Ieri il mio ragazzo mi ha detto:

Ieri sera mio ragazzo mi ha detto:

Sabato vengono i ragazzi. Puoi andare dai tuoi genitori?

Sono rimasta immobile, con la tazza sospesa a mezzaria:

Daniele, di nuovo?

Eh sì. Una volta al mese ci raduniamo, lo sai, ha risposto lui.

Lo sapevo. Una volta al mese i suoi amici vengono da noi per giocare a giochi da tavolo. E ogni volta mi chiede di lasciare il nostro appartamento per la notte. Viviamo insieme da due anni. Io ho trentuno anni, lui trentaquattro. Tutti i suoi amici hanno tra i trenta e i trentacinque anni, hanno fidanzate, alcune anche mogli. Ma solo io devo andare via quando si vedono.

Finisco sempre da mia nonna, dai miei o da unamica come una bambina spedita a dormire fuori mentre i grandi si divertono. È umiliante.

Il primo “giorno senza donne”

È iniziato tutto un anno e mezzo fa, agli inizi della nostra convivenza.

Daniele mi disse:

Sabato arrivano i ragazzi, giochiamo a giochi da tavolo. Ti va di andare da qualche parte?

Mi sorpresi:

Perché? È casa nostra.

Facciamo una serata di soli uomini. Maschi, così nessuno ci disturba.

E le altre ragazze pure si spostano?

No. Ma vivono da sole. Tu sei qui sarebbe scomodo per te.

Pensai: Ok, che si rilassino almeno la prima volta. Andai dalla mia migliore amica.

Daniele tornò contentissimo:

Grazie che sei andata via. È stata una serata bella.

Il mese dopo, di nuovo:

Sabato arrivano i ragazzi, puoi andare dai tuoi?

E ci andai.

Un mese dopo ancora da mia nonna.

Poi ancora dalla mia amica.

Da allora, ogni mese: lascio casa mia per i giorni senza donne.

Cosa mi ha ferito

Ultimamente ho scoperto che le altre fidanzate non lasciano le loro case quando i ragazzi si vedono.

Lho chiesto a una di loro, Giulia, la ragazza di Marco, amico di Daniele:

Giulia, dove vai quando giocano a giochi da tavolo a casa vostra?

Lei si è stupita:

Da nessuna parte. Sto qui, faccio le mie cose e loro si chiudono in salotto.

Non ti chiedono mai di andare via?

No, e perché? È anche casa mia.

Ho parlato con altre due ragazze. Nessuna di loro lascia la propria casa quando i fidanzati invitano gli amici. Solo io.

Ho chiesto a Daniele:

Perché loro restano a casa e invece tu ogni volta mi chiedi di andarmene?

Ci ha pensato un po, poi ha detto:

Eh loro hanno case grandi, salotto e camera. Le ragazze stanno in una stanza, i ragazzi nellaltra. Noi invece siamo in un bilocale, sarebbe scomodo per te.

Ma io sto bene. Posso leggere con le cuffie in camera.

No, dai, meglio se vai. Così tutti sono più tranquilli.

Tutti. Non io. Loro stanno bene se io non ci sono.

Cosa mi umilia: lasciare casa mia

Ogni volta che preparo la borsa per una notte fuori, mi sento unestranea nella mia stessa casa. Pago metà affitto, è il mio appartamento, ma ogni mese mi chiede di andarmene per un giorno tra maschi.

Me ne vado da mia nonna con la borsa e lei mi chiede:

Avete litigato di nuovo?

No, nonna. Daniele ha gli amici a casa.

E tu perché non resti?

Mi vergogno a spiegare che il mio ragazzo mi chiede di sparire per comodità.

Vado dai miei genitori. Mia madre scuote la testa:

Ma eri qui anche ieri. Ancora sei tornata?

Daniele vuole una serata da soli, rispondo.

Lei non dice niente, ma il suo sguardo è pesante di giudizio.

Mi pesa: è un doppio standard

Daniele dice che sono poco esigente. Che lui è fortunato, perché le altre pretendono ristoranti, viaggi, regali.

Gli altri portano le fidanzate a cena fuori due volte a settimana mi dice. Tu invece non chiedi nulla, sei comprensiva.

Sì, non chiedo nulla. Andiamo al bar una volta al mese. In due anni, mai una vacanza insieme.

Gli altri viaggiano ogni sei mesi, prosegue. Tu non ti lamenti mai.

Non mi lamento perché so che i soldi ci sono, ma preferisce spenderli altrove.

Però se chiedo almeno per una volta di restare a casa mia divento pretenziosa.

Ma dai, puoi andare dai tuoi una volta al mese, mi dice. Non è una tragedia.

Non è difficile: preparare la valigia, lasciare la mia casa, dormire da parenti, perché lui vuole il suo giorno da uomo.

Non chiedo cene, regali o viaggi. Ma pare che chiedere di restare a casa sia troppo.

Cosa dice sua madre: la voce del buon senso

Di recente, sua madre ha saputo come stanno le cose e mi ha detto:

Perché te ne vai? Questa è casa tua. Rimani, conosci i suoi amici.

Le ho spiegato:

Hanno la serata da soli, mi sentirei fuori posto.

Lei ha scosso la testa:

Sei la sua donna. Devi far parte della sua vita, anche con i suoi amici. Se ti nasconde, cè qualcosa che non va.

Ha ragione. Dopo due anni, io i suoi amici li ho visti solo di sfuggita: appena arrivano, io già scappo.

In realtà temo la gente nuova. Sono timida. È più facile andarsene che restare e sentirmi giudicata. Forse ho paura che pensino: Come mai se ne va? Daniele la manda via?

La scoperta: lui non è poi tanto parte del gruppo

Poco tempo fa, ho scoperto unaltra cosa. Quando Daniele, per lavoro o malattia, salta una serata, gli altri si vedono lo stesso e non lo invitano.

Come mai non ti hanno chiamato? chiedo.

Ho detto che non venivo, così si vedono senza di me.

Ma non ti hanno invitato comunque?

No. Forse si sono scordati.

Dimenticato. O forse non ci tengono.

Ho anche scoperto che tre dei suoi amici si sono già sposati. Daniele non è stato invitato a nessun matrimonio.

Perché non ti hanno invitato alle nozze di Marco? domando.

Boh. Forse volevano risparmiare.

Risparmiare? O forse non sono amici come crede lui.

Eppure, lui li chiama ogni mese, mi manda via per loro, mentre loro non lo cercano nemmeno per le occasioni importanti.

La verità: ho paura di chiedere

Negli ultimi giorni mi chiedo perché non chiedo più, perché non pretendo ristoranti o vacanze. Perché accetto di sgomberare casa ogni mese.

Perché ho paura. Ho paura che, se comincio a chiedere qualcosa, lui se ne andrà.

Daniele mi loda sempre perché sono poco esigente, e io temo di rovinare questa immagine. Temo di passare per la rompiscatole.

E così, ogni volta me ne vado. Per non perderlo. Per non creare problemi.

Ma più ci penso, più capisco: così sto perdendo me stessa.

Ora: scelta

Sabato è di nuovo il loro giorno. Daniele ha già fatto capire:

Vai dai tuoi, vero?

Sto zitta. Penso: vado o resto?

Se vado, tutto resta come sempre. Ancora una volta cedo e dimostro che i miei confini non valgono niente.

Se resto, sarà lite. Daniele dirà: Guarda che guasti la serata, stai diventando pesante.

E non so cosa sia peggio: andare via da casa mia o restare e sentirmi in colpa.

Ma una cosa lho capita: così non può andare avanti.

Donne, vi è mai capitato che vi chiedessero di andare via da casa vostra quando i vostri uomini invitavano gli amici? Come avete reagito?

Uomini, perché organizzare queste serate tra maschi chiedendo alle fidanzate di lasciare la propria casa?

Donne, avete mai avuto partner che vi lodavano perché poco esigenti? Dove porta questa cosa?

Uomini, se i vostri amici non vi invitano ai loro matrimoni ma voi li invitate sempre a casa è davvero amicizia?

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