Degli amici ci hanno chiesto un passaggio con la nostra macchina promettendo di contribuire alle spese, ma una volta arrivati hanno detto: «Tanto voi dovevate andarci comunque»

Diario personale, luglio

Tutto è iniziato come una classica pianificazione estiva. Io e mia moglie, la nostra fidata station wagon, oltre mille chilometri verso il Sud e quella dolce anticipazione del viaggio. Abbiamo sempre amato i viaggi in auto proprio per quella sensazione di libertà: scegli il ritmo, ti fermi quando vuoi, cambi strada allimprovviso se ti ispira. Niente tabelle di marcia dei treni, bambini piangenti dietro una sottile parete o ritardi dei voli.

Ma stavolta abbiamo commesso un errore fatale: ne abbiamo parlato troppo apertamente.

Durante una cena con amici in trattoria, tra bicchieri di vino e risate, mi è scappato che stavamo per partire per la Calabria con la nostra macchina.

Ah sì? Ma in che giorni? ha subito chiesto la coppia davanti a noi.

Erano Marco e Giada. Non li consideravamo veri amici, più che altro conoscenti di gruppo.

Partiamo il quindici ho risposto, ingenuamente.

Anche noi andiamo giù! Marco si è illuminato, poggiando la forchetta. Il nostro ferie iniziano il sedici, volevamo prendere il treno ma sono rimasti solo posti vicino al bagno. Dai, andiamo insieme! Benzina a metà e compagnia, siamo tranquilli, senza discussioni.

Ho guardato mia moglie: dai suoi occhi era chiaro il suo no categorico. Ho provato a balbettare qualcosa tipo lauto è già piena o viaggiamo con calma, ci fermiamo spesso.

Ma va, abbiamo solo una valigia in due! ha insistito Marco. E poi, si risparmia! Con quello che costa la benzina adesso, così è metà per tutti. Aiutateci, mica siamo estranei!

Abbiamo ceduto. Il discorso sul risparmio ci aveva convinti ed era difficile dire di no in faccia. La solita debolezza che poi ci è costata due settimane di malumore.

Se vuoi evitare problemi, non fare troppi favori
Abbiamo fissato lappuntamento sotto casa alle cinque del mattino. Noi pronti, valigie sistemate con cura: i nostri bagagli, acqua, strumenti, coperte. Marco e Giada sono arrivati con quaranta minuti di ritardo.

Scusa, il taxi ci ha messo una vita! ha detto Giada senza nessun accenno di scuse, trascinandosi dietro una valigia enorme e diverse buste di panini e snack.

Avevate promesso di viaggiare leggeri ho sbottato.

Ma dai, è una donna, ha bisogno di cambiarsi ha scherzato Marco.

Abbiamo dovuto giocare a tetris per fare entrare tutto, riorganizzando le nostre cose.

Unora dopo è iniziato lincubo. Giada si sentiva soffocare condizionatore al massimo. Dieci minuti dopo, Marco aveva freddo. Non apprezzavano la mia musica. Poi è partita una sequenza infinita di richieste di soste: bagno, caffè, stretching, sigaretta.

Il mio itinerario studiato per evitare il traffico è saltato in aria. Anziché poche soste, procedevamo come una corriera di paese.

Poi, il culmine alla prima area di servizio.

Ho fatto il pieno: 105 euro. Torno allauto, Marco stava mordendo un tramezzino.

Allora, ci mettiamo i soldi insieme? ho chiesto, aspettandomi un bonifico.

Mah, facciamo alla fine, così non stiamo a spicciare ogni volta ha risposto lui scrollando le spalle.

Non mi piaceva, ma mia moglie mi ha sussurrato: Lascia stare, pagheranno a destinazione. Ho lasciato correre. Ho pagato anche i pedaggi autostradali; loro, nemmeno una domanda sui costi.

Durante il viaggio, mangiavano solo i loro panini; le briciole ovunque. Alla mia richiesta di fare attenzione ridevano:

Ma dai, è solo una macchina, poi aspiri tutto.

Siamo arrivati al paese poco prima di mezzanotte, esausti più per la compagnia che per i chilometri.

Abbiamo solo condiviso il viaggio
La mattina dopo, dopo un po di sonno, ci siamo trovati nella cucina comune del B&B. Io, col mio quaderno conti.

Allora ho cominciato, cercando di restare calmo. Benzina, 420 euro; autostrada, 68. Totale 488 euro. La metà per voi sono 244 euro.

Marco ha quasi sputato il caffè, Giada allibita:

Ma sei serio? mi ha fissato.

Serissimo. Avevamo concordato le spese a metà.

Marco posa la tazza e commenta:

Dai, ascolta, tanto tu saresti venuto comunque. Questi soldi li avresti messi anche senza di noi. Lauto è tua, la benzina pure. Noi abbiamo solo usato i posti vuoti.

Aspetta ormai ero indignato avevamo stabilito le regole. Ho sopportato disagio, portato roba in più, modificato tappe per voi e ora dovreste dividere almeno i costi.

Ma dai, che disagio!? ride Giada. È stato divertente, si è chiacchierato. Pensavamo fosse tra amici. Bastava avvisarci prima, avremmo trovato un passaggio meno caro su BlaBlaCar.

Un altro autista vi avrebbe lasciati sullA3 alle prime briciole e lamentele, ha sbottato mia moglie.

Senti qua ha chiuso Marco. Ti possiamo dare cento, massimo due, per cortesia. Ma metà per un viaggio che avresti fatto comunque, mi sembra proprio esagerato. Abbiamo il budget stretto.

Mi sono alzato.

Lasciate perdere i soldi. Diciamo che vi ho offerto un passaggio. Ma per il ritorno, vi organizzate da soli.

In che senso?! Marco sbotta. Non abbiamo i biglietti! Avevamo detto andata e ritorno insieme!

Avevamo detto, però, metà delle spese. Avete cambiato regole, ora pensateci voi. Buone vacanze.

Vacanza separati e ritorno rilassante
Per i dieci giorni successivi, ci siamo praticamente ignorati, anche se alloggiavamo nello stesso paese. Qualche incontro di sfuggita in spiaggia: loro voltavano la testa altrove.

Il giorno prima del ritorno, mi arriva un messaggio di Marco: Dai, non fare il testardo. Ti diamo trecento euro per andata e ritorno. Rientriamo insieme, Giada sta male in autobus.

Non ho risposto.

Siamo partiti allalba, caricato tutto con calma, controllato lolio e via. Il viaggio di ritorno è stato una liberazione: musica nostra, pause solo quando volevamo, quel silenzio meraviglioso.

Poi ho saputo dagli altri che ora sono il cattivo. Ho lasciato gli amici nei guai lontano da casa per una questione di soldi. Marco e Giada sono tornati con mille cambi su bus locali, stressati e stanchi e ora non perdono occasione per parlar male di noi.

Ma abbiamo imparato la lezione. Ora, quando qualcuno chiede: Oh, andate fuori città? Possiamo venire? Rispondo, gentile ma fermo: Scusate, preferiamo viaggiare solo in due.Viaggiare ci aveva riportato proprio là dove avevamo iniziato: una strada da percorrere insieme, nessun altro da compiacere, le nostre regole semplici e silenziose. Mentre guidavo, sorridevo a mia moglie, sentendo finalmente la leggerezza dellasfalto sotto le ruote, senza zavorre inutili. A volte basta un viaggio sbagliato per capire con chi vale davvero la pena partire. E ora so che la vera libertà, quella che cercavamo da sempre, era scegliere i nostri compagni di viaggio e saper chiudere la portiera senza rimorsi.

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Non è cambiato nulla