Non potevi pagare tutta la spesa, non solo la tua?: si è arrabbiato al primo appuntamento

Ho conosciuto un ragazzo alla festa di compleanno di unamica, Martina. Si è scoperto che era un amico del suo ragazzo. Pareva che ci piacesse reciproc și così mha invitata a uscire.

Quando ci siamo incontrati, mi ha detto che prima dovevamo passare al supermercato a prendere un po di spesa, perché poi saremmo andati insieme a casa di un suo amico. Fuori faceva freddo e visto che non mi propose nessuna alternativa, tipo un bar per un caffè o un cinema, accettai.

Mi disse di prendere una pizza e qualcosaltro di semplice. Entrammo alla Coop, prese il carrello e iniziammo a girare tra gli scaffali. Poi lui cominciò a mettere nel carrello una bottiglia di grappa costosa, un pacco di salame buono, formaggio, ananas…

Rimasi un po stupita. Da parte mia, presi solo alcuni mandarini e dei biscotti: non avevo molti euro con me. Ero uscita per un incontro, non per fare la grossa spesa.

Pensavo fosse uno che ci tiene e che voleva fare bella figura.

Arrivammo in cassa, davanti a noi cerano cinque persone. Allimprovviso lui si allontana dal carrello e mi dice: Torno subito. Non ci capivo niente. Poi toccò a me pagare, così presi solo i mandarini e i biscotti che avevo messo nel carrello e lasciai perdere il resto.

Mi avviai alluscita e lo vidi lì che mi aspettava. Prende la borsa della spesa e, sentendo che pesava poco, si voltò verso di me e, confuso, chiese: E il resto della roba?

Gli indicai il supermercato. Lui cominciò a urlare che ero tirchia, che potevo pagare tutto, che aveva solo perso tempo con meLui rimase impalato, cercando una risposta che non venne mai. Io, invece, tirai un sospiro che sapeva di sollievo e libertà.

Allora, vogliamo andare? chiese, mentre unombra di imbarazzo gli attraversava il viso. Sorrisi, scuotendo la testa. Sai che cè? Forse torno a casa. Sentii le dita ghiacciate della sera, ma in quel momento mi scaldava qualcosa di nuovola certezza di riconoscere cosa meritavo, anche fosse solo una passeggiata tra marciapiedi illuminati e mandarini in tasca.

Lo lasciai lì, tra le porte scorrevoli, guardando indietro solo per vedere la sua espressione perplessa svanire tra le luci al neon. Camminando verso la fermata dellautobus, mi accorsi che i biscotti, sgualciti sotto al braccio, avevano il sapore dolce di una piccola vittoria.

E pensai che forse, la prossima volta, avrei detto sì solo a chi vorrà dividere una pizza. Non un carrello.

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