La nonna Maria ha trovato nel suo orto un piccolo gattino grigio. Viveva da sola. Era una donna di grande bontà… Poi mi sono davvero spaventata… e da quel momento la sua vita è cambiata per sempre.

Nonna Graziella trovò nel suo orto un piccolo gattino grigio. Viveva da sola, tra le viti e i limoni, nel cuore della campagna toscana. Era una donna gentile, con occhi che custodivano molti sorrisi.

Stringendo il gattino al petto, sentì la pioggia fine e il tremore dellanimale. Nella cucina, il vecchio camino scoppiettava allegramente e il profumo della legna arsa si mescolava a quello del rosmarino. Presto il gattino, riscaldato e a suo agio, beveva con gusto il latte che la nonna gli aveva versato in una ciotola di faenza. Da quel momento, la solitudine di Graziella fu spezzata; ora aveva qualcuno con cui parlare.

Il gattino faceva le fusa, ascoltando le canzoni che la nonna intonava, e giocava con gomitoli di lana colorati. Nonna Graziella tesseva calzini e, talvolta, anche guanti di lana da vendere al mercato di paese. Cerano sempre molti clienti curiosi.

Il gattino crebbe in fretta, diventando un gatto imponente, abilissimo a cacciare topi e ratti, conoscendo ogni angolo della cascina come le sue tasche. Balzava sugli ulivi e scendeva veloce quando scorgeva Graziella in lontananza. La nonna non si preoccupava delle stranezze del suo animale; per lei era semplicemente speciale.

Presto lo chiamò affettuosamente Gattone! e lui rispondeva miagolando. Un giorno la vicina, la signora Bianca, venne a dire che non sembrava nemmeno più un gatto, ma somigliava piuttosto a uno strano animale selvatico, forse una lince! Nonna Graziella non ci fece caso.

In unestate schiacciante, mentre raccoglieva lamponi e ribes nellorto, udì un sibilo vicino ai cespugli: abbassatosi lo sguardo, vide una vipera enorme, pronta allattacco. Le gambe le diventarono molli come pasta cotta e non pensò nemmeno di salire sulla sedia: era troppo vecchia.

Ma fu allora che il suo Gattone balzò con una rapidità incredibile sulla vipera e la mise k.o. in un lampo. Per ore giocò con il rettile e lo trascinò persino su un alto albero di leccio.

Poco dopo, il corpo inerte della vipera cadde nel cortile della signora Bianca, che gridò come un maialino impaurito. Ma Gattone scese agile, prese la vipera e la riportò in cortile dalla nonna, senza badare alle urla disperate della vicina.

Da quel giorno, la signora Bianca evitò la casa della nonna Graziella e sparse la voce al paese che la vecchia era diventata matta, a tenere in casa una bestia simile a una lince o forse uno spirito dei boschi.

Ma la nonna ignorava le malignità dei paesani; per lei, quel gatto era il suo tesoro. Lo accarezzava con affetto, e lui dormiva arrotolato su un tappetino accanto al letto. Amava passeggiare nellerba alta del prato, e a volte si addormentava tra i papaveri, tornando sempre a casa quando scendeva la sera.

Una notte, la nonna si addormentò profondamente, la finestra socchiusa per permettere al gatto di andare fuori quando ne aveva voglia. In quel silenzio, due uomini del paese, con gli occhi lucidi di vino, si intrufolarono piano. Sapevano che la nonna aveva appena preso la pensione in euro, li contava bene ogni mese. Per sicurezza avevano preparato uno straccio come bavaglio.

Avvicinandosi, svegliarono bruscamente la donna e cercarono di costringerla a parlare dei soldi nascosti. Ma Graziella, in preda al panico e con il bavaglio, non riusciva che a piangere e tremare.

Uno dei ladri le diede uno spintone; lei urlò, ma subito lo straccio le coprì la bocca. I due iniziarono a rovistare tutto. Fu allora che la nonna scorse unenorme ombra pelosa saltare dentro dalla finestra.

Uno dei ladri, senza voltarsi, chiese:

Mario, sei tu? Hai trovato qualcosa, ormai la signora ha preso la pensione!

Ma quella bestia si lanciò contro di lui, afferrandolo alla gola, poi si volse sullaltro e gli graffiò gli occhi. Quello urlava come un maiale spaventato.

Misericordia! Uno spirito! urlarono, schiacciati dallombra minacciosa.

Due occhi verdi brillavano nel buio e il mostro saltava da uno allaltro. La nonna riuscì silenziosamente a togliersi il bavaglio e accese la luce di scatto.

Riconobbe i due furfanti del paese e, con tutta la forza che aveva, gridò:

Aiuto! Da ogni casa si accese una luce.

Quando i vicini irruppero, videro lo spettacolo surreale: i due ladri a terra, uno in lacrime con il volto tutto graffiato, laltro che si teneva la gola, il pavimento macchiato di sangue. La nonna era seduta, abbracciata al suo Gattone, che ancora ringhiava e impediva a chiunque di avvicinarsi.

Dun tratto la nonna pensò alla signora Bianca e al terzo complice dei ladri. I vicini corsero da lei, armati di tutto punto, e lo trovarono nascosto nella vecchia rimessa. Lo picchiarono per bene, ripresero i soldi rubati e li restituirono alla signora Bianca. Alla polizia, poi, nessuno pensò di rivolgersi guai a farsi troppi nemici.

I ladri furono puniti così. E fu detto loro che se mai avessero provato qualcosa, avrebbero conosciuto di nuovo la furia del Gattone.

Uno dei furfanti, balbettando, sostenne che quello non era un gatto, ma un maine coon! Laveva visto alla tv!

E allora, disgraziato! Osi insultare il mio Gattone? la nonna, furibonda, gli assestò uno schiaffone. Vai via, villano! E non permetterti più di parlare male del mio micio!

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La nonna Maria ha trovato nel suo orto un piccolo gattino grigio. Viveva da sola. Era una donna di grande bontà… Poi mi sono davvero spaventata… e da quel momento la sua vita è cambiata per sempre.
Tutti temevano quel cane e lo evitavano. Finché una bambina non gli si avvicinò.