La prova della famiglia

La prova della famiglia

Martina non si sentiva così felice da molti anni! Gli anni di solitudine, quando ogni giorno sembrava uguale allaltro, sono finalmente solo un ricordo lontano. Ora nella sua vita cè Matteo un uomo che le ha davvero stravolto il mondo. Non somiglia a nessuno degli uomini che ha conosciuto prima: è attento, generoso, dolce…

In Matteo, Martina vede solo pregi. Sa ascoltarla nei momenti difficili, con lui può parlare davvero di tutto dalle questioni serie alle sciocchezze quotidiane. Non si irrita per le piccole cose, non fa scenate, non cerca di imporsi o di convincere a forza. Martina pensa di aver finalmente trovato la persona speciale che ha sempre aspettato.

Cè solo un piccolo particolare che non sfugge allattenzione dellambiente in cui vivono: Matteo ha otto anni meno di Martina. Ma per lei questo non conta. Sente che letà non sono che numeri, e che la vera intimità nasce da rispetto e calore reciproco e nessuno dei due manca tra loro.

Le vicine, soprattutto le donne più anziane, non perdono occasione per parlare sottovoce di questa coppia. I loro sguardi carichi di disapprovazione seguono Martina quando attraversa il cortile sotto casa insieme a Matteo. Sussurrano tra di loro, scuotendo la testa, e a volte si lasciano pure andare a osservazioni poco gentili.

Eh, sta attenta dice una di loro, stringendo gli occhi e piegando il capo di lato non vorrei che succedessero guai. Tua Chiara ormai ha quindici anni, è una bella ragazza, ben formata. Sei sicura che il tuo ragazzo non ci abbia messo gli occhi sopra?

Martina sospira, cercando di mantenere la calma. Sa che quelle sono solo maldicenze, figlie della cattiva abitudine di giudicare la vita degli altri.

Smettetela con queste sciocchezze risponde decisa. Matteo è un uomo serio, intelligente, e non si abbasserebbe mai a una cosa simile. E ama davvero me.

La sua voce è sicura. Crede in Matteo, sa che il loro legame è solido! Per lei conta solo ciò che provano reciprocamente, non il giudizio della gente.

Anche Matteo, che si sforza in pubblico di restare impassibile, percepisce comunque i sussurri delle vicine. Alza appena il sopracciglio, come a dire: Non mi interessa, e tira dritto con unespressione tranquilla. Ma quando sono soli, tutta la sua calma crolla. Comincia a mostrarsi agitato, si passa nervosamente la mano tra i capelli e dice:

Ma ti rendi conto delle assurdità che si inventano le persone? Come se vivessimo dentro una telenovela! Ma ti pare normale spettegolare sulla vita degli altri e fantasticare quello che non esiste?

Martina gli poggia la mano sulla mano, per rassicurarlo. Il suo tono è tranquillo e pieno di fiducia:

Dai, non ci pensare. Sono solo suggestionate dalla televisione e adesso sparlano. Vedrai che prima o poi si dovranno scusare.

Se Matteo e Martina riescono in qualche modo a ignorare i pettegolezzi, per Chiara invece la situazione è un peso vero. La ragazza, abituata ad avere sempre la mamma tutta per sé, sente che la vita le sta sfuggendo di mano. Un tempo era facile: la mamma lascoltava, la sosteneva, passavano insieme le serate a chiacchierare davanti a una tazza di tè. Adesso Martina dedica la maggior parte delle sue attenzioni a questo nuovo uomo. E il peggio è che Matteo non si risparmia nel dire la sua su come si comporta Chiara.

Una sera, dopo che Matteo le fa notare che alla sua età non deve tornare tardi, Chiara scoppia. Rientra trafelata nella stanza della mamma, agitando le braccia, la voce tremante dalla rabbia:

Mamma, perché lo dobbiamo tenere in casa? Si stava così bene in due! Nessuno ci diceva cosa fare. È arrivato lui e invece comanda subito!

Martina sospira, cercando di mantenere la pazienza. Si accomoda meglio sul divano, la guarda seria ma tranquilla:

Matteo ha detto solo quello che pensa chiunque abbia buon senso. Alla tua età non va bene scappare di notte per la città. Accendi la tv, se non credi a noi: ogni giorno danno notizie di ragazze finite nei guai.

Non sono mai sola, ci sono sempre le mie amiche con me! protesta Chiara, sbattendo il piede.

Le tue amiche non ti proteggono da tutto, lo capisci? insiste Martina.

Chiara tace allimprovviso, il viso arrossato da rabbia e delusione. Stringe i pugni e poi, senza aggiungere nulla, esce dalla stanza quasi correndo:

Senti, basta. Ne ho abbastanza, vado in camera. Non ceno.

La porta sbatte forte e il rumore riempie la casa. Martina si siede lentamente sul divano, senza capire perché la figlia si comporti così.

Eppure, cosa aveva sbagliato? Questa domanda le ronza nella testa, lasciando dentro un fastidio profondo. Eppure sembrava tutto così semplice: aveva trovato un uomo grazie al quale sentiva di nuovo di essere amata, desiderata, al centro della vita di qualcuno. Dopo tanti anni sola finalmente respirava aria nuova.

Perché allora Chiara non accetta Matteo? Martina si sforza di vedere tutto dal punto di vista della figlia. A quindici anni ogni cambiamento fa paura, ogni novità sembra una minaccia. Per anni lei era la sola certezza di Chiara, il suo sostegno, la sua confidente. Ora invece è entrato un estraneo che non solo le porta via lattenzione della mamma, ma pretende pure di imporre delle regole, di intervenire sulla sua vita.

Possibile che non capisca che le mamme hanno diritto anche loro a un po di amore? pensa Martina, seguendo con lo sguardo il tramonto dietro la finestra. Desidererebbe solo che la figlia condividesse la sua felicità, che si accorgesse di come davvero Matteo sia protettivo, affidabile, sincero. Ma invece ha ricevuto solo porte sbattute e rimproveri.

Ricorda quando, solo pochi mesi prima, lei e Chiara passavano ore a chiacchierare in cucina davanti a una tazza di camomilla, ridendo e parlando della scuola, dei sogni, del futuro. Adesso quelle sere sembrano lontanissime. Ora la figlia resta chiusa in camera, risponde a monosillabi, evita ogni dialogo.

Martina butta fuori laria lentamente. Vorrebbe trovare le parole per spiegare non per giustificarsi, ma per essere finalmente ascoltata e capita dalla figlia. Vuole che Chiara senta che nulla tra loro è cambiato, che la mamma è sempre accanto a lei, solo che adesso cè anche unaltra persona a cui voler bene.

Ma come iniziare questo discorso? Come sciogliere il ghiaccio della delusione che si infittisce di giorno in giorno? Martina non sa rispondere. Resta la speranza che il tempo e la pazienza aiutino a ritrovare il dialogo, e che un giorno Chiara veda in Matteo non un rivale, ma qualcuno che davvero vuole il loro bene…

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La mattina è grigia e pesante. Martina apre appena gli occhi, ancora assonnata. Non fa neanche in tempo a stirarsi che Chiara si precipita accanto al suo letto: spettinata, gli occhi accesi di rabbia e i pugni stretti.

Non mi lascia andare in campagna da Laura! urla, tremando di rabbia. Mamma, hai sentito? Matteo non può vietarmi quello che voglio!

Matteo resta sulla porta della camera con le braccia incrociate. È calmo, ma dallo sguardo traspare una decisione granitica. Stavolta preferisce non intervenire: sa che la discussione sarebbe solo più accesa.

Martina si mette a sedere sul letto, si passa una mano su i capelli, cerca di capire cosa dire. Il sonno è già volato via.

E ha fatto benissimo, afferma senza alzare la voce, anche se già ribolle dentro. Nemmeno io ti ci avrei lasciata andare. Laura ha una reputazione in città, sai bene come sono le sue compagnie. Pensi che ti lascerei andare con lei?

Non sono più una bambina! protesta Chiara, sbattendo il piede. Ho quindici anni, decido io con chi stare e dove andare!

Martina si alza lentamente, si infila la vestaglia e guarda la figlia fiera, senza il minimo dubbio:

Prima termina la scuola, fatti una professione e inizia a mantenerti. Per ora pago io tutto, quindi si seguono le mie regole.

Chiara rimane un attimo senza parole, come se non riuscisse a credere alle sue orecchie. Il viso diventa rosso, le labbra le tremano.

Le tue regole? sussurra, poi grida con amarezza: Tu stai bene così e io non posso fare più nulla!

Martina sente qualcosa spezzarsi dentro. Queste parole le fanno male, ma cerca di restare in controllo.

Chiara, lo faccio per te! Sei mia figlia e mi preoccupo per te, vorrei solo che fossero tutti attenti con te.

E io invece voglio vivere come voglio io! la interrompe Chiara. Tanto a te non importa. Conta solo che sia felice Matteo!

Matteo, che fino a quel momento era rimasto in silenzio, fa un passo avanti, ma Martina gli lancia unocchiata chiara: Non intrometterti. Lui si ferma, di nuovo a braccia conserte, ma nei suoi occhi appare una nota di apprensione.

Ascolta, amore, continua Martina, abbassando un po il tono ma restando ferma. Non voglio toglierti la libertà, solo proteggerti. Non immagini quanto basta poco a mettersi nei guai oggi.

Non voglio che tu decida per me! urla Chiara, ormai esasperata. Neppure ti sforzi di capirmi!

Si gira di scatto e va verso la porta, ma sullo stipite si ferma, si volta e lancia una frase tra i denti:

Ci vado lo stesso, anche senza il vostro permesso!

Martina si siede su una sedia, sopraffatta dalla stanchezza improvvisa. Matteo si avvicina e le appoggia una mano sulla spalla.

Vuoi che vada a parlarle? chiede piano.

Martina scuote la testa:

Adesso non ci sentirebbe. Serve tempo, poi proveremo ancora con calma.

Guarda la luce grigia fuori dalla finestra, dove alcune nuvole finalmente lasciano filtrare i primi raggi di sole. In fondo al cuore nasce una piccola speranza che la giornata porti almeno un po di serenità.

Chiara entra in camera sua e sbatte la porta così forte da far tremare i muri. Si butta sul letto, affonda il viso nel cuscino. Dentro è un turbinio: rabbia, dispiacere, senso di ingiustizia. Tutto insieme.

Rimane così per ore, ascoltando i rumori della casa. Mamma e Matteo parlano in sala, poi si muovono in cucina, tornano di nuovo nel soggiorno. Chiara non esce. Anche quando la fame inizia a farsi sentire, resiste per orgoglio.

Il tempo scorre lento. Fuori scende il buio, le ombre della stanza si fanno profonde. Chiara si agita, si copre con la coperta poi la butta via, prende il telefono e lo abbandona subito. Sempre lo stesso pensiero: Perché non mi capiscono? Perché decidono per me? Non sono una bambina!

Quando ormai è quasi sera, la rabbia svanisce lasciando il posto a una strana stanchezza. Chiara si guarda allo specchio: il viso è gonfio di lacrime, i capelli arruffati. Si sistema i capelli, sospira e si accorge che la rabbia di prima non cè più.

Apre la porta piano, va in cucina attratta dal frigo almeno la fame prende il sopravvento. Accende la luce, si prepara una merenda: taglia il pane, prende del formaggio, del prosciutto, versa il succo. E si sorprende a canticchiare, piano piano, finché la melodia riempie la cucina.

Proprio in quellistante Martina si affaccia sulla soglia. Rimane ferma, sorpresa: la figlia le appare finalmente più serena, come se la lite del mattino non ci fosse mai stata.

Ti vedo di buon umore commenta Martina, cercando di mantenere la calma. Voglia di scusarti no, eh?

Chiara si volta, le lancia uno sguardo ironico:

No. Non ho fatto niente per chiedere scusa.

Martina stringe le labbra, trattiene la rabbia. Si avvicina, si appoggia al piano della cucina:

Sei proprio sicura? chiede con tono fermo, senza minacce ma deciso. Io e Matteo usciamo, andiamo da amici. Visto che non ti rendi conto, questa sera resti a casa.

Chiara alza le spalle, spalma il burro sul pane:

Tanto io non volevo venire. Divertitevi pure.

Lultima frase la mormora appena, ma Martina la coglie.

Hai detto qualcosa?

Chiara la guarda negli occhi, calma:

No, ti sei confusa tu.

Martina resta ancora alcuni secondi a fissarla, poi esce. Chiara finisce di mangiare, anche se la sua canzoncina ora non risuona più allegra come prima. In mente sta già prendendo forma il suo piano, e non ha intenzione di rinunciare. Presto, prestissimo, Matteo sparirà dalla loro vita.

Finché dura…

*************************

Martina è concentrata sui documenti quando il cellulare vibra allimprovviso nella tasca della giacca. Si irrigidisce: Matteo di solito non la chiama mai in orario dufficio, sa che non ama distrarsi lì.

Risponde subito.

Matteo? È successo qualcosa?

Dallaltra parte, una voce femminile, professionale:

Sono linfermiera dellospedale Maggiore. Qui è arrivato un uomo, proprietario di questo cellulare. Può venire subito?

Il mondo sembra fermarsi. Martina sente il gelo dentro. Stringendo forte il telefono, cerca di riprendersi.

Certo… risponde come in trance. Arrivo subito…

Non ascolta neppure le istruzioni successive: balza in piedi, prende la borsa ed esce di corsa. I colleghi si voltano, ma lei non vede nessuno. Nella testa solo un pensiero: Che stia bene, per favore.

Dopo mezzora è già in ospedale. La portano in una stanza: quel che vede le strappa il cuore. Matteo è sul letto, il volto pieno di escoriazioni, un livido sotto locchio e il labbro spaccato. Ma è cosciente, e, appena la vede, prova pure a sorridere.

Matteo! Martina si getta accanto a lui, gli prende la mano. Cosè successo? Ti hanno aggredito?

Lui sospira piano, ruota appena la testa dolorante:

Neanche ho capito bene cosa voleva mormora. Gridava qualcosa su Chiara. Non lo so…

Martina sente la rabbia crescere dentro. Capisce subito chi può essere stato. Andrea. Il suo ex marito, luomo da cui ha cercato per tanto tempo di proteggere se stessa e la figlia.

Non ti preoccupare, ora mi occupo io di tutto promette stringendogli forte la mano. Vado subito io a chiarire.

Matteo si solleva di scatto, nonostante la botta.

Non pensarci nemmeno ad andarci da sola! stavolta la voce è severa. Almeno chiama tuo fratello. Non devi affrontare questa cosa da sola, potrebbe essere pericoloso!

Martina si blocca, lo fissa. Vede il dolore nei suoi occhi, ma anche la preoccupazione per lei. Questo la commuove profondamente.

Va bene, sospira alla fine, cercando di darsi calma. Ma tu resta qui fermo! Adesso chiamo.

Chiama il fratello, riassume veloce la situazione. Poi, in attesa della risposta, getta unocchiata a Matteo. Lui tiene ancora gli occhi chiusi, per il dolore, ma la sua mano resta forte e calda.

Andrà tutto bene, mormora piano, più a sé stessa che a lui. Si risolverà tutto…

*********************

Martina entra decisa nellappartamento dellex marito. Andrea la attende nel corridoio, le mani in tasca, unaria da sfida in volto. Lei non perde nemmeno un secondo per i convenevoli.

Stai cercando guai? chiede a muso duro. Posso rovinarti la vita se vuoi.

Andrea si irrigidisce, il viso si tinge di rosso. Le si avvicina minaccioso:

Ma tu ci hai pensato a tua figlia quando hai portato quelluomo in casa? Dovevi pensare a lei!

Martina non batte ciglio. Certi rimproveri li ha già sentiti tante volte.

Io ci ho pensato per quindici anni, altro che te! Tu ci hai abbandonate quando Chiara aveva nemmeno due anni, ora vieni a fare la parte del padre offeso?

Andrea sbatte il pugno contro la parete, facendo tremare le foto sulla mensola.

Ma lo capisci che ha messo gli occhi addosso a Chiara? Lo rovino io quello lì!

Martina incrocia le braccia, gelida.

Quando di preciso? Non sono mai rimasti soli un attimo in casa! Matteo esce dal lavoro più tardi di me, e i weekend li passiamo insieme. Non va a genio a Chiara, e quindi lei lo accusa.

Mia figlia non mente! Si avvicina ancora, minaccioso. Me la porto via, vivrà con me.

Martina sorride amaramente:

Sei sicuro che accetterà? Hai abbastanza euro per stare dietro a ogni suo capriccio? Vedrai, dopo una settimana scappa.

Negli occhi di Andrea brilla una soddisfazione amara:

Non scapperà. E comunque, aggiunge, guardandola dallalto in basso, è stata proprio lei a volere venire. Dice che ha paura di vivere con il tuo uomo.

Martina rimane un istante impassibile. Dentro lansia la gela, ma si impone di non mostrare emozione.

Proprio così, eh? Allora va bene. Lascia che scelga. Scommettiamo che tornerà prima di quanto pensi?

Questa volta non tornerà taglia corto Andrea, ma mostra già unombra di dubbio.

Martina si avvicina alla finestra e guarda i bambini che giocano nel cortile. Mille pensieri le ronzano in testa. Conosce Chiara meglio di chiunque altro, i suoi scatti, i suoi musi lunghi, le sue fughe. Ma arrivare a scegliere di andare dal padre, che quasi non conosce… questa è grave.

Ti rendi conto di quello che fai? chiede piano, senza voltarsi. Usi Chiara solo per fare dispetto a me. Ma lei è una persona, non una pedina. Ha solo quindici anni.

Andrea alza le spalle, come a dire che non gli importa.

È mia figlia. Ho i miei diritti.

Martina si gira di scatto, gli occhi brillano di determinazione.

Allora dimostra che sei davvero suo padre. Che ti importa davvero di lei, non solo di vendicarti.

Andrea vorrebbe ribattere, ma si blocca. Nei suoi occhi qualcosa balena forse il ricordo di quello che non è stato, forse il dubbio. Ma poi si fa forza.

E sei proprio tu che parli di famiglia felice? Ma ti rendi conto di quanta confusione hai creato?

Martina inspira profondamente, trattiene il magone.

Ho solo cercato di ricostruire una vita normale. Per me e per Chiara. E tu… abbassa la voce vuoi solo rovinare tutto.

Vedremo chi la spunta taglia corto Andrea uscendo. Sarà lei a decidere con chi vivere…

*********************

Matteo esce dallospedale avvolto da una tipica giornata autunnale romana, laria fresca che entra nei polmoni gli dà energia, e un sorriso fa capolino tra le labbra. Vivere. Solo vivere basta a renderlo felice dopo i giorni passati a soffrire.

Martina lo sta aspettando davanti alle porte, stringendosi nel cappotto. Non appena lui la vede, si avvicina, ma trattiene limpulso di abbracciarlo forte, temendo di fargli ancora male. I suoi occhi parlano chiaro: lì cè gioia, paura, riconoscenza che sia ancora lì con lei.

Eccoci di nuovo fuori, scherza Matteo, prendendole la mano. Adesso solo a casa a riposare.

Per tutto il viaggio non fa il minimo cenno di rimprovero. Al contrario, rassicura Martina che di tanto in tanto stringe i pugni dalla rabbia.

Non hai colpa di nulla dice deciso. Non pensarci proprio!

Quando lei prova a ribattere, Matteo la interrompe:

Sul serio. Dovevi sapere cosa sarebbe successo? Nessuno può prevedere certe cose.

Se qualche conoscente gli chiede perché non voglia chiamare i carabinieri, lui si limita a rispondere sereno:

Se mia figlia mi dicesse che un uomo le mette le mani addosso, io farei lo stesso. È il papà, difende la figlia.

Non porta rancore ad Andrea. Non odia, non cerca vendetta. Semplicemente accetta che il peggio ormai è passato.

Dopo qualche giorno, Chiara si presenta in casa loro. Entra in silenzio, quasi di nascosto, lo sguardo a terra. Ha una busta di frutta fresca tra le mani un gesto un po goffo, ma sente che sia giusto farlo.

Volevo solo parlare, farfuglia, senza staccare gli occhi dal pavimento.

Matteo e Martina si lanciano uno sguardo. È lei la prima a parlare.

Tesoro, dice Martina delicata, vuoi…

Sono stata io a inventarmi tutto, spara fuori Chiara, fissando finalmente Matteo. Tutto quello che ha detto era falso. Non pensavo si arrivasse a questo punto, volevo solo che lui se ne andasse. Volevo che tornasse tutto come prima.

Le tremano la voce e il mento mentre parla.

Non volevo finisse in ospedale. Pensavo che mio padre si sarebbe limitato a parlare con lui, magari a spaventarlo. Quando ho saputo che era ferito… mi sono spaventata, ma anche vergognata.

Matteo le si avvicina lentamente, quasi in punta di piedi.

Guarda che non ce lho con te dice piano. Hai avuto solo paura. Capita di sbagliare. Quello che conta è che tu labbia detto ora.

Chiara scoppia a piangere, finalmente si lascia andare.

Non capivo, avevo paura che mamma non fosse più solo per me. Mi sembrava che lui me la portasse via. Invece ho capito che non è così.

Martina si avvicina rapidamente, la stringe forte a sé.

Ora penseremo insieme a mettervi daccordo. Prima o poi troveremo la serenità. Insieme.

Chiara annuisce, appoggiata sulla spalla della madre.

Poi prende una decisione. Resterà per il momento con suo padre. Deve dargli una possibilità, per capire se possono essere davvero famiglia. Ma adesso ha capito che non può chiedere alla madre di rinunciare al suo sogno damore.

Per un po starò da papà dice la sera a Martina, mentre Matteo già dorme. Anche lui ha bisogno di abituarsi. Magari potrò vedere se cè una vera famiglia tra di noi. E tu intanto puoi vivere la tua felicità.

Martina la abbraccia stringendole la mano, commossa.

Sei molto più matura di quanto credi, sussurra. Sono orgogliosa di te.

Chiara sorride tra le lacrime:

Ho solo capito che la felicità della mamma è anche la mia. Se tu sei serena con Matteo… allora è giusto così.

Quella sera in casa si respira un silenzio lieve, diverso. Per la prima volta da tanto tempo, non è un silenzio pesante. È una pace calda, come una promessa che tutto si aggiusterà. Che le ferite si rimargineranno. Che un nuovo capitolo li aspetta…

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