Diario di Leonardo, 28 febbraio
Ieri ho combinato proprio una figuraccia che mi resterà impressa per tutta la vita.
A quasi cinquantanni mi sono costruito delle abitudini davvero particolari. Ricordo perfettamente ogni cambio di olio alla macchina, il calendario delle uscite a pesca con gli amici, quando inizia la stagione migliore al lago di Garda. Ma le date importanti della famiglia sembrano svanire puntualmente dalla mia memoria come nebbia a Milano.
Di solito Caterina mi salvava in extremis. Lasciava biglietti in cucina, faceva battutine, ogni tanto mi chiedeva apertamente: «Sai che giorno è domani?» Ma questa volta, per i suoi 45 anni, voleva festeggiare diversamente. Senza avvisi, né domande. Pensava, ingenuamente, che venticinque anni di matrimonio mi avessero insegnato qualcosa. E invece
La mattina del 27 febbraio, venerdì, ero già indaffarato per casa, preparandomi per la battuta di pesca con Luigi, Carlo e gli altri.
Caterina, hai visto il mio thermos? I ragazzi mi aspettano già. Andiamo sullAdda, oggi è la giornata perfetta. Torno domenica sera, probabilmente avrò poco segnale al telefono.
Le ho dato un bacio veloce sulla guancia senza nemmeno guardarla in faccia.
Non ti annoiare, comprati qualcosa di buono, ho aggiunto, pensando di aver detto tutto.
Appena ho chiuso la porta, lei è rimasta davanti al calendario della cucina. Data cerchiata in rosso. Il suo compleanno. Non solo avevo dimenticato, ma avevo pure scelto proprio quel giorno per andare via.
Mi ha fatto male scoprirlo dopo, una coltellata. Ma Caterina non è una che si abbatte, anzi. Lì, in quel silenzio, le è venuta in mente una lezione che non avrei mai dimenticato.
Avevo una cassa di risparmio personale, ben celata. Un piccolo tesoretto accumulato per comprarmi un nuovo motore fuoribordo. Li conservavo con cura in cassaforte. Solo che il codice, ogni tanto, lo dimentico anchio, e Caterina lo conosceva ormai a memoria.
Domenica sera torno a casa tutto entusiasta, secchio pieno di pesce tra le mani.
Ecco qui, guarda che pescata!
Faccio un passo in salotto e, improvvisamente, mi fermo. Tavolo colmo di bottiglie vuote di prosecco, mazzi di fiori ovunque, sacchetti delle boutique più costose di Milano. Profumo di buon cibo ovunque.
Che è successo qui? Avete avuto ospiti?
Certo mi risponde Caterina calma Era il mio compleanno. Quarantacinque anni. Ricordi?
Sono rimasto impietrito, poi ho tirato un respiro profondo.
Accidenti, Caterina, mi è proprio passato di mente Sai comè, la pesca, gli amici Ma ti giuro, non volevo
Ti credo, ha risposto lei, ferma. Proprio per questo non mi sono fatta rovinare la giornata. Ho organizzato tutto da sola, anche il regalo.
In quel momento il mio sguardo è corso subito al mio studio. La porta della cassaforte era socchiusa. Mi son precipitato dentro: era vuota. Sono tornato pallidissimo.
Dove sono i soldi? Era tutto il mio risparmio! Dove sono finiti?
Sono tutti qui, ha detto, indicando la stanza.
Hai speso tutto? Ma quello era il motore! Risparmiavo da due anni!
E io ti sopporto da venticinque, ha risposto a voce bassa, senza alzare il tono. Hai dimenticato il mio compleanno importante. Ho fatto in modo che non lo scordassi mai più.
Mi sono seduto e ho fissato per un po la pesca, la cassaforte vuota, mia moglie. Lì ho capito di averla fatta grossa. Non potevo nemmeno urlare: quei soldi erano anche suoi.
Ho pulito il pesce in silenzio quella sera, senza dire altro.
Sono passati sei mesi. Sto ricominciando a risparmiare per il motore, piano piano. Da allora, però, sul mio telefono ci sono promemoria per ogni data importante: avvisi un mese prima, una settimana prima, e pure il giorno stesso. Ci sono lezioni che costano care, ma solo così si imparano davvero. Il compleanno di Caterina non lo sbaglierò mai più.






