«Non prima del matrimonio!» – detto al fidanzato della sposa, che poi ha avuto una relazione segreta

Quando uscivo dalla palestra, mi accorsi che c’erano sette chiamate perse da mia madre sul cellulare,” ricordai amaramente. Era già quasi undici di sera, ma il messaggio che lessi “Richiamami subito!” mi fece decidere di telefonarle ugualmente. Mia madre, sempre un po’ ansiosa, era capace di restare sveglia tutta la notte per qualsiasi sciocchezza. Mi chiese di andare da lei e, piangendo, mi raccontò che era successo qualcosa di grave, che forse avrebbero dovuto annullare il matrimonio.

Avevo una sorella, Bianca, appena ventitré anni. Era una ragazza brillante e ambiziosa, nuova promessa nel mondo della moda. Si era laureata lanno precedente e subito aveva trovato impiego. Studiava design e lavorava part-time; appena conclusi gli studi, la ditta dove aveva fatto lo stage la assunse senza esitare. Anche nella vita privata era sempre stata un esempio, almeno fino a quel giorno.

Bianca frequentava da poco più di un anno Marco, ragazzo di tre anni più grande. Abitava da solo, lavorava sodo e metteva da parte risparmi per comprarsi una casa. A mia madre piaceva molto il futuro genero, educato, rispettoso, un vero gentiluomo.

Avevano già fatto domanda in Comune a Firenze. Il matrimonio era previsto fra solo due settimane.

“Una signora ha contattato Bianca sui social!” continuai. “Le ha scritto: ‘Non ci conosciamo, ma io ti conosco bene e penso che tu debba saperlo prima delle nozze’ Bianca guardò il suo profilo, sembrava una donna sui quarant’anni; che cosa poteva mai raccontare di importante?”

La sconosciuta iniziò a tormentarla, mandandole messaggi da vari account. Alla fine decisero di incontrarsi in una caffetteria vicino al posto di lavoro di Bianca.

“Mia madre le diede uno schiaffo e la ammonì di non presentarsi mai più a simili incontri!” continuai. Bianca era lì, seduta, ad aspettare, quando una donna in gravidanza entrò nel bar. Allinizio non pensò che fosse la donna misteriosa, ma rimase di stucco quando la vide avvicinarsi.

“Sei Bianca?” chiese la donna, come se fosse un’amica di vecchia data. “Mi chiamo Emma e frequento Marco da più di un anno; fra quattro mesi nascerà nostro figlio.”

Ovviamente mia sorella non credette subito alla storia. Sembrava assurda: lei e Marco stavano insieme da oltre un anno, stavano per sposarsi! Emma non insistette, non fece scenate; uscì dal bar dicendo che Bianca aveva il suo numero, che poteva chiamarla per qualsiasi domanda, e che era possibile parlarne anche con Marco.

“E Marco, che cosa le ha detto?” Beh, da lì tutto prese una piega inattesa. Bianca aveva deciso che tra lei e Marco ci sarebbe stata intimità solo dopo le nozze. Si comportavano come studenti alle prime cotte: si scambiavano baci e carezze, ma niente di più. Bianca era ingenua, cresciuta da nostra madre che le aveva insegnato a seguire i valori tramite i libri. Possibile ai giorni nostri? Eppure sì! Io stessa ne rimasi sorpresa. Bianca aveva studiato, frequentava amici, era sempre la più vivace del gruppo. Come era potuto succedere?

La verità era semplice: Marco, ragazzo giovane, aveva già esperienza. Era paziente, ma aveva deciso di intraprendere una relazione senza legami, per soddisfare i suoi bisogni. Conobbe Emma da qualche parte, chiarendole subito che non avrebbe mai potuto esserci qualcosa di serio. Allinizio Emma lo accettò senza problemi.

Emma si era appena separata dal marito. Aveva già un figlio, riceveva un buon assegno familiare, lavorava, e non aveva mai pensato di chiedere qualcosa a Marco, consapevole della differenza detà che li separava.

Marco disse che quando il bambino fosse nato, avrebbe fatto il test di paternità; se fosse stato suo, avrebbe aiutato, ma dichiarava che era colpa di Bianca e dei suoi principi antiquati. “È dura per un giovane rinunciare a tutto!” diceva.

Nessuno avrebbe potuto prevedere che Emma avrebbe voluto tenere il bambino. Non era chiaro dove sarebbe nata quella nuova vita.

Ora Marco implora Bianca di non interrompere tutto, giura di amarla, dice che Emma era solo un modo di sfogare i suoi impulsi fisici, che se Bianca fosse stata più moderna, Emma non sarebbe mai apparsa nella sua vita.

Come avrebbe reagito un uomo italiano? Marco promette che, se il bambino fosse suo, lo aiuterebbe economicamente, ma non vuole coinvolgersi nella sua crescita. Emma decise di avere il figlio, Marco le offrì subito soldi per interrompere la gravidanza, ma ormai è solo un suo problema.

Sarà giusto dare la colpa a Marco? È stata la sua natura maschile a prevalere, o forse Bianca dovrebbe fuggire da questo fidanzato, perché la mancanza di intimità non giustifica un tradimento, mai?

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

2 × 3 =

«Non prima del matrimonio!» – detto al fidanzato della sposa, che poi ha avuto una relazione segreta
Avevamo 22 anni quando ci siamo lasciati. Un giorno lui mi ha detto che non provava più lo stesso sentimento, che aveva bisogno di “qualcosa di diverso”. Pochi giorni dopo ho scoperto tutto da un’amica comune: mi ha chiamata chiedendomi se fosse vero che lui usciva con una donna molto più grande. Mi ha mandato una foto: lui abbracciava una donna decisamente più anziana in un bar. Non era una voce, era tutto vero. Quando mi chiedevano spiegazioni, non inventavo nulla: dicevo chiaramente che mi aveva lasciato per stare con una donna molto più grande di lui. Da lì è iniziato tutto. Una settimana più tardi, un’amica mi ha scritto su WhatsApp: “Ehi, tutto bene?”. Le ho chiesto il motivo, mi ha detto che lui raccontava cose strane su di me: che non mi lavavo, che avevo le ascelle maleodoranti, l’alito cattivo, che aveva visto dei pidocchi. Sono rimasta scioccata davanti allo schermo, senza sapere cosa rispondere. Poi i commenti sono aumentati. Un’altra amica mi ha chiamato dicendo che lui aveva ripetuto queste cose ad una festa, ridendo davanti a tutti: “Non sapete cosa ho sopportato”. Quando gli hanno chiesto perché non mi avesse lasciata prima, ha risposto: “Perché mi dispiaceva”. Ho iniziato a notare gli sguardi. Persone che prima mi salutavano normalmente ora mi guardavano male. Una collega gelosa mi ha offerto il deodorante “per sicurezza”. Non riuscivo a credere a quanto velocemente si potesse diffondere una bugia. Lui l’aveva detta una volta e poi continuava a ripeterla. L’ho scritto chiedendogli: “Perché dici queste cose su di me?”. Lui ha risposto dopo ore: “Hai iniziato tu a mentire su di me”. Gli ho detto che avevo solo raccontato la verità: che stava con un’altra donna. Lui ha risposto: “Non sono affari di nessuno”. Non ha mai negato quello che aveva detto, né ha mai fermato i commenti. Lasciava che tutto continuasse. Intanto usciva pubblicamente con quella donna, pretendendo che nessuno parlasse della differenza d’età. Io ero il danno collaterale. La relazione è finita ma il pettegolezzo è durato mesi. Ho dovuto cambiare ambiente, smettere di frequentare certi posti, allontanarmi da chi continuava a ripetere ciò che lui aveva detto. Lui ha continuato la sua vita. Noi donne, spesso, siamo quelle che pagano il prezzo più alto quando gli uomini sono insicuri.