Ricordo ancora quei giorni, quasi un secolo fa, quando Marco rientrò da una festa aziendale a Milano verso lalba. Sua moglie, Ginevra, aveva finito di dormire profondamente, e lui, gettandosi accanto a lei sul letto, si addormentò subito, cullato dal silenzio della casa.
Al mattino, alzandosi, Ginevra scoprì sul camice di Marco un rossetto rosso fuoco, rimasto lì da qualche avventura notturna. Proprio in quel momento il cellulare di Marco vibrò: un SMS.
Senza esitazione Ginevra afferrò il telefono e lesse: «Buongiorno, amore mio!». Il messaggio la lasciò senza parole; non si aspettava un simile gesto da parte del marito.
Quella era la decima primavera di un matrimonio felice. La coppia aveva due figlie incantevoli: Chiara, di cinque anni, e Federica, di nove, ancora immerse nei sogni nella loro cameretta.
Per un attimo Ginevra provò a scatenare una lite, ma si trattenne, ricordando che una discussione improvvisa avrebbe potuto aprirle porte inaspettate. Se Marco fosse andato via, chi avrebbe potuto curare da sola due bambine?
Si diresse verso il bagno, si lasciò andare alle lacrime e si rimise in ordine. «È più semplice», pensò, «fare una scenata, ma in questo caso potrebbe aprire la strada al tradimento. E se lui decidesse di andarsene, come farei io a crescere due bambini?».
Dopo una doccia rinvigorente, si asciugò i capelli con il phon, si pettinò con cura e poi iniziò a preparare la colazione. Marco si svegliò più tardi, verso mezzogiorno.
Che fatica, sbuffò, stiracchiandosi sul tavolo.
Vuoi che ti prepari un caffè? gli offrì Ginevra con un sorriso forzato, facendo un grande sforzo per non mostrare il suo turbamento.
Una volta servito il caffè, Ginevra gli chiese: Marco, domani non ti fermerai tardi al lavoro? Ho il turno pomeridiano e devo andare a prendere Violetta allasilo.
Certo, certo rispose lui, cercando di rassicurarla.
Ginevra era parrucchiera in un salone del centro. Il giorno dopo, uscita dal secondo turno, tornò a casa con una scatola di cioccolatini.
Ti è venuta voglia di dolci? le chiese Marco, curioso.
È un regalo di uno dei clienti. Mi ha sempre tagliato i capelli, così ha pensato di farmi un piccolo pensiero.
Marco, agitandosi con la scatola in mano, commentò: Questi cioccolatini non sono a buon mercato! Perché li hai accettati?
Marco, che cè di male? Non mi ha chiesto di uscire, è solo un gesto.
Il discorso si spense lì. Qualche giorno dopo, Ginevra rientrò dal lavoro con un mazzolino di fiori freschi.
È lo stesso cliente, è vero? le chiese Marco, dal corridoio.
Marco interruppe Ginevra ieri eri rimasto fuori orario, ma non ti ho chiesto dove fossi né con chi. E ora mi porti solo un mazzo.
Quando, terminato il secondo turno, Ginevra uscì dal salone, trovò Marco ad attendere alluscita.
Marco, hai lasciato le bambine da sole? si preoccupò.
Niente, le ho messe a letto. Ho pensato di incontrarti in macchina.
Ma è a cinque minuti a piedi, obiettò Ginevra.
Tornati a casa, Marco le disse: Ginevra, posso venire a trovarti sempre dopo il secondo turno?
Che vuoi dire? Stai diventando geloso o cosa?
Sì, lo sono, confessò Marco. Gli uomini non fanno regali così alla leggera.
Va bene, accetto, rispose Ginevra, sorridendo. Mi fa molto piacere la tua attenzione. E, ad essere sincera, anche io ti invidio quando lavori ore extra. È come se avessi trovato qualcun altro.
Lo dirai quando vuoi! Io non ho bisogno di nessuno se non di te. E per fortuna i problemi al lavoro si sono risolti; hanno installato nuovi programmi sul computer, così riesco a finire tutto durante lorario e non avrò più straordinari, la rassicurò Marco.
Con il tempo, la fiducia ritornò nella loro famiglia. Eppure, qualche volta, al rientro dal lavoro, Ginevra deponeva sul tavolo unaltra scatola di costosi cioccolatini. Quando Marco la guardava con un tono rimproverante, lei rispondeva con un sorriso: I miei clienti mi offrono questi dolci con il cuore, non posso rifiutarli.
Così, tra un cesto regalo e un mazzo di fiori, la loro storia continuò a intrecciarsi, ricordandoci che anche i segreti più dolci, se non vigilati, possono far crescere ombre nei cuori più sinceri.







