– E come farò a spiegare a tutti perché non ci sei alla festa della mamma? – chiese smarrito il marito

E come lo spiego a tutti perché non ci sei alla festa di mamma? chiese Mario, più smarrito che mai.

Grazie, era davvero buono, disse Mario, spostando il piatto e lisciandosi i baffi. Caterina, dobbiamo proprio parlare.

Sai, Mariolino caro, immagino già di cosa si tratti.

Addirittura? E di che, sarei curioso?

Il compleanno di tua madre, ci scommetto.

Esattamente. Oggi è il dieci, lei compie gli anni il diciotto, precisò Mario, contandosi le dita.

E io il venti. Spero tu non abbia già scordato la data, vero? ironizzò Caterina.

Ma certo che me lo ricordo, amore

Mario, nemmeno provarci te lo dico subito NO!

Ma scusa, neanche hai sentito che volevo proporti, si difese lui.

Non voglio saperlo! Ti annuncio solo che ho già prenotato per sabato un tavolo al ristorante per dieci persone. Otto sono i miei amici, il resto siamo noi due. Sempre che tu abbia voglia di venire, eh. Se no, fai pure, ci penso io col mio gruppo.

La questione era delicata: il compleanno della suocera era il diciotto settembre, Caterina il venti. E da tre anni, a settembre, Mario cominciava la sua maratona mentale su come organizzare due feste senza far arrabbiare né la madre né la moglie. Finora, risultati zero.

Caterina, mamma suggerisce di festeggiare entrambi i compleanni insieme, sabato, a casa sua. Ha senso, no? Perché sprecare soldi e riunire tutti due volte in una settimana? E poi il giovedì non va bene a tutti, mentre sabato sono tutti liberi

Mario, ma chi ti ha detto che io voglia cugini, cugine, nipoti, figli di tuoi zii e parentame vario al mio compleanno? Ho invitato i miei amici (che, tra laltro, conosci pure benissimo) rispose lei, già stanca.

Mamma ci rimarrà male, sospirò Mario.

E che il fatto che io ci sia rimasta male lanno scorso e laltro ancora conta niente? O te lo sei dimenticato?

Ma mi sembrava fosse andato tutto bene

Ah sì? Facciamo memoria! Due anni fa: ci siamo sposati ad aprile. Arriva settembre. La tua mamma festeggia il giubileo. Cosa mi hai detto tu?

Cate, mamma fa sessanta, vuole festeggiare tra di noi in casa, quindi niente programmi per sabato!

Me lo ricordo bene: ho chiesto il permesso al lavoro, sono andata da tua madre il venerdì pomeriggio, e poi per tutto il sabato mattina in cucina a pelare, tagliare, mescolare, marinare e chi più ne ha più ne metta.

Sabato, correndo tra salotto e cucina come una cameriera. E che nessuno, dico nessuno, si è ricordato che era anche il mio compleanno!

Ma dai! Zia Rosa ti ha fatto gli auguri, ricordò Mario.

Sì, come no! Solo dopo che glielhai sussurrato tu, e lei Ah, è passato e adesso che vuoi fare, retrodatare la torta?

Però lanno scorso una fetta di torta con auguri a te lhanno fatta, dopo che ho parlato con mamma!

Ecco, appunto, lanno scorso! Venerdì venti, di nuovo io chef e lavapiatti. E quando ho chiesto a tua madre come mai Zia Rosa non aiutava, tua madre: Ha il manicure, come può rischiare di rovinarsi le mani? Domani mattina pure dal parrucchiere e dalla estetista

Difatti, Rosa era tirata a lucido, mentre io quasi non facevo in tempo a cambiarmi prima che arrivassero gli ospiti. E sì, mi hanno fatto gli auguri, al volo.

Brindisi e via, poi tutti si sono dimenticati di me per tutta la sera. E guarda caso, nessuno, né lanno scorso né quello prima, si è portato un pensiero per me, tranne te e i miei genitori. Questanno, Mario, avverti tua madre: io non ci conto!

Ma dai, tesoro, non se la caverà da sola!

Mario, tua madre oltre alla nuora ha pure un figlio ovvero te e una figlia Rosa. Sono sicura che ce la farete a spadellare senza di me. Questa volta, letteralmente, io festeggio coi miei amici e basta!

E io cosa racconto alla famiglia sulla tua assenza? chiese Mario, ormai sconfitto.

Mario, smettila di fare il finto ingenuo! L’unica volta in cui si ricordano di me è quando manca una mano in cucina. Siete talmente affiatati con la tua parentela che io mi sento un pesce fuor dacqua.

Caterina riuscì a convincere il marito che almeno per una volta meritava di vivere il suo compleanno come voleva lei. Ma la mamma e la sorella di lui pensavano che una nuora dovesse sempre mettersi a disposizione della squadra.

Così, fino al venti settembre, suocera e cognata ci provarono tutte per convincerla a piegarsi e a presenziare al raduno culinario-familiare.

Caterina, chiamava la suocera, la signora Vera, ormai la nostra è una bella tradizione. Da due anni uniamo le feste ed è perfetto! Perché questanno vuoi rompere le scatole? Cosa non ti va bene?

Signora Vera, la questione è semplice: primo, voglio festeggiare coi miei amici; secondo, preferisco farlo fuori casa, in un ristorante, così non devo correre tra pentole e sala e posso finalmente chiacchierare rilassata con la gente!

Ma anche da noi si sta bene coi parenti! obiettò la suocera.

Lei sta comoda, io invece sono sempre in movimento come una cameriera! Non è mica un vero compleanno, così, per me!

Ma non pensavo che una nuora potesse rifiutarsi di aiutare la madre di suo marito! si indignò la signora Vera.

Rosa, la cognata, fu ancora più incisiva:

Caterina! Ma smettila, dai! Mamma ha già deciso il menù, papà ha già fatto la spesa al mercato. Su, pensa, che piatti farai tu? Non vorrai davvero litigare con la famiglia di Mario per una sciocchezza? Togli il broncio: sabato sarai di ritorno presto e poi esci con le tue amiche quanto ti pare!

Rosa, non faccio storie, lho detto in anticipo a tua madre che questanno ho altri programmi! Dai una mano tu a mamma, penso che ce la puoi fare, no?

La situazione peggiore era tutta per Mario, stretto tra le due donne più importanti e leterno dilemma: madre o moglie? Anche se Caterina non glielo disse mai esplicitamente, lui sapeva che lasciarla sola a festeggiare non sarebbe passato inosservato.

E Caterina, nel frattempo, smise di parlare dei suoi piani per sabato. Il venerdì pomeriggio fu la suocera a chiamare al lavoro:

Caterina, dove sei? Spero che tu abbia smesso con quella storia assurda del ristorante! Ti aspetto: dobbiamo iniziare o domani la festa non sarà pronta!

Signora Vera! Sono al lavoro! Ve lho detto chiaramente, stavolta non verrò a cucinare! Che ci pensi Rosa!

Spero che Mario capisca quanto sei scortese con la sua famiglia, sibilò la suocera.

Guardi, il fatto che io abbia sposato Mario non significa che debba esaudire ogni desiderio dei suoi parenti!

Ho anche io una vita, degli amici, degli hobby. E poi, questi amici sono pure amici miei e di Mario, mica solo miei! Non è previsto dal matrimonio che una nuora faccia la cuoca fissa e la domestica!

La chiamata terminò piuttosto freddamente.

Così, sabato, Mario prese il regalo e andò da sua madre. Caterina alle quattro varcò la porta del ristorante dove aveva riservato il tavolo.

Gli amici arrivarono puntuali: lunico posto vuoto era quello accanto a lei. Tutti sapevano già la storia, quindi nessuno fece domande scomode.

Le fecero gli auguri, i regali, si rise, si scherzò, ma ogni tanto Caterina lanciava unocchiata alla porta Sperava ancora che il marito facesse una comparsa.

E lui arrivò: in ritardo, ma arrivò, con un mazzo di rose da tè, il suo profumo preferito.

Cate, sono scappato letteralmente! Ti pensavano tutti, eh! La zia Lella chiedeva a mamma che fine avesse fatto quellinsalata di funghi che lanno scorso laveva fatta impazzire, e voleva la ricetta

In effetti, il tavolo questanno era meno ricco. E Rosa? Aveva una faccia! Si è rotta due unghie aiutando mamma…

I due anni successivi, Caterina fu coinvolta solo a livello di consulenza per le feste, perché di lì a poco aspettò un figlio e diventò mamma.

E il giubileo dei 65 di Vera stavolta lo festeggiarono direttamente in ristorante.

E questa nuora, cosa voleva di più dalla vita? Era tutto così bello, e invece ha fatto una tragedia! si lamentava ancora la povera suocera…

E voi che ne pensate, ha fatto bene Caterina? Scrivetelo nei commenti, mettete un like e seguite la pagina: ogni seguace è il benvenuto!

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– E come farò a spiegare a tutti perché non ci sei alla festa della mamma? – chiese smarrito il marito
Ritorno dalla cena di compleanno: ricordi di una serata indimenticabile.