Destino, come una goccia sulla finestra…
Eh, Claudia, presto festeggeremo anche il tuo matrimonio!
Il paese risuona di canti e balli. Nei campi è ancora troppo presto per lavorare; le acque di scioglimento non si sono ancora ritirate, piove di continuo. Questa primavera si celebra già il terzo matrimonio. Le comari e le zie, tra le note dellorganetto, portano a mostrare camicie di lino e lenzuola delle ragazze segno certo della loro purezza.
Tutti hanno la testa pesante dal vino novello e le conversazioni si intrecciano solo su sposa e sposo.
Eh, Claudia, vedrai che toccherà anche a te! la cognata Assunta si avvicina al tavolo, si versa dellacqua di San Giovanni allora, balliamo? Che ci stiamo a fare qui sedute? Su, non diventare malinconica… anche la frizzante acqua appena spillata fa girare la testa!
Afferra Claudia per mano, scosta la sedia e inizia a ballare.
Anche Claudia batte i piedi con forza. È festa di nozze… è il momento di lasciarsi andare.
Ma capita che Claudia volga lo sguardo di tanto in tanto sulla sposa. E la sposa, Beatrice, ogni volta che incrocia gli occhi di Claudia, abbassa subito i suoi, come se avesse qualcosa di cui vergognarsi.
In quegli sguardi complici cè una comprensione silenziosa, tipica di chi è legato da un grande segreto che non si nomina mai, neppure tra loro.
Lo sposo, Cesare, è un uomo giovane, robusto, scolpito nei lineamenti, la mascella dura e le labbra marcate. È bello, una figura duomo da non far passare. Ma Claudia, meglio di chiunque altro, legge la durezza dietro quello sguardo affascinante. Sa che Cesare ha preso Bea con la forza e pare anche con la benedizione del padre di lei.
Dopo laccaduto, Beatrice è scappata, tremando, dalla piccola rimessa accanto alla casa dove laspettava Cesare, ed è corsa tra gli orti, senza foulard, coi capelli sciolti, i piedi allacciati nelle galosce trascinando il fango di questa primavera lunga e fangosa. Si è rifugiata nella capanna che avevano costruito da bambine, e lì si è rannicchiata, silenziosa.
E lì lha trovata Claudia. Nessun altro lavrebbe cercata, ma Claudia sì.
E Bea non piangeva, non si lamentava, guardava fisso davanti a sé, come se Claudia neppure ci fosse.
Bea! Tutti ti stanno cercando, sono venuta subito qua, nessuno mi ha visto… Dai, parlami, non farmi soffrire così…
Beatrice si sdraia sulle gambe di Claudia, tremando leggera. Claudia si sfila la giacca, il fazzoletto, copre lamica.
E tutto si capisce senza una parola: il ragazzo chiaro e svelto, Federico compagno di giochi dinfanzia resterà soltanto un sogno nel cuore. Il giudizio dei padri conta più di quello delle figlie.
Claudia stringe i pugni, piange senza fermarsi.
Quella notte Claudia non dorme, pensa a Bea, a se stessa. Ricordi a pezzi le sfilano davanti agli occhi, un senso di attesa di qualcosa che trasformerà tutto. Sente che presto le capiterà qualcosa che cambierà per sempre la sua vita. E anche lei cambierà. La cosa la spaventa. Ascolta i rumori della notte, osserva le luci giallastre tremolanti sulle pareti di legno.
Nel sonno sussulta il nipotino, russa il padre nella stanza grande.
La casa è piena di gente: il padre con la seconda moglie, la nonna, il fratello tredicenne Federico, e il maggiore, Vittorio, con Assunta e due figli.
Il padre non la darà mai in sposa a Giovanni, questo è certo. Giovanni è senza casa, orfano di fatto. Vive con la zia.
La festa delle nozze continua, trascina tutti nel vortice. I ragazzi organizzano giochi: ai giovani si benda gli occhi e devono riconoscere le ragazze solo dal tocco delle spalle.
Quando tocca a Giovanni, cerca, tocca le spalle strette di Claudia, la riconosce subito. Si toglie la benda e per regola del gioco le dà un bacio sulla guancia. Claudia arrossisce, evita gli occhi degli altri, nasconde la gioia.
Si sente in imbarazzo tutti li osservano, il padre si incupisce. E chissà, forse la cosa non gli piace, o forse ha capito già troppo…
Tra Claudia e Giovanni cè stato un legame che nasce in autunno: dapprima nei campi, durante il fieno, poi al mercato dove lei va spesso col padre. E dinverno, liberi dal lavoro, Giovanni la porta sulla slitta durante il Carnevale.
Una volta sono scivolati giù per il colle, lui ha fatto ruotare la slitta allimprovviso e sono caduti di lato, nella neve morbida.
Claudia cerca di rialzarsi, ma lui la stringe forte, la bacia sulle labbra. Claudia si lascia andare, meravigliata e spaventata da quanto le accade: qualcosa che mai aveva sentito e che la solleva e la spaventa insieme. Si rilassa, resta a lungo abbandonata nei baci.
Poi, spaventata che qualcuno possa vederli, si alza di scatto, si aggrappa a lui stretta, e si allontana affondando gli stivali nella neve.
Non ne parleranno più apertamente, quello resta il loro segreto, ma da quel momento Claudia sa: ama Giovanni. Si cercano con gli occhi, si scambiano strette di mano durante gli incontri, lui è sempre nei paraggi, e lei cerca la sua presenza.
Giovanni è allegro, di bella presenza. Attorno a lui si raccolgono tanti, e pure molte ragazze lo cercano. Claudia diventa gelosa talvolta, ma non può permettersi troppo libertà.
Provaci! Il padre, anche alticcio, non perde docchio una sola delle sue mosse. Severissimo, e la matrigna non è da meno. Non è cattiva, ma davanti al marito si fa piccola. Lui comanda, programma, decide. Se decide una cosa, così sarà.
Il padre vuole darla in sposa a qualcuno sistemato. Ha già adocchiato due pretendenti. Prima è la stessa Assunta a informare Claudia, poi il padre non si nasconde più nemmeno.
La casa questa è la parola chiave. Solo così il padre valuta un pretendente. Loro hanno una casa ben fatta di abete ben stagionato, ma in casa già stanno stretti. Il padre con il fratello progettano di ampliare, per poterci stare più comodi: qui vivranno figlio e nuora, lì lui con Federico.
E Claudia? Sposata, ma solo se lo sposo ha una casa. Altrimenti che matrimonio è?
I due candidati non sono ragazzi, sono due case; così ragiona il padre.
La prima casa è sulla strada principale, lha fatta vedere Assunta a Claudia quando sono andate al mercato.
Non è alta, ma spaziosa, allungata verso il retro. Bellissima: intagliati merletti lignei decorano le finestre e il cornicione. Dietro casa, tanto terreno, e in cortile le altalene. Bella casa.
Ma il padrone, a detta di Assunta, è un vedovo stempiato, rimasto con due figli quando la moglie è morta partorendo il terzo, che non è sopravvissuto. Molto più grande della diciassettenne Claudia.
Si chiama Baldassarre Silvani. Cerca moglie perché solo non ce la fa a crescere i piccoli. Con lui abita anche la madre, la vecchia quasi cieca, Pellegrina.
La seconda casa è proprio in paese. Una grande casa a sei stanze, il tetto massiccio, il cortile ampio con stalla, fienile, magazzini e dispensa. Anche questa non manca di qualità: tre donne di carattere, la madre e le sorelle dello sposo: Sergio Micali, unico figlio di una delle sorelle.
Si dice che Sergio sia viziato, pigro per colpa delle premure della madre e delle zie, ma è giovane, piacente, e di spose ce ne hanno limbarazzo. Claudia lincontra spesso in chiesa, le madri portano Sergio a tutte le funzioni.
Il fratello maggiore vive in città, ha una bottega, le donne non stanno male e hanno anche lavoranti.
A Claudia, Sergio proprio non piace: grassottello e presuntuoso.
Sarà il vino o la musica, ma Claudia si sente di nuovo trascinata dalla voglia di ballare, di scordare tutto, almeno per ora, di non restare ferma lì come capita alla sua amica costretta alle nozze.
Si libera dalla presa di Assunta, fa un giro con la gonna colorata, batte i piedi sulla terra ancora dura, gelata, guidando il cerchio. Si ferma davanti a Giovanni, il volto impenetrabile, pieno di tristezza, ricomincia a ballare.
Eh, che forza la nostra Claudia! Vai così, ragazza! gridano dal tavolo.
E Claudia si scalda, chiama tutti gli uomini nel cerchio, invita uno dopo laltro. Viene avanti anche il nonno Clemente, balla due passi ma si stanca presto.
Claudia guarda il padre: lui fissa la scena stupito, la bocca nascosta dalla barba si apre non si aspettava simili eccessi dalla sua silenziosa figlia. Anche se una ragazza non dovrebbe scatenarsi così.
Ma Claudia allimprovviso si ferma e se ne scappa fuori dal cancello. La musica continua, altri entrano a ballare.
Lei si appoggia al primo albero, le spalle contro il tronco. Hanno già venduto Beatrice, ora tocca a lei!
Sente i rami dietro di sé. Si volta. Giovanni la raggiunge.
Giovanni!
Claudia, che succede?
Vogliamo scappare? Dai, fuggiamo! Presto mio padre mi darà via in sposa, tutti ne parlano.
E dove andiamo?
In città. Partiamo di lì, io prendo dei soldi di nascosto da mio padre. Che colpa sua, no? Allora li prendo!
Calmati, Claudia! Non sono proprio al verde, sono un uomo e ci penso io. Dammi tempo, abbi pazienza…
Si sentono i fratelli e i nipotini chiamare Claudia dal cortile. Il padre, alla tavolata, lancia sguardi scuri.
La mattina dopo Claudia corre dalla sua cavalla bianca, Bianca. Da quando era entrata in casa, lei le confidava tutti i segreti.
Resisti, Biancaneve. È quasi tempo di erba fresca, quasi! accarezza la criniera della cavalla ancora sonnolenta ma mi sa che non ci arrivo fino allestate. Papà mi vuole maritare presto. Ma io e Giovanni scappiamo, lo giuro, Bianca…
Il padre è seduto sul letto, in mutandoni di lino, pantofole di feltro, la schiena stretta in uno scialle, guarda Claudia rientrare col secchio del latte.
Allora, Claudia, ti sposi tanto volentieri? Oggi giù a ballare!
Lei non risponde, il cuore le batte fortissimo. Non faranno mai in tempo a scappare.
Che cè, muta?
Claudia tace, versa il latte.
Da allora Beatrice ha cambiato carattere. Una volta era allegra, inventava giochi, scopriva sempre qualcosa. Ora si è chiusa, parla poco. Solo una volta, al pozzo, ha stretto la mano di Claudia nello sguardo, un dolore sordo. Claudia la guarda andar via, e pensa che non vuole vivere mai così: accanto a un uomo duro e senza amore.
Dopo un po si viene a sapere: il padre è stato a parlare con i Micali per Sergio. Ma i Micali hanno risposto di no: preferiscono che Sergio viva ancora con le mamme e le zie. Il padre si arrabbia vuole sistemare Claudia il prima possibile, ma Claudia respira di sollievo. Almeno fino allautunno resiste: il padre farà i suoi calcoli, destate in campagna cè bisogno di gente, più avanti si penserà a dar via la figlia.
Scioglie la neve, ed ecco piove di continuo, ma le strade reggono ancora.
Il paese sorge sul fiume Ombrone. Il fiume si curva tra le colline, in alcuni punti scoscese, in altri più morbide. Nel periodo del disgelo si costruiscono dighe, altrimenti si allaga tutto, campi e case.
Di solito si esce appena la terra regge sotto il gelo. Ma questanno, appena sciolto il grosso del freddo, piove già sul terreno indurito.
Ma la diga serve. In ogni casa si discute del rischio; si aspetta che spiova almeno un po. Claudia ha pena della cavalla Bianca: servirà presto a trasportare tronchi e terra per la diga.
Un giorno di pioggia, durante la cena, arriva un uomo stempiato, alto e asciutto. Si scuote lacqua in cortile, si trascina gli stivali. Lo fanno accomodare a tavola con rispetto. La matrigna, insolitamente dolce:
Vieni, vieni, cena con noi.
Il padre siede a capotavola, mangia cetriolini sottaceto, chiacchiera dellargine col nuovo arrivato.
Claudia! Cara! sempre gentile la matrigna Prendi dalla dispensa il lardo buono, quello con la carne.
Si portano via Claudia, Federico e i nipotini; fuori nel fienile a saltare tra raffiche di pioggia. Il padre spesso manda fuori i ragazzi durante le conversazioni importanti. Claudia entra dalla cavalla, ma Bianca dorme; allora torna dagli altri.
Il tuo futuro marito, dice piano Federico.
Chi?
Quello… indicando la casa.
Claudia sente un brivido. Marito? Stanno combinando per lei… Adesso lì dentro la stanno già cedendo a quelluomo.
E Giovanni? No, riusciranno a scappare. Con questa pioggia non si può fare un matrimonio. Il padre non può far altro che aspettare la bella stagione. Ma…
Vittorio la chiama dalla finestra. Claudia entra cauta.
Ecco, Claudia, conosci Baldassarre. Vuole mandare i suoi a chiedere la tua mano… Vuole costruirsi un futuro con te da buon cristiano il padre sembra soddisfatto.
Scricchiola qualcosa fuori: Federico coi bambini, ad ascoltare dietro la porta.
Claudia resta impietrita, gli occhi fissi sul pavimento.
Non dici niente? Almeno un cenno! Ma è normale, si vergogna…
Claudia gira sui tacchi e scappa, Assunta tenta di seguirla, i bambini corrono nel fienile. Claudia resta sola in veranda, il respiro affannato, cuore pesante come una pietra…
Dopo poco Baldassarre esce anche lui, si accende una sigaretta fatta a mano. Le case del paese si scuriscono nella pioggia sottile, i campi sono un lenzuolo blu.
Non avere paura, Claudia. Se non vuoi, non manderò nessuno. Sono venuto per vederti di persona. Tuo padre è severo, qui decide lui.
Si ferma, sorride vago.
Ti ho notata anni fa al mercato, ragazzina, aiutavi tuo padre a vendere la carne, così precisa… Mia moglie, pace allanima sua, ti guardava e sorrideva. È da allora che
Tace. Claudia non dice nulla.
Sono vecchio per te, dodici anni di più. E con i figli… da solo non ce la faccio. Sto perdendo i capelli, però vecchio proprio non sono. Se non ti piaccio, basta un cenno. Fai chiamare tuo fratello, mi avvisa. Ma se mi sceglierai, non ti mancherà niente. Saremo insieme nel bene e nel male…
Claudia non risponde. Baldassarre saluta tutti ed esce, senza chiedere altro.
No, non mi piace! Non vedi? Giovanni invece sì, giovane, allegro, bello! si ripete Claudia caparbia.
Quella notte sogna a lungo e si domanda perché Giovanni non abbia fretta. Il cerchio di ferro sul cancello canta piano, la pioggia ticchetta alla finestra sopra il letto. Claudia osserva le gocce; alcune si uniscono, altre si perdono, chi può sapere cosa succederà…
Il giorno dopo Claudia manda Federico dare una risposta a Baldassarre: non vuole sposarlo, come daccordo. Ma Federico rimanda, sempre occupato, il padre non gli dà tregua.
Finché le piogge passano. Tutto il paese va ad aiutare alla diga, anche le donne, ed è un via vai di cavalli. Cè da lavorare tanto.
Gli uomini segano il legno, dodici cavalli trainano i ceppi fino al fiume. Bianca è nel gruppo, condotta da Vittorio. Il legno è pesante e fresco, i cavalli sudano, scalciando dalla fatica.
Le donne colmano terra intorno ai tronchi. Claudia lavora accanto a Beatrice, sperando di ritrovare per qualche istante la spensieratezza di un tempo. Giovanni è lì vicino lavora con la cavalla della zia prova ad avvicinarsi, ma Claudia ritrae la mano: il padre la osserva.
A un certo punto il lavoro prende un ritmo intenso, tutti stanchi, il percorso si allunga intorno al colle, gli uomini cambiano strada.
Claudia non toglie gli occhi da Giovanni; lavora svogliato, si infastidisce se qualcuno lo riprende. Baldassarre invece lavora duro come uno che ha cresciuto la schiena nei boschi.
Allimprovviso, succede qualcosa in cima alla collina. Arrivano uomini e donne, un cavallo grigio caduto per lo sforzo, si è seduto come un cane, non si muove. Giovanni lo tira, gli dà qualche frustata, la cavalla scuote la testa, mostra i denti, ma non cede. Johann lo colpisce ancora, sempre più forte.
Qualcuno cerca di fermarlo, prende una frustata anche lui. Arrivano altri, gridano. La cavalla si precipita verso il burrone, sfonda le stanghe, i tronchi rotolano verso il fiume.
Arriva Baldassarre che strappa la frusta dalle mani di Giovanni, gliene dà una, lo spinge via.
Sei un porco, così non si fa con la bestia!
Corrono a salvarla. Baldassarre si piega per liberare la cavalla, scivola, cade, il piede resta sotto, si sente un schianto. Lui grida.
La cavalla finalmente risale, i tronchi restano bloccati. Baldassarre sanguina dalla gamba, evidente che sia rotta. Lo adagiano su un carro.
E la cavalla? domanda, sfidando il dolore.
Ora sta bene, è salita da sola. Tieni duro, Baldassarre, andiamo dal dottore.
Si vergogna che tutto il paese sia lì per lui, cerca Claudia nella folla, le sorride, saluta e si lascia portare via.
Claudia guarda Giovanni in disparte, non guarda Baldassarre ma la cavalla, con rabbia; come se la colpa fosse sua.
Claudia non lo cerca, aiuta le donne a sistemare. Intanto pensa: il destino scorre come le gocce sul vetro, alcune si incontrano, altre si separano. Chi può dirlo cosa ci aspetta?
La sera Claudia prepara una valigia, senza nascondersi.
La famiglia mormora, il padre dorme già. La matrigna lo sveglia. Si lamenta ma si alza.
Dove vai ora, in piena notte?
Vado dai Silvani.
Cosa? Dai Silvani a questora?
Sì, da loro. Lui è stato portato dal dottore, cè solo la vecchia e i bambini. La stalla, gli animali, chi li guarda? Ci vado io! risponde decisa.
Il padre crolla stanco sulla sedia. Giornata lunga, e ora pure questa!
Claudia! Non ti è mai piaciuto. E ora storpio pure! Cambiato il vento. Non andare.
La matrigna e Assunta annuiscono. Ormai Baldassarre non è più una gran partita; se resterà invalido, che marito può essere?
Lo amo allimprovviso sentono la voce di Claudia Perché non dovrei? Federico aveva paura di dirtelo…
Ma avevi detto a Federico di mandare la risposta negativa…
Lo facevo per scherzo… ma ora non scherzo più. Federico non è nemmeno andato da lui.
Il padre ci pensa, si arrende. Ordina a Federico di preparare Bianca, la cavalla.
No, vado a piedi, sono solo cinque chilometri! si rasserena Claudia.
Vabbè, su, partite.
Arrivano che è ancora chiaro. Claudia saluta Bianca, Federico torna a casa. La casa è davvero un merletto di legno. In cortile, una bambina scompigliata e un maschietto guardano curiosi.
Ciao bimbi, il papà cè?
Nooo! la bambina si avvicina ora nostro papà è rotto, la gamba fa male…
Guarirà, vedrai. Come vi chiamate?
Io Ginevra, lui Antonio. Ma tu, come ti chiami? Sei la nostra mamma nuova?
Claudia si inginocchia davanti loro.
Ti piacerebbe?
La bambina si fa rossa, China la testa. Annuisce. Il bambino pure.
Entrano. In anticamera Claudia si sorprende: ganci scolpiti, immagini intagliate, tutto opera del papà, racconta Ginevra.
La nonna Pellegrina, quasi cieca, cuce in cucina; sul pavimento un secchio di latte.
Ginevra, basta girovagare! Entrate, fate merenda, poi a dormire…
Nonna, è arrivata la mamma sussurra la bambina.
Mamma? Chi cè?
Sono Claudia. Baldassarre vi ha parlato di me?
Sei la figlia di Gregorio? Sei venuta a vivere qui?
Sì, intanto aiuto voi. Lui tornerà. Come sta la mucca? Mi sembra mugghiare troppo.
Cara, io non ci vedo… non riesco quasi a mungere.
Claudia prende i secchi, va a prendere lacqua. Poi sistema la stalla, aiuta i bambini.
E sente dentro una luce, una pace leggera. Il sole, il vento umido, la casa che le piace, i bambini che le fanno tenerezza, lì si sente necessaria.
Due giorni dopo arriva Baldassarre, saltellando su una gamba, le stampelle in mano. Claudia sta spazzando il cortile e dondola Antonio sullaltalena.
Appena la vede si sostiene al recinto, una stampella cade. Claudia si avvicina, gliela porge, lo sorregge, lo porta alla panca. I bambini saltano su di lui, toccano la gamba fasciata. Lui risponde, guarda Claudia con la coda dellocchio.
E tuo padre ti ha lasciata venire?
Qui cè una bella casa, e mio padre cerca solo quello.
E tu?
A me… piace la casa, i bambini… anche il padrone di casa…
Ora però sono così, accidentato.
Cosa dice il medico?
Guarirà, dicono, ma per primavera e estate sono fuori uso. E la fattoria…
Ce la faremo insieme. Proprio come avete detto: insieme tutta la vita, nel bene e nel male…





