– Non sprecate soldi, tutto ciò che serve al bambino ve lo daranno i parenti, ha detto la suocera

Guarda, ti racconto cosa succede con mia suocera frugalità è praticamente il suo secondo nome! Lei è convinta che non abbia senso comprare niente per il neonato, visto che in famiglia ci sono bambini più grandi e possiamo ricevere tutto in regalo, dai vestiti alle coperte. Puoi immaginare come arată roba data e ridata più volte: roba che ha visto giorni migliori, giusto? Ecco perché non voglio assolutamente tutto quel ciarpame.

Allinizio io e mio marito vivevamo in affitto, per cui mia suocera non aveva troppo spazio dazione. Ma quando finalmente siamo riusciti a comprare casa, lei si è fiondata a organizzare la ristrutturazione. Ovviamente, invece di chiamare dei veri professionisti, ha proposto gli amici di famiglia: quello mette il pavimento, quellaltro sistema la corrente Non serve spendere soldi per specialisti, signora mia!.

Il risultato? Lascia perdere. La qualità di questi lavori è stata da incubo. Ho visto come hanno sistemato casa sua: cammina e inciampa per la pavimentazione storta. Io non ci sto: non voglio questi professionisti della domenica. Quando le ho detto di no, mi ha dato della materialista, dicendo che spreco euro per roba inutile.

Quando poi abbiamo deciso di cambiare mobili, è partita la seconda telenovela. Mia suocera ha chiamato metà parenti e ha iniziato a raccattare divani usati, credenze mezze rotte e tappeti del secolo scorso. Quando ho detto che non li volevo, si è lamentata che con quellatteggiamento ci rovineremo.

Per fortuna mio marito era daccordo con me. Guadagnamo abbastanza per sistemarci come ci piace, e ci siamo comprati tutto nuovo che si arrabbi pure.

E voglio che sia chiaro: non sono una viziata. Mia sorella spesso mi passa vestiti suoi, però sono cose ancora in ottimo stato. Ma prendere qualsiasi cosa, solo per non spendere? Non fa per me. Preferisco scegliere poche cose di qualità per il bambino, comode e carine.

Ma perché spendi tutti questi soldi? Guarda quanti bambini ci sono già in famiglia! continua a dire mia suocera.

Io so benissimo che quello che gira da una mano allaltra arriva al decimo passaggio distrutto. Ho controllato: vestitini macchiati, strappati, senza bottoni, pieni di toppe… roba che si può usare solo per pulire per terra!

Unaltra parente si è presentata con la culla della cugina. Mancava pure la sponda! Il marito ha dovuto improvvisare una riparazione. Alla fine abbiamo portato questo cimelio in campagna e abbiamo comprato una culla nuova, come si deve.

Guarda questi ricconi! Vedrai che quando starai a casa in maternità ti passerà la voglia di sperperare. Allora capirai che avevo ragione io, invece di fare la schizzinosa insiste lei ogni volta.

Sinceramente, che si offenda o no, poco mi importa. Ho il diritto di pensare al benessere di mio figlio, e anche se dovessimo avere momenti difficili, so che i miei genitori non ci farebbero mancare niente. Non moriremo mica per non accettare quella roba usata…

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– Non sprecate soldi, tutto ciò che serve al bambino ve lo daranno i parenti, ha detto la suocera
GUARDANDO NEL VUOTO Dima e Anja si sono sposati a 19 anni, travolti da un amore folle. I genitori, temendo scandali, hanno subito sistemato tutto con un matrimonio fastoso: bambola sul cofano, pioggia di fiori, sala ricevimenti, fuochi d’artificio e l’immancabile grido “Bacio!”. I genitori di Anja, sempre al verde tra cibo e alcol, non hanno contribuito alle spese: ha pagato tutto la madre di Dima, la vulcanica Sandra Sandri. Sandra era preoccupata: “Figlio mio, dal pero non nascono le mele. Attenzione che la vostra felicità non duri quanto il becco di un passerotto…”. Eppure, i ragazzi sembravano avere il mondo ai piedi. Sandra e suo marito regalarono loro un appartamento: “Vivete felici, bambini!”. Anja diede alla luce due figlie, Tania e Sveva; Dima le adorava, si sentiva il re della casa. Ma dopo cinque anni Anja iniziò a sparire, tornava a casa ubriaca e infine se ne andò con un altro uomo, lasciando le figlie. Sandra prese con sé le nipoti. Dima, solo e sconfitto, si rifugiò in una setta religiosa e si risposò con una vedova, Clara, che lo allontanò dalle sue figlie. Sette anni dopo, Anja ricompare a casa di Sandra tenendo per mano una bambina; chiede ospitalità, ammette che il nuovo compagno la picchia e beve, ma nemmeno stavolta resta con le figlie. Così Sandra cresce tre nipoti in un’atmosfera di affetto e dignità. Gli anni passano: Sandra e il marito muoiono, Tania si sposa ma rimane senza figli, Sveva sceglie la solitudine e Masha, la più piccola, diventa madre adolescente e segue Anja in campagna. La giovinezza è volata, la vecchiaia è arrivata in silenzio. Anja vive sola, disprezzata e isolata dal paese. Dima, fuggito dalla setta e dalla seconda moglie, finisce da solo nell’appartamento della madre in compagnia di tre gatti, a sopravvivere tra rimpianti e solitudine. Eppure, la felicità aveva bussato davvero alla porta di Anja e Dima…