia è un terremoto A scuola sempre lagnanze.
Tutto bene davvero. Una bambina doro. Ti fermi a pranzo o O devi scappare di nuovo?
Resto volentieri, sorride Martina.
Davvero?
Certo. Ho finito il progetto, ora sono in ferie per una settimana. Non ho più fretta di tornare in città.
Bene, bene!
A tavola, Martina osserva con sorpresa quanto Paolo Rossi sia premuroso con sua madre e ne è felice: “Spero che la mamma, almeno ora, non resti sola”.
Nota anche Bianca e il gatto: incredibile sintonia! Lei che fatica a fare amicizia coi coetanei.
*****
Martina resta dalla madre una settimana. Sa bene di averla trascurata e vuole recuperare.
Alla fine dei giorni, si prepara per tornare a Firenze.
Bianca, sei pronta?
Un attimo, mamma! Allora, Albicocca, prometti che fai il bravo e ascolti la nonna, ok? la bimba lo abbraccia così forte che il gatto riesce a miagolare solo dopo un po:
Miao
E io tornerò ogni vacanza! Vero, mamma?
Certo, piccola. Come abbiamo promesso: Albicocca resta qui, ma tu passerai ogni vacanza dalla nonna e dal nonno Paolo.
*****
Teresa resta a guardare la macchina che si allontana, ma stavolta sorride.
Perché sa che presto rivedrà figlia e nipote. E ora non è sola: accanto a lei cè luomo che ama e il caro gatto Albicocca, che lha già perdonata per aver pensato male di lui.
Anche se questo, Teresa ancora non lo sa, e così continua a coccolarlo con quelle polpette di pesce così buone; e lui, per ogni boccone, continua ad amare la sua nonna Teresa ancora di più.







