Il cardiologo Braginelli arriva in una rinomata località termale per rilassarsi: decide di farsi la barba e prepararsi per la serata. Insomma, per chi ha passato i 40 e si vuole ancora divertire. Anche se lui ha superato i 60 – ma chi mai se ne accorgerebbe?

Il cardiologo Bartolomeo Bragaglia era arrivato al sanatorio di Montecatini Terme per rilassarsi. Aveva deciso di radersi, cambiarsi e scendere al ricevimento serale. Dopotutto, chi ha superato i quaranta anni deve pur badare alle apparenze. Anche se lui aveva più di sessantannima chi ci avrebbe fatto caso?

Allimprovviso, nella stanza, piomba una donna. Per descriverla ci vorrebbero le mani e la lingua di un vero scultore rinascimentale. Sarebbe ideale per fare educazione artistica: muovere sopra di lei una bacchetta e spiegare, la donna è composta da

Esclamava con voce squillante: che fortuna, che proprio leminente cardiologo si trovasse lì! Perché allambulatorio, in quel preciso istante, il fattore portava un malato grave, mentre il cardiologo ufficiale del sanatorio si trovava fuori servizio. Nessuno pianifica un infarto a mezzanotte Ma in questo stesso istante, il famoso cardiologo!

Bragaglia si sentì preso in un déjà-vu surreale, come se la scena si stesse ripetendo. Era chiaro che liberarsi della situazione era impossibile. Lei pesava almeno centocinquanta chili, e al centro del viso spuntava un rossetto vermiglio, come il sigillo dellInquisizione sulla faccia di un cherubino impolverato. Simili donne non cedono terreno. È perfettamente inutile argomentare che anche un cardiologo-mago resta impotente, se in squadra ha solo il fattore e uninfermiera agghindata come una Befana seduttrice di Natale.

Corre in ambulatorio. Il fattore agita le mani e la barella, sopra la quale giace un uomo barbuto, magro e dal volto affaticato, schiacciato dalla sua cartella clinica. Pareva uno studente delle medie con la testa da boscaiolo. Questo tipo umano si trova spesso tra ricercatori anziani.

“Delira”, dichiara il fattore. Ripete sempre: rosa, rosa. Si crede in un negozio di fiori!

Linfermiera prende la pressione e scuote la testa: è gravesettantanni a cinquantama sembra diminuire di secondo in secondo. Dice che quella non è una pressione, ma le misure di braccia e gambe. E improvvisamente comincia a ridere. Bragaglia è percorso da brividi freddi. Nella cartella cè scritto che per il paziente 180 su 100 è solo il riscaldamento.

Bragaglia cerca qualcosa dutile nella stanza, quando sente un rumore insolito per quellambiente. Linfermiera piange sommessamente. Bragaglia le chiede, Eh? Lei risponde, Mi fa pena quelluomo

Un turbamento vago lo invade.

Adrenalina!ordina, mentre si disinfetta le mani.Sai almeno cosè? E dove va messa?

Oh, come mi fa pena luomopiagnucola linfermiera, accasciandosi allo stipite in lacrime.

Bragaglia prende la siringa e fa tutto da solo. Il fattore lo guarda sgomento: non aveva mai visto un ago del genere, con cui si sarebbe potuto sfidare capitani pirati. Non conosceva fondoschiena che non sarebbe sobbalzato alla vista. Gli occhi del fattore sembrano socchiudersi; barcolla, grigio e confuso, mentre nellangolo linfermiera si dispera. Dovrebbe forse schiaffeggiarla, pensa, ma meglio evitare, potrebbe innescare un riflesso che la scaglierebbe fuori dalla finestra, giù dal terzo piano con le tegole.

Bragaglia pensa: Andate tutti al diavolo, trova un punto nellincavo del petto e affonda lago. In quel momento il fattore crolla giù come un pilastro.

Oh, povero fattore!urla linfermiera.

Ma siete impazziti?!grida Bragaglia.Dovè lammoniaca?

Moriranno?… Moriranno!… Non potrei mai sopportarlo con questi miei occhi!…

Sul tavolo troneggia una lampada di ghisa, pesante almeno cinque chili. Raffigura David che cura il leone dallangina. Bragaglia pensa di stenderli tutti con quella, ma ci ripensa e ordina di finirla con quelle sceneggiate. Perché ormai non si capisce più chi deve curare chi.

Ordine!strilla.Disciplina e calma!

E allimprovviso il malato sulla barella si mette a sedere con occhi ancora chiusi.

Per favore, non fate i monelli, signor uomo, lo riprende severamente linfermiera, gli poggia la mano sulla fronte e lo schiaccia di nuovo giù con determinazione. Lammoniaca è nellarmadietto, ovvio.

Il fattore era ormai così distante che non gli si percepiva più il polso. Dalla barella cade nuovamente la mano barbutissima del malato: è tornato nellombra. Così non va! pensa Bragaglia.

Fate massaggio!grida, trascinando il fattore per la gamba da sotto la barella.

Linfermiera rovescia il malato a pancia in giù, si tira su la gonna ed è pronta a scavalcare la barella.

Massaggio cardiaco! Non dategli la morte, sciagurati!si dispera Bragaglia.

Linfermiera ribalta il paziente, si siede sopra di lui, la barella geme e Bragaglia sente un sinistro schiocco. Intanto al fattore mette il cotone allammoniaca nel naso. Linfermiera pigiava 150 chili di vivo peso su un uomo da sessanta. Dal poveretto laria fuoriusciva come da una camera daria bucata.

Bragaglia solleva il fattore per il braccio: era molle come un polpo, senza una linea retta. Ovunque lo afferrasse, slittava via. Lo trascina verso una poltrona e lo fa sedere. Intanto linfermiera sta per sbriciolare il barbone.

La afferra, le mette lammoniaca sotto il naso e la siede accanto al fattore. Sono due uccellini spennacchiati. Nel naso il cotone, uno con i pantaloni a metà gamba, laltra con la gonna alzata in vita. La squadra demergenza. Ma lammoniaca non ha effetto.

Allimprovviso il malato si risolleva come lo schienale di una poltrona, occhi sempre chiusi, e gira lentamente la testa verso la poltrona. Il fattore, vedendo ciò, cambia idea e crolla faccia avanti. Bragaglia nota che, nel punto di contatto tra fronte e pavimento, si irradiano strane linee come raggi su una piastrella.

Amici mieidice il malato senza aprire gli occhi.Vi prego, non curate più

E racconta, con voce distaccata e calma, dessere ipoteso dalla nascita. Al primo temporale si sgonfia come un palloncino, alle nevicate scivola sul pavimento da un angolo allaltro. Non è colpa sua, è nato così. La sua pressione normale è 80 su 50, a volte anche meno. E in quei momenti una tazzina daromatico espresso risolve il problema. Non invece lessere schiacciato da una donna robusta, con una collana fatta di palle da biliardo. Aveva persino pensato che sarebbe morto. Si figurava Rosina tornare dal bagno e trovarselo esanime. Lei malata, lui da seppellire.

Bragaglia si sentì improvvisamente vecchio. Afferrò la cartella: Rosa Leoni. Gli venne in mente che, andando al sanatorio, aveva pensato: Conoscerò una bella donna toscana magari si combina qualcosa! E ora invece, addio qualsiasi ispirazione.

Ma questa?chiede mostrando la cartella allinfermiera.

La cartella clinica, risponde lei, fissando il vuoto, ciuffetto di cotone che pende dal naso.

Ma questa non è Rosa Leoniosserva Bragagliasemmai Leone Rossi!

In qualità di medico curante, avrebbe dovuto notare la differenza

Ma che cas!

Signori, spiego iointerviene il paziente.Mia moglie è qui, ho portato a Rosina dello yogurt

Lei è andata in bagno lasciando la sua cartella accanto. Improvvisamente mi sono sentito male, e quelluomo qui mi ha preso come un sacco di patate e mha tirato sulla barella. E ora eccomi qua. Prima stavo malissimo, ora sto benissimo. Tutto grigio-blu attorno ma io sono vivo. Se mi si accendesse sotto una fiamma adesso, me ne andrei in orbita passeggiando nello spazio. Sto così bene. Non so che cosa abbia iniettato il dottor Bartolomeo, ma credo che non dormirò per almeno dieci anni. Un buon presupposto per scrivere un nuovo trattato scientifico.

Ho una proposta, dice linfermiera, dopo che luomo con lo yogurt è uscito. Qui non è successo niente, capito?

Bragaglia vorrebbe colpire, questa volta sì, ma lei lo batte sul tempo:

Il fattore lo gestisco io.

E così Bartolomeo Bragaglia, al sanatorio, non è mai riuscito a fare conoscenzeBragaglia guardò quella donna iridata e il fattore ancora semisvenuto, laria impregnata dammoniaca e di commedia allitaliana, e per la prima volta dopo anni rise. Una risata piena, sgranata e sincera, così rara in un cardiologo abituato ai ritmi del cuore altrui.

Poi radunò le forze, aggiustò il colletto spiegazzato e disse:

“Forse, dovremmo brindare,” propose, sentendosi inaspettatamente giovane, “alla salute futura, allamore, allipotesi e allipertensione! E allo yogurt che salva vite.”

Linfermiera e il fattore, ancora traballanti, lo fissarono perplessi. Ma sopra la porta, apparve proprio leiRosina in personaprofumata dacqua di colonia, la cartella clinica finalmente al suo posto, un sorriso appena accennato. Si avvicinò, tendendo lo yogurt come se fosse il calice di una nuova stagione.

Fu così che, nel cuore della notte, il sanatorio divenne il teatro di una festa silenziosa: il fattore sussurrava versi campagnoli, linfermiera confessava la sua paura delle barelle, Rosina raccontava di rari casi clinici in paesi lontani e Bragaglia, tra un brindisi e laltro, lasciava finalmente la sua solitudine al di là della porta chiusa.

Sotto la lampada di ghisa, con i pazienti e i guai ancora alle spalle, Bartolomeo capì: il vero cuore batte dove pulsano il coraggio e il ridicolo. E spesso, guarire significa semplicemente accettare che la vitacome una pressione capricciosanon si lascia domare, ma solo abbracciare in mezzo al caos, ridendo.

E quella notte, a Montecatini, fu proprio così.

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Il cardiologo Braginelli arriva in una rinomata località termale per rilassarsi: decide di farsi la barba e prepararsi per la serata. Insomma, per chi ha passato i 40 e si vuole ancora divertire. Anche se lui ha superato i 60 – ma chi mai se ne accorgerebbe?
Un miliardario riconosce la sua collana scomparsa al collo di una ragazza povera: la sua reazione lascia tutti a bocca aperta!