Lunico nostro figlio ci lasciò senza parole quando disse che voleva sposarsi aveva appena compiuto ventidue anni. Io e mio marito decidemmo di non opporci: anche noi ci eravamo sposati prestissimo, lui aveva festeggiato da poco il ventiduesimo compleanno e io ne avevo diciannove. Forse il destino si ripete. A dire il vero, la futura sposa ci piaceva molto: Francesca studiava con nostro figlio alluniversità, erano nella stessa classe. Quando diventò chiaro che per loro era cosa fatta, cominciammo i preparativi per la grande festa. E come si deve, decidemmo che a nostro unico figlio bisognava organizzare un matrimonio indimenticabile.
Seguendo la tradizione, io e mio marito andammo a conoscere i genitori o meglio, la madre di Francesca, che sarebbe diventata nostra nuora. Della ragazza conoscevamo poco: solo dai pochi incontri con nostro figlio. Sapevamo solo che lei viveva con la madre in un piccolo paese vicino a Bologna. Decidemmo quindi di andare a chiedere ufficialmente la mano.
Avvisammo per tempo la signora che saremmo arrivati da loro, si sa, queste cose non si fanno allimprovviso. Mio marito comprò un bel mazzo di fiori, io preparai una torta fatta in casa, e così partimmo, un po emozionati, verso il paesino.
Quando arrivammo, la prima cosa che ci colpì fu il cortile: perfettamente pulito, ordinato, pieno di fiori colorati. Anche la casa, pur essendo antica, trasmetteva un senso di cura e calore. Allingresso ci accolse la futura consuocera, Lucia, una donna dal sorriso dolce e dai modi gentili: ci conquistò subito. Lucia ci invitò a tavola; la cena era deliziosa, si vedeva che aveva preparato tutto con tanto amore. Passammo una bella serata, e uscimmo pensando quanto fosse una donna in gamba. Tuttavia, non riuscimmo a trovare un accordo sul matrimonio. Lucia fu chiara fin dal principio: non aveva abbastanza soldi per una festa di nozze. Quei suoi occhi sinceri, colmi dimbarazzo, mi strinsero il cuore. Francesca si rabbuió, e anche nostro figlio Giovanni rimase deluso voleva questo matrimonio solo perché conosceva il sogno di Francesca di vedere una vera festa.
Io e mio marito decidemmo di non rinunciare: promettemmo a nostro figlio che avremmo organizzato tutto noi. Se il destino aveva voluto così, dovevamo seguirlo.
Dicemmo a Lucia di prendere pure i suoi invitati importanti: nessuno sarebbe venuto a mani vuote. I regali soprattutto le buste sarebbero serviti a coprire il costo dei loro posti al ristorante. Inizialmente, Lucia era restía, ma alla fine riuscimmo a convincerla a sostenere i ragazzi. Proprio pochi giorni prima del matrimonio, ricevemmo una visita inaspettata: Lucia si presentò alla nostra porta, occhi bassi, con unespressione tesa. La invitammo a sedersi, ma lei rimase per qualche minuto in silenzio, poi estrasse dalla borsa una busta bianca piena di soldi. Aveva acceso un prestito in banca per poter contribuire alla festa. Cercammo in tutti i modi di dissuaderla: non volevamo che si indebitasse, conoscendo la loro vita semplice e sincera. Ma non ci fu verso: aveva deciso e ormai, disse lei, non poteva più tornare indietro.
Il matrimonio fu un vero trionfo.
I ragazzi raggiante, pieni di felicità. Ma la serata regalò anche unaltra sorpresa: Lucia, che conoscevamo come madre devota e donna semplice, si trasformò completamente davanti ai nostri occhi. Vestito elegante, trucco sobrio, capelli raccolti con finezza era bellissima, e tutti la notarono. Tra gli ospiti anche mio fratello minore, Marco, quarantasei anni, divorziato e da anni trasferito a lavorare a Milano. Era tornato apposta per il matrimonio del nipote. Durante tutta la festa non smise mai di guardare Lucia con occhi diversi, e alla fine serata mi confessò che avrebbe voluto fermarsi ancora un po in Emilia.
Non ci misi molto a capire il motivo.
La domenica successiva partimmo di nuovo per il paese di Lucia, questa volta per chiederle la mano, ma per mio fratello. Tra Lucia e Marco scoccò subito qualcosa di vero: si sposarono pochi mesi dopo e poi mio fratello portò la nuova moglie con sé a Milano. Così, la mia consuocera diventò anche mia cognata. E posso dire davvero, con il cuore, che Lucia è una donna straordinaria che si è meritata a pieno la sua felicità.



