Invidia sul filo del rasoio

Invidia al limite

Sì, proprio quello che ci vuole! Non capirà mai che davanti a lui non cè la sua fidanzata…

Arianna sta davanti allo specchio, osservando con attenzione il proprio riflesso. Solleva lentamente la mano e, con un gesto delicato, sistema una ciocca ribelle dietro lorecchio. Il cuore accelera impercettibilmente: quello che vede va oltre ogni aspettativa. Trucco, acconciatura, espressione: ogni dettaglio sembra calcato alla perfezione. Arianna trattiene quasi il respiro: se aggiungesse anche il vestito preferito della sorella, persino la loro mamma probabilmente non sarebbe in grado di distinguerle a prima vista.

La consapevolezza la fa sorridere, anche se subito si ricompone e dà unocchiata rapida allorologio sulla libreria. Le lancette scorrono inesorabilmente verso lora fissata: tra venti minuti Alessandro sarebbe arrivato. Arianna avverte una leggera tensione crescere dentro di lei. Deve andare tutto alla perfezione: nessun gesto di troppo, nessuna sfumatura fuori posto! Se anche solo per un attimo Alessandro dovesse insospettirsi, tutto il suo elaborato piano crollerebbe allistante. E in quel caso, Francesca avrebbe vinto ancora una volta, come già troppe altre.

Prende un respiro profondo, cerca di calmare il lieve tremore, poi si avvia verso la porta. Quando il campanello suona, Arianna è già sulluscio, pronta a recitare la sua parte. Apre con decisione e, vedendo Alessandro, si trasforma. Il volto si illumina di un sorriso lieve, quasi etereo, e negli occhi si accendono sbarazzini riflessi di complicità.

Ale, ciao! esclama con voce morbida e controllata, come se avesse pesato ogni parola.

Senza attendere risposta, solleva appena i piedi e gli dà un bacio leggerissimo sulla guancia. Deve essere tutto come ha studiato: né di più né di meno. Niente deviazioni, solo ciò che richiede la sceneggiatura.

Vieni, ti va un caffè? gli propone, facendosi di lato e invitandolo a entrare con noncuranza. La voce suona spontanea e affettuosa, come a voler mascherare lartificiosità dellincontro.

Lui aggrotta appena la fronte, come se cercasse di cogliere un senso nascosto nei suoi comportamenti. Un attimo dopo, però, sulle sue labbra spunta un lieve sorriso: improvvisamente capisce la situazione. Tuttavia, questa consapevolezza solletica solo la sua curiosità. Cosa avrà in mente la sorella della sua fidanzata? Perché si impegna tanto a imitare Francesca? Deciso a non scoprire le carte, annuisce e segue Arianna allinterno.

Nel frattempo Arianna si muove nervosamente per la cucina. Le guance già le fanno un po male per quel sorriso innaturale che si sforza di tenere. I gesti sono svelti e precisi: mette tazze e cucchiaini sul tavolo, lancia rapidi sguardi verso una bottiglia di vino rosso riservato che attende sullo scaffale. La bottiglia è lì proprio per loccasione giusta: il momento in cui chiedere ad Alessandro, con naturalezza, se gli va di rilassarsi con un bicchiere.

Arianna sa bene che di solito Alessandro beve pochissimo lalcol non gli fa bene. Ma, in unatmosfera amichevole e tranquilla, ogni tanto si permette un calice. È esattamente quello che serve a lei: che si sciolga un po, che abbassi la guardia. Solo allora potrebbe funzionare.

Mentre si occupa della moka, Alessandro si siede e incrocia le braccia, osservando ogni mossa con curiosità mista a una vena di ironia. Alla fine, rompe il silenzio:

Ari, spiegami: perché tutto questo? E Francesca dovè? Se questo è uno scherzo, non è tra i più geniali.

Lei si irrigidisce per un attimo, indecisa sulle parole. Una leggera esitazione le attraversa lo sguardo, ma subito si riprende, costringendo le labbra a una smorfia naturale:

Come fai a essertene accorto, se posso chiedere? E no, non è una burla. Piuttosto, un esperimento. Francesca non ne sa nulla.

Alessandro alza un sopracciglio, rigirando la tazzina tra le mani. È curioso, ma non vuole mostrare troppo interesse aspetta che sia Arianna a rivelare i propri piani.

Eppure siete così diverse, pur essendo gemelle osserva lui inclinando un po il capo. Comè possibile confondervi?

Senza attendere risposta, tira fuori il telefono, scrive rapidamente un messaggio a Francesca per sapere dove sia. Lo schermo si illumina un attimo, poi si spegne.

Quindi, qual è lo scopo dellesperimento? domanda di nuovo, mentre rimette via il cellulare.

Arianna si muove a disagio sulla sedia, abbassando lo sguardo nella tazza di tè. Fa un piccolo sorso, prende fiato e si lancia in spiegazioni:

Vedi, ci confondono in continuazione. Dici che siamo diverse, ma persino nostra madre, se ci vestiamo uguali, non sa riconoscerci. Immagina: basta un abito simile, unacconciatura di poco diversa e siamo due gocce dacqua.

Si interrompe, come se riandasse a ricordi fastidiosi, e poi riprende:

A volte È spiacevole, specialmente quando riguarda chi ami. Ne abbiamo già pagato le conseguenze. Il mio ex una volta mi invitò fuori, ma poi andò da Francesca, che era semplicemente più vicino allappuntamento. O, al contrario, un amico tuo pensava di parlare con me mentre invece si confidava con Francesca, e finì per dirle cose che avrebbe voluto tenere per sé.

Perché non cambiate taglio di capelli? suggerisce Alessandro, guardandola di lato. Ricorda bene che Francesca aveva menzionato quanto Arianna fosse contraria a qualunque variazione daspetto. Sembrava quasi piacerle quellambiguità, mentre Francesca si adeguava.

Arianna reagisce subito: corruga graziosamente il naso con aria scherzosa.

Non sarebbe divertente risponde, scuotendo il capo. Ci siamo promesse di non cambiare nulla almeno fino alla laurea. È una specie di patto tra sorelle. E poi si ferma un attimo con uno sguardo furbo a volte ci torna utile: anche i professori ci confondono.

Scoppia in una risata limpida, soddisfatta dellastuzia.

Ho capito mormora Alessandro, pensieroso. Il cellulare vibra. Ha ricevuto risposta: legge il messaggio, annuisce tra sé e guarda Arianna. Francesca mi aspetta al nostro solito bar. Credo proprio non abbia idea di dove sono ora.

Le rivolge uno sguardo carico di benevolenza.

Tranquilla, non dirò nulla del tuo esperimento. È chiaro che tieni a tua sorella, non voglio causare dissapori tra voi.

Arianna si rilassa, lasciando scappare un sospiro. Gli sorride grata.

Grazie, Ale. Sei davvero una brava persona.

Allora, alla prossima dice lui alzandosi. Vado, prima che Francesca si preoccupi.

La porta si chiude con un clic, lasciando Arianna da sola. Improvvisamente il silenzio della casa sembra assordante: tutto tace, come se il mondo lavesse lasciata sola con la sua delusione. Ariana si lascia cadere su una sedia, stringendo il bordo del tavolo per trattenere le lacrime. Perché è andata così? Perché lui non si è lasciato incantare? Perché tutto il suo piano meticoloso è svanito nel nulla?

I pensieri turbinano, la riportano a quando Alessandro è entrato per la prima volta nella loro vita. Ricorda come il suo modo di fare spontaneo, la sicurezza e il sorriso gentile le abbiano subito fatto battere forte il cuore. Ogni volta che lo vedeva si emozionava, le mani le sudavano dallagitazione. Provava e riprovava tra sé le frasi giuste da dirgli, simmaginava conversazioni, risate… Ma qualcosa la frenava sempre: la paura di un rifiuto, linsicurezza, il timore di rompere il fragile equilibrio con la sorella.

Francesca invece era stata decisa. Un giorno, semplicemente, aveva portato Alessandro a casa, come se fosse la cosa più naturale. “Ti presento Alessandro”, disse col sorriso di chi sa già di piacere, e i genitori subito innamorati di questo ragazzo così gentile.

Arianna ricorda perfettamente quella sera. Se ne stava sulla soglia, osservando Alessandro che chiacchierava con i suoi, rideva alle battute di papà, rispondeva con garbo alle domande di mamma. Dentro, il tumulto; fuori, il sorriso di circostanza. Quanto era difficile restare impassibile quando dentro scorreva una tempesta!

Era convinta che fosse lui quello giusto, se lo sentiva nella pelle. Era stata lei la prima a notarlo, la prima ad esserne attratta! Ma Francesca laveva portato via, come se nulla fosse, senza pensare che anche una sorella può avere dei sentimenti…

Arianna inspira piano, tentando di calmarsi. Non può lasciarsi sopraffare dai pensieri. Deve riprendere il controllo. Ma come, se il cuore fa ancora così male?

Francesca ha sempre attirato lattenzione degli uomini, luminosa e solare comera, con la sua risata contagiosa e la capacità di fare amicizia con chiunque. Amava la compagnia, le feste, chiacchierare per ore con gli amici; eppure, incredibilmente, era sempre la migliore alluniversità, passava tutti gli esami pur dedicando poco tempo allo studio.

Arianna si sentiva diversa: introversa, riservata, riflessiva. Per lei il riposo era un libro o una chiacchierata tranquilla con un paio di amiche fidate. Quando Francesca la invitava a unirsi alle sue uscite, Arianna rifiutava: Non ho tempo da perdere, diceva con aria seria, convinta che fosse meglio studiare o leggere testi di settore.

Guardandosi indietro, Arianna si chiede sempre più spesso: avrà sbagliato? Magari avrebbe dovuto acconsentire almeno una volta, buttarsi in una serata diversa. Forse così Alessandro avrebbe notato anche lei: una ragazza seria, affidabile, con i piedi per terra. Invece si è innamorato di Francesca, imprevedibile, trascinante, ma così affascinante

Ma, nel profondo, Arianna sa che non sono solo comportamenti. È proprio la naturalezza di Francesca a renderla speciale: non fa nulla per piacere, le viene spontaneo. Arianna invece pensa troppo, teme di sbagliare, di essere giudicata. E così resta nellombra.

Tutti questi pensieri la tormentano. Dentro di sé ripete che verrà anche per lei il momento, che la sua serietà verrà premiata. Ma la sera, da sola in casa, Arianna non smette di immaginare come sarebbe stato se solo avesse osato di più.

Quando, durante una cena in famiglia, Francesca annuncia con gli occhi lucidi che si sposerà, Arianna sente il mondo crollarle addosso. Sorrise di rito, congratulazioni e abbracci, ma dentro la sensazione è di totale vuoto.

Le notti seguenti quasi non dorme, passa ore a rimuginare, a inventarsi soluzioni. Poi, finalmente, lidea della grande prova. Se Alessandro, trovandosi di fronte lei travestita da Francesca, cede… e poi Francesca li trova insieme, allora tutto sarà finito. Nessuna perdono, nessuna seconda possibilità. E se Alessandro non sarà suo, non sarà nemmeno di Francesca.

Studia ogni dettaglio: il vino giusto, dosare i gesti, le battute, persino il gioco di luci in salotto. Si esercita mille volte davanti allo specchio.

Arriva il giorno del piano. Arianna è talmente tesa che le mani le sudano, la bocca è asciutta. Il resto va quasi secondo copione: ma Alessandro, appena varcata la soglia, si accorge subito dellinganno.

Un fallimento totale. Nessuna magia, solo un congedo gentile e deciso verso la vera fidanzata.

Così Arianna rimane lì, in camera, a fissare il vuoto. Il piano perfetto è crollato in pochi minuti. Dentro la paura cresce: il matrimonio si avvicina, e lei non ha ancora trovato un modo per cambiare le cose.

Devo inventarmi qualcosa ripete tra sé, stringendo la tovaglia prima che sia troppo tardi. Mille idee, nessuna valida. Sa che la prossima mossa dovrà essere decisiva; unaltra occasione non ci sarà.

***************
Un paio di settimane dopo, Francesca, raggiante, convoca tutti a una lunga tavolata e con emozione annuncia: è incinta. Gli occhi felici, la voce che si incrina dalla gioia, i genitori in visibilio tra complimenti e progetti futuri.

Arianna resta composta, stringendo tra le mani una tazza di tè ormai freddo. Si sforza di mantenere unespressione neutra, accenna sorrisi, annuisce. Ma dentro sente un dolore acuto, carnale. Ogni parola, ogni sguardo di felicità le trafigge lanima come mille aghi.

Immagina il futuro: cene in famiglia con Alessandro come marito, feste in cui lui stringe la mano a Francesca, si inorgoglisce del pancione, partecipa a ogni nuovo traguardo. Arianna se le rappresenta tutte queste scene, una più insopportabile dellaltra. Non si sente in grado di sostenere tutto ciò. Vederli insieme, sapere che lui non è suo È troppo.

I pensieri vanno e vengono, sempre allo stesso punto: bisogna agire subito, prima che sia davvero troppo tardi.

Così, allimprovviso, le si forma nella mente un nuovo piano. Crudele, sì, ma quasi logico. Cosa cè di più devastante, per una coppia felice, che la perdita del proprio bambino? Le sembra una soluzione definitiva. Spietata, ma lunica possibile.

Incontra lo sguardo di Francesca, colmo di amore per la vita che porta dentro. Per un attimo il cuore di Arianna vacilla, ma si costringe a soffocare quella voce. Già sta elaborando la lista delle mosse: contattare un medico compiacente, pronto per una certa cifra a procurarle il farmaco voluto. Nulla di illegale, solo qualcosa che possa far insorgere complicazioni…

Ride piano un suono impalpabile, carico di una strana determinazione. Francesca si volta, le sorride pensando che quella risata sia di gioia condivisa.

La vostra felicità non durerà, pensa Arianna, fissando la coppia felice. Negli occhi le si spegne ogni esitazione: ha già deciso.

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Vuoi un succo darancia? domanda Arianna con tono rilassato, impegnandosi a suonare spontanea. Le scappa un sorriso genuino, di quelli provati e riprovati davanti allo specchio. Ho preso il tuo preferito!

Grazie mille! risponde Francesca subito, stringendole la mano. Sei la sorella migliore del mondo!

Arianna si irrigidisce un attimo, poi si riprende in fretta.

Arrivo subito dice, cercando di mascherare lagitazione.

Va in cucina, prende il succo dal frigo, versa nel bicchiere. Dalla tasca estrae una piccola pillola, già pronta… ma si blocca.

Cosa sta facendo? Guarda il bicchiere, la pastiglia tra le dita. Davanti agli occhi scorrono immagini: Francesca che ride spensierata, la gioia dei genitori, Alessandro che tiene dolcemente la mano della moglie…

Davvero sarebbe capace di tanto? Non è solo un gesto cattivo è orribile, è un crimine!

No! Questa non è lei. È come se avesse vissuto un incubo, uno stato di offuscamento. Non lo vuole, non può permetterlo!

La mano si apre da sola, la pillola cade leggera sul piano di marmo. Arianna tira il fiato, cerca di calmarsi.

Ari, tutto bene? la voce di Francesca, premurosa, la sorprende. È già in cucina a osservarla. Sei pallida, chiamo il dottore?

Arianna la guarda, e vede qualcosa che da tempo aveva deciso di non vedere: amore vero e fiducia, quellintesa profonda che solo chi condivide tutto può avere.

No, mi sono solo sentita un attimo stanca finge un sorriso, il tono tranquillo. Ti ho già versato il succo. Ora prendo un tè e veniamo.

Si volta al lavello, accende lacqua, prepara la tazza. Le mani tremano appena, ma lei cerca di non farci caso. Ogni movimento sembra richiedere uno sforzo enorme; si sente come se si muovesse in una nebbia densa.

Dentro è tutta un tumulto. Si sofferma su quel momento: quanto è stata vicina ad attraversare il confine oltre cui non si può più tornare! Come può essere bastato così poco per lasciarsi travolgere dai pensieri peggiori, una volta lasciati crescere troppo a lungo?

Prepara il tè, lascia che il vapore le scaldi il viso. Respira laroma calmante. Guarda Francesca che sorseggia il succo e pianifica le prossime domeniche in famiglia. La sorella è splendida, serena. E questo la fa sentire ancora più in colpa.

Come ho potuto anche solo pensarlo? pensa, stringendo la tazza calda. È mia sorella. La mia persona più importante.

È chiaro: quello che prova non è nato dal nulla. Sono anni di emozioni represse invidia, senso dingiustizia, amarezza che ora rischiavano di schiacciarla, portandola sullorlo di un errore senza rimedio.

Arianna tira un sospiro profondo. Sa che deve riconoscere quanto si è lasciata andare. Quei sentimenti non possono più essere ignorati: hanno bisogno daiuto vero. Forse una chiacchierata con chi può ascoltarla e guidarla.

A cosa pensi? chiede Francesca, sorridendo tenera. Sei stranamente silenziosa oggi.

Nulla di che. Solo un po di lavoro da organizzare dice Arianna, sforzandosi in un sorriso più grande. È una mezza verità, ma Francesca sembra accontentarsi. Continua a raccontare dei suoi progetti, mentre Arianna ascolta e risponde con brevi battute. Intanto dentro di lei nasce una nuova, salda determinazione.

Non permetterà più che quei pensieri scuri la dominino! Mai più scivolare nellinvidia e nella rabbia. Ci sono cose troppo importanti: il rapporto con Francesca, la serenità, il futuro.

Il primo passo sarà confessarlo: ha bisogno daiuto. Non vergognarsi, ma accettarlo e dirsi con sincerità e magari anche a qualcuno di caro: Mi sono persa. È difficile. Ma voglio cambiare.

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Quando poi Francesca mette al mondo una bambina dolcissima, tutta la famiglia se ne innamora allistante. Nasce una notte di giugno, e già al mattino i familiari possono vederla dal vetro del reparto maternità: minuscola, con guancette tonde e ciglia scure, che dorme tranquilla nelle fasce, strappando sorrisi a tutti.

Nei primi giorni in casa, ogni momento si riempie di tenerezza. Francesca e Alessandro si alternano a vegliare la piccola, imparano insieme a cambiarle e cullarla. I nonni arrivano pieni di doni, la nonna sferruzza calzini e il nonno annuncia a tutti i conoscenti il suo nuovo ruolo.

Ma la più entusiasta di tutti è la zia: Arianna. Dopo aver cambiato dentro di sé, dedica sempre più tempo a sua nipote. Allinizio lo fa per aiutare la sorella tenere la bambina, cucinare, fare la spesa. Poi si ferma volentieri più a lungo, si incanta davanti ai piccoli gesti della piccola, ride vedendo le sue buffe smorfie, le canta una ninnananna dolcissima che si è inventata. Compra vestitini con fiori o con piccoli orsetti e si scioglie a guardarla.

Col tempo per la bambina Arianna non è solo una zia, ma una vera amica. Insieme a lei prende il tè con le tazzine da gioco, legge libricini colorati, insegna le prime parole. Quando la nipote muove i primi passi, Arianna la sostiene, esulta per ogni conquista, applaude alle sue scoperte.

Francesca nota questo legame speciale e una sera, sistemando i giocattoli, si avvicina e, con gratitudine negli occhi, le dice:

Grazie. Vedo quanto le vuoi bene, per lei è essenziale avere una zia così.

Arianna sorride, un po imbarazzata per tanta riconoscenza. Neppure lei avrebbe immaginato quanto le avrebbe dato amore quellaffetto. Nella semplicità dei gesti quotidiani nelle risate della piccola, nelle sue braccia fiduciose Arianna trova finalmente ciò che le era mancato: calore, appartenenza, amore puro.

Ora, guardando la nipote felice, Arianna comprende: spesso la vita ci sorprende. E a volte, proprio donando amore agli altri, si ritrova la strada verso la pace e la felicità autentica.

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