Io e mio marito abbiamo adottato una bambina di due anni da un orfanotrofio italiano. Molti ci hanno sconsigliato di farlo, ma non li abbiamo ascoltati.

Non ho mai conosciuto mio padre e mia madre raramente mi faceva visita. Ho scoperto solo mai tardi, grazie ai racconti dei tutori, come sono finito in orfanotrofio. Avevo circa un anno quando fui colpito da una polmonite. Sfinito dalla malattia, smisi completamente di piangere. Rimasi immobile nel lettino per diversi giorni e morivo piano piano, mentre mia madre affranta sorseggiava grappa nella stanza accanto.

Sono venuto al mondo in una famiglia con una madre che amava bere. Passava intere giornate tra le bottiglie, e il rumore dei suoi bicchieri mi teneva sveglio la notte. Già allora i vicini si lamentavano dei miei pianti, così un giorno mia madre prese la decisione di portarmi allospedale. Quando linfermiera entrò per visitarmi, vide che ero avvolto dalle fiamme. I miei vestiti bruciavano e servirono tre persone per spegnere lincendio. Fui subito condotto in pronto soccorso dove curarono le ferite. Nonostante fossi ricoverato, mia madre non venne mai a trovarmi nemmeno una volta.

La felicità trovata nellorfanotrofio mi accompagnò anche quando nacque il mio primo figlio. Ricevetti uneducazione e trovai un lavoro meraviglioso, mentre il nostro appartamento in Milano era grande e arredato con gusto. Vivere lì mi riempiva il cuore. La nostra era una famiglia costruita con miracoli di affetto, anche se ci mancava ancora una bambina…

Così io e mia moglie abbiamo deciso di adottare una bimba di due anni da un orfanotrofio. Molti ci sconsigliavano, ma noi non li abbiamo ascoltati. Labbiamo accolta con noi quando ci siamo trasferiti in città e, pur correndo il rischio di qualche malattia genetica, lei è sempre stata perfettamente sana!

Oggi ogni giorno ringrazio il Signore per avermi dato la capacità di pensare con la mia testa e non ascoltare gli altri. Nessuno dei timori dei medici si è mai avverato mia figlia sta bene e cresce felice. Secondo me, attribuire sempre i problemi di un bambino alle cattive genetiche è solo una scusa: come se la cura e lambiente in cui vive non contassero, ma fosse tutto colpa dei genitori biologici e dei loro geni. Quello che serve davvero a un bambino è amore e sentirsi importanti per diventare una persona migliore.

Tra poco festeggeremo cinque anni dalladozione e ammetto che sono molto ansioso. Voglio bene a mio figlio tanto quanto allaltro mio bambino, che è nato da mia moglie: sono entrambi la mia famiglia. Però temo che Sofia, la nostra splendida figlia adottata, scopra che non è nata da noi e reagisca male. Non saprei come affrontare la conversazione se dovesse venirne a conoscenza. Riuscirà a comprendere? Questo pensiero mi spaventa più di qualsiasi altra cosa, persino dellidea che qualcun altro possa dirglielo prima di me.

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