Mio fratello mi ha chiamato dicendomi che i nostri genitori anziani erano ai ferri corti, ma la sua soluzione al problema mi ha lasciato davvero senza parole.

Lucia ha sessantanni. Due figli, una vita accanto al marito in un piccolo appartamento di due stanze alle porte di Firenze. Ma attenzione, non è proprio vivere insieme: da anni, ormai, Lucia sopporta quelluomo. Il carattere di Francesco è spigoloso, duro come il pane vecchio, orgoglioso e vanitoso. Ogni dettaglio della casa deve essere a modo suo: i quadri dritti, la moka esattamente nel cassetto in basso, le pantofole in fila ai piedi del letto. Per questo Lucia ha stretto i denti per così tanto tempo.

Figli ne hanno due. La figlia, Caterina, è sposata da dodici anni con Lorenzo: hanno pure acceso un mutuo per comprarsi il loro nido alle Sorgenti, e ora tutto il loro tredicesimo e la quattordicesima finiscono lì, tra pareti impregnate di sogni futuri. Lavorano entrambi: riescono a coprire le rate e a vestire bene i figlioli, cresciuti senza mai sentire il peso di una mancanza.

Mario, il fratello di Caterina, invece, vive da re: qualche appartamento nel centro di Bologna, una villetta tra gli uliveti del Chianti. Un giorno, mentre la città sobbalza oltre la finestra, Mario telefona a Caterina con la voce che sa di pioggia destate. «Mamma e papà hanno deciso di separarsi. Mamma lha deciso lei. Lhanno già venduto lappartamento, si sono divisi i soldi. Ho promesso a babbo che starà da me; tu invece ti prendi cura della mamma», dice lui.

«Che vuol dire, Mario? Dove la metto? Sai che abbiamo solo due stanze, ci sono i bambini… Dorme dove?», balbetta Caterina, smarrita come chi si sveglia da un sogno troppo confuso. Mario sbuffa, «E io cosa dovrei fare? La lasci da sola tua madre?». «Neanche Lorenzo sarà contento…», sussurra lei con la voce persa tra le coperte. «Fate voi», taglia corto Mario e riattacca.

Mario, intanto, ha già preparato per papà un monolocale con vista sulle colline. Non un pensiero in più. Caterina capisce che deve fare qualcosa. Finisce per chiedere un mutuo pure per la madre strano, le concedono la richiesta allistante. La nuova casa verrà intestata a Caterina, con la caparra pagata proprio con i risparmi di Lucia, quelli arrivati dalla vendita della vecchia casa. Poi rimane solo da lavorare e ancora lavorare, schiacciata dalle rate e dalle scadenze.

Lorenzo, intanto, ogni tanto cammina per casa e ha il sorriso storto. Non accetta fino in fondo la scelta della moglie. «A questa età, non si divorzia», dice. «Alla fine, il peso cade tutto sui figli. Così non si fa. È ingiusto».

Sul tavolo resta solo la luce della lampada, onde che si muovono lente tra ombre di sugo e il rumore di una moka lontana. Forse tutto questo era solo un sogno strano, oppure è la vita che gira su sé stessa, come i treni un po persi nella nebbia dItalia.

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