Il fatto di possedere un appartamento mi impedisce di sposarmi

Al compiere trentanni sono riuscita finalmente a comprare un bilocale tutto mio qui a Bologna. Vivo da sola e, fino ad ora, non ho ancora trovato né marito né compagno stabile. Sapete qual è, secondo me, la ragione principale delle mie difficoltà nella vita sentimentale? Il fatto che ho una casa di proprietà. Oggi in Italia non è semplice per una donna essere indipendente e, allo stesso tempo, rimanere femminile. Se dovessi dividere tutti i miei pretendenti, finirei per raggrupparli in due categorie ben distinte:

1. “Hai una casa tutta tua? Perfetto, così possiamo andare subito a conviverci e io non devo preoccuparmi di nulla.” Questi uomini non hanno voglia di farsi in quattro; sono già pronti a vivere dove tutto è pronto, senza fatica. Il fatto che abbia una casa viene percepito come un grande vantaggio, sono disposti a metter su famiglia e avere figli, a patto però che non cambino molto le cose per loro. Un uomo così di solito non ha ambizioni di carriera e non sente il bisogno di guadagnare di più. Non ha necessità di comprare unautotanto la mia basta già per entrambie non prova nessun desiderio di realizzare altro nella vita.

Quando mi confronto con questi uomini, mi sembra quasi di dovermi prendere cura di un figlio invece che di un compagno. Dovrei viziarlo, nutrirlo, accudirlo… e poi assicurarmi che non mi lasci improvvisamente. Ma io, sinceramente, di questo tipo di felicità non so che farmene: piuttosto preferisco tenermi una gatta e dedicare il mio tempo libero alle mie passioni e ai miei hobby.

2. “Hai già una casa tua? Allora tanto vale che io rimanga dai miei genitori oppure, meglio ancora, ci trasferiamo nella casa dei miei in campagna. Potremmo vendere il tuo appartamento e comprarne uno insieme.” Questultima opzione è, incredibilmente, la più gettonata tra alcuni miei candidati. Fosse almeno lui a pagare il nuovo mutuo, ma no: visto che ho già un buon reddito, il mutuo resta ufficialmente a mio carico, mentre lui, eventualmente, contribuirà un po… chissà come. E se dovessi prendere la maternità? Lidea è che, finché il mutuo non è estinto e io non ho letà della pensione, il figlio si può anche aspettare. Limportante è che io non disturbi mio marito con i miei problemi, così lui può vivere sereno e senza preoccupazioni.

Sempre più spesso mi viene da pensare che sia più facile adottare un bimbo di tre anni da un istituto piuttosto che trovare un uomo che non tema la mia indipendenza. Sembra che, anche se dovessi sposarmi, dovrei comunque mantenermi da sola, risolvermi le difficoltà da sola e, probabilmente, amarmi da sola. Allora, a che mi serve avere un uomo accanto?

Oggi sono padrona di me stessa, della mia casa, della mia vita. Ho sistemato il mio appartamento come piace a me, ho spazio a sufficienza per vivere e per dedicarmi alle passioni che mi rendono felice. Ogni tanto desidero anchio costruirmi una famiglia, avere accanto una persona che mi ami, ma la realtà con cui mi scontro riesce presto a frantumare questo sogno. Vi racconto uno degli ultimi episodi, abbastanza recente.

Mi ero presa una cotta per un uomo che conoscevo già da qualche tempo e pareva esserci anche una certa intesa. Una sera abbiamo guardato un film a casa mia e ci è venuta voglia di pizza. Mi aspettavo che almeno si occupasse lui di questo piccolo dettaglio. Invece sì, ha fatto la sua parte: è sceso ad aprire al fattorino, ha pagato la pizza, certo, ma con i soldi che gli avevo appena dato io. Da quel momento, ogni empatia e attrazione sono svanite.

Forse la colpa è anche mia: alcuni amici mi hanno detto che non dovevo nemmeno propormi di pagare la pizza. Ero curiosa di vedere se avrebbe accettato i soldi o li avrebbe rifiutati. Per me la cifra era insignificante. Ma non è mai questione di soldi…

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