Tradimento sotto la maschera dell’amicizia

Tradimento sotto la maschera dellamicizia

Questinverno sembra quasi voler mostrare tutta la sua grandezza: la neve cade così fitta su Milano che cortili e vie sembrano usciti da una cartolina. Fiocchi soffici volteggiano leggeri nellaria, si adagiano sui tetti e sui marciapiedi, mentre laria gelida regala un senso di freschezza limpida quasi irreale.

Dentro lappartamento di Giulia e Lorenzo, però, regna unatmosfera completamente diversa: calda e rassicurante. Dalla grande finestra si gode il panorama immacolato, mentre allinterno, con i vetri ben chiusi, si sta bene e si respira serenità. Una lampada dal paralume in stoffa diffonde una luce soffusa e calda che echeggia sul tavolino, scacciando ogni residuo di freddo.

I due sposi sono avvolti insieme sul divano sotto un morbido plaid di lana. In TV, una commedia familiare scorre senza troppe pretese, giusto per ridere e rilassarsi un po. Giulia segue il film con lo sguardo attento, ogni tanto lasciandosi scappare un sorriso per qualche pensiero tutto suo. Lorenzo la osserva di lato, disteso comodo contro lo schienale, ma spesso il suo sguardo corre alla finestra, incantato dalla bellezza della neve che cade.

Lidillio viene interrotto dal trillo del cellulare di Lorenzo, insistente e melodioso. Lui sembra non volersene occupare, come infastidito dallidea di spezzare quellistante gentile. Ma il telefono suona ancora. Con un sospiro si decide, infila la mano in tasca, guarda il display e sospira di nuovo.

Di nuovo Matteo che chiama, dice rivolgendosi a Giulia. È già la terza volta stasera.

Giulia inclina appena il capo verso di lui, senza nemmeno distogliere lo sguardo dallo schermo.

Vorrà invitarti di nuovo da lui, risponde tranquilla. Ha appena preso una casa in campagna vicino a Bergamo. Lo conosco, non accetta mai un no come risposta.

Lorenzo accetta la chiamata con un colpo di dito.

Ciao, Teo, cerca di suonare allegro.

Lorenzo! Allora, vieni sì o no? Dai, avevamo detto che si festeggia la casa nuova! È tutto pronto: caminetto acceso, tavola imbandita, e gli amici ci sono già! Vieni con Giulia, sarà divertente! Basta stare chiuso in casa!

Lorenzo esita un secondo, riflette, poi lancia unocchiata a Giulia. Lei scuote leggermente la testa. Nessuna parola, ma il messaggio silenzioso è chiaro: niente feste rumorose, musica alta, chiacchiere infinite. Proprio ciò che ora non desiderano. Preferiscono starsene lì, senza fretta, senza dover apparire o rendere conto a nessuno.

Lorenzo aspetta ancora un attimo prima di rispondere. Gli viene in mente una scusa perfetta.

Senti, abbassa la voce, Giulia è appena andata a trovare la mamma a Monza, resta via un paio di giorni. Non mi va proprio di venire da solo, lo sai bene Sai comè, magari scappa qualche parola fuori posto Preferisco evitare discussioni inutili. Ma dai che ci organizziamo più avanti, ok?

Al telefono cala un silenzio, poi Matteo replica, quasi sorpreso:

Andata via? E quando torna?

Domani sera. Insomma, è stata una decisione improvvisa, ci saltano pure i nostri programmi Volevamo andare al cinema, magari pattinare al parco Sempione ma niente. Dai, rimandiamo, Teo. Promesso.

Dopo qualche secondo, Matteo sembra rassegnarsi, ma la sua voce tradisce una strana soddisfazione.

Va bene, allora fammi sapere quando torna, che mi farebbe piacere vedervi.

Certamente, a presto, conclude Lorenzo, chiudendo la conversazione e lasciando cadere il telefono sul tavolino. Sorride, sollevato.

Mamma mia, ogni volta la stessa storia borbotta rivolto a Giulia. Ma che insiste sempre? Gli ho detto in tutti modi che non ho intenzione di farmi ore di chiasso coi suoi amici. Cosa dovrei fare? Guardarli sbronzarsi? Non ne posso più Piuttosto preferisco mille volte il nostro divano.

Abbraccia Giulia, sentendo calmarsi la tensione. Il calore della casa li avvolge e fuori la neve continua a cadere lenta. In TV il film prosegue pigro, perfetto per la loro serata casalinga.

Giulia si stringe a Lorenzo, lasciandosi cullare dal battito del suo cuore. La stanza è silenziosa: la luce soffusa della lampada, il ritmo lento del film in bianco e nero, la pendola che segna il tempo con un ticchettio discreto. Sembra un piccolo rifugio sicuro, lontano dal caos del mondo.

Anche per me va benissimo così, mormora lei, guardandolo negli occhi. Godiamoci il film e poi a letto. Non serve altro.

Lorenzo sorride e stringe ancora di più la moglie. Immagina già quando tra poco spegneranno la luce, si infileranno sotto il piumone e si addormenteranno ascoltando la bufera. Ma il silenzio si spezza di nuovo: il telefono che suona, ancora.

Lorenzo aggrotta la fronte e quasi seccato prende la chiamata. Ancora Matteo.

Teo, ti ho già detto che cerca di mantenere la calma anche se è chiaro che inizia a spazientirsi.

Lorenzo, ora la voce di Matteo appare più tesa e seria, sono al Crystal Club in centro con gli altri. E qui qui cè Giulia. È con un altro uomo. Bevono e lei lo abbraccia. Non volevo dirlo ma tu dovevi saperlo. Lei ha detto a te che era dalla mamma! Ti ha mentito!

Lorenzo rimane immobile. Sgrana gli occhi su Giulia, poi sullo schermo del cellulare. Sta davvero scherzando, pensa.

Cosa? chiede, incredulo. Ma sei sicuro? Magari hai scambiato persona Giulia ora è qui, davanti a me!

Sicurissimo, ribatte Matteo senza esitazione. È già brilla, ride forte, e non si preoccupa affatto che io sia qui. Vuoi che te la passi?

Lorenzo chiude gli occhi un attimo, oscilla tra mille pensieri. Decide di farsi mettere in vivavoce, anche solo per curiosità.

Dal telefono arrivano i bassi forti della musica del locale, voci confuse, risate. Poi una voce femminile identica a quella di Giulia risponde:

Pronto? Chi parla? sembra leggermente incerta, come se stesse realizzando solo ora la chiamata.

Lorenzo fatica a mandare giù la saliva, lancia a Giulia uno sguardo pieno di dubbio, lei lo ricambia incredula.

Giulia? dice cercando di restare calmo. Sono Lorenzo. Che succede?

Una risata sguaiata, poi la voce riprende, più sfrontata:

Uff, Lorenzo, che noia! Voglio divertirmi, capisci? Sono stanca della tua vita monotona. Adesso faccio quello che mi pare!

Giulia si alza di scatto, pallida in volto, una mano sul petto. Sussurra appena:

Che roba è? Qualcuno mi ha scambiata per unaltra? E come conosce il mio nome? Ma che sta succedendo?!

Dove sei?

E che ti interessa, dai replica la voce, sempre più provocatoria. Magari sono tua moglie, ma non devo certo rendere conto a te. Faccio quello che voglio!

Rumori di bicchieri, risate di sottofondo, poi ancora Matteo:

Hai sentito? Te lo avevo detto!

Lorenzo lo blocca secco, ormai pieno di rabbia e incredulità.

Basta, basta così. Domani vado al club e voglio vedere con i miei occhi chi è quella ragazza.

Chiude la chiamata, getta il cellulare di lato e resta a fissare il soffitto, stordito. Se Giulia non stesse seduta proprio lì, accanto a lui ci avrebbe creduto davvero!

Giulia crolla sul divano con uno sguardo perso. Aveva davvero la sua stessa voce! Ma il punto non è più questo: chi lha istruita così bene? Chi lha messa in mezzo a questo finto teatrino?

Questa è pazzesca bisbiglia piano. Ma chi era? Che sceneggiata ridicola!

Lorenzo scuote la testa, spettinandosi i capelli con le dita. Mille sospetti gli balenano in testa, nessuna certezza.

Non lo so Ma quella voce le stesse inflessioni, la stessa risata È troppo per essere una coincidenza.

E Matteo era così sicuro di sé Se io davvero non fossi stata qui, tu mi avresti sospettata, Lorenzo.

Lui la guarda con dolcezza, le passa un braccio sulle spalle per rassicurarla. Lei trema leggermente, e lui cerca di trasmetterle tutto il suo affetto.

Avrei comunque dubitato, lo giuro. Tu non faresti mai una cosa simile. Ti conosco davvero, Giulia. È tutta una farsa, oppure qualcuno voleva metterci contro. Andrò fino in fondo, te lo prometto. Se serve chiederò le registrazioni delle videocamere. Vediamo chi era quella ragazza.

Giulia si stringe a lui e lentamente si lascia travolgere dal calore rassicurante del loro abbraccio. Respira profondamente.

Sì annuisce appena. Io so solo che non ero lì. Ma chi e soprattutto perché?

Lorenzo si scrolla di dosso ogni incertezza, e nel suo sguardo si accende la determinazione. Stringe con decisione la mano di Giulia: qualsiasi cosa succeda, la affronteranno insieme.

***************************

Il giorno dopo, poco prima di pranzo, Giulia si trova in cucina, una tazza di tè tra le mani e il portatile aperto sulle mail di lavoro. Il silenzio viene infranto da una notifica: ancora Matteo. Ci pensa un attimo prima di rispondere; la situazione della sera prima pesa ancora. Ma la curiosità vince.

Ciao, esordisce Matteo con cautela, quasi camminasse su un campo minato. Hai parlato con Lorenzo dopo ieri?

Giulia stringe il telefono. Vuole capire fino in fondo cosa abbia visto Matteo e perché fosse tanto sicuro. Finge incertezza:

Sì. Abbiamo litigato. Dice che io gli mento, senza nemmeno ascoltarmi.

Segue un secondo di silenzio, poi Matteo tira un profondo respiro e la sua voce si fa quasi soddisfatta.

Davvero Te lho sempre detto che Lorenzo non ti merita. Non ha mai capito chi sei veramente.

Sale subito la rabbia in Giulia, ma si autocontrolla. Qui bisogna ascoltare, capire fin dove vuole arrivare.

E cosa vorresti dire, Matteo?

Lui, ora quasi sussurra, con una finta complicità che la inquieta:

Che tu meriti molto di più, Giulia. Ti amo, e sono pronto a prendermi cura di te davvero. Se vorrai lasciare Lorenzo, io ci sarò. Sempre.

Un attimo di silenzio. Mille pensieri si affollano nella mente di Giulia: Matteo ci pensava da quanto? Ed è forse lui lartefice di tutto, lideatore di quella sceneggiata telefonica?

Prende fiato, lo affronta con freddezza:

Matteo, queste parole sono fuori luogo. Io amo Lorenzo, e sistemeremo insieme quello che è successo. Non intrometterti più.

Scusami se ho esagerato, tenta di correggersi, il tono ora indeciso, ma voglio solo essere certo che tu sia al sicuro. Lorenzo si è comportato malissimo accusandoti di tutto. Dalla mia mi sembra che cerca solo una scusa per lasciarti. Vorrei solo che tu sapessi di poter contare su di me.

Le dita di Giulia si stringono tanto attorno al telefono che diventano bianche. Inspira profondamente: ora non deve perdere la calma.

Senti, Matteo la voce è tagliente, implacabile ieri sera io ero a casa. Non cè stata alcuna lite con Lorenzo. E ho capito che sei stato tu a organizzare tutto. Non mi era chiaro il motivo, ora sì.

Il telefono tace. Giulia sente quasi fisicamente il disagio e il panico dellaltro, mentre cerca invano una scappatoia.

Come? balbetta, poi prova a riprendere il controllo: Non capisco

Ma sì che capisci. Hai trovato una ragazza con la voce simile alla mia e lhai pagata per quella farsa. Solo per metterci uno contro laltra. Ammettilo, era tutto preparato da te.

Dopo una lunga pausa, una confessione dettata dalla delusione:

Sì, è vero Ho fatto tutto io! Ti amo, Giulia! Ho sempre visto che Lorenzo non ti rende felice Io ti offrirei molto di più!

Giulia chiude gli occhi un attimo, sente montare solo tristezza.

Saresti tu la mia felicità? Ma dai Chi sei davvero? Sei uno che cambia ragazze in continuazione! Anche se fossi rimasta lunica sulla faccia della terra, non ti sceglierei mai.

Matteo tace, poi parla da sconfitto, quasi sussurrando:

Pensavo Se vi foste lasciati, magari mi avresti visto sotto unaltra luce. Ma nessuna ragazza può competere con te. Portarti in palmo di mano Solo scegli me!

Ma la rabbia fredda di Giulia cresce. Risponde senza esitazione:

Mai! Hai tradito lamicizia e la nostra fiducia. E solo per le tue illusioni.

Non cè odio nelle sue parole, solo una certezza definitiva.

Giulia, scusami la voce di Matteo ora è rotta, tremula.

Ma Giulia ha già deciso. Non ha alcuna intenzione di ascoltare giustificazioni.

No. Non ti perdonerò, né torneremo amici. Non cercarmi più! E anche Lorenzo non dovrai mai più chiamarlo! Gli farò ascoltare questa conversazione, parola mia.

Schiaccia fine chiamata e posa lentamente il cellulare. Le dita ancora tremano, ma padroneggia subito la tensione. Fuori, la neve continua a scendere, placida come se nulla fosse accaduto.

Proprio in quel momento Lorenzo entra in cucina, il volto serio.

Allora? chiede entrando, la voce preoccupata, ma composta.

Giulia si volta, con un sorriso amaro dice:

Ora è tutto chiaro, sospira. Ha confessato. Era tutto programmato. Voleva farci litigare. Addirittura dichiarazioni damore e promesse doro È incredibile, quanto può essere subdolo!

Lorenzo si siede accanto a lei, le stringe la mano forte, in un gesto di protezione e di vicinanza.

Allora non è mai stato davvero un amico, mormora Lorenzo. Dimenticalo. Meglio così, meglio pensare solo a noi. Avevo qualche sospetto su di lui, ma nulla di concreto. Ora tutto torna.

Sì, conferma Giulia, appoggiandosi a lui, almeno ora sappiamo di chi possiamo fidarci.

Parla in modo calmo. Si lascia andare sullomero di Lorenzo, chiude un attimo gli occhi. La rassicura il profumo delle cose reali: il legno caldo della cucina, il tè appena fatto, la sua fragranza preferita.

Guarda il lato positivo, dice Giulia con un mezzo sorriso. Adesso abbiamo una scusa perfetta per non andare più a certe cene Voglio vedere chi ci obbligherà.

Parla con leggerezza, ma stavolta è tutto vero. Non serve più mentire o inventare scuse. Basta con le ansie del doverci andare o meno. Ora cè semplicemente il loro piccolo mondo.

Lorenzo scoppia a ridere davvero, finalmente rilassato.

Eh sì. Sere di film, tè e divano, accenna guardandola negli occhi.

E nessuna festa fastidiosa, ribatte lei, avvolgendosi ancora nel plaid come in un nido.

Perfetto, dice lui e la stringe forte.

Così, tra i fiocchi di neve fuori e la luce mite della lampada, il loro piccolo mondo è di nuovo intatto. Nessuna bugia, nessun sospetto, nulla dallesterno. Solo loro due, che sanno bene quanto vale davvero quella calma, quella fiducia reciproca, quella serenità che nemmeno il peggior inverno può portare via.

*****************************

Matteo sta seduto in silenzio in cucina, lo sguardo perso in una tazzina di tè ormai fredda. Neanche ricorda lultimo sorso; la mente è una giostra continua sulle parole appena sentite: Non chiamarmi più. Mai più.

Ma invece del rimorso, invece di una qualsiasi traccia di colpa che gli farebbe capire di aver sbagliato, avverte solo una rabbia sorda. Inspira a fatica, stringe i pugni fino a farsi male.

Perché tutto è andato storto?! sbotta allimprovviso, spazzando via briciole e tazze dal tavolo con una mano nervosa.

Rivede mentalmente tutte le scene della sera precedente: lingresso al club, laccordo stretto con Martina, una ragazza conosciuta da poco al bar, così simile a Giulia, voce inclusa. Lei aveva accettato subito, anzi, si era anche divertita. Mi piacciono questi scherzi, aveva detto.

Rivive la messa in scena: Martina che finge, ride in quella voce che tanto ricorda Giulia, dice le frasi preparate da lui. In quel momento aveva provato una specie di euforia: Ora o mai più! Giulia capirà che Lorenzo non la merita, che io sì invece.

Ma ora ora nellaria resta solo la sconfitta più amara. Ha perso tutto: lamore segreto, lamico, la fiducia di entrambi.

No, non ho sbagliato io! si ripete testardo, camminando avanti e indietro per la cucina senza accorgersi di sbattere contro la sedia. Sono loro a non vedere! Giulia è cieca, Lorenzo non è degno!

Stringe con rabbia il tavolo. Gli scorrono davanti agli occhi i ricordi di tutti gli anni in cui ha guardato Giulia e Lorenzo insieme, serenamente felici. Si convince che avrebbe saputo darle tanto di più, amarla meglio. Ha scelto una strada, lunica che riteneva possibile.

Si sporge alla finestra. La neve continua a cadere silente, copre il mondo di una pace che a lui sfugge.

Perché loro tutto e io niente?! biascica piano. Perché proprio Lorenzo?! Io valgo di più!

Sa bene che ha perso non solo una donna ma anche unamicizia. Non chiamerà più Giulia, non chiederà scusa, né cercherà spiegazioni. Quella sarebbe una disfatta definitiva. Eppure nella sua mente germogliano pensieri nuovi e amari:

Che restino pure nel loro caldo nido. Si credono vincitori, ma io conosco la verità: Lorenzo non la amerà mai come potrei io. Un giorno forse Giulia capirà. Anche se sarà troppo tardi

Resta incantato a guardare fuori la neve, sussurrando tra sé:

Ti sembra di avere vinto, Giulia? Ma il mondo reale non finisce sul tuo divano. Io ti amo veramente. Tu hai scelto lillusione. Goditela, allora

Vede su un foglio il piano scritto sulle frasi da dire a Martina, lo strappa con rabbia e lo getta nel cestino, come se fosse quello il vero responsabile.

Là fuori il manto della neve resta soffice e intatto. Matteo chiude gli occhi, immagina Giulia e Lorenzo insieme, felici, al caldo, finalmente sereni. E in fondo al cuore, invece della pace, sente ribollire:

Doveva essere con me. Tutto questo sarebbe dovuto essere mioMa nella casa di Giulia e Lorenzo linverno continua a scorrere lieve, scandendo nuovi giorni fatti di piccole certezze e gentilezza. Nel pomeriggio, mentre la luce pallida filtra tra le tende, Giulia raccoglie le tazze vuote e Lorenzo riordina i cuscini: è la quotidianità che torna, ostinata e pura, a riempire lo spazio svuotato dai dubbi.

Più tardi, si trovano ancora insieme davanti alla finestra, a guardare i fiocchi cadere. Nessuna parola è davvero necessaria: le dita di Lorenzo cercano quelle di Giulia, ed è solo un sorriso, lieve, a dirle che il peggio è alle spalle. Un giorno, forse, racconteranno questa storia come una strana tempesta che li ha trovati pronti, come un inverno imprevisto da attraversare uno accanto all’altra.

Forse cè una sottile malinconia a pensare a chi, fuori, si nutre di invidia e solitudine. Ma la vera forza sta ora nel non voltarsi più, nel lasciar scivolare via ogni veleno, scommettendo sulla bellezza coraggiosa dei sentimenti semplici e veri. Perché hanno imparato che la fiducia non nasce dallassenza di tradimenti esterni, ma dallabbraccio con cui si sceglie, ogni giorno, di restare.

La sera accende piano le sue luci dambra tra le case della città imbiancata. Lorenzo stringe Giulia, e insieme si godono il silenzio che sa di promessa: qualunque tempesta incontri là fuori, il loro rifugio è forte come le radici dellinverno. E intanto, con ogni battito, la casa si riempie di futuro.

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