Non sono pronta a sposarmi. Sono una persona troppo responsabile, non posso prendere il destino di un’altra persona nelle mie mani…

Dopo aver finito luniversità, Sofia si fece assumere in unazienda di Milano, dove il clima tra colleghi era così armonioso che persino il caffè sembrava più buono. Con il suo arrivo, latmosfera diventò ancora più frizzante. Sofia era una ragazza dolcissima, sempre pronta a mettere tutti a proprio agio. Parlare con lei era come confidarsi con una vecchia amica: automaticamente ti fidavi, punto e basta.

Abitava a due passi dallufficio, in un appartamento moderno in zona Navigli. Tra i colleghi spiccava Andrea che, manco a dirlo, la trovò subito irresistibile e, appena seppe che aveva un monolocale tutto per sé, cambiò colore in viso dalla gioia. Andrea aveva quasi trentanni, ma ancora si presentava con le tasche vuote come un poeta maledetto.

Adorava interpretare la parte della vittima. Ogni giorno faceva il pendolare da un paesino fuori Milano, lamentandosi in continuazione di quanto fosse tragico dover tornare a casa la sera. Ma guarda caso a casa ci arrivava di rado: spesso qualche ragazza lo invitava a fermarsi da lei. Ma Sofia! Sofia era la perfezione fatta persona. Dentro, fuori, e di lato: non si riusciva a trovare manco un difetto con il lumicino. Così Andrea si appiccicò a lei come una cozza allo scoglio. Questo per ben tre anni.

Sofia girava tutta lItalia per lavoro, portando a casa uno stipendio coi fiocchi, mentre Andrea, eterno studente e con la salute fragile come una sfogliatella al sole dagosto, si fermava più spesso negli studi medici che nella sala riunioni e, manco a dirlo, il discorso figli non se ne poteva proprio fare.

Di matrimonio nemmeno lombra. Ogni tanto il capo raccontava di suo nipote, che aveva fatto la proposta alla sua fidanzata poco prima che a lei venisse diagnosticato un tumore al terzo stadio. Si erano sposati comunque e lui, giovane e pieno di vita, aveva curato la moglie con una dedizione da premio Nobel… Tre anni così.

Un giorno, però, Sofia si fece due conti: Lui vive a casa mia, spendo io per tutti e due e non mi ha nemmeno accennato alle nozze. Così, armata di coraggio e un sorriso tirato, mise Andrea davanti alle sue responsabilità. Andrea, sorpreso e sudando freddo, corse a comprarle un anello (una cosetta da 150 euro), annunciando trionfante il fidanzamento a tutta lazienda.

Poi, al ritorno da una delle sue trasferte, Sofia si ritrovò davanti un Andrea minore: Non me la sento di sposarmi Sono troppo responsabile per prendermi il destino di unaltra persona sulle spalle Tieni lanello, tienilo come ricordo del nostro amore. Sofia cambiò da così a così. Non si aspettava proprio questa sorpresa dalluomo a cui aveva dato tanto.

Il capo la spedì subito in trasferta a Firenze e, come bonus motivazionale, le regalò pure un biglietto per La Traviata, minacciando licenziamento se non ci andava (teatrale, questo capo!). Ed ecco che, al teatro, Sofia incontrò il nipote vedovo del capo. Finirono seduti uno accanto allaltra, tra unopera e una chiacchiera. Galeotta fu La Traviata! La storia damore sbocciò tra una pausa e laltra della trasferta: risate, cene tardive e, poco dopo, una bella notizia Sofia era incinta!

Furono talmente entusiasti che in due settimane fecero una splendida festa di nozze: Sofia finalmente si sentì una principessa. Dieci anni dopo, hanno due figli maschi e pensano già al terzo: maschio, femmina, non importa, basta che sia sano! Hanno una famiglia unita e allegra, di quelle che sinvidiano in metropolitana.

Andrea, invece, ancora si chiede cosa voglia dalla vita. Convinto che la famiglia sia uno sport troppo costoso, ha sempre rimandato ogni impegno serio. Quando finalmente finì di pagare la Fiat Panda a rate, si sparò subito un nuovo MacBook ultimo modello. Quel debito fece scalpore tra amici, ma chissà se e quando Andrea riuscirà mai a chiudere quel contoQualche volta, quando Sofia vede Andrea comparire tra i suggeriti di LinkedIn, sorride senza amarezza. Ringrazia la vita per aver avuto il coraggio, anni prima, di chiedere ciò che meritava e per aver accettato la risposta, anche se non era quella che sognava. Poi spegne il computer, torna dai suoi bambini che le urlano Mamma! Mamma! dal salotto, e sente che ogni scelta, anche la più dolorosa, lha portata a casa.

Sul Naviglio, nei giorni di pioggia, a volte Andrea cammina senza meta e pensa di scriverle un messaggio, solo per dirle grazie, ma poi ci ripensa. Perché certe storie sono perfette proprio perché finiscono e perché, guardando bene, anche la felicità degli altri può insegnarti a cercare la tua.

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Non sono pronta a sposarmi. Sono una persona troppo responsabile, non posso prendere il destino di un’altra persona nelle mie mani…
La Fata