Trovate mia figlia…

Trovate mia figlia…

Ehi, Panini! Comè la vita da vecchietta?

Ma chi sei così sfacciato?

Non mi riconosci? Dai, non dirmi che ti sei dimenticata di una cima della Squadra Mobile come me!

Collina, sei tu? Stupido!

Sì, proprio io… Mi sei mancata, capisci…

Ah… Facciamo finta che ci credo, va.

No, giuro… mi sei mancata davvero. Avevo quasi dimenticato come si sta quando qualcuno mi chiama per nome, per cognome… O mi dà dello stupido… Così familiare.

Pure io, ormai mi son dimenticata di essere chiamata Panini. Ho cambiato cognome da anni. Ora sono Guseppi.

So tutto. Non credere che non lo sappia.

Daltronde, tu sei sempre linvestigatore. In realtà, mi fa piacere sentirti, non te lo nego. Come procede?

Prosegue! Come vuoi che vada? E tu non ti sei ancora stufata di stare in quel tuo buco di provincia?

È vero, sei rimasto identico: montato, ma sempre lo stesso. Ti sei abituato troppo bene là a Roma! Sei già commissario?

Proprio io! E magari tra poco pure di più.

Però il cervello… Io qui combatto con la criminalità, comunque.

Lhai sconfitta?

Ci sto lavorando…

È una lotta senza fine. Nascono sempre nuove canaglie, mentre noi…

Ma nascono pure nuovi agenti, no? È guerra eterna.

Sì, eterna… Quanto mi manchi, Panini! Sul serio! Ti ho riservato un posto qui. Vieni?

Un posto? Le vostre poltrone son tutte roventi, non esiste posto caldo nella vostra cucina!

È il lavoro che ci siamo scelti. Però, a volte, mi ricordo i nostri anni alluniversità. Bei tempi… Giuro, stavolta sono serio: sto formando una nuova squadra. Ti serve proprio una tosta come te al Reparto Speciale, pensaci!

Ah beh… Sarebbe fantastico, se solo riuscissi ancora a correre. Sono cento chili…

Cento? Non ci credo!

Non devi. Immaginami giovane e snella come ventanni fa. Da lontano…

Ma non voglio da lontano. Voglio vederti, con tutti i tuoi chili in più… Ho sempre amato il tuo cervello, mica il fisico.

Maiale!

Maiale sì! Ma ascolta, Panini… Se rifiuti, ti mando il mio ragazzo. Se rifiuti di nuovo, ti mando le minacce, sappilo.

Minacce a pubblico ufficiale? Guarda che ti sbatto in galera, come ho fatto con altri.

Ma non con uno come me. Ora sono importante, ti ho già fatto arrivare la documentazione. Leggi… Troverai anche i tuoi moduli. Pensaci, amica mia, pensaci…

La maggiore Olivia Giuseppe, nata Panini, non si aspettava certo che la vita la sorprendesse ancora. I suoi problemi erano due: un figlio ingestibile e il peso in eccesso. Il marito laveva lasciata da anni, il loro matrimonio un episodio strano, breve e senza voglia, fatto giusto per segnare la casella: sposata non ha funzionato.

Era tornata a Reggio Emilia chiamata dal cuore. O almeno, così pensava. Qui era nata, viveva ancora sua madre. Aveva trovato lavoro propria qui, decisa a combattere lillegalità nella sua terra. Laveva spinta il romanticismo, il senso del dovere e… anche lamore: lì viveva e lavorava il suo futuro marito.

Ma… ora lo sentiva: era rimasta troppo a lungo. Era stanca di risolvere sempre le stesse questioni di routine, di dimenticare i weekend, e pure i volti ormai erano sempre gli stessi. Tipicamente il venerdì finiva con qualche emergenza, il lavoro scivolava nei giorni di festa. Avrebbe voluto soltanto spegnere tutto e dimenticare chi fosse, almeno per un po…

Ora a casa Olivia non trovava più il figlio: lui aveva deciso di vivere da solo, ma evidentemente non ci riusciva. Lì però laspettavano frigorifero, divano, tv e soprattutto il suo pappagallo Lucio lunico maschio che ascoltasse davvero le sue lamentele.

Prima lo faceva in silenzio e con pazienza, ultimamente invece parlottava parecchio: toccava coprirlo con il tovagliolo scuro; ma da sotto il tessuto si sentiva ancora Basta stronzi!, Che vadano tutti… e Mangiamo, dai, Lucio; ultimamente sera aggiunto anche Stai zitto, rompiscatole!

Divano, televisione e un piatto di bontà: ecco il paradiso della quarantacinquenne comandante dei Carabinieri di Reggio Emilia, Olivia Guseppi. Chi avrebbe potuto disturbarla? Le indagini le portava avanti senza problemi, la mente da investigatrice non tradiva; alle sciocchezze pensavano i sottoposti; sul luogo del delitto arrivava con auto di servizio.

Da un po nessuno pretendeva le prove fisiche dai dipendenti del distretto, solo statistiche sulle indagini risolte e un po di lavoro pedagogico, facile da archiviare come già svolto in accordo con le associazioni.

Stasera, però, Olivia era rientrata agitata dalla Questura.

Vanno tutti a quel paese…! Dai, mangiamo! annunciò il pappagallo dalla cucina.

Solo tu mi capisci, Lucio, Olivia aprì il frigo e ci gettò lo sguardo. Eccoci! Cotolette con pasta e uva!

Si muoveva ondeggiando, sempre col desiderio di sedersi, meglio sdraiarsi, e farlo con il piatto caldo appoggiato sulla pancia. Il miglior momento della giornata!

Mise la padella sul fuoco, gettò dei crostini amava la pasta saltata con crostini ma squillò il telefono.

Olivia Giuseppe, buonasera! Disturbo?

Era un collega della Procura: avrebbe voluto rispondergli di sì, tantissimo. Ma non lo conosceva abbastanza per dirglielo apertamente.

No, dica pure, Alberto Grigorini.

Mi è arrivata voce che lei starebbe per lasciare. È vero?

Eh le notizie nelle nostre forze volano sempre.

No, Grigorini, non è vero. Mi hanno proposto, ma non ho deciso nulla ancora.

Ah, quindi il suo superiore mi ha informato male, chiedo scusa. In ogni caso, se decide, mi tenga aggiornato. Mi sta a cuore per motivi personali: mio genero ha qualche problema in zona, cerchiamo una soluzione…

Certo, certo, frattanto i crostini bruciavano e Olivia masticava la cotoletta.

Che situazione fastidiosa! Anni passati al distretto! Tanti ringraziamenti, tante vite salvate… E appena accenni a voler andar via, tutti chiamano, nessuno trattiene, ma nemmeno ti lasciano in pace. Come mosche.

Già si dividono il suo posto, quei traditori!

Scaldata la pasta, Olivia la tagliò e la rovesciò nella padella. Lolio schizzò, si scottò una mano, lanciò la paletta con rabbia e cadde sulla sedia, massaggiando il polso rosso.

Avevano rovinato lumore!

Basta stronzi! Basta stronzi! gridava Lucio, posato sul frigo.

Vero…, canticchiò Olivia, ficcando la mano sotto il rubinetto.

No, il rito della cena sul divano nessuno glielo avrebbe tolto. Mangiare piano, allungando il piacere. Il problema è che appena accendeva la tv la mente scappava.

E se andassi davvero a Roma Di sicuro li sorprendo tutti. Ma chi mai? Qui aspettano già il mio posto. E se invece Collina non sarà proprio contento di vedermi così? Da anni non vado nemmeno alla reunion degli ex: sono ingrassata, preferisco mi ricordino diversa.

No, nemmeno allora era magra. Ma era in forma. Probabilmente si distingueva per il suo cervello rapido e il carattere; era sempre pronta nei seminari e aiutava tutti.

Il prof di diritto romano al primo anno, Gribanov, era un vero incubo. Alla domanda Da chi cominciamo? col tono nasale, tirava fuori: Iniziamo da Panini!

E lì Olivia si alzava pure se non era stata chiamata davvero. Colleghi ridevano, ma lei il terrore di Gribanov se lo portava addosso. Così era nata la storica Panini, quella che inizia sempre.

Forse, a parte Gribanov, nessuno laveva mai davvero spaventata. Avevano una gran bella classe: ancora oggi ogni tanto si sentivano, ma alle foto non ci teneva.

Più pensava, e più le sembrava che la sua vita stesse diventando piatta e monotona. Anche i casi criminali ormai erano tra simili.

E suo figlio Pietro? Almeno aveva trovato una ragazza, Caterina, e ora convivevano. Se avesse accettato il trasferimento, magari tornavano nel suo appartamento…

Dio, il mio divano, questa casa… Non potrei mai lasciarli. O forse sì…

Malefico Collina, piombato nella sua vita! Ma più di tutti, avrebbe sorpreso se stessa con questa scelta.

Chissà, forse era ingrassata proprio perché stagnava lì.

Le idee di dieta le venivano puntualmente dopo aver mangiato. Adagiata già sul divano, solo una seconda ciotola duva lavrebbe mossa.

***

Ighino… Da voi bisogna passare prove fisiche? Perché non scherzavo con i chili…

Ti trovo una sedia più robusta? Ma tu sai che a me serve la tua testa, non i tuoi chili…

Io non li voglio, i chili. Ma…

Sei pesante! Sbrigati a passare in ufficio! Qui ci aspettano grane vere, Livia! Te lo giuro, li perdi i tuoi chili.

Non sarei contraria, ma il mio corpo trattiene tutto quello che trova…

Hai letto bene il ruolo? Sai che non è un incarico semplice, diventò serio Collina, Qui fanno gola i posti, lo sai. Tutti sognano la posizione. Tu no, non hai nessuna grande ambizione?

Io? La sola ambizione che ho è dimagrire.

E qui ci riuscirai, scommetto: ti farò lavorare come mai!

E dopo? A cosa servirà la vita senza ambizioni?

Alla fine, a occhi chiusi, Olivia prese coraggio e si preparò per Roma. Prima però scrisse la domanda di ferie, così poteva tornare indietro se voleva. Neanche offrì casa al figlio: il suo pensiero principale era Lucio.

Pietro, allora come va?

Tutto ok, mamma. Siamo qui che guardiamo un film pazzesco.

Tanto per cambiare, la vostra vita è sempre una festa…

Mè, basta prediche. Che cè, perché chiami? Vuoi i soldi?

Non sarebbe male, ma… ti perdono se ti prendi Lucio per un po. Devo andare a Roma.

Per quanto?

Non lo so ancora.

La nonna lo sa? Siamo andati da lei, non ha detto niente.

Siete stati da nonna? Per fortuna non le è venuto un infarto…

Mammà…

Ok, zitto. Passa a prendere il pappagallo e il suo mangime… Lui ti capisce meglio di tutti.

Ma insulta ancora? Le parolacce sempre…

Succede, ma ormai è raro.

Caterina si scandalizzerà.

Oh, figurati…

La ragazza di Pietro non piaceva per nulla a Olivia: già lei non era remissiva, ma quando aveva visto per la prima volta quella ragazza con tatuaggi su collo, spalle, braccia, gambe e probabilmente in ogni parte nascosta… parlava con voce da bambina zuccherosa, si spacciava per stilista invece che semplice parrucchiera… e fumava.

Ma sì, una così si scandalizza davvero per una parolaccia!?

Già suo figlio aveva deciso che, dopo il militare, non avrebbe studiato: Mi metto in affari! Che affari? Chissà. Trafficavano col computer. Tutto incomprensibile a lei.

Avevano litigato tanto, fino a interrompere ogni rapporto per un mese, poi Olivia aveva ceduto, chiamandolo lei per prima. Però a casa non lo aveva più rivoguto; che imparasse a cavarsela. Una volta a settimana veniva a pranzo da lei, lei qualche soldo glielo passava in prestito , si aggiornava e poi spariva di nuovo.

Così Pietro si portò via Lucio: il pappagallo si imbronciò, raggomitolato, più dispiaciuto del figlio alla partenza di Olivia.

Ad accompagnarla alla stazione fu il capitano Andrea Coli, la sua destra. Portava la valigia, raccontandole di un incidente notturno su via Garibaldi.

Dai, Andrea, resistete. Ora tocca a te, io vado a vedere come gira il mondo romano.

***

Arrivò a Roma di mattina presto. Collina aveva annunciato che avrebbe mandato qualcuno a prenderla, ma allultimo si presentò lui in persona.

Sul binario Olivia con valigia e borsa, Collina correva cercando i numeri dei vagoni, in borghese, snello, elegante col suo completo blu. Passò oltre, poi tornando indietro, la guardò: non la riconobbe.

Bisogna dire che Olivia aveva provato ad apparire al meglio. Prima di scendere, un velo di trucco, la tuta nuova grigia con lungo cardigan. Ma i capelli… niente piastra, non si poteva, erano rimasti fini e spenti. Quando Collina la guardò senza riconoscerla, le bruciò.

Oh, dandy romano, apri gli occhi!

Collina si focalizzò sul suo volto. Le sopracciglia si sollevarono.

Oh… Olivia! Non ti avevo riconosciuto.

Le persone care si riconoscono dagli occhi. Te lavevo detto che ero ingrassata. Allora, biglietto di ritorno me lo paghi tu?

Il biglietto? Che scherzi! Che bello, Panini! E la abbracciò, stringendola. Olivia gli arrivava poco sopra la spalla. Ma sei davvero aumentata, ragazza mia…

Maleducato!

Lo so. Ma almeno dico la verità. Scusa! Prese valigia e borsa. Forza, si va!

Uno resta cafone anche chiedendo scusa… borbottò Olivia.

Seguì Collina, nervosa per quellincontro. Meno male che non aveva accettato subito il trasferimento! Avrebbe fatto un salto, poi ritorno… nel suo ufficio di provincia, sul suo amato divano. No, quella Roma caotica non faceva per lei!

Dobbiamo trovare il lato positivo dei tuoi chili.

Esiste pure?

Certo. Stanotte dormi da noi. Mia moglie non è gelosa.

Ah, ti ringrazio, ora sto meglio…

Ero davvero così cambiata che uno non mi riconosce? Certo, da studentessa pesavo la metà, ma sono passati anni…

Olivia arrancava, Collina alternava la valigia, la aspettava. Il parcheggio era lontano.

Mia moglie sta già pensando dove portarti per vedere Roma: ti fa la visita culturale. Tu cosa vorresti?

Uno zoo…, rispose Olivia, ansimando tra la folla.

Me lo sentivo! Le ho detto: Lasciala lavorare.

Non era convinta di restare.

Sul piazzale cera una Volvo grigia metallizzata, si infilò con un sorriso compiaciuto.

È tua?

Ecco…

Sei corrotto?

Ho risparmiato…

Va bene…

Sistemò le valigie nel bagagliaio e le aprì la portiera.

Vero che ti conosco fin troppo, quindi tanto vale. Casa della moglie, comprata vendendo leredità. Pure lei ha la sua macchina. Che non ti venga in mente di invidiare!

Bella casa, allora…

Sul serio, vicino Roma.

Presa la strada, tornò serio:

Qui stipendi nettamente più alti. Premi pure in denaro, Olivia…

Cioè?

Lo scoprirai. E non ti mancherà il resto, credimi… e guardò il suo ventre, come volesse includere i suoi chili.

E la casa?

Ah, giusto! La sistemazione ufficiale te la danno solo una volta assunta. Ma è già libera, vicino a noi. Cè solo un maresciallo, sta per trasferirsi. La casa è tua. Brava persona, Vittorio Lattanzi. Sa che arrivi oggi.

In che senso? Dovrei conviverci?

No, no… Magari lascerà ancora qualcosa, ma si sposta da un amico. Nessuno si avventurerà sul tuo prezioso corpo, non temere!

Che peccato! Speravo…

Lui sorrideva.

In realtà non era andata così male: sì, battuta pesante sui chili, ma diceva la verità. Daltra parte, si era dato da fare per coinvolgerla, aveva mosso mari e monti. Vederla così doveva essere stato un colpo per lui.

Senti, Igino. Non so se accetterò. Dammi tempo. Non sono poi così preziosa, dammi il modo di vedere… Magari qui non mi trovo.

Lui la guardò di sbieco.

Mi sembri già in fuga. Racconta, Panini! Ti aspettano grandi cose qui! La fortuna sorride agli audaci, dicevi sempre. Non mi riconosco, pensavo tu fossi la più coraggiosa. Nemmeno Gribanov ti faceva paura.

Olivia rise per la prima volta. Alluniversità aveva davvero grinta, le indagini le sgranocchiava. E aiutava pure Collina. Mai avuto il coraggio di urlare. In pratica, erano stati amici inseparabili.

Alla loro palazzina ci volle un po. Lui era di corsa, la lasciò alla moglie e sparì.

Lisa, la consorte, biondina taglia quarantaquattro, una casalinga volitiva, volteggiava tra pavimenti bianchi lucidi, piante esotiche ed elettrodomestici futuristi.

Gigi ti aspettava! Ha convinto Mirabelli a volerti qui!

E Mirabelli…?

Lamministrativo centrale.

Capito… Grazie comunque, vedremo come va.

Le diedero una stanza per sé. Si fece la doccia, Lisa fu gentile, di una semplicità che non ti aspetti da una così bella. Le figlie, due ragazze, erano in gita danzante.

Hai proprio fortuna con Lisa, Gigi, sospirò Olivia dopo pranzo. Non voleva crollare a dormire subito, si vergognava un po…

Sì, ma siamo ancora con il mutuo. Roma è cara, gli affitti qui…

Lo so, anchio ci penso…

Possiamo darci del tu?

Ma sì, certo.

Accetta. A me non cambia, ma a Gigi… Qui cè uno che brama il tuo posto, uno che lui detesta. Lecchino dei capi, una zeppa inutile.

Già, conosco il tipo…

Di te mi parlava spesso. Fossero tutti come la Panini.

Guseppi…

Sì, giusto. Gigi ora dice che qui in polizia ci sono troppi raccomandati, senza formazione e senza intuito. E i casi seri non li portano mai a termine.

Lisa, tu invece lavori?

Io? Non te lha detto Gigi? Ah, già, per lui non è lavoro: hobby. Sono allenatrice in palestra, nutrizionista… Alza le sopracciglia, uno sguardo malizioso…

No, lascia stare… Ce la faccio anche da sola.

Pazienza! Sarebbe bello però farti una consulenza…

Preferirei riposarmi ora…

Doveva ancora decidere che fare. Si riposò, e la sera stette in terrazzo con Collina per ore. Parlarono del lavoro al nuovo reparto, dei pro, dei contro. Collina fumava, masticava la sigaretta di continuo. Non prometteva ricchezze. Olivia finalmente colse tutta la sua fiducia nei suoi confronti.

E cosa pensi di fare ancora nella tua Reggio Emilia? Fine della storia, pensione, ingrassamento. Qui invece cè futuro. Roma ti cambierà, Panini, devi rischiare una nuova vita. Allora?

E a quel punto, Olivia Giuseppe non era più arrabbiata con quel cafone.

I casi della sua nuova sezione scuotevano profondamente lanimo di madre: si occupavano delle ripetute scomparse di minori a Roma e provincia. Forse questi fatti non erano collegati, ma la situazione ormai obbligava la Procura Centrale a creare una squadra speciale.

Forse… era davvero il momento di ricominciare. Di nuovo.

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